Reggio Calabria, Alitalia e la scomoda verità

 Sull’aeroporto di Reggio, le chiacchiere stanno a zero, e i soldi sono soldi. L’Alitalia chiede alla Regione Calabria poco meno di due milioni di euro. La Regione fa gli orecchi del mercante, e non dà risposta.

 Mi pare che nessuno abbia capito che Alitalia non è “la compagnia di bandiera” se non per il nome Italia; è ormai quasi del tutto privata, e anche collegata a realtà europee, pur esse private. Se Alitalia ritenesse conveniente lavorare a Reggio, non ci sarebbe bisogno di manifestazioni e dimissioni e chiacchiere; anzi, le compagnie farebbero a gara, per lavorare a Reggio. Se da Reggio non vola nessuno e viceversa, viene meno la funzione di un aeroporto; come se una bottega di vino volesse vendere a una clientela di astemi.

 Se Alitalia se ne va, è perché non conviene. Crudele dirlo, ma è così. Né al posto dell’Alitalia sta arrivando qualsiasi altro velivolo, tranne una compagnia che offre due (02!) voli in orari inutili. 

 Pessimo segnale, per la Calabria reale. Se i Calabresi non volano, è perché non hanno dove volare e perché volare; a parte qualche pratica a Roma. Ma a Roma, e a prezzi e orari più comodi, si va in treno. E già: se uno di Catanzaro deve arrivare un’ora prima a Lamezia, e poi impiegare un’ora da Fiumicino a Roma, e con che costi, tanto meglio se si siede micio micio sul treno e arriva dormendo al centro di Roma. Dalle otto alle undici e mezza: consultate gli orari.

 Chiedo agli amici di Reggio. A parte i voli di linea, che, come vediamo, sono sporadicamente frequentati, qual è stata l’utilizzazione del Tito Minniti per scopi turistici?

 Vi ricordate quando si discuteva se portare i Bronzi all’Expo, e io ero convintissimo di sì? Mi si rispose che i visitatori dell’Expo – di Milano – dovevano venire – a Reggio – a vedere i Bronzi. Come? Ovviamente, con l’aereo. Ebbene, quanti ne sono venuti? Direi, zero. Quanti vengono in aereo a fare turismo a Reggio? Direi, zero.

 Non è dunque una questione provvisoria, tanto per evitare a Oliverio la solita figuraccia, e a Falcomatà di apparire meno taumaturgo e mago che non si creda; ma che qualche persona competente ragioni sulla funzione effettuale dell’aeroporto di Reggio. Se ne ha o ne può avere una credibile, bene; se no, lo si chiuda, ed evitiamo un’altra emorragia di soldi pubblici per bassa demagogia.

 Corollario: lo stesso dicasi per la Città Metropolitana. O ha un senso reale, o cancelliamo anche questo titolo onorifico. Se no, è come ai tempi della decadenza della Spagna e del Regno di Napoli, nel XVII secolo, quando meno un nobile contava più lo nominavano duca e principe!

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Il crollo al Duomo di Catanzaro emblema dell'abbandono dei beni culturali calabresi

È davvero un miracolo se il crollo di una parte del soffitto di una cappella della Cattedrale di Catanzaro non sia avvenuto di giorno a porte aperte, con danni non solo ai beni culturali e agli oggetti di culto, ma probabilmente a qualche fedele genuflesso in preghiera.

Eppure lo stato di degrado era stato da tempo segnalato a chi di dovere da parte dell'arcivescovo mons. Vincenzo Bertolone. 

Ma dal dire al fare - si sa - c'è di mezzo il mare! E in Calabria con due mari...i tempi divengono oceanici, tanto che volete che sia e ....forse se e quanto valga qui il dispositivo dell'art.733 del C.P. con le sanzioni previste per il danneggiamento dei beni culturali.

Con il pretesto che c'è il pericolo della mafia radicata dietro ogni appalto, i burocrati pensano che  siccome la fine del mondo è ancora lontana, la fretta è cattiva consigliera; mentre il governo regionale manda e rimanda  l'erogazione dei fondi con la certezza che se a fine mandato ne verrà un nuovo, si comincerà ahimè tutto daccapo.

