Sorpreso con 55 chili di materiale pirotecnico, uomo arrestato nel Vibonese

I poliziotti della Squadra amministrativa della Questura di Vibo Valentia, in occasione della festa di san Filippo d’Agira, che si sarebbe dovuta svolgere nella frazione Favelloni di Cessaniti, hanno arrestato un uomo ritenuto responsabile dei reati di trasporto, detenzione e alterazione di prodotti esplodenti, ricettazione e inosservanza degli ordini impartiti dall’autorità.

In particolare, nel corso del sopralluogo con la ditta incaricata dello spettacolo pirotecnico, gli agenti hanno riconosciuto una persona destinataria del divieto di detenzione armi, munizioni ed esplosivi.

Ritenendo che l’uomo potesse trasportare illegittimamente materiale esplosivo, gli agenti lo hanno inseguito fino ad un casolare di campagna, sorprendendolo mentre scaricava dal mezzo imballi di cartone. Dai controlli è emerso che le scatole contenevano 55 chili di materiale pirotecnico per uso professionale, connotato da elevato potenziale di rischio, che è stato messo in sicurezza con l’ausilio degli artificieri del Nucleo regionale di Catanzaro e successivamente inventariato, catalogato e sequestrato.

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Controlli nel Vibonese, una denuncia nelle Preserre

Nella mattinata di venerdì scorso, nella zona delle Preserre Vibonesi, nel corso di servizi volti al contrasto del traffico di armi e stupefacenti, la polizia ha denunciato un uomo che durante una perquisizione è stato trovato in possesso di munizionamento e di due artifizi artigianali sprovvisti di marchio.

Nella stessa giornata, un’altra persona è stata segnalata alla locale Prefettura, perché trovata in possesso di marijuana.

Sabato sera, invece, i controlli si sono concentrati nel capoluogo di provincia, dove i poliziotti hanno identificato 50 persone e controllato 4 veicoli.

I controlli sono stati estesi ad un locale del centro, dove sono state riscontrate alcune irregolarità relative alla disciplina dei contratti di assunzione lavorativa.

Inoltre, al temine della serata, un giovane ha chiesto l’intervento delle forze dell’ordine in seguito ad una lite scoppiata per futili motivi, che ha coinvolto altri 3 ragazzi, subito identificati dalla Squadra mobile e dalla Squadra volante.

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Rapine nel Vibonese, tre arresti

Questa mattina i carabinieri della Compagnia di Tropea, coordinati dalla Procura della Repubblica di Vibo Valentia, hanno dato esecuzione a un provvedimento cautelare in carcere nei confronti di tre rosarnesi sospettati di essere gli autori di 9 rapine a mano armata.

Le indagini hanno fatto luce su un presunto gruppo criminale costituito da persone di Rosarno, una delle quali ritenuta contigua alla locale struttura ndranghetistica, che avrebbe agito nel comprensorio nicoterese.

La banda, tra marzo e novembre 2020, utilizzando armi semiautomatiche e passamontagna, ha messo a segno nove rapine aggravate, dando  dimostrazione di aggressività attraverso l’esplosione di colpi d’arma da fuoco. Il gruppo selezionava le vittime attraverso uno studio degli spostamenti che quest’ultime effettuavano per ragioni lavorative tra Rosarno e Nicotera. Infatti, 8 delle 9 rapine sono state compiute ai danni di autotrasportatori.

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Depurazione: controlli nelle Serre, scattano le sanzioni

Militari della Compagnia di Serra San Bruno, carabinieri forestali, Squadrone eliportato Cacciatori e 8° Nucleo elicotteri hanno effettuato una serie di controlli in alcuni impianti di depurazione nel territorio delle Serre.

