Le fiamme gialle donano alla Croce rossa detergenti confiscati

Il Gruppo della Guardia di Finanza di Lamezia Terme nei giorni scorsi ha provveduto alla consegna, in favore del locale comitato della Croce Rossa Italiana, di oggetti per i quali l’autorità amministrativa competente ha disposto la confisca definitiva ed ha autorizzato la donazione su richiesta delle fiamme gialle lametine.

Si tratta di 1.200 litri di prodotti detergenti per l’igiene personale e domestica che le Fiamme Gialle avevano sequestrato nell’aprile del 2020 nel corso di una delle molteplici operazioni eseguite nel periodo di emergenza pandemica causata dal virus “Covid-19” per contrastare le speculazioni commerciali che nel predetto arco temporale erano diffuse.

Il sequestro aveva riguardato le materie destinate alla produzione di disinfettanti da parte di un’azienda che non era in possesso delle prescritte autorizzazioni. Alla definizione del relativo procedimento amministrativo, l’Autorità competente aveva disposto la distruzione dei materiali ed è stato lo stesso titolare dell’azienda a proporre di poter trasformare gratuitamente le materie prime in detergenti (attività per la quale è autorizzato) per essere poi donati in beneficenza.

Pertanto, la Guardia di Finanza, ha istruito l’iter burocratico necessario per chiedere ed ottenere da parte della Regione Calabria (Autorità competente), le necessarie autorizzazioni allo scopo.

La vicenda, quindi, si conclusa con la consegna dei detergenti al comitato della Croce Rossa di Lamezia Terme, alla presenza della responsabile, sig.ra Teresa Ferrise che ha ringraziato le Fiamme Gialle lametine per la sensibilità dimostrata, poiché i beni ricevuti dalla Guardia di Finanza permettono all’organizzazione di volontariato di far fronte al quotidiano fabbisogno nei diversi ambiti in cui presta la sua importante opera di volontariato.

'Ndrangheta, operazione "Metropoli - Hidden economy": 13 fermi, sequestrate due attività imprenditoriali

I finanzieri dei Comandi provinciali di Pavia e Milano unitamente a militari dello Scico di Roma hanno dato esecuzione a provvedimenti delegati dalla Procura della Repubblica di Milano, nei confronti di 13 indiziati di appartenere ad un’associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti, aggravata dal metodo mafioso, intestazione fittizia di beni, detenzione e porto illegali di armi.

In particolare, le fiamme gialle hanno eseguito un fermo di indiziato di delitto nei confronti di 13 soggetti ed un sequestro preventivo d’urgenza nei confronti di due attività imprenditoriali.

I provvedimenti rappresentano l’epilogo di una complessa attività investigativa denominata “Metropoli – Hidden economy”, coordinata dalla Dda milanese e condotta dai Nuclei di polizia economico-finanziaria di Milano e Pavia, con il supporto del Servizio centrale investigazione criminalità organizzata di Roma, che ha consentito di ricostruire le attività di un’associazione criminale composta da soggetti dediti, a vario titolo, al traffico di cocaina, hashish e marijuana e all’intestazione fittizia di beni, con al vertice il figlio dello storico esponente apicale di un sodalizio di ‘ndrangheta del quartiere Comasina di Milano.

Le investigazioni economico-finanziarie hanno permesso di ricostruire i flussi di danaro e rilevare come una carrozzeria, utilizzata dagli indagati anche per la riparazione di auto in danno di istituti assicurativi ed un negozio di articoli sportivi, entrambi ubicati nella provincia di Milano e formalmente intestati a terzi soggetti, fossero in realtà riconducibili all’indagato principale.

Le indagini hanno altresì permesso di ricostruire le rotte dello stupefacente, con sequestri effettuati anche nel territorio della Confederazione Svizzera, episodi estorsivi nei confronti dei clienti morosi ed un traffico di armi anche da guerra, quali mitragliatori Kalashnikov riforniti da cellule calabresi e balcaniche collegate.

