"Regionalismo differenziato", Forza Italia propone un referendum

In una dichiarazione congiunta i Capigruppo in Consiglio regionale Alessandro Nicolò (Forza Italia) e Francesco Cannizzaro (Casa delle libertà) affermano quanto segue:

“Un rilancio del regionalismo differenziato in chiave di opportunità e di sviluppo per i territori che, pur nella cornice unitaria, veda protagoniste le realtà locali conferendo loro maggiori funzioni decisionali, accrescendo i poteri dei Sindaci, riconoscendo un più incisivo esercizio dei poteri sostituivi statali per conseguire obiettivi di perequazione economica, infrastrutturale e sociale nonché l’uguaglianza dei cittadini nell’erogazione dei servizi essenziali.

E’ questo lo spirito che anima la proposta referendaria lanciata in occasione del recente incontro alla Camera dei deputati promossa dal gruppo parlamentare di Forza Italia.

In sintonia con i Parlamentari Roberto Occhiuto e Jole Santelli - Coordinatrice Regionale - i Sindaci ed il Responsabile Nazionale degli Enti Locali di Forza Italia Marcello Fiori, cureremo un lavoro finalizzato alla redazione di una serie di quesiti da sottoporre ai Consigli comunali per un ripensamento del sistema Stato-Autonomie Locali. Dunque, maggiore sussidiarietà e cogestione del livello centrale e dei livelli periferici. Allo studio, un disegno di legge per chiedere un referendum consultivo: il percorso è quello previsto dall’art. 116 della Costituzione che dà la possibilità alle Regioni di richiedere ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia concernenti alcune materie elencate nell’art. 117. Quel regionalismo a ‘geometria variabile’ nel quale - lungi dal coltivare velleità identitarie - s’intende invece aumentare l’intervento dello Stato nelle regioni del Mezzogiorno per inverare processi di crescita e sanare lo storico divario che le separa da quelle del Nord.

Un’azione incisiva dunque, non in termini di assistenzialismo, ma che ponga le basi reali per un sviluppo endogeno soprattutto rispetto ai temi del progresso sostenibile contro lo svilimento dei diritti sociali e del sistema ‘sanità’ e per la promozione dell’agricoltura e del turismo.

Il progetto potrebbe guardare anche alla creazione di Macroregioni, quali enti sovraordinati di programmazione e normazione territoriale, con l’obiettivo di favorire tutte le intese necessarie (ai sensi dell’art. 117, ottavo comma, della Costituzione) per l’esercizio unitario.

Il valore autentico risiede nell’impegno di rinnovamento per il progresso del Sud e dell’Italia. Perché se cresce il Mezzogiorno, cresce l’intero Paese”.

Calabria: presentata propoposta di legge per valorizzare il gelato calabrese

“La Regione Calabria intende tutelare l'intera categoria di produttori di gelato artigianali sul territorio calabrese, valorizzare il prodotto attraverso azioni che ne esaltino l’unicità e le caratteristiche dominanti territoriali, e attivare le sinergie necessarie alla maggiore diffusione del gelato artigianale calabrese in Italia e nel mondo”.

