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Violano le misure anticontagio per rubare galline

Si pensava fosse una figura ormai scomparsa. Eppure, il ladro di polli, quello che nell'immaginario collettivo rappresenta lo stereotipo del malvivente scalcinato e buono a nulla, esiste ancora. 

A comprovarne l'esistenza, la singolare vicenda accaduta la notte scorsa a Corigliano Calabro (Cs), dove due persone hanno violato le misure anticontagio proprio per andare a rubare galline. 

La storia ha avuto inizio, quando i carabinieri della locale Compagnia hanno ricevuto una segnalazione relativa ad un furto consumato in un'azienda agricola, nella frazione Piana Caruso.

Gli uomini dell'Arma hanno, quindi, iniziato le ricerche che hanno permesso d'individuare un'auto.

Dopo aver inutilmente intimato l'Alt, i militari si sono lanciati all'inseguimento del veicolo.

Giunti in aperta campagna, i fuggitivi hanno abbandonato il mezzo e si sono dileguati nella fitta vegetazione. 

Dopo aver perquisito l'auto, nella quale hanno rinvenuto 21 galline e due passamontagna, i carabinieri hanno rintracciato a casa i presunti responsabili.

Si tratta di un  45enne, A.G., del luogo, gia sottoposto all’affidamento in prova ai servizi sociali con obbligo di dimora presso l’abitazione nelle ore notturne e di un 35enne, A.C., anch'egli del luogo.

I due dovranno ora rispondere di furto aggravato in concorso e delle violazioni alle disposizioni anticoronavirus.

Per il 45enne, inoltre, è scattata la denuncia per l’inosservanza delle prescrizioni imposte dalla misura cui era sottoposto. 

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Serra. “Aggredito da cani randagi” che gli sbranano gli animali: denuncia di Leonardo Calabretta

È stata una brutta esperienza che non vuole più rivivere. Così Leonardo Calabretta ha inviato una missiva con ad oggetto “denuncia randagismo” al Corpo forestale, all’Asp, al Comando di Polizia municipale ed al sindaco di Serra San Bruno, Luigi Tassone, per evitare il ripetersi di spiacevoli episodi come quello verificatosi presso il suo appezzamento di terreno.

Sullo stesso, delimitato “da doppia recinzione in rete metallica”,  è posta una “struttura in legno usata come ricovero per animali ad uso domestico (galline e conigli)”. Qualche sera addietro, intorno alle 18.30, il giovane falegname si è recato sul luogo, ma dopo aver aperto il cancello è stato “aggredito da 3 cani randagi che si trovavano all’interno”. Scampato il pericolo e passata la paura, ha preso visione che i cani avevano “sbranato 30 galline e 4 conigli” causando un “danno stimato in 800 euro”.

Pertanto, “al fine di una maggiore tutela del territorio”, Calabretta chiede “alle Autorità predisposte al controllo che vengano presi i dovuti provvedimenti del caso secondo le leggi nazionali e regionali in materia di istituzione dell’anagrafe canina, prevenzione del randagismo e protezione degli animali”.

Intanto, analoghe lamentele arrivano dai proprietari dei fondi confinanti: secondo Calabretta, a breve, sarà “avviata una raccolta firme per cercare di giungere alla soluzione del problema”.

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