Nascondeva un'arma artigianale in cassaforte, arrestato

Ricettazione e detenzione illegale di arma artigianale da sparo. Questi i reati contestati ad una persona arrestata ieri sera a Castrovillari dai poliziotti del locale commissariato.

L’arresto è avvenuto al termine di una perquisizione domiciliare, durante la quale, in una cassaforte a muro nascosta dietro un baule, è stata rinvenuta un’arma artigianale da sparo.

In seguito alla verifica balistica eseguita dagli specialisti in servizio presso la Questura di Cosenza, è emerso che l’arma poteva esplodere munizioni calibro 28.

Pertanto, l’indagato è stato arrestato e posto ai domiciliari.  

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Unità cinofile antiveleno al lavoro in Calabria, bocconi sospetti individuati in area protetta

Unità cinofile antiveleno dei carabinieri forestale sono state impegnate nei giorni scorsi nelle province calabresi, al fine di prevenire e contrastare l’uso illegale di sostanze letali.

I cani antiveleno hanno effettuato numerose ispezioni nei comuni di Pallagorio (Kr), Cropani (Cz), Cutro (Kr), Casabona (Kr), Melissa (Kr), Carfizzi (Kr), Cerchiara di Calabria (Cs), Castrovillari (Cs), Morano Calabro (Cs), Caloveto (Cs),  Cropalati (Cs) Paludi (Cs), San Pietro in Guarano (Cs), Celico (Cs) e Serra Pedace (Cs).

In particolare, a Castrovillari e Morano Calabro, in aree ricadenti nel perimetro del Parco nazionale del Pollino, sono stati rinvenuti alcuni bocconi presumibilmente avvelenati composti da parti di animali provenienti da scarti di macellazione. L’intervento di ricerca dei bocconi ed ispezione dei luoghi si è protratto per alcune ore, al fine di bonificare le zone interessate.

Al termine dell’attività, i militari hanno acquisito elementi ritenuti interessanti per individuare i responsabili.  I bocconi sono stati repertati e attraverso il servizio veterinario “Area C” di Castrovillari (CS), trasferiti per gli esami di rito e la ricerca dell’eventuale elemento tossico all’Istituto zooprofilattico competente. 

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Duplice omicidio in Calabria, un uomo e una donna uccisi a colpi di pistola

Un uomo, M.S., di 57 anni, e la compagna 38enne di origine tunisina, sono stati uccisi ieri sera a Castrovillari.

Il cadavere del 57enne è stato rinvenuto nel bagagliaio di una Mercedes, mentre il corpo della donna è stato trovato sul sedile anteriore lato passeggero.

Le vittime sarebbero state colpite con diversi colpi di pistola. 

 

Tragico incidente stradale sulla Sp 169: un morto e due feriti gravi

Tragico incidente stradale sul tratto della Sp169 che atttraversa il comune di Cassano sullo Ionio (Cs).
 
In seguito all'impatto, che questa mattina ha coinvolto una Fiat Panda, una Peugeot 206 e un mezzo pesante, una persona è morta, mentre altre due sono state trasferite in ospedale in elisoccorso.
Sul posto, oltre ai sanitari del 118, sono intervenuti i Vigili del fuoco del distaccamento di Castrovillari che hanno estratto i feriti dalle lamiere. La dinamica dell'incidente è al vaglio dei Carabinieri.
 
Il tratto stradale interessato dal sinistro è stato temporeanemante chiuso al traffico perconsenire le operazioni di soccorso.

 

Abbattono avifauna protetta con richiami acustici vietati, denunciati

I Carabinieri forestale della Stazione di Castrovillari (Cs) hanno denunciato due persone residenti a Vicenza, per violazione alla legge sulla caccia.

In particolare, i due cacciatori sono stati sorpresi nel comune di Terranova da Sibari mentre esercitavano l’attività venatoria con l’ausilio di richiami elettromagnetici non consentiti dalla legge. Inoltre, contravvenendo alla normativa, i due si erano appostati in un campo abbattendo esemplari protetti, quali fringuelli, pispole, peppole e tortore dal collare.

Inevitabile, quindi, il sequestro dei quattro fucili calibro 12 e delle munizioni in possesso dei cacciatori, nonché di cinque richiami elettromagnetici e di ottanta capi di avifauna abbattuta. Entrambi dovranno rispondere di attività venatoria con strumenti non consentiti e abbattimento di specie protette.

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Auto precipita in una scarpata per 30 metri, mamma e figlio feriti

Una Fiat Punto è finita in una scarpata profonda oltre 30 metri, mentre percorreva la strada provinciale 236, in prossimità del ponte sul fiume Coscile.
 
Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco del distaccamento di Castrovillari che, con tecniche speleo Alpino fluviali, sono riusciti a raggiungere il veicolo, portando in salvo i due occupanto: mamma e figlio.
 
I feriti sono stati, infine, presi in carico dai sanitario del Suem 118.
La dinamica dell'accaduto è al vaglio dei carabinieri.
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Sequestrati oltre 3 quintali di formaggio, titolare di un caseificio denunciato nel Cosentino

I Carabinieri forestali delle Stazioni di Castrovillari (Cs) e Montalo Uffugo, hanno sottoposto a controllo un caseificio nel comune di San Lorenzo del Vallo, al fine di verificare la corretta applicazione della normativa relativa all’etichettatura e alla tracciabilità degli alimenti prodotti.