E’ quanto si legge all’articolo 1 della proposta di legge per la “tutela e valorizzazione del gelato artigianale calabrese” d’iniziativa del consigliere regionale Francesco Cannizzaro (capogruppo della Casa delle Libertà) che ha una corposa normativa di riferimento, europea, nazionale e regionale. Per assicurare protezione e tutela ad una delle produzioni gastronomiche d’eccellenza del ‘made in Italy’, la Regione - una volta approvata la legge - “individua i settori d'intervento per lo svolgimento e la regolamentazione delle attività successive da adempiere”, indicandoli con specificità: “a)sicurezza e tutela dei prodotti e della catena di produzione e della individuazione degli strumenti che ne garantiscono ogni forma di unicità sul mercato locale e non; b)realizzazione di una filiera che sia in grado di effettuare rigidi controlli e verifiche igienico-sanitarie per l’utilizzo di locali ed indumenti da laboratorio idonei; c) difesa contro azioni di plagio e contraffazione del gelato artigianale; d) produzione di iniziative di carattere promulgativo per finalità turistico -alimentari territoriali, locali, regionali e nazionali; e)introduzione di procedure di carattere commerciale ed economico che favoriscano l'attività sul mercato regionale e nazionale, individuando un disciplinare che regoli e veicoli gli interessi del mercato del gelato artigianale separandolo dettagliatamente da quello industriale”. Ancora: al fine di  raggiungere gli obiettivi individuati, la proposta di legge considera “necessaria l'attivazione di un ristretto gruppo di lavoro composto da esperti settoriali provenienti dai dipartimenti competenti della Regione Calabria, dai rappresentanti di categoria e da docenti universitari di competenza specifica, che operano a titolo gratuito”. La proposta di legge inserisce “la valorizzazione e la tutela dei prodotti artigianali calabresi in un'ottica di espansione e diffusione sull'intero territorio nazionale ed europeo” e si muove nel pieno rispetto della legislazione vigente. “In questo ambito - spiega il consigliere regionale -  si deve collocare una specifica azione a favore dell'eccellenza artigianale reggina dei mastri gelatieri custodi di un'arte antica ed eccelsi artefici di un prodotto alimentare giudicato il migliore d'Italia”. Spiega Cannizzaro: “Indiscusse e notevoli sono  le ricadute economiche previste sul versante del turismo enogastronomico e non solo, collocandosi il gelato artigianale in un segmento di indotto commerciale derivante da una offerta regionale turistica che vede come volano principale molte offerte provenienti dal territorio di Reggio Calabria”. La proposta di legge, all’articolo 3 riconosce “ il ruolo fondamentale della formazione a tutela delle tradizioni e della metodologia di produzione, al fine di conservare e tramandare l’arte del gelato artigianale in territorio regionale, istituendo specifici corsi di formazione professionale”. All’articolo 4, la proposta legislativa prevede, inoltre, l’Istituzione della Fondazione Metropolitana del gelato artigianale. Testualmente: “ai sensi dell'art. 54, comma 3 dello Statuto della Regione Calabria è istituita la“Fondazione Metropolitana del gelato artigianale”, come ente in house della Regione Calabria”.

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Ricorso Wanda Ferro. Orsomarso, Tallini, Cannizzaro e Mangialavori contestano: “Regione non imparziale”

“Sulla base di quali presupposti la Regione si è costituita nel procedimento che riguarda l’entrata in Consiglio di Wanda Ferro? Quali le  motivazioni per cui l’attuale Amministrazione regionale ha indicato il criterio da  applicare per l’assegnazione del seggio spettante all’avente diritto? Ritiene (il presidente della Regione) che nella circostanza l’Amministrazione regionale abbia agito nella più stretta osservanza del principio costituzionale di imparzialità? Ritiene che la prassi politica, improntata ai principi di equanimità, sia stata rispettata o meno anche nel caso di specie?”. Sono le domande che i capigruppo Fausto Orsomarso (Misto), Francesco Cannizzaro (Cdl) e il consigliere Domenico Tallini hanno rivolto al presidente della Regione in un’interrogazione a risposta scritta avente come oggetto “Costituzione nel procedimento promosso presso il Tar Calabria, sede di Catanzaro, dall’istante Wanda Ferro. Violazione del principio di imparzialità e della prassi politica orientata dall’equanimità”. Spiegano: “Successivamente alle elezioni regionali del 23 novembre 2014 sono stati promossi, da parte di alcuni candidati non eletti, vari procedimenti giudiziari di carattere amministrativo. Fra questi, anche quelli  avanzati da Wanda Ferro, candidata alla Presidenza regionale del Centrodestra e miglior perdente dietro l’eletto Mario Oliverio.  Proprio a seguito di un ricorso promosso da Wanda Ferro, giusta sentenza n. 243/2016 la Corte Costituzionale ha disposto la declaratoria: ‘d’illegittimità costituzionale dell’art. 1 della legge della Regione Calabria 12 settembre 2014 n. 19 per la parte in cui elimina il rinvio all’art. 5, comma 1, della legge costituzionale 22 novembre 1999,  n. 1 (Disposizioni concernenti l’elezione diretta del Presidente della Giunta Regionale e l’autonomia statutaria delle Regioni) anziché al solo ultimo periodo del comma 1 di tale articolo)’. In virtù di tale decisione - è scritto nell’interrogazione - Wanda Ferro ha avviato ricorso amministrativo presso il Tar Calabria, sede di Catanzaro, per l’attribuzione del seggio spettantele a seguito della su menzionata sentenza. Da sottolineare che controparti interessate al ricorso sono più consiglieri dello schieramento di Centrodestra. La Regione Calabria, con atto definito: ‘Note di accompagnamento alla produzione documentale’ del 3 gennaio  ha esplicitato una linea difensiva ben delineata, improntata a indicare il criterio applicativo per l’assegnazione del seggio spettante alla ricorrente Ferro. La memoria difensiva in questione indicante il criterio anzidetto implicherebbe la decadenza del seggio assegnato all’onorevole Giuseppe Mangialavori. Il tutto, peraltro, sulla base di un’argomentazione affatto imparziale e fondata”. Ad avviso di Orsomarso, Cannizzaro e Tallini si tratta di “una costituzione, da parte della Regione, tutt’altro che coerente e rispettosa della prassi politica storicamente improntata, in simili fattispecie, al fair play e alla più rigorosa neutralità”.

