'Ndrangheta, 34 persone arrestate per traffico internazionale di droga

Trentaquatto sospetti appartenenti alla 'ndrangheta sono stati catturati dai militari del Gico (Gruppo investigazione criminalità organizzata) della Guardia di Finanza. Sono accusati di aver smerciato ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti tra la Colombia e l'Europa. Alcuni provvedimenti restrittivi eseguiti nell'ambito delle indagini condotte dalla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria sono stati effettuati in Spagna. Le indagini sono state svolte con il supporto della Dea (Drug enforcement administration), agenzia federale antidroga degli Stati Uniti. Otto le tonnellate di cocaina sequestrate. I corrieri trasportavano la "polvere bianca" servendosi di velieri. Gli inquirenti, inoltre, hanno sottoposto a sequestro un patrimonio il cui valore complessivo è vicino ai cinque milioni di euro. 

Fabbricato costruito su suolo demaniale: sequestrata l'area

Un terreno della grandezza di mille metri quadri è stato posto sotto sequesto da personale della Guardia costiera e del Reparto operativo aeronavale della Guardia di Finanza di Vibo Valentia. Gli accertamenti compiuti hanno permesso di appurare, secondo gli investigatori, che un immobile in muratura era stato edificato, nel Vibonese, su una superficie appartenente al Demanio marittimo, senza alcuna autorizzazione o concessione. Una denuncia è stata notificata al presunto autore del reato. 

'Ndrangheta, sequestrati beni per 6 milioni di euro

Un patrimonio che ammonta complessivamente a 6 milioni di euro è stato posto sotto sequestro dai militari della Guardia di Finanza. Nel mirino delle Fiamme Gialle di Reggio Calabria una rinomata struttura turistica, due concessionarie che disponevano di cinquanta autovetture, oltre a due aziende attive nel comparto delle pulizie e titolari di appalti assegnati dall'Amministrazione Comunale di Palmi. Secondo gli investigatori, la proprietà dei beni, sebbene attribuita sulla carta a sei soggetti che fungevano da "teste di legno", sarebbe riconducibile ad una persona sospettata di contiguità con la cosca di 'ndrangheta Parrello. Sette i soggetti denunciati.  

Pretendeva di entrare gratis nei locali: arrestato per estorsione

I militari della Guardia di Finanza hanno arrestato un uomo accusato di estorsione aggravata dal metodo mafioso. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, per un decennio si sarebbe reso autore di azioni intimidatorie al fine di beneficiare degli accessi e delle consumazioni a titolo gratuito in diversi locali notturni di Lamezia Terme. L'inchiesta, avviata a gennaio dello scorso anno, è stata portata avanti dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro. Gli inquirenti, indagando su vicende di altra natura, sono venuti a sapere che un barman era stato malmenato dal soggetto tratto in arresto oggi ed al quale si era rivolto affinché pagasse la consumazione. E' stato così che hanno scoperto non trattarsi di un episodio isolato. L'indagato, sostengono gli investigatori, si faceva scudo della "vicinanza a cosche ‘ndranghetistiche locali"

Indagine su falsi braccianti: danno erariale di 3 milioni di euro

I militari della Guardia di finanza  hanno trasmesso una segnalazione alla Corte dei conti in riferimento ad un danno all'Erario pari a 3 milioni di euro. Il reato da cui essa è scaturita è quello di illecita percezione di finanziamenti pubblici in materia di disoccupazione agricola, maternità e malattia. Si tratta di un'appendice dell'operazione "Arcadia 2", eseguita cinque mesi fa. Al centro dell'inchiesta, condotta dalle Fiamme Gialle di Catanzaro, la posizione di 459 falsi braccianti che, secondo quanto ipotizzano gli inquirenti, si sarebbero intascati gli indennizzi. Coinvolti nell'indagine, nell'ambito della quale erano stati effettuati due arresti e sequestrati beni del valore di tre milioni di euro, altri cinque soggetti che avrebbero favorito le illecite erogazioni di denaro. 

'Ndrangheta, operazione contro il clan Commisso: 18 arresti nella Locride

Militari del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria, coadiuvati dai colleghi dello Scico (Servizio centrale di investigazione sulla criminalità organizzata) hanno dato avvio nelle prime ore di oggi ad una vasta retata, in va di conclusione in questi minuti, che ha smantellato un'organizzazione dedita, secondo la ricostruione degli inquirenti, all'esercizio abusivo del credito, all'estorsione ed all'usura. Diciotto le ordinanza di custodia cautelare disposte sulla scorta di un'inchiesta portata avanti dalla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria. I destinatari dei provvedimenti disposti dal Giudice delle indagini preliminari sono sospettati di essere organici al clan Commisso, una cosca di 'ndrangheta i cui interessi criminali gravitano nel comprensorio di Siderno, area jonica del Reggino. Nell'ambito della medesima operazione, le Fiamme Gialle, inoltre, stanno apponendo i sigilli ad appartamenti, autoveicoli ed appezzamenti di terreno.

Scoperta evasione fiscale per due milioni di euro nel vibonese

Evasione fiscale per 1,8 milioni di euro. E' quanto hanno scoperto i finanzieri della Tenenza di Tropea nel corso di una serie di accertamenti che hanno interessato i titolari di alcune attività economiche operanti lungo la "Costa degli dei". Oltre all'evasione fiscale ed a violazioni di carattere amministrativo, le fiamme gialle hanno rilevato illeciti perseguibili penalmente. Tra le numerose irregolarità registrate l'omessa/infedele presentazione delle prescritte dichiarazioni annuali ai fini delle Imposte sui redditi e dell'IVA. La ricostruzione dei ricavi sottratti a tassazione è stata supportata da specifici controlli incrociati nei confronti di clienti, nonché dall'acquisizione di ulteriori dati che hanno consentito di avvalorare la specifica attività ispettiva di natura economico-patrimoniale. E' stato altresì accertato l'utilizzo di fatture afferenti ad operazioni economiche inesistenti per oltre 2 milioni di euro, nonché l'emissione per oltre 600 mila Euro. All'Autorità giudiziaria, interessata anche ai fini dell'adozione della misura cautelare del sequestro per equivalente fino all'ammontare delle imposte evase, sono state deferite, per violazione del D.lvo 74/2000, tre persone, a piede libero.

Guardia di Finanza salva famiglia da auto in fiamme

Un'intero nucleo familiare, tra cui due bambini, è stato tratto in salvo da un'auto in fiamme grazie al tempestivo intervento di una pattuglia della Guardia di Finanza di Amantea, lungo la statale 107, tra Paola e Cosenza. Mentre percorrevano la strada, nella parte sottostante il veicolo che li precedeva, i militari hanno notato un principio d'incendio. A quel punto, poco prima che imboccasse una galleria, le Fiamme Gialle hanno fermato il veicolo i cui occupanti non si erano accorti di nulla. Appena arrestata la corsa, l'auto è stata immediatamente avvolta dalle fiamme che, in attesa dell'arrivo dei Vigili del Fuoco, sono state contenute dai finanzieri grazie all'estintore in dotazione all'auto di servizio.

 

Subscribe to this RSS feed