Violenze sessuali su bambina di 7 anni, arrestato il padre e un amico di famiglia

Avrebbero abusato sessualmente di una bambina di soli sette anni, affetta da disabilità intellettiva media: è questa l’accusa contestata dalla Procura di Crotone al padre e all’amico di famiglia, entrambi arrestati dai carabinieri e tradotti nel carcere del capoluogo pitagorico.
Nel pomeriggio di oggi, i carabinieri del Nucleo operativo della Compagnia di Crotone, in collaborazione con i militari della Stazione di Scandale, hanno dato esecuzione all’ordinanza applicativa della misura cautelare della custodia in carcere, emessa dal Tribunale di Crotone, nei confronti dei due ultracinquantenni, indiziati del reato di maltrattamenti in famiglia e abusi sessuali su minore.

Gli abusi sarebbero stati commessi a Scandale, piccolo centro della provincia crotonese, in un contesto familiare di gravissimo degrado socio-culturale. La madre della bambina, anch’essa presunta vittima di maltrattamenti fisici e verbali, avrebbe tentato più volte di fermare il marito,
assistendo in più occasioni agli abusi sessuali che la piccola avrebbe subito, anche dall’amico di famiglia, con la complicità del padre, fin da quando aveva pochi anni di vita. Le indagini sono state avviate dopo la segnalazione degli assistenti sociali del Comune crotonese che hanno
notato i comportamenti inusuali della bambina.

E’ seguita la segnalazione ai carabinieri che, nel corso delle indagini, avrebbero fatto luce su una realtà ritenuta “raccapricciante”. I racconti puntuali forniti dalle presunte vittime, le intercettazioni telefoniche e ambientali e le testimonianze raccolte sono confluite nell’inchiesta che, nonostante le difficoltà, ha permesso di arrestare i due presunti responsabili e collocare la madre e la bambina in strutture protette

Maltrattamenti e stalking alla compagna: arresti domiciliari e braccialetto elettronico per un 41enne

Un crotonese di 41 anni, indagato per maltrattamenti in famiglia, stalking e percosse, è stato tratto in arresto dalla locale Squadra mobile, nei cui confronti ha eseguito la misura cautelare degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico, disposta dal gip del Tribunale pitagorico. 

Il provvedimento cautelare, richiesto dalla locale Procura della Repubblica, è scaturito a seguito della denuncia della donna e dei successivi accertamenti investigativi, che hanno permesso di ricostruire la vicenda connotata da numerosi presunti episodi di minacce e sopraffazioni dell’uomo che in varie occasioni avrebbe offeso, minacciato ed anche percosso la compagna, peraltro in stato di gravidanza.

Anche dopo la denuncia, l’uomo avrebbe continuato con le sue condotte vessatorie, tempestando la donna di messaggi minatori e appostandosi sotto casa, inducendola a richiedere l’intervento delle forze dell’ordine.

Pertanto, la Procura della Repubblica, accogliendo le risultanze delle indagini, ha chiesto il provvedimento cautelare al gip, il quale ha emesso la misura degli arresti domiciliari, cui si aggiunge anche l’applicazione del braccialetto elettronico, strumento che assicura una tutela rafforzata per le vittime di reato, in quanto consente alle forze dell’ordine di monitorare in tempo reale il soggetto ristretto, permettendo in tal modo una risposta tempestiva.

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Badante maltratta e abbandona una donna di 88 anni: arrestata

I carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria, con il supporto in fase esecutiva dei colleghi di Pordenone, hanno rintracciato e tratto in arresto, in esecuzione di un’ordinanza di applicazione di misura cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Palmi, una 36enne di nazionalità georgiana, ritenuta responsabile di maltrattamenti in famiglia e abbandono di persona incapace.

Il provvedimento scaturisce dagli esiti di un’attività d’indagine svolta dai militari della Compagnia di Gioia Tauro (Rc), volta a documentare i presunti maltrattamenti e le reiterate condotte violente, commessi in poco meno di due mesi, nei confronti di una 88enne del posto che veniva assistita per motivi di salute.

La 36enne – assunta come collaboratrice domestica, con la possibilità di occupare una stanza dell’abitazione e trasferirvi il proprio domicilio – in diverse occasioni, avrebbe abbandonato la sera la donna in casa per far rientro in tarda mattinata, incurante delle condizioni della persona a lei affidata, impossibilitata a muoversi e sprovvista di cibo e acqua.

I familiari, che hanno continuato comunque ad occuparsi dell’anziana donna, si sono accorti del repentino peggioramento delle condizioni di salute e insospettiti hanno avvisato i carabinieri che, attraverso i sistemi di videosorveglianza installati all’interno dell’abitazione, sono riusciti ad aver un quadro completo di cosa stesse accadendo.

Nel corso delle indagini sarebbero stati anche registrati episodi di violenza fisica ai danni dell’anziana che, per tutto il periodo, avrebbe subito senza alcuna possibilità di reagire.

Pertanto, la badante, una volta rintracciata, è stata tratta in arresto in provincia di Pordenone, dove nel frattempo era stata assunta regolarmente da un’altra anziana.

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Colpisce un familiare con le forbici, arrestato

Nel pomeriggio di ieri, la polizia ha tratto in arresto, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Cosenza, un 30enne del luogo, accusato di maltrattamenti in famiglia e lesioni nei confronti di un congiunto.

