I poliziotti reggini donano generi alimentari per i bisognosi

“Chi può, dà; chi non può, avrà”: è la frase che hanno scelto gli uomini e le donne della polizia di Stato di Reggio Calabria quale slogan per la raccolta di beneficenza di generi alimentari a favore delle famiglie assistite dalla locale Caritas.

Nel momento emergenziale che tutti stiamo vivendo, il desiderio dei poliziotti reggini è stato quello di trasmettere un messaggio di sostegno e vicinanza concreta alle persone che più negativamente stanno subendo gli effetti della pandemia da coronavirus.

In occasione delle festività pasquali, che quest’anno sono trascorse prive dei tradizionali festeggiamenti, e che hanno coinciso con la celebrazione dell’anniversario della fondazione della polizia di Stato, gli zgenti, che ogni giorno sono in strada a tutela dell’ordine della sicurezza pubblica, hanno voluto rivolgere un pensiero in più ai cittadini di Reggio Calabria in difficoltà, alla luce dell’idea che ciascuno faccia quel che può per superare tutti insieme il momento di difficoltà.

Un ringraziamento per il contributo dei poliziotti è arrivato da don Nino Pangallo, direttore della Caritas diocesana di Reggio Calabria, che ha detto: “Sento il bisogno del cuore di dire grazie a tutta la Questura di Reggio Calabria, perché in occasione della loro festa, che quest’anno coincideva con il Venerdì Santo, in piena emergenza coronavirus, tutto il suo personale ha pensato ad un gesto di solidarietà. La Caritas ciocesana di Reggio Calabria è veramente lieta di questo bel gesto di condivisione, che va a sostenere l’Emporio solidale Genezareth, che permette a 500 famiglie di poter fare la spesa gratuitamente una volta al mese. Un grazie veramente di cuore perché festeggiare questo giorno importante in questo tempo difficile in questo stile è veramente un segno di cittadinanza attiva. Che il Signore benedica tutti voi. In modo particolare, dobbiamo esservi grati come cittadini, perché accanto ai medici, agli infermieri, al personale sanitario, che combatte negli ospedali, voi custodite l’ordine pubblico e permettendoci di vivere una vita serena, con l’augurio di poter presto superare questo tempo di prova. Grazie di cuore”.

 

Ventenne tenta suicidio, salvato dalla Polizia

Ieri personale della Polizia di Stato del Commissariato di Paola ha salvato la vita ad un giovane di vent’anni di nazionalità lettone, residente fuori regione ma domiciliato a Cetraro, che aveva tentato di suicidarsi gettandosi  in mare. In particolare, nella tarda serata di ieri perveniva alla sala Operativa del citato Commissariato la segnalazione circa la presenza, sulla spiaggia di Cetraro, di una persona in mare che manifestava intenzioni suicide.

Il personale della Polizia di Stato in servizio sulle Volanti, tempestivamente interveniva  sul posto e, dopo un accurato controllo del tratto di spiaggia segnalato,  individuava in mare, immerso fino alle spalle, un giovane che notando gli agenti inveiva contro di loro e si immergeva sempre di più in acqua. Dopo vani tentativi di farlo desistere dal compiere l’insano gesto suicida, senza alcuna esitazione, gli operatori con slancio si calavano in mare e, coadiuvati da personale della Capitaneria di Porto di Cetraro, afferravano il giovane che cercava di divincolarsi e, se pure con difficoltà, riuscivano a tirarlo fuori dall’acqua ponendolo in salvo  sulla battigia.

La Sala Operativa del Commissariato nel frattempo aveva disposto l’invio di operatori del 118 che, al termine dell’intervento della Polizia di Stato accompagnavano il ragazzo presso il locale ospedale.

 

Sono in corso accertamenti da parte del Commissariato di P.S. di Paola allo scopo di stabilire le ragioni del gesto.

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La Polizia sventa un furto in appartamento e recupera una autovettura rubata

Continua è l’attività di contrasto da parte della Polizia di Stato alla criminalità diffusa con il dispositivo straordinario di controllo del territorio.

Nella giornata di ieri sono state denunciate sei persone, una per evasione dagli arresti domiciliari, una per furto di energia elettrica, un pregiudicato trovato in possesso ingiustificato di aggetti atti ad offendere (mazza da baseball), una per possesso ingiustificato di arnesi atti allo scasso, un persona per disturbo della quiete pubblica ed un rumeno perché si rifiutava di declinare le proprie generalità.

Il dispositivo di controllo straordinario del territorio, rafforzato nelle ore serali, viene giornalmente modulato in base alle esigenze di prevenzione e repressione stabiliti in sede di tavolo tecnico presieduto dal Questore Dr. Luigi LIGUORI.