I beni culturali sono poi circondati da altri paletti: intendenti e soprintendenti / proposte e pareri / assensi e dissensi e le incompiute sono il penoso pane quotidiano distribuito da funzionari sonnolenti

La Calabria non può e non deve rassegnarsi. Sopratutto i giovani devono essere in prima linea e le scuole di ogni ordine e grado devono essere laboratori per una decisa risposta. 

Lo hanno fatto per diversi motivi e con poche risorse quei Calabresi creativi, ed è bene che lo facciano anche per questo settore, nonostante che quel disegno previsto dalla legge regionale n.2 del 14 febbraio 2000 il quale vagheggiava il "Progetto Giovani", sia rimasto nell'archivio dei sogni delusi.

Per il restauro del duomo di Catanzaro forse sarebbe interessante allestire un cronografo nella piazza adiacente per controllare esattamente il tempo che passerà a partire dal 13 marzo 2017" come si fece a Roma presso l'altare della Patria in Piazza Venezia per il Giubileo del 2000, cinque anni prima, ovviamente con il conto alla rovescia.

La storia è sempre maestra di vita, anche se spesso alcuni politici lo ignorano e non se ne importano. 

Staremo a vedere. Che Dio ci aiuti, anche su questo fronte, con l'auspicio che i mezzi di informazione siano vigili ed attivi.

 

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Rossano: il Museo Diocesano e del Codex a Palazzo Chigi per la Conferenza nazionale FAI

Rossano ed Il Museo Diocesano e del Codex saranno tra i protagonisti della XXV edizione delle Giornate FAI di Primavera, previste per sabato 25 e domenica 26 marzo 2017.

Nella splendida cornice della sala verde di Palazzo Chigi,  è stato presentato, ieri, il programma della manifestazione, alla presenza del presidente del Consiglio dei Ministri Paolo Gentiloni, del ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo Dario Franceschini, del direttore generale della Rai Antonio Campo Dall’Orto, del presidente Rai Monica Maggioni e dei massimi esponenti nazionale del Fai (Fondo ambiente italiano) Giulia Maria Crespi, Andrea Carandini,  Marco Magnifico.  Tra gli ospiti dell’evento, erano inoltre presenti Cecilia Perri, vicedirettore del Museo Diocesano e del Codex, Stefano Mascaro  e Rosellina Madeo, sindaco e presidente del consiglio comunale della Città di Rossano.  

Significative le parole di elogio espresse dal Vice Presidente del Fai, Marco Magnifico, nei confronti di Rossano, dei suoi innumerevoli palazzi nobiliari ed ovviamente del Codex,  considerato “uno dei sommi capolavori della culturale occidentale”. Magnifico, più volte nel suo intervento, ha invitato la platea a visitare la città di Rossano e la Calabria intera. Durante la conferenza, c’è stato anche spazio per il sindaco, Stefano Mascaro, il quale dimostrandosi felice di questa possibilità, ha definito Rossano “la città più bella della Calabria” ed ha sottolineato l’importanza di ripartire dalla cultura e dal nostro Codice.

Bellissima inoltre la lettera indirizzata a Marco Magnifico da S.E. Mons. Giuseppe Satriano, Arcivescovo della Diocesi di Rossano-Cariati, inserita nella cartella stampa consegnata agli innumerevoli ospiti presenti in sala. Nell’apprezzare l’impegno profuso per l’organizzazione di questa importante manifestazione, Mons. Satriano  ha espresso sentimenti di gratitudine per l’attenzione che quest’anno, il Fai, ha deciso di dedicare a Rossano ed al Museo Diocesano e del Codex in particolare. 

Tra i singolari luoghi scelti dal Fai, oltre al  Museo con il suo straordinario Bene Unesco, sarà possibile visitare la Cattedrale, la Chiesa della Panaghia, Palazzo Gurgo di Castelmenardo, Palazzo Labonia ed il Museo della Liquirizia “Giorgio Amarelli”.  Per l’occasione,  le visite  saranno guidate da giovani “Apprendisti Ciceroni”, ovvero  studenti dell’I.I.S. “San Nilo” di Rossano.

Saranno giorni di grande festa e di enorme richiamo per Rossano ed il suo Codex, una nuova ed importante opportunità di valorizzazione e promozione per il patrimonio artistico e culturale della città e per il suo amato e prezioso gioiello di inestimabile valore.