Durante l'operazione sono state effettuate perquisizioni in tutta la Lombardia con il supporto di altri reparti e di mezzi aerei della guardia di finanza.

Caro carburanti, scoperti numerosi illeciti

È alta l'attenzione della Guardia di Finanza - anche su indicazioni del Ministero dell'Economia e delle Finanze - nel monitoraggio dei prezzi dell'energia, considerato, tra l'altro, il noto e rilevante incremento del costo del carburante per autotrazione registratosi negli ultimi mesi. 

Si tratta di un'attività a tutto campo, che vede il Corpo operare a supporto dell'Autorità Giudiziaria, dell'Autorità Garante per la concorrenza e il mercato (AGCM), dell'Autorità di regolazione per energia, reti e ambienti (ARERA) nonché del Garante per la sorveglianza dei prezzi istituito presso il Ministero dello sviluppo economico, anche al fine di intercettare eventuali manovre speculative a danno dei consumatori.

Inoltre, sono state avviate, d'iniziativa, attività riconducibili a uno specifico "piano d'azione" che vede coinvolti i Reparti sull'intero territorio nazionale e che prevede l'esecuzione di controlli - specie in concomitanza con i periodi di maggiore traffico veicolare - volti alla verifica dell'obbligo di comunicazione giornaliera al Ministero dello Sviluppo Economico dei prezzi praticati alla pompa da parte dei distributori stradali. 

Nei primi 5 mesi dell'anno in corso, sono stati svolti, al riguardo, circa 1.320 interventi di specie, rilevando oltre 690 violazioni. 

Tali attività mirano alla verifica, oltre che degli oneri di comunicazione, anche del rispetto degli obblighi di esposizione e pubblicizzazione dei prezzi e sono estese, ove ne ricorrano i presupposti, per rilevare possibili frodi, manovre anticoncorrenziali o pratiche commerciali scorrette. 

Il settore dei prodotti energetici va presidiato anche in ragione del rischio di frodi fiscali che interessa il comparto. 

In tale ambito, sono stati eseguiti dalla Fiamme Gialle oltre 850 interventi e sono state concluse circa 100 deleghe di polizia giudiziaria, che hanno consentito di constatare oltre 230 milioni di euro di imposta evasa, di sequestrare prodotti per oltre 630 tonnellate e di ricostruire un consumato in frode pari a 177 mila tonnellate. I denunciati  sono stati 350. Inoltre, sono stati svolti circa 20 mila controlli sulla circolazione dei prodotti sottoposti ad accise e ad imposte di consumo,

A titolo esemplificativo, si segnala l'operazione "Oro nero" del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Pescara che, lo scorso 16 marzo, ha portato alla luce l'architettura di un sistema fraudolento in cui fornitori nazionali ed europei vendevano il carburante a distributori indipendenti a un prezzo apparentemente allineato ai valori di mercato, ma in realtà illecitamente concorrenziale grazie all'interposizione di società "cartiere". Gli indagati, attinti da un sequestro preventivo di 8 milioni di euro, viaggiavano con autocisterne piene di carburante procacciato a prezzo agevolato e venduto ai distributori stradali, i quali massimizzavano ulteriormente il profitto praticando prezzi elevati "alla pompa". 

Per prevenire e reprimere gli illeciti nel settore è stata da tempo avviata un'attività di screening della filiera, che attraverso la "cabina di regia" istituita presso il Comando Generale della guardia di finanza ha permesso di verificare le attività di oltre 1.500 entità giuridiche sospette, prese a base per successivi approfondimenti volti ad avviare specifiche attività ispettive.

Frodi in agricoltura, sequestro di beni per mezzo milione di euro

I finanzieri del Comando provinciale di Reggio Calabria hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo di somme di denaro, beni mobili e immobili per un valore di circa 500 mila euro, emesso nell’ambito di una indagine delegata dalla Procura della Repubblica di Palmi, per reati in materia di frodi finalizzate al conseguimento di erogazioni pubbliche.