Dal canto suo, Giuseppe Mangialavori ha commentato: “È impressionante constatare, in questa specifica vicenda, l’abisso di arbitrarietà,  discrezionalità e direi anche prepotenza in cui l’Istituzione Regione, con la guida del presidente Mario  Oliverio, è precipitata. Siamo dinanzi ad un caso che può rientrare perfettamente nel capitolo sulla mancanza di senso delle istituzioni di un manuale di diritto pubblico. Dinanzi a questi aspetti che avrebbero dovuto vedere la Regione in una posizione di rigoroso distacco e piena neutralità e invece rivelano, nello stesso tempo, assenza di etica pubblica e una visione padronale e privatistica delle istituzioni, proprie di chi non ha la benché minima consapevolezza di svolgere una funzione pubblica di servizio, c’è da preoccuparsi ed allarmarsi. La Regione non ha inteso, come sarebbe stato suo dovere  anche per recuperare autorevolezza e credibilità, istituire una commissione d’inchiesta per scoprire chi ha ingannato i calabresi cancellando nella legge elettorale, la scorsa legislatura, il diritto del miglior perdente alla presidenza di entrare in Consiglio, ma, guarda caso e contro ogni norma etica e giuridica, ora si costituisce in giudizio per indicare chi tra i consiglieri regionali del centrodestra debba lasciare lo scranno. Roba da repubblica delle banane! Ovviamente, difenderò le mie ragioni in ogni sede e luogo, ma considero, quanto accaduto, un abuso politico ancorché giuridico, e un vero e proprio scempio delle regole democratiche”.

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Forza Italia, Santelli nomina Nicoló e Cannizzaro sub-commissari della provincia reggina