In particolare, sono stati verificati otto siti, tre dei quali sono risultati perfettamente in regola, mentre nei rimanenti sono state rilevate lievi mancanze dovute all'incompleta tenuta dei registri e allo scarico delle acque reflue in assenza della prevista autorizzazione poiché scaduta e non rinnovata. Solo in un caso è stato accertato il presunto stoccaggio di fanghi oltre la soglia massima consentita concretizzando l’ipotesi di deposito incontrollato di rifiuti.  Violazioni di carattere ammnistrativo, consistenti in gran parte in scarico di acque reflue non autorizzato, sono state riscontrate in altri tre impianti. Complessivamente sono state quindi elevate sanzioni amministrative per circa 40 mila euro con una sola segnalazione all’autorità giudiziaria per fare piena luce sul presunto abbandono di rifiuti riscontrato.

Un bilancio nel complesso più che positivo, considerata la generale minore gravità delle infrazioni accertate, soprattutto se paragonato al precedente analogo servizio condotto nella provincia lo scorso 23 marzo quando, oltre a riscontrare diverse violazioni di carattere penale e amministrativo, furono sequestrati due siti di depurazione, riscontrando la presenza di bypass, fanghi oltre la soglia limite, pompe di sollevamento non in funzione e un ciclo di depurazione non conforme alla norma con vasche di decantazione non alimentate con quella dei fanghi collegata a quella di ossigenazione.

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Cerca di soccorrere il cane ma rimane intrappolato in un dirupo, lo salvano i vigili del fuoco

I vigili del fuoco del Comando provinciale di Vibo Valentia sono intervenuti intorno alle 11,30 di oggi in contrada Presugero, a Moladi di Rombiolo per recuperare una persona bloccata con un cane in un dirupo.
 
 
In mattinata, l'animale era caduto da un'altezza di una decina di metri e il proprietario, nel tentativo di recuperarlo, è sceso nel burrone, ma non è più riuscito a risalire.
 
L'uomo ha quindi allertato la sala operativa dei vigili del fuoco che ha inviato sul posto una squadra supportata da specialisti in tecniche Speleo alpino fluviale.
 
I soccorritori hanno raggiunto il malcapitato che, insieme al suo cane, è stato riportato in prossimità della sede stradale.
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Sanità nel Vibonese, Solano denuncia "il colpevole ritardo della politica davanti a una situazione socio-sanitaria delicatissima"

«Nel Vibonese siamo davanti ad uno stato di emergenza sanitaria che richiede interventi straordinari e immediati. La stessa Conferenza dei sindaci se non è in grado, sin da subito, di dare impulso alla costituzione di tavoli tecnici che lavorino, in maniera incessante e incisiva, alla concreta risoluzione dei gravosi problemi di salute pubblica del territorio non ha motivo di essere più convocata. Poiché è nei fatti un’assise evanescente e fine a sé stessa, priva di forza politica. Il ruolo dei sindaci non può ridursi soltanto a battaglie marginali per il mantenimento di una guardia medica e, quindi, essere svilito ed esautorato delle sue primarie funzioni istituzionali. Nell’interesse dei cittadini occorre guardare ad orizzonti di ben più ampio respiro che, finalmente, garantiscano anche nel Vibonese il sacrosanto diritto alla salute».   

Non usa mezzi termini il presidente della Provincia di Vibo Valentia, nonché sindaco di Stefanaconi, Salvatore Solano, nel denunciare, nel corso dell’ultima Conferenza dei sindaci del Vibonese, - tenutasi, tra l’altro, alla presenza del presidente regionale della Commissione Sanità, Michele Comito, dei consiglieri regionali del territorio, Francesco De Nisi, Antonio Lo Schiavo e Raffaele Mammoliti e del commissario dell’Asp di Vibo, Giuseppe Giuliano - «una situazione socio-sanitaria delicatissima, divenuta per i cittadini non più sostenibile».

Salvatore Solano, al riguardo, ha sottolineato che «il tempo delle discussioni evanescenti è scaduto, la classe politica e istituzionale del Vibonese non ha più alibi, occorre assumersi, fino in fondo, le proprie responsabilità». Solano, analizzando gli scenari politici e istituzionali, ha quindi evidenziato che «il territorio esprime un assessore e quattro consiglieri regionali, uno dei quali è presidente della Commissione Sanità.  Che sono, inoltre, «espressione del Vibonese tre parlamentari della Repubblica e un sottosegretario di Governo». Pertanto «in considerazione anche di un presidente di Regione, Roberto Occhiuto, divenuto Commissario regionale alla Sanità, - ha asserito - dobbiamo pretendere che la provincia di Vibo Valentia abbia delle risposte immediate e concrete. Troppe persone sono morte per malasanità in questo territorio. Ora basta!».

