Pirateria agroalimentare: sequestrate 105 tonnellate di grano, 5 denunce

Sono oltre 105 le tonnellate di grano duro sequestrate in diverse regioni d’Italia dalla guardia di finanza, nel corso di un’operazione di contrasto alla pirateria agroalimentare condotta in collaborazione con Sicasov (Società cooperativa d’interesse collettivo agricolo dei selezionatori costitutori).

I finanzieri del Nucleo speciale beni e servizi hanno sviluppato un'analisi di rischio nel settore agroalimentare finalizzata a verificare il rispetto degli obblighi in materia di produzione e commercializzazione di varietà certificate di frumento duro.

Sulla base delle risultanze degli accertamenti preliminari e delle informazioni fornite da Sicasov, ente che tutela i diritti di proprietà intellettuale sulle varietà vegetali, sono state inviate segnalazioni ai Comandi provinciali interessati, che hanno dato corso agli interventi ispettivi.

Nel corso dei controlli sono emerse varie ipotesi illecite quali l’utilizzo di semi sprovvisti della prescritta certificazione, la vendita di grano delle varietà protette “Antalis”, “Marco Aurelio”, “Athoris”, “Avispa”, “LG Anubis” e“Tirex” senza aver assolto i relativi obblighi, la miscelazione di grano delle predette con altro di differenti varietà.

I controlli sono stati svolti dai Nuclei di polizia economico finanziaria di Bari, Potenza, Palermo, Caltanissetta ed Agrigento, dalle Compagnie di Termoli e San Severo e dalla Tenenza di Castellaneta.

Gli esami genotipici sui campioni prelevati sono stati condotti presso il laboratorio CREA di Foggia, specializzato nel settore.

Cinque persone sono state denunciate alle competenti Procure della Repubblica per l’ipotesi di reato di fabbricazione e commercio di beni usurpando titoli di proprietà industriale.

L’operazione si inserisce nel contesto delle attività svolte da guardia di finanza a contrasto alle frodi ed alla contraffazione nel settore agroalimentare, a tutela della produzione nazionale.

A Montepaone evento enogastronomico con degustazione gratuita di prodotti tipici calabresi

L'agroalimentare calabrese è sempre più “femminile”. Lo testimoniano le tante aziende a conduzione “rosa” e il loro crescente successo.

Sarà questo il filo conduttore della degustazione gratuita promossa dal progetto culturale “Naturium”, in programma sabato 26 settembre alle ore 11.30 a Montepaone Lido. Presso l'Urban Market di via Nazionale verranno proposti i gustosi prodotti tipici a marchio “CateriSana” (sottoli, confetture, ecc.) di Santa Caterina dello Ionio e i pregiati vini “Casa Ponziana” di Stignano. Due realtà che legano la natura e il buon cibo alla caparbia determinazione delle donne di Calabria.

Genuinità, sostenibilità ambientale e sviluppo delle tradizioni locali sono i principi che animano la start-up agroalimentare “CateriSana” nata nel 2018.

Atmosfere e radici magnogreche riecheggiano nei vini dell'azienda agricola biologica di Caterina Salerno “Casa Ponziana” battezzati con nomi che richiamano suggestioni lontane nel tempo: Agàpe, Himeros, Meléte, Philos.

All'evento sarà presente la locale condotta Slow Food, da sempre impegnata nella valorizzazione del patrimonio agricolo ed enogastronomico del territorio.

“L'iniziativa - spiega Giovanni Sgrò, fondatore del progetto Naturium - nasce nel contesto della nostra campagna 2020 che ha come tema la sensibilizzazione dei consumatori a una spesa più consapevole”.

Consapevolezza che, secondo “Naturium”, significa soprattutto orientare i propri acquisti sui buoni prodotti regionali calabresi, selezionati e raccolti nel “paniere” di qualità “100 per 100 Calabria”.

Lo stesso progetto “Naturium” si fa carico di individuare le eccellenze più meritevoli, da proporre e presentare al grande pubblico.

Una strategia che mira a rilanciare, con una scelta d'acquisto consapevole, l'economia regionale.

Nel paniere “100 per 100 Calabria” prodotti straordinariamente buoni, da scegliere e acquistare per trasformare la propria spesa quotidiana in un gesto d'amore per la Calabria. 