Procede per Forza Italia l'opera di riorganizzazione territoriale del partito a Reggio Calabria. Il coordinatore regionale On. Jole Santelli, commissario provinciale di Forza Italia nel reggino, rende note le nomine a sub-commissari dei consiglieri regionali Alessandro Nicolò e Francesco Cannizzaro, che lavoreranno a stretto contatto con il commissario per il radicamento di Forza Italia sui territori mettendo a disposizione la loro esperienza nelle istituzioni. Il commissario ed i sub-commissari si avvarranno inoltre dell'apporto del coordinamento provinciale, composto da  membri rappresentativi di tutta la provincia, nelle persone di: Ali Wiliam, Attinà Antonino, Barreca Giuseppe, Catalano Domenico, Casella Oscar, Coluccio Giuseppe, Crea Patrizia, Crinò Franco, Cusato Vincenzo, Dattola Luigi, De Leo Francesco, De Pietro Rocco, Di Giorgio Elisabetta, D'Ascoli Giuseppe, Fedele Cosimo, Genovese Giovanni, Lamberti Armando, Lizzi Rudj, Mansueto Umberto, Mafrica Giovanni, Marino Celestina, Palamara Rocco, Polimeno Alessandra, Politano Vincenzo, Shipilliti Francesco, Scrivo Domenico, Sgarlato Pietro. Fanno parte del coordinamento inoltre Vincenzo Primerano, coordinatore regionale di Studenti per le Libertà in Calabria,  Francesco Bruzzaniti, coordinatore provinciale di Forza Italia giovani a Reggio Calabria e Lucrezia Romeo, membro della Commissione Pari Opportunità della Regione Calabria. Viene contestualmente indicato quello che sarà il Direttivo provinciale del movimento azzurro di cui fanno parte oltre al commissario, i sub-commissari ed il vicecoordinatore regionale Nino Foti anche Caracciolo Maria Antonietta, Cavallaro Salvatore Alessandro, Giannetta Domenico, Lamberti Castronuovo Edoardo, Macrì Francesco, Micari Lorenzo, Modafferi Francesco, Musco Giuseppe, Pizzimenti Antonio, Pizzimenti Giovanna  ed inoltre il vicecoordinatore vicario di Forza Italia Giovani in Calabria Giuseppe Romeo e la presidente del Consiglio della Commissione Pari Opportunità della Regione Calabria Falcomatà Monica. "Un mix tra forze fresche ed esperienze consolidate - dichiara Jole Santelli - in un progetto che mette al centro i territori e le loro connotazioni. Il coordinamento provinciale unitamente al direttivo lavoreranno pertanto al coinvolgimento attivo dei territori e nell'ottica di riavvicinare alla politica elettori e militanti, che della politica ne sono l'essenza”. “Lavoreremo in sinergia con il coordinatore regionale Jole Santelli e con il collega Francesco Cannizzaro - dichiara il consigliere regionale Alessandro Nicolò - per il rilancio di Forza Italia nel reggino e come sempre metterò a disposizione tutta l'esperienza maturata nel partito in tanti anni. Il nostro sarà un lavoro ambizioso mirato alla condivisione ed al coinvolgimento di risorse, culture ed energie capaci di apportare quel cambio di passo che ci permetta di essere credibili ed alternativi ad una sinistra che sta sfasciando la Calabria”. Segue il collega Francesco Cannizzaro: "Dopo un periodo di transizione per il partito nella nostra provincia, in piena sinergia e collaborazione con il collega Nicolò e con la coordinatrice Santelli, siamo riusciti, finalmente, a costruire un gruppo dirigente formato da donne e uomini che saprà, con impegno e dedizione, nel breve tempo, radicare e riaffermare ancor di più i valori del nostro partito sull'intero territorio provinciale con la volontà di divenire il motore dell'intera coalizione di centrodestra e imporci come alternativa ad un PD e ad un centrosinistra più che mai fallimentare”.

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Nomine, il centrodestra attacca Irto: “Scelta pilatesca, è un fallimento politico”

"La decisione del presidente del Consiglio regionale Nicola Irto di procedere alle nomine dei rappresentanti negli enti sub regionali con il metodo del ‘tiro a sorte’, lascia davvero stupiti”. Lo affermano in una dichiarazione congiunta i capigruppo di centrodestra Alessandro Nicolò (FI), Francesco Cannizzaro (Casa delle Libertà), Fausto Orsomarso (Misto) e del Ncd Giovanni Arruzzolo. “Nelle scorse settimane – spiegano - avevamo rappresentato formalmente a Irto il nostro punto di vista con una lettera in cui si dichiarava all’unanimità di convergere su posizioni afferenti a principi riguardanti l’alta professionalità ed ispirati ai nobili valori dell’etica manifestando espressamente la volontà di offrire quell’assist efficace per superare le diatribe  nel centrosinistra, continuamente in ebollizione e litigi, per l’incapacità di trovare una sintesi tra le varie correnti e giungere ad un orientamento comune sulle scelte da fare”. “Adesso – proseguono Nicolò, Arruzzolo, Cannizzaro e Orsomarso – la pilatesca boutade (come altrimenti definirla??) di decretare le nomine lisciando la cornucopia della Dea bendata come a pretendere che le capacità e le qualità  di un amministratore o di un professionista siano tutte da individuare nella sorte!!! Sono però passati quasi cinque mesi da quando il Consiglio regionale decise di delegare al  presidente il potere di surroga per le nomine, che non è, si badi bene, un affidavit cieco, ma un’altissima e delicata responsabilità politico-istituzionale per raggiungere una sintesi in merito alla spinosa questione. E invece? Le ripetute riunioni della maggioranza si sono puntualmente arenate e senza alcun risultato. Avremmo capito, seppure non condividendo, qualora il presidente Irto avesse agito subito con il ricorso al sorteggio, all’indomani dei poteri sostitutivi conferitigli dalla massima assise legislativa calabrese, invece il ricorso al ‘Piano B’, oggi certifica, a distanza di tanti mesi, il fallimento politico della maggioranza. Il Pd e i suoi alleati ‘usi ad obbedir tacendo’, stanno dunque imponendo in queste ore alla Calabria una sorta di maschera di ferro da cui sarà problematico, successivamente, ricavarne i lineamenti originari, un vulnus democratico. Egualitarismo? Magari. Si tratta invece di una chiara scelta di opportunità e di abdicazione dalla politica! Visto l’ampio mandato elettorale ottenuto anni or sono, chiediamo, perché evitare  di assumersi tutte le responsabilità di individuazione e nominare personalità e professionisti di provata competenza ed esperienza?  O forse il centrosinistra, in futuro, vorrà appellarsi alla cattiva sorte in caso di fallimento della gestione degli enti sub regionali? E i calabresi? Dovranno forse  anche loro imprecare contro la sfortuna per i ritardi con cui sono affrontati intanto tali inadempienze e di conseguenza i relativi problemi? Ma davvero è pensabile manifestare una presunta ‘neutralità’ – l’estrazione a sorte - nella scelta dei nominandi come fosse principio di imparzialità? La maggioranza di centrosinistra non creda di raggirare i calabresi. Il presidente Irto, invece, spieghi in Aula, in una seduta di Consiglio Regionale, cosa realmente ha impedito l’effettuazione delle nomine negli enti di gestione. Solo così – concludono - sarà garantita la trasparenza e le istituzioni potranno affrontare a testa alta il giudizio dell’opinione pubblica ormai stanca per questo tergiversare inconcludente, capzioso e avvilente”.

