Dall'Expo al Sole 24 Ore, il "piatto povero" di Zenzero conquista Napoletano

C’è una Calabria silenziosa, una terra popolata da uomini che, come diceva Corrado Alvaro “vogliono essere parlati”. Una Calabria che non si concede distrazioni, che va avanti a testa bassa,  disposta a superare mille difficoltà senza mai lamentarsi. E’ una Calabria di cui si parla poco, lontana dagli stereotipi e dalle etichette preconfezionate appiccicate addosso alla Calabria “ufficiale”. Chi ha l’opportunità di conoscerla, di vederla all’opera, strabuzza gli occhi e con sorpresa è costretto a mandare in soffitta scatolini di pregiudizi raccolti nel corso di una vita. La buona Calabria c’è, esiste ed a volte finisce anche sui grandi giornali, sulle pagine glamour, quelle che non fanno solo notizia ma, anche, tendenza. Basta dargli un’opportunità, l’occasione giusta ed il calabrese non delude mai. E’ quello che stanno sperimentando sul proprio palato i visitatori che, in questi giorni, stanno assaporando le prelibatezze servite all’Expo nella “trattoria Italia” lo spazio gastronomico in cui il Belpaese mette in mostra il meglio di sé. In questo convivio delle eccellenze c’è anche la buona Calabria. A rappresentarla, lo chef Bruno De Francesco del ristorante “ZenZero” di Serra San Bruno che è riuscito a conquistare l’attenzione di Roberto Napoletano. In un articolo pubblicato nella rubrica “Memorandum”, il direttore del Sole 24 Ore, racconta la sua giornata tra i tavoli delle “trattorie” presenti all’Expo e di come il “destino”  lo abbia spinto tra le fragranze ed i sapori della Calabria. E’ sera inoltrata, quando Napoletano, vaga tra le “locande” che rappresentano le regioni del Nord Italia. Il giro è piuttosto infruttuoso “la risposta sempre molto cortese non cambia «siamo davvero dispiaciuti alle 22 e 30 dobbiamo fermarci»”. Non resta altro che passare “al marciapiede opposto” dove ci sono le “trattorie di Calabria e Sardegna”. Qui la musica cambia, alla domanda “avete chiuso? La risposta all’unisono: «per carità, tutto aperto, dovete solo ordinare»”. L’ordinazione arriva, la scelta cade su “un piatto povero della Calabria, fatto di pane duro bagnato, olive nere, pomodorini e molto altro, odori contadini, pieni”. L’antipasto con il quale lo chef De Francesco delizia i suoi ospiti, non tradisce neppure questa volta. “ Il “piatto povero” della Calabria – scrive Napoletano – ha il gusto “nobile” della Panzanella e si rivelerà buonissimo”. Una bontà frutto di una sapiente alchimia costruita da uno chef che sa mettere insieme i prodotti semplici e genuini di una terra che, quando le viene data l’opportunità, sa far parlare bene di sé.

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