Esame per la patente con aiuto esterno, 7 indagati nel Vibonese

A giugno dell’anno scorso, durante un’attività di controllo del territorio effettuata nel comune di Briatico (Vv), i poliziotti della Squadra mobile di Vibo Valentia hanno notato tre persone nei pressi di un vecchio casolare che, alla loro vista, avrebbero cercato di darsi alla fuga. Una volta bloccati e identificati sono stati  trovati in possesso di due borse con all’interno 4 polo dotate di un dispositivo ricetrasmittente, 2 modem per la connessione a internet, 8 Sim, 4 telefoni cellulari e alcuni microauricolari.
Dalle successive indagini è emerso che il materiale avrebbe dovuto essere utilizzato per sostenere e
superare un esame per il conseguimento della patente di guida presso la vicina sede della Motorizzazione.

Il sistema, che secondo gli investigatori sarebbe stato usato anche in precedenza, prevedeva che il candidato, grazie a un microauricolare e a un microfono occultato nella polo, ricevesse le risposte da una seconda persona.

La scoperta del meccanismo ha portato gli agenti ad avviare un’intensa attività investigativa, al termine della quale 7 persone sono state indagate , a vario titolo, per i reati di cui alla L. n. 475/1925 contenente norme in materia di “Repressione della falsa attribuzione di lavori altrui da parte di aspiranti al conferimento di lauree, diplomi, uffici, titoli e dignità pubbliche”

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Balneari vibonesi in agitazione per la riforma delle concessioni

“Escludere le concessioni demaniali dalla direttiva servizi, per la semplice ragione che la sua applicazione non è scritta da nessuna parte. E’ frutto solo di una interpretazione estensiva”. E’ quanto sostengono o balneari della provincia di Vibo Valentia che, come i loro colleghi in tutta Italia, stanno protestando contro le recenti sentenze ed alcuni emendamenti governativi ai disegni di legge di riordino del settore, i cui effetti rischiano di bloccare la continuità aziendale degli stabilimenti al 31 dicembre 2023. Una sentenza del Consiglio di Stato stabilisce, infatti, che tutte le concessioni debbano esser annullate e che dal primo gennaio 2024 gli stabilimenti dovranno essere affidati tramite evidenza pubblica. A rischio sono migliaia di piccole e medie imprese che da un giorno all'altro possono vedere vanificati anni di sacrifici e di investimenti.

“Non possiamo e non dobbiamo mollare – spiega Mino De Pinto, presidente del Sindacato balneari vibonese – è tempo di esserci, è tempo della mobilitazione collettiva e di supportare un patrimonio fatto di uomini, donne e famiglie che lavorano, onestamente, producendo fonte di reddito, occupazione, benessere e tutelando chilometri di costa. Il serio rischio è che nell’estate del 2024, conoscendo bene come si muove la macchina amministrativa pubblica, i litorali, sottratti alle nostre micro e piccole imprese familiari, restino senza strutture e senza servizi”.

Per questi motivi il Sib - Sindacato balneari di Vibo Valentia sarà presente, assieme alle altre associazioni di categoria, alla manifestazione nazionale in programma il 10 marzo in piazza Santi Apostoli a Roma.

“Quello che chiedono le aziende balneari – prosegue De Pinto – è che venga riconosciuto il legittimo affidamento ai concessionari che hanno avuto l'unico torto di credere nelle leggi dello Stato, la validità delle proroghe rilasciate in applicazione della legge Madia, una disciplina transitoria che preveda un adeguato diritto di prelazione al concessionario uscente e, infine, riconoscere un valore aziendale a chi eventualmente dovesse prendere la concessione”.

 

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