 

 

Controlli nelle Serre, sanzioni per migliaia di euro

Nel corso di una serie di servizi di controllo, i carabinieri forestali del Gruppo tutela dell'ambiente e del settore agroalimentare di Vibo Valentia hanno contestato illeciti amministrativi ed elevato sanzioni per circa 5 mila euro, nei comuni di Brognaturo, Gerocarne, Fabrizia e Filadelfia.

Le contestazioni hanno riguardato violazioni alle normative statali e regionali in materia di pascolo su terreni percorsi dal fuoco, mancata autorizzazione finalizzata alla potatura straordinaria di piante d'ulivo, scavi su terreni vincolati ed omessa tenuta dei registri.

Sanzioni amministrative, per circa 6 mila euro, anche a San Calogero, dove i militari hanno individuato alcune ditte prive o con aggiornamento parziale dei registri di carico e scarico dei rifiuti.

A Ricadi, invece, è stata elevata una sanzione amministrativa, per un importo di 3 mila euro, a carico di una persona sorpresa a trasportare generi alimentari su un veicolo privo di registrazione presso le competenti autorità, ai fini del trasporto di alimenti.

Infine, durante alcuni servizi effettuati nei comuni di Fabrizia, Serra San Bruno, Filadelfia, Cessaniti, Soriano Calabro e San Calogero, i militari hanno contestato illeciti amministrativi, con conseguenti sanzioni per un totale di circa 35 mila euro, a carico dei titolari di negozi alimentari nei quali venivano usate buste di plastica non conformi alla normativa vigente.

Contestualmente, sono stati sequestrati circa 110 chili di sacchetti non conformi.

  • Published in Cronaca

Rilancio agroalimentare: Gualtieri (Fai-Cisl) sollecita una sinergia tra imprenditori e lavoratori

"Avviare una forte sinergia tra imprenditori e sindacato per contribuire al rilancio del settore  agroalimentare". E’ quanto chiede il segretario della Fai Cisl di Catanzaro-Crotone-Vibo Valentia Daniele Gualtieri che, nel rivolgere le proprie congratulazioni e gli auguri di buon lavoro ai nuovi consiglieri e presidenti di sezione di Unindustria, chiede ai rappresentanti dell’organizzazione "di avviare un nuovo percorso di relazioni industriali al fine di sensibilizzare le tante aziende a sviluppare e diffondere la bilateralità nel territorio, strumento indispensabile per migliorare la tutela dei lavoratori, assicurando servizi e prestazioni integrative ai dipendenti  attraverso sostegno al reddito e politiche familiari". "Lavorare sinergicamente quindi – aggiunge Gualtieri - per tutelare il lavoro, puntando sulla contrattazione territoriale, avviata da tempo in agricoltura ma non ancora nell’agroalimentare, sulla formazione, sulla valorizzazione delle nostre eccellenze, garantendo la tutela dei diritti dei lavoratori e la loro protezione sociale nelle situazioni di crisi". "La collaborazione tra imprenditori e lavoratori - dice  ancora Gualtieri - e una relazione tra associazioni datoriali e sindacato improntata alla responsabilità, rappresentano una grande opportunità per l’intero comparto agroalimentare, perché indispensabile alla tutela del lavoro di qualità e alla programmazione di grandi investimenti in ricerca, innovazione, nuove tecnologie, qualità di processo e di prodotto, valorizzando il lavoro, elevando competitività, flessibilità e mutualità. Solo così possiamo dare ulteriore slancio ad un comparto che anche in tempi di crisi vanta buone dinamiche economiche, nel nostro territorio  ancor di più che nelle altre parti del Paese. Le politiche agroalimentari devono infatti essere considerate dalle istituzioni, dalla politica, delle associazioni imprenditoriali, dalle parti sociali un fattore trainante di crescita e sviluppo, con una maggiore programmazione degli interventi di sostegno capaci di tutelare e valorizzare soprattutto i nostri prodotti e i processi lavorativi che avvengono nelle nostre realtà, prestando sempre più attenzione e tutela al made in Italy, con un più  efficace e necessario  coordinamento tra le diverse amministrazioni pubbliche, attuando politiche che  rendano più e meglio accessibile il credito per le medie e piccole aziende. Agire insieme quindi per avere  una burocrazia più snella, un migliore utilizzo delle risorse per incentivare la creazione di reti di impresa e filiere ben organizzate e strutturate, che consentano di superare la frammentazione delle aziende e di migliorare la competitività sui mercati sempre più internazionalizzati, ridando soprattutto valore al lavoro e mettendolo al centro dei processi aziendali". 

 

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