I provvedimenti scaturiscono da complesse investigazioni che avrebbero portato alla luce l’esistenza di condotte illecite connesse a fenomenologie fraudolente a danno del bilancio dell’Unione europea inerenti alla percezione, da parte di aziende agricole locali, di somme derivanti da interventi sovvenzionati da Fondi comunitari.

Tali condotte, che sarebbero consistite nella falsa attestazione della disponibilità di terreni agricoli finalizzata alla percezione di finanziamenti poi elargiti dall’Agenzia della Regione Calabria per le Erogazioni in Agricoltura, determinerebbero responsabilità di carattere penale a carico di due imprenditori agricoli, fatti salvi ulteriori approfondimenti che saranno eseguiti, anche in favore degli indagati, nel corso del procedimento che attualmente pende nella fase delle indagini preliminari, e la conferma delle ipotesi investigative sinora formulate negli eventuali successivi gradi di giudizio.

Giochi new slot con scheda clonata sequestrati in Calabria

Nei giorni scorsi, finanzieri del Comando provinciale Cosenza, funzionari dell’ufficio dei Monopoli per la Calabria e del gruppo Cp Operazioni della direzione generale dell’Agenzia delle accise, delle dogane e dei monopoli (Adm), coordinati dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Catanzaro, hanno sottoposto a sequestro 32 apparecchi da gioco muniti di scheda clonata ed oltre 16 mila euro, ritenuti frutto dell’illecita attività di frode informatica.

Per tale ipotesi di reato risulta indagato l’amministratore/legale rappresentante di una società di Castrovillari (Cs), dedita alla gestione/noleggio di tali apparecchi da divertimento presso vari esercizi commerciali della provincia di Cosenza ed in Lombardia, Campania e Basilicata.

Il servizio trae origine da alcuni spunti investigativi derivanti dalla segnalazione di una società specializzata nella manutenzione di smart card di videogiochi in merito alla presenza di una scheda palesemente alterata, inviata per la riparazione dal citato gestore di Castrovillari.

A seguito di ulteriori approfondimenti e riscontri eseguiti dalle fiamme gialle e dai funzionari Adm, la Procura della Repubblica di Catanzaro, competente sui reati informatici, ha disposto perquisizioni sia presso il magazzino del gestore castrovillarese che presso gli esercizi commerciali dove erano installati i congegni da gioco.

All’esito delle perquisizioni, è stato accertato che 32 apparecchi su 87 erano irregolari, in quanto muniti di una doppia scheda da gioco, abilmente occultata in apposito doppio fondo, che permetteva di eludere il conteggio delle giocate ed evadere le imposte dovute all’erario (il cosiddetto prelievo unico erariale).

I videogiochi del tipo new slot, come quelli in questione, sono apparecchi da divertimento che erogano vincite in denaro e sono collegati alla rete telematica dell’Adm a cui inviano, in automatico, i dati sulle giocate effettuate. Su queste vengono determinate le imposte da versare.

Nel caso di specie, la presenza di una doppia scheda permetteva di inoltrare solo dati parziali e, di conseguenza, veniva dichiarato meno del dovuto, al fine di evadere le imposte.

L’ipotesi investigativa è dunque che sia stata realizzata una frode informatica.

 

Caro carburanti, sanzionati 34 impianti

Nel quadro dell’intensificazione dei servizi di controllo economico del territorio volti a monitorare l’andamento dei prezzi del carburante, in questo periodo caratterizzato da brusche impennate, i finanzieri del Comando provinciale di Cosenza, nell’ultima settimana, hanno sanzionato 34 gestori di impianti stradali.