Tutto ha avuto inizio lo scorso 29 novembre, quando, al culmine di una furiosa lite, un uomo è stato colpito al volto con delle forbici. Il ferimento sarebbe stato compiuto dall’indagato che, in preda ad un forte stato di agitazione e alterazione psico-fisica dovuta all’assunzione di sostanze stupefacenti, si sarebbe scagliato contro il familiare. Da quanto denunciato dalla presunta vittima, si sarebbe trattato dell’ennesimo episodio di violenza, consumato dal presunto aggressore, a causa dallo stato di tossicodipendenza.

L’attività d’indagine avviata in seguito alla denuncia ha consentito di accertare i reati contestati, attraverso le dichiarazioni di testimoni e le evidenze acquisite in occasione dei numerosi interventi effettuati dalle forze di polizia e quindi di procedere nei confronti dell’indagato, a garanzia della sicurezza e della tutela delle presunte vittime.

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Atti persecutori ai danni dell’ex compagna, arrestato

Nei giorni scorsi, la polizia ha arrestato un 57enne reggino, colto in flagranza del reato di atti persecutori ai danni dell’ex compagna.

Ricevuta la richiesta d'aiuto al numero d’emergenza, gli agenti hanno raggiunto la donna ed individuato l’uomo intento ad attenderla nei pressi dell’uscita dell’esercizio commerciale dove la malcapitata si era rifugiata per sfuggire alle molestie.

La presunta vittima ha riferito agli operatori di aver subito in più circostanze le condotte violente e vessatorie dell’uomo, che in alcuni casi avrebbero interessato anche la figlia minore. Tali circostanze sarebbero state confermate dall’ex marito della donna che avrebbe riferito di esser stato testimone delle condotte moleste dell’uomo.

Alla luce di quanto emerso, all’esito delle formalità di rito, l’autorità giudiziaria ha disposto per il 57enne la misura cautelare del divieto di avvicinamento alla parte offesa.

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Minaccia e maltratta le sorelle, uomo allontanato da casa nel Vibonese

Gli uomini della Squadra mobile di Vibo Valentia e del Posto fisso di Tropea hanno eseguito un’ordinanza di misura cautelare personale dell’allontanamento dalla casa familiare, nonché il divieto di avvicinamento alle persone offese e ai luoghi da esse frequentate nei confronti di un tropeano, già raggiunto da Ammonimento del Questore di Vibo Valentia.

Il provvedimento - motivato dai reati di maltrattamenti in famiglia aggravati, lesioni personali e violenza privata - rappresenta il risultato dell’attività di indagine avviata lo scorso 29 dicembre, in seguito alle denunce effettuate dalle presunte vittime, ovvero le sorelle dell’uomo.

Il destinatario della misura, dovrà attenersi ad una serie di prescrizioni in forza delle quali gli viene imposto di lasciare la casa familiare, di non avvicinarsi ai luoghi abitualmente frequentati dalle vittime e, comunque, di mantenere da loro una distanza non inferiore ai 250 metri.

 

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Maltrattamenti e stalking ai danni della fidanzata, manette per un 26enne

I poliziotti della Questura di Crotone hanno eseguito la misura cautelare degli arresti domiciliari disposta dal gip nei confronti di un ventiseienne di Isola di Capo Rizzuto (Kr), ritenuto responsabile di numerosi episodi di maltrattamenti e minacce nei confronti della fidanzata.

Le indagini sono scattate in seguito alla denuncia della ragazza ventunenne che, negli ultimi due anni e mezzo di relazione, sarebbe stata ripetutamente vittima di condotte vessatorie mai denunciate per timore di ritorsioni.

Gli episodi avrebbero raggiunto il culmine quando la giovane, esasperata dalla situazione, ha deciso di troncare il rapporto sentimentale, subendo la reazione del fidanzato che le avrebbe provocato la frattura di un dito della mano,

Come se non bastasse, con minacce, chiamate e messaggi insistenti, l’uomo avrebbe cercato d’indurre la ragazza a ritornare sui passi.

Dalle indagini è, quindi, emerso un quadro indiziario sulla base del quale la Procura della Repubblica di Crotone ha avanzato richiesta al gip che ha emesso il provvedimento restrittivo nei confronti dell’uomo che è stato posto agli arresti domiciliari.

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Picchia e maltratta la moglie, arrestato

Un 50enne è stato  arrestato dalla polizia di Stato a Cosenza, con l’accusa di maltrattamenti in famiglia.

L’arresto è avvenuto in seguito ad una chiamata al 113, con la quale la figlia dell’indagato ha segnalato l’aggressione di cui sarebbe stata vittima la madre.

Giunti a casa della coppia, gli agenti hanno trovato il 50enne che, in preda all’ira, nonostante la loro presenza avrebbe cercato di colpire la moglie.

Le successive dichiarazioni rilasciate dalla presunta vittima, hanno fatto emergere un contesto segnato da violenze e aggressioni fisiche e verbali che andavano avanti da tempo.

La malcapitata, per le ferite riportate, è stata sottoposta alle cure dei sanitari del pronto soccorso dell’ospedale dell’Annunziata.

L’uomo, dopo gli accertamenti di rito, è stato tradotto nella locale casa circonadariale.

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