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Susanna Camusso (Cgil) fa tappa in Calabria

"Il Consiglio dei Ministri riunitosi il 14 marzo, dopo 46 giorni dalle motivazioni della Consulta, ha finalmente indetto la data dei referendum popolari proposti dalla Cgil contro i voucher e per la piena responsabilità solidale negli appalti: si voterà il prossimo 28 maggio. Ora avanti con la campagna elettorale, ci prepariamo a questa sfida. Abbiamo davanti un periodo impegnativo e lo utilizzeremo in tutti i modi.

Così il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, dopo la decisione del Consiglio dedi Ministri.

“Abbiamo proposto l’election day e rinnoviamo questa richiesta. Vista la data scelta – prosegue Camusso – sarebbe possibile  far coincidere il referendum con le elezioni amministrative e non perché ci preoccupa il quorum. I Comuni al voto non sono tantissimi, sarebbe solo una scelta oculata, in un’ottica di finanza pubblica”. Inoltre, secondo la leader della Cgil “è sconcertante che il tema degli appalti sia considerato meno rilevante di quello dei voucher”, visto che “il lavoro negli appalti è in crescita e il degrado in questo sistema è oggetto di tanta cronaca”.

Quindi, avverte Camusso, “qualunque operazione il Governo intendesse fare dovrà essere riguardare entrambi i problemi. Concentrarsi solo su un quesito – conclude – indica la volontà di un indebolimento del giudizio popolare”.

Intanto, la campagna referendaria “Libera il lavoro Con 2 Sì Tutta un’altra Italia”, prosegue e si intensifica.

Giovedì 16 marzo, infatti, il segretario generale nazionale della Cgil, Susanna Camusso, sarà presente all’Università della Calabria, per una manifestazione pubblica per la campagna referendaria, ma non solo. Nell'occasione si discuterà, infatti, dello stato dell’economia e dell’occupazione in Calabria, sulle tante emergenze che spingono ad una serie di iniziative di approfondimento e di lotta.

All'iniziativa prenderà parte anche la Cgil di Vibo Valentia, impegnata, insieme a lavoratori, pensionati, giovani delegati ed Rsu provenienti da tutta la Calabria, a promuovere un grande piano per il lavoro accompagnato dalla sua difesa contro i voucher e gli appalti che precarizzano e tolgono la dignità ai lavoratori.

 

Al traguardo l'inventario dell'archivio del collegio italo albanese di San Demetrio Corone

Nel giorno in cui il Comitato regionale per la tutela dei diritti delle minoranze linguistiche si riunisce a Catanzaro per ulteriori iniziative relative all'applicazione della legge regionale n.15 del 2003 e della legge nazionale n.48/99, anche in considerazione dell'imminente rinnovo della Convenzione e del relativo Contratto di Servizio tra lo Stato e la Rai Radio televisione italiana, credo sia opportuno divulgare una progetto significativo ormai giunto quasi al traguardo nella capitale “arbereshe” del Mezzogiorno d’Italia.

La riapertura, cioè, del Collegio italo-albanese,  tenacemente voluta, dal sen. Cesare Marini, già sindaco di San Demetrio, che ha segnato una tappa importantissima, legata non solo allo spendido Monastero niliano di San Adriano, ma anche alla storia di questa cittadina, forte delle sue radici che l’hanno vista non solo orgogliosa di conservare la sua identità culturale e storica,  ma guardare sempre al futuro, a partire dal quel indimenticabile sogno di giungere all’Unità d’Italia.

Lo ha fatto anche  – grazie alla Amministrazione da lui presieduta, e ci si augura possa ora continuare - custodendo e recuperando lo stupendo patrimonio folklorico e linguistico: “un bel volo di colombe”, che si staglia tra le vostre contrade, un tempo attaversate da una “vecchia corriera” (1912).