Salerno e Cannizzaro sui lavori del Consiglio: "Paralisi inconcepibile, i calabresi aspettano risposte"

"Non è concepibile che, per diverse ore, il Consiglio regionale sia rimasto fermo alle interrogazioni che hanno paralizzando i lavori tra l’altro su questioni e tematiche che molto tempo prima avrebbero meritato una risposta da parte del governo regionale". E’ quanto affermano i consiglieri regionali Francesco Cannizzaro (Cdl) e Nazzareno Salerno (FI), in relazione alla seduta dell’Assemblea legislativa regionale. "Nel silenzio e nel deserto dei banchi, considerata l’assenza da parte di tanti colleghi, si è trascinata, ed appena conclusa, una lenta agonia- aggiungono i consiglieri- E se non è stato certamente stimolante essere parte di una così residua rappresentanza che ha seguito i lavori, ancor di più questa considerazione vale per i calabresi che sono gli interlocutori fondamentali dell’azione politico-istituzionale e che attendono risposte serie ed immediate e non possono certo accontentarsi di discussioni sterili che lasciano il tempo che trovano. In questo contesto, non può non passare inosservato l’abbandono dei lavori da parte del collega Giovanni Nucera cui evidentemente non sono piaciute le scelte scaturite dall’elezione della Commissione Riforme. Si tratta dell’ennesimo 'strappo' all’interno di una maggioranza che evidentemente solo di facciata mantiene una sua immagine quando invece, anche nei momenti topici di responsabilità istituzionale, come avvenuto oggi, i contrasti diventano palesi".                

 

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"Giunta Oliverio senza anima e senza nome"

