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Condannata per corruzione Alessandra Sarlo, ex Commissario straordinario dell'Asp di Vibo

E' stata riconosciuta responsabile di corruzione e per questo il Tribunale di Catanzaro le ha inflitto una condanna a due anni di reclusione. Alessandra Sarlo, già dirigente del dipartimento Controlli della Regione Calabria, è la moglie di Vincenzo Giglio, fino al momento dell'arresto nell'ambito di un'indagine condotta dagli inquirenti milanesi, a capo della Sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria.  Sulla scorta di quanto emerso nel corso delle indagini, l'ex magistrato si sarebbe adoperato, utilizzando il legame con Franco Morelli, allora consigliere regionale del PdL, per procurare alla consorte l'assegnazione, da parte dell'Esecutivo presieduto da Giuseppe Scopelliti, dell'incarico di Commissario straordinario dell'Azienda sanitaria provinciale di Vibo Valentia. La rappresentante della pubblica accusa aveva richiesto che Alessandra Sarlo fosse condannata a tre anni e tre mesi di reclusione. 

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Nomina Sarlo, Scopelliti e Tallini assolti con formula piena

CATANZARO – “Il fatto non sussiste”. La sentenza del Tribunale collegiale di Catanzaro si trasforma in una vittoria per l’ex presidente della giunta regionale, Giuseppe Scopelliti, e per l’ex assessore al Personale, Domenico Tallini, perché dopo la richiesta del pubblico ministero Gerardo Dominijanni di 1 anno e 8 mesi di reclusione per ciascun imputato (più l’interdizione temporanea dai pubblici uffici), l’ottimismo non era certo al massimo. E, invece, il castello accusatorio - centrato sul presunto abuso d’ufficio - sviluppatosi all’interno dell’inchiesta sulla nomina di Alessandra Sarlo a dirigente del Dipartimento Controlli crolla e non produce effetti, salvo l’invio in Procura degli atti relativi alle dichiarazioni rese dall’ex assessore al Lavoro, Francescantonio Stillitani, disposto ai fini della verifica di un’eventuale caso di falsa testimonianza. L’assoluzione con formula piena di Scopelliti e Tallini conferma dunque l’impianto predisposto dalla linea difensiva secondo la quale la procedura adottata è  priva di elementi di illegittimità ed, in particolare, non possono essere ravvisate anomalie nella presentazione della delibera fuori sacco. Come si ricorderà, la nomina della Sarlo – moglie del giudice Vincenzo Giglio ed ex commissario dell’Asp di Vibo Valentia -  era avvenuta a seguito dell’infruttuoso espletamento dell’avviso interno per l’individuazione di un candidato in possesso dei requisiti stabiliti.

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