 È stato così portato quasi al traguardo il progetto di inventariare l’immenso patrimonio archivistico e bibliografico, iniziando dal riodino delle Carte del Collegio italo-greco, poi trasformato in Collegio italo-albanese, il primo istituto internazionale  di cultura e formazione del Mezzogiorno d’Italia,  fortemente  da Guglielmo Tocci, riconosciuto con provvedimento del 1873, modificato il 20 luglio 1922, come risulta dalle carte conservate a Roma nell’Archivio Storico del Senato, tra le quali di leggono anche le petizioni di riapertura  presentate nel 1866 dai comuni di Vaccarizzo , S. Giorgio Albanese e S. Demetrio (autonono dal 1811), che il 13 febbraio 1890 presentò domanda di collocarlo a San Adriano.

Proprio allora Girolamo De Rada poneva il quesito nell’opuscolo pubblicato a Catania nel 1891: Il collegio albanese San Adriano sarà Seminario Corsini ovvero Ginnasio liceale Italo-Greco con ramo universitario ecclesiastico?

Sappiamo di certo che la cattedra di albanese fu allora assegnata proprio a lui ( La cattedra di Albanese in San Demetrio Corone, 1892), che  negli anni precedenti aveva pubblicato la Grammatica della lingua albanese (Firenze,1870), e  diversi volumi di Poesie albanesi a partire dai Canti di Milosao figlio del despota di Scutari ( Napoli, 1834).

L’ Istituto si distinse subito  non solo per i suoi ideali patriottici promossi da numerose conferenze  ( penso al discorso tenuto nel collegio il 18 giugno 1911 da Francesco Capalbo , La Calabria nella lotta per la libertà e all’ intrigante inserzione del Collegio Italo-Albanese di San’ Adriano, nella Miscellanea: Tra i briganti di Terracina, in un articolo  di Anselmo Loricchio apparso nel 1911 in “ Nuova Antologia” ), ma ancor più  sul versante scolastico, come si legge in una nota del  famoso saggista Giovanni Tinivella, pubblicata nel maggio 1913 dalla “Rivista Pedagogica”.

Dopo la Riforma del 1922 si procedette subito a stabilire il nuovo ordinamento come risulta dall’interessante opuscolo edito a Cosenza mel 1925: Il Collegio italo albanese di San Demetrio Corone: personale organico, ordinamento, norme riguardanti i convittori; paesaggio, storia.

È merito indubbio di Francesco Marchiano, aver epilogato nel saggio edito a Castrovillari nel 1935:  Collegio italo-albanese di San Adriano in San Demetrio Corone cenni storici e statuto fondamentale, a mio parere una delle fonti più acceditate a cui bisogna far riferimento.

Per conservarne diligentemente la memoria e dare la possibilità agli studiosi di approfondire tutte  le tappe del suo lungo e virtuoso percorso e conoscere anche quei tanti alunni che “ nella fucina dei diavoli” (per dirla con Vincenzo Librandi) si formarono e diedero lustro alla Calabria e all'Italia, l'Amministrazione comunale  nel 2014 deliberò di far effettuare un riordino dei fondi archivistici e bibliografici  ad opera di un gruppo selezionato di giovani con i fondi assegnati dalla Regione Calabria.

 Tale lavoro – come si può ora constatare “ a porte aperte” -   è stato effettuato con passione e competenza un prezioso riordino dei fondi archivistici e bibliografici  ad opera di un gruppo di giovani donne con la supervisione di chi scrive .

C'è da augurarsi che possa proseguire  con ulteriori approfondimenti per aggiungere nuovi tasselli a questo meraviglioso mosaico culturale ed artistico che si estende dal sec. XVIII ai nostri giorni e illustra la più copiosa etnia delle minoranze linguistiche calabresi.

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Incremento orario per i lavoratori part-time all'Asp di Vibo, la soddisfazione di Mirabello (Pd)

“Gli agognati provvedimenti contenuti e formalizzati nel Decreto n.50/2017 del Commissario ad acta per l'attuazione del Piano di rientro dal disavanzo del settore sanitario della Regione Calabria rappresentano un importante risultato, frutto di un grande lavoro svolto con responsabilità e sensibilità e che oggi ci permette di far valere le istanze del territorio vibonese, contesto territoriale che ha un assoluto bisogno di una maggiore efficienza dei servizi sanitari”. 