In particolare gli uomini della Squadra Volante della Questura di Cosenza nella tarda serata di ieri hanno fermato un serbo, con numerosissimi precedenti per furti in abitazione in diverse provincie italiane, che si aggirava in maniera furtiva nei pressi di alcune abitazioni nella zona di via Tommaso Arnone mentre tentava di introdursi in una di queste villette per effettuare un furto. Il serbo, all’esito del controllo,oltre a non riuscire a fornirne valide giustificazioni sulla presenza nella città di Cosenza, veniva trovato in possesso di una torcia edi diversi strumenti atti allo scasso. Il pregiudicato veniva accompagnato presso gli uffici della Squadra Volante per ulteriori accertamenti investigativi e deferito all’A.G. per il possesso ingiustificato di arnesi atti allo scasso.

Sempre nella serata di ieri, si presentava nell’ufficio denunce della Questura di Cosenza, una ragazza per denunciare il furto della propria autovettura Ford Ka avvenuto pochi minuti prima nei pressi di via Montesanto. Prontamente la Sala Operativa allertava le pattuglie della Squadra Mobile e delle Volanti presenti sul territorio, che riuscivano a rinvenire l’auto rubata e riconsegnarla alla ragazza,mentre la stessa era ancora negli uffici della Questura per formalizzare la denuncia di furto. 

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La Polizia di Stato ha tratto in arresto un 75enne per evasione

Nella mattinata della scorsa domenica, personale del Commissariato di P.S. di Condofuri impegnato nel consueto servizio di controllo del territorio, giunto a Melito di Porto Salvo, ha sorpreso C. G. classe ‘42 sulla pubblica via a circa 150 metri dalla propria abitazione, luogo ove costui avrebbe dovuto permanere giacché sottoposto agli arresti domiciliari. 

L’uomo, oggi pensionato, stava scontando una pena detentiva domiciliare per il reato di coltivazione in concorso di sostanza stupefacente, risalente al settembre 2015 e, nell’attuale circostanza, al controllo degli Agenti è risultato privo di alcuna giustificazione per allontanarsi con giusta causa dal proprio domicilio.

Colto nella flagranza del reato di evasione, l’uomo è stato, quindi, dichiarato in stato di arresto e sottoposto, nuovamente, al regime della detenzione domiciliare.

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Serra, 24enne in manette per possesso di stupefacenti.

Intorno alle 18.30 di ieri, in Serra San Bruno, nel pieno centro cittadino, nel corso di un servizio finalizzato alla prevenzione e alla repressione del fenomeno dello spaccio di sostanze stupefacenti, personale della Squadra Volante del Commissariato di Serra San Bruno, diretto dal dr. Valerio La Pietra, ha controllato tale B. Z., nato a Serra San Bruno classe '93.

Gli operatori hanno proceduto alla perquisizione personale del soggetto, estendendola poi all’Alfa Romeo Giulietta da lui condotta. Nel corso della perquisizione veicolare, sotto il sedile anteriore sinistro è stato rinvenuto un involucro in plastica contenente gr. 50 di marijuana. In considerazione della notevole quantità dello stupefacente, il giovane è stato tratto in arresto in flagranza e, come disposto dall’Autorità Giudiziaria competente, accompagnato agli arresti domiciliari presso la sua abitazione.

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Uccide la madre, amante del boss di un'altra famiglia

Sarebbe stato il figlio,  Francesco Barone, 22 anni, ad uccidere Francesca Bellocco accusata d'intrattenere una relazione con Domenico Cacciola, boss di un'altra famiglia mafiosa di Rosarno scomparso, nell'agosto del 2013, contestualmente all'omicidio della donna. I fatti, accaduti a Rosarno, sono stati oggetto d'indagine da parte della Procura distrettuale antimafia di Reggio Calabria, della polizia di stato e dei carabinieri. A Barone, accusato di aver guidato un commando di sicari con il quale avrebbe ucciso la madre occultatone il cadavere,  e' stato notificata un'ordinanza di custodia cautelare in carcere.

La Polizia sgomina una banda di rapinatori

Sono dieci le ordinanze di custodia cautelare in carcere e ai domiciliari, emesse dalla Procura della Repubblica di Palmi contro i componenti di una banda di rapinatori ritenuta responsabile di “una serie impressionante” di colpi ai danni di Tir, farmacie, uffici postali e distributori di carburante. Nel corso delle indagini, condotte dal Commissariato di Gioia Tauro e della Squadra mobile di Reggio Calabria, sono stati ricostruiti i ruoli dei componenti l'organizzazione criminale ed individuate le basi logistiche utilizzate per la per la custodia delle armi e la latitanza di capi ed affiliati della banda.

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