"Il voto contrario che abbiamo espresso ieri in sede di Consiglio regionale alla manovra di assestamento del Bilancio 2015 è una bocciatura politica e sostanziale mancando, la manovra stessa, di contenuti e di una linea programmatica che rilanci l’economia della Calabria, dove la totale mancanza di bandi o progetti lungimiranti impedisce l’utilizzazione di risorse da destinare al lavoro ed all’economia regionale, (di recente, anche l’annullamento da parte della Field di due bandi e la sospensione di uno).  Insomma, nulla è cambiato da quel 23 novembre 2014, data a partire dalla quale inizia la politica del 'rinvio' che finirà per caratterizzare il sedicente anno della svolta di Mario Oliverio". A dirlo, è il capogruppo della Casa delle libertà alla Regione Francesco Cannizzaro che traccia un bilancio di questa prima parte di  governo del centro-sinistra. "Sicurezza e trasparenza dovevano essere le parole d’ordine di Oliverio. Ed ecco, che Palazzo Campanella impiega mesi per 'scegliere politicamente' i presidenti delle Commissioni anti ‘ndrangheta (sicurezza) e di vigilanza (trasparenza), senza citare le altre nomine di competenza del Consiglio, i cui organi preposti continuano a viaggiare in regime di prorogatio o addirittura vuoti!".  "Veniamo alla sanità, punto cruciale. E’ la storia del perenne conflitto con l'ingegner Massimo Scura e di una grande ossessione per il presidente: la mancata nomina a commissario. Tutto ciò in barba alla spesa sanitaria regionale che ha ricominciato a crescere in maniera incontrollata e ai nostri malati che, per cure specialistiche, efficaci sono costretti a migrare in altre Regioni.  L’interesse di Oliverio per la sanità resta quello delle nomine e non è un caso che la sanzione del presidente dell’anticorruzione Cantone lo colpisca sul caso Gioffrè con tre mesi di sospensione! Pena che verrà sospesa ma non annullata!".  Rilancia Cannizzaro: "Non sfugge al contesto, il ruolo degli assessori, lontani dai territori e privi di alcun disegno di programmazione e di prospettiva politica. Un’attività senza anima e senza nome, visto che sono tantissimi i cittadini e gli amministratori locali a disconoscere la composizione ed il volto dei componenti della Giunta, proprio perché incapaci di interpretare i loro  bisogni. E’ una maggioranza plasticamente divisa su tutto, mentre cresce il malumore della gente". "Cannizzaro richiama l’approvazione del Piano Operativo Regionale: “Ho ancora impresso l’intervento in Aula del Governatore contro la politica  precedente in materia di progettazione e spesa comunitaria. Un disastro. E lui non ha fatto altro che confermare al posto di comando il dirigente generale causa della presunta distruzione e presentare un Piano Operativo Regionale che è praticamente, tranne qualche sfumatura, la copia del precedente (quello del disastro!). Ed allora, delle due l’una: o mentiva sapendo di mentire quando parlava del disastro ereditato in tema di POR, o mente adesso sempre consapevolmente dicendo che il POR è perfetto perché Bruxelles ha detto Sì". 

 

Forza Italia, Cannizzaro: "Eccessiva la richiesta di espulsione di Tallini"

“In qualità di capogruppo Cdl  è giusto chiarire come sono andati i fatti durante l’ultima seduta consiliare. La candidatura di Ennio Morrone a presidente della Commissione di Vigilanza non è stata mai messa in discussione e, come consuetudine, la minoranza  sorveglia sempre sul corretto andamento dei lavori istituzionali della Regione”. È quanto afferma il capogruppo della Casa delle Libertà Francesco Cannizzaro che aggiunge: “durante il Consiglio, ho chiesto la sospensione dei lavori al momento della votazione del presidente in maniera da far quadrato con i colleghi della minoranza che, però, si sono sottratti al confronto. Da qui, è nato un malumore a mio parere ingiustificato. Il consigliere Tallini non ha attaccato Morrone e le sue dichiarazioni non hanno offeso la dignità del lavoro svolto finora dai gruppi consiliari di minoranza. Semmai, ha rimesso in evidenza l’atteggiamento poco costruttivo di Oliverio e della sua maggioranza che dimostrano ancora una volta la poca compattezza. La maggioranza tenta sempre di spaccare la minoranza e anche in questa occasione fa apparire la scelta di Morrone come una scelta voluta dal presidente Oliverio.  In realtà, la minoranza ha scelto volutamente il collega Morrone che comunque anche senza i voti della maggioranza, sarebbe stato eletto all’unanimità, o quasi, dall’intera minoranza”. “Pertanto – conclude Cannizzaro - mi sembra eccessiva la richiesta di espulsione da Forza Italia di Tallini. Il partito del centrodestra e Forza Italia devono essere uniti e perseguire insieme quel percorso di condivisione che servirà ad aprire nuovi scenari politici ma, soprattutto, punterà alla ricostruzione di quella parte politica, il centrodestra, che rappresenta oggi parte della comunità. Come consigliere più giovane, faccio appello al buon senso dei colleghi della minoranza, la cui esperienza politica forgiata negli anni, servirà a rendere più forte quel centrodestra che, in passato, ha segnato positivamente l’azione amministrativa della Regione e del Paese”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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