 Durante l’attività, in una cella refrigeratrice non attiva da tempo,  hanno rinvenuto 34 forme di formaggio prive di tracciabilità, con presenza di muffa ed in evidente stato di cattiva conservazione, pertanto non idonee al consumo umano.

Inoltre, in una seconda cella hanno trovato 228 forme di formaggio canestrato senza l’etichetta attestante il lotto e la data di produzione e non registrate sulla scheda di produzione giornaliera.

In virtù di quanto riscontrato, il titolare dell’impresa è stato deferito all’autorità giudiziaria per violazione alla normativa sulla disciplina igienica della produzione e vendita delle sostanze alimentari.

I prodotti scaduti e privi di tracciabilità, per un totale di oltre 350 chili, sono stati sequestrati.

Infine, i militari hanno elevato sanzioni per un importo totale di 3500 euro.

Nel corso della stessa attività, è stato sottoposto a controllo un altro caseificio, a  Castrovillari.

Dalla verifica, è emerso il mancato rispetto della tracciabilità, per 32 forme di caciocavallo fresco.

Dopo aver sequestrato la merce, i Carabinieri forestale hanno sanzionato il titolare del caseificio con una multa da 1.500 euro.

Infine, l’impresa è stata diffidata a regolarizzare i prodotti in fase di produzione con  l’apposizione di etichette attestanti il lotto e la relativa provenienza.

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Usura, estorsione ed armi da guerra: 11 arresti

Alle prime luci dell’alba personale del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Castrovillari, della Compagnia Carabinieri di Castrovillari e della Compagnia Guardia di Finanza di Castrovillari, con il supporto delle Compagnie Carabinieri di Ostia e Pomezia, nonché di unità cinofile dei Nuclei Carabinieri di Vibo Valentia e Roma,  hanno dato esecuzione ad un’ordinanza applicativa di misure cautelari, reali e personali, nei confronti di 12 persone, ritenute responsabili, a vario titolo dei reati di usura, abusiva attività creditizia, estorsione aggravata, illecita detenzione e cessione di armi comuni da sparo ed armi da guerra e furto aggravato.

L’attività investigativa, convenzionalmente denominata “Pacta sunt servanda”, trae origine da una prima denuncia sporta da un imprenditore edile il quale ha segnalato di essere stato assoggettato a pressioni usuraie da parte di un sodalizio con base operativa a Castrovillari che, a fronte di un prestito iniziale di circa 30 mila euro gli avrebbe imposto, mediante gravi minacce, la restituzione, nel periodo dal 2012 al 2018, di una somma di oltre 250 mila euro in denaro, beni e servizi. Peraltro, la presunta vittima, nel periodo in cui sarebbe stato assoggettato ad usura, avrebbe subito atti intimidatori (allo stato rimasti a carico di ignoti) palesatisi, in tempi diversi, con il rinvenimento di cartucce calibro 38 presso il proprio cantiere, una tanica di benzina ed atti intimidatori rivolti a lui ed ai suoi stretti congiunti.

A tale denuncia ne ha fatta seguito un’altra, presentata da un commerciante al dettaglio che ha segnalato di aver ricevuto, in più soluzioni, un prestito complessivo di  2.300 euro a fronte del quale sarebbe stato costretto a pagare una quota interessi di circa 5 mila euro. Le pretese usuraie sarebbero state interrotte soltanto grazie all’intervento degli inquirenti.

Una volta ricevute le denunce, le forze dell’ordine hanno avviato le indagini che hanno permesso, non solo di acquisire importanti elementi di riscontro alle circostanze denunciate dalle vittime, ma anche d’individuare una nutrita platea di presunte vittime del giro d’usura messo in piedi dagli indagati.

Nel corso delle intercettazioni, oltre a responsabilità per condotte di usura, sono state accertate anche ipotesi delittuose di diversa natura. E’ stato infatti documentato il furto di apparecchiature elettroniche (computer e stampanti) perpetrato dal principale presunto responsabile delle condotte usurarie e dal suo fidato collaboratore ai danni dell’Ufficio del Giudice di Pace di Spezzano Albanese: per tale evento delittuoso i due autori, colti in flagranza a seguito di un’attività di riscontro appositamente predisposta da militari dell’Arma, sono stati deferiti per furto aggravato, perpetrato utilizzando un automezzo appartenente all’Asp di Cosenza, di cui il principale indagato è dipendente.

Le captazioni hanno altresì offerto gravi elementi indiziari circa una illegale detenzione di arma comune da sparo ed armi da guerra. I due principali indagati, infatti, si erano addirittura adoperati per acquistare alcune armi da un pregiudicato del comprensorio castrovillarese per poi cederle a due soggetti laziali, anche questi ultimi destinatari di ordinanza di custodia cautelare in carcere.

L’Autorità Giudiziaria, sulla base del solido quadro probatorio fornito dagli investigatori, ha richiesto ed ottenuto dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Castrovillari, l’emissione di un’ordinanza che dispone l’applicazione di misure cautelari personali nei confronti di 11 soggetti (di cui 7 sottoposti a custodia cautelare in carcere e 4 agli arresti domiciliari). In aggiunta, nei confronti di 5 indagati ed una società è stato disposto il sequestro preventivo preordinato alla confisca per equivalente, fino alla concorrenza del profitto del reato quantificato pari a circa 200 mila euro.

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