Le attività – condotte dai Reparti territoriali della Provincia in un’azione coordinata sviluppata a seguito di autonoma attività di analisi – hanno permesso di individuare, a carico di diversi impianti della provincia bruzia, la mancata effettuazione, al Ministero dello Sviluppo economico, delle comunicazioni relative ai prezzi praticati del carburante commercializzato.

Come previsto per legge, infatti, tutti i gestori degli impianti stradali di carburante sono tenuti alla comunicazione dei prezzi al cd. “Osservaprezzi carburanti”, strumento che permette la consultazione, in tempo reale, dei valori di vendita dei prodotti energetici praticati su tutto il territorio nazionale e disponibile a tutti i cittadini (sito internet: https://carburanti.mise.gov.it/ospzSearch/home).

Gli accessi delle fiamme gialle hanno riguardato, inoltre, la corretta pubblicizzazione dei prezzi dei carburanti “alla pompa”, attraverso la verifica della corrispondenza tra il valore effettivamente praticato e quello indicato alla clientela, nonché le modalità di esposizione della cartellonistica, sia sulla carreggiata stradale che all’interno delle stazioni di rifornimento.

Nel corso degli interventi, i finanzieri hanno rilevato diversi casi di violazione sistematica agli obblighi di legge, come, ad esempio, nel caso di un distributore di Cosenza, dove un gestore aveva omesso di fornire le indicazioni sui prezzi sin dal mese di ottobre 2020, per complessive 65 mancate comunicazioni.

A conclusione di tali controlli, sono state contestate violazioni amministrative per oltre 740 mila euro.

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Tre chili di hashish nascosti in pullman, manette per un 34enne

I finanzieri del Comando provinciale di Reggio Calabria hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari, emessa dal locale Tribunale, nei confronti di un trentaquattrenne di Vittoria (Rg) per traffico di sostanze stupefacenti.

Le indagini sono state avviate lo scorso mese di settembre, quando i militari di Villa San Giovanni, nel corso di un servizio finalizzato al contrasto dei traffici illeciti, avevano fermato, per un controllo di routine, un pullman proveniente da Napoli e diretto a Catania. Nell’occasione, il cane antidroga aveva fiutato, nel vano portabagagli, uno zaino contenente tre chili di hashish, sequestrati nei confronti di ignoti.

All’esito dei successivi approfondimenti investigativi, coordinati dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria sono stati individuati due presunti responsabili: un 34enne italiano e una 21enne venezuelana.

Entrambi, allo stato, sono indagati per la violazione della normativa in materia di sostanze stupefacenti: il primo agli arresti domiciliari, la seconda in stato di libertà.

La droga sequestrata, qualora venduta al dettaglio, avrebbe potuto fruttare circa 30 mila euro.

Incendio su un traghetto tra Grecia e Brindisi, 13 dispersi

Alle prime ore dell’alba di oggi, i militari della guardia di finanza hanno partecipato ad un’operazione di salvataggio a bordo della nave traghetto Euroferry Olympia della Grimaldi lines. La nave, salpata intorno all'1.20 dal porto greco di Igoumenitsa con direzione Brindisi, ha preso fuoco mentre si trovava in navigazione nel mar Ionio a nord di Corfù, a circa 9 miglia dalla costa.

Delle 277 persone a bordo, di cui 51 membri dell'equipaggio, 243 sono stati tratti in salvo dai finanzieri italiani del pattugliatore multiruolo Monte Sperone che, per le attività di salvataggio, ha utilizzato anche i due gommoni presenti a bordo.

Al termine delle operazioni di soccorso, alle quali ha preso parte anche la guardia costiera ellenica, si sono contati 13 dispersi.

L’incendio risulta essere partito dalla stiva per cause ancora da accertare.

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il ministro dell’Economia e delle finanze Daniele Franco si sono complimentati con il comandante generale della guardia di finanza, generale Giuseppe Zafarana per il salvataggio dei passeggeri operato dall’equipaggio del pattugliatore delle fiamme gialle.

 

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