E’ quanto afferma Michelangelo Mirabello, Consigliere regionale del PD, nonché presidente della III Commissione consiliare "Sanità, attività sociali, culturali e formative", commentando i contenuti del Decreto 50/2017, con il quale il Commissario ad acta per l'attuazione del Piano di rientro dal disavanzo del settore sanitario ha autorizzato l’incremento orario, pari a ventiquattro ore mensili, per gli oltre cinquanta lavoratori ausiliari part-time in carico all’Azienda Sanitaria Provinciale di Vibo Valentia. 

“L’incremento orario per i 59 lavoratori ausiliari part-time in carico all’Azienda Sanitaria Provinciale di Vibo Valentia - prosegue Mirabello - è la dimostrazione lampante che l’impegno, la determinazione e l'unità di intenti sono elementi imprescindibili per perorare le ragioni di un territorio che oggi ha vinto una importante battaglia a difesa dei diritti, dei presidi e dell’offerta sanitaria. Oltre ad un sentito ringraziamento nei confronti del Direttore generale dell’ASP che nei mesi scorsi, accogliendo i miei solleciti, ha inoltrato alla struttura commissariale formale richiesta per l’incremento orario degli ausiliari part-time, sento, perciò, di esprimere vivo compiacimento per gli impegni concretizzatesi e che – conclude il Consigliere regionale - vanno in una direzione ben precisa: maggiore efficienza dei servizi, solidità occupazionale e maggiori certezze per i lavoratori sanitari vibonesi”.

Ennesima scossa di terremoto nel mare Tirreno calabrese

Un terremoto di magnitudo ML 2.1 è stato registrato dai sismografi dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia nel mar Tirreno Meridionale.

La scossa è stata rilevata alle 2,51 della notte appena trascorsa nelle acque antistanti la costa calabrese.

L'epicentro è stato individuato ad una profodità di 10 chilometri, in un tratto di mare compreso tra Amantea e Lamezia Terme.

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Le meraviglie della Calabria, dallo Jonio al Tirreno, passando per le Serre

Tra i meravigliosi sentieri della Terra "di paradiso", salendo da Soverato sita nello stupendo Golfo di Squillace, dove il grande Cassiodoro Senatore eresse nel sec.VI presso il "Vivarium ", lo scrittorio più raffinato d' Europa, dopo aver superato Gagliato ed Argusto, approdiamo a Torre di Ruggiero, borgo titolato al Granconte normanno che passando da queste contrade alla fine del sec. XII confermò la sua protezione ai monaci calabro- greci come san Basilio Scamardi e donò vaste contrade tra Stilo e Arena a Bruno di Colonia, fondatore dei Certosini, che pose la propria dimora in S. Maria della Torre, che raggiungiamo passando da Simbario, adiacente al fiume Ancinale e da Spadola, dove sorgono le belle chiese di S. Maria sopra Minerva e dell' Addolorataa, la prima Certosa d'Italia, rinnovata nel corso dei secoli e tuttora in funzione e intitolata ai santi Stefano e Bruno a Serra S. Bruno, dove si trovano bellissime chiese, ripristinate dopo il terremoto del 1783 che rase al suolo tutti gli edifici di quel territorio insieme con quelli siti in particolare della Calabria meridionale.

Aggregato alla Certosa il Museo che conserva importanti manufatti e opere d'arte in un contesto che riproduce in scala i locali dell'eremo.

Da qui si scende a Soriano Calabro, strettamente legato alla costruzione del convento e della chiesa di S. Domenico dei Predicatori nel 1510. Distrutto nel 1659 dal terremoto e presto ricostruito sul modello dell'Escorial di Madrid dal domenicano bolognese Bonaventura Presti, fu raso al suolo dal sisma del 1783. La miracolosa statua di S. Domenico e' custodita nella nuova chiesa adiacente ai resti dell'antico convento.

Attraversato Sorianello  dove sorge la Chiesa di S. Maria del Soccorso, che conserva interessanti opere d'arte provenienti da S. Domenico di Soriano,  si scende a S. Gregorio d' Ippona sito sulle colline occidentali del Mesima e quindi a Mesiano, frazione di Filadari per giungere a Tropea meravigliosa città sul Tirreno a Capo Vaticano, custode di splendidi tesori d'arte, tra i quali la cattedrale edificata dai Normanni nel sec. XII e S. Maria dell'Isola, che Sikelgaita, vedova di Roberto il Guiscardo donò al Monastero di Montecassino. 

 

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