'Ndrangheta: catturato Fernando Spagnolo, era latitante dal 2019

Nella giornata di ieri, a Casali del Manco (Cs), i carabinieri hanno messo fine alla latitanza di Fernando Spagnolo, di 67 anni.

L'uomo si era reso irreperibile nel giugno del 2019, quando la Corte d’assise d’appello di Reggio Calabria aveva emesso un ordine di carcerazione per l’omicidio di Marcello Geracitano, avvenuto nel gennaio 2005 a Stilo (Rc).

Spagnolo,che per il reato commesso dovrà scontare l’ergastolo, era destinatario anche di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per associazione per delinquere di tipo mafioso, in quanto gravemente indiziato di essere vertice e promotore della locale di ‘ndrangheta attiva nel territorio di Stilo.

Il provvedimento, emesso dal gip del Tribunale di Reggio Calabria, su richiesta della locale Dda, l’8 marzo scorso aveva portato all’arresto di 9 persone nell’ambito dell’operazione  “Doppio sgarro”, condotta dai carabinieri della Compagnia di Roccella Jonica.

Il latitante è stato localizzato mentre era intento a preparare il pranzo, in un casolare di campagna dotato di sistemi di videosorveglianza e allarme,

All’arrivo dei militari, Spagnolo ha cercato rifugio sul tetto dell’abitazione, riconducibile a una donna cosentina di 46 anni, sorpresa in sua compagnia e perciò denunciata in stato di libertà per procurata inosservanza di pena.

Alla cattura hanno partecipato i militari dell’aliquota di Primo intervento di Reggio Calabria e lo Squadrone Cacciatori di Vibo Valentia.

Nel casolare sono state sequestrate diverse armi da fuoco. L’arrestato è stato associato alla casa circondariale di Cosenza.

 

'Ndrangheta, latitante Vibonese catturato a Roma

Ieri mattina, i finanzieri del Comando provinciale di Catanzaro, insieme ai poliziotti della Squadra mobile di Vibo Valentia, con il supporto del Servizio centrale investigazione criminalità organizzata della guardia di finanza e del Servizio centrale operativo della polizia di Stato, coordinati dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, hanno rintracciato e catturato, a Roma, il latitante Giuseppe Campisi, detto “Pino”, 62 anni, di Vibo Valentia.


L’arrestato, che già aveva scontato una precedente condanna per associazione per delinquere di stampo mafioso, omicidio doloso ed estorsione, il 23 ottobre 2019 si era sottratto all’esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Catanzaro nell’ambito dell’Operazione “Ossessione”, condotta dal Nucleo di polizia economico finanziaria della guardia di finanza di Catanzaro, che aveva consentito di disarticolare un’associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti, i cui appartenenti operavano anche per agevolare la cosca Mancuso. L’individuazione del latitante, in prossimità della via Tuscolana, è stata possibile grazie alla costante attività di controllo del territorio, svolta con le più moderne tecnologie, unitamente alla rivalutazione dell’ampio patrimonio info-investigativo disponibile sull’imputato e sui suoi familiari. Le indagini hanno consentito di accertare che, durante la latitanza, per evitare di essere riconosciuto, Campisi utilizzava parrucche e documenti di riconoscimento contraffatti (fra cui il green pass).

Il 17 dicembre scorso la sinergia sviluppata dal Nucleo di polizia economico-finanziaria di Catanzaro e dalla Squadra mobile di Vibo Valentia aveva consentito di arrestare Antonio Campisi, nipote di Giuseppe, destinatario di un fermo di indiziato di delitto per il tentato omicidio di Dominic Signoretta.

Latitante catturato nel Vibonese

La polizia di Stato e l’Arma dei carabinieri hanno proceduto, nel pomeriggio di ieri, alla cattura del latitante Antonino Trentuno, 28 anni, ritenuto elemento di spicco del gruppo di “San Cocimo” della famiglia mafiosa catanese “Santapaola-Ercolano”. L’arresto è stato effettuato in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia di Catania, nell’ambito dell’operazione ‘Quadrilatero’ dello scorso mese di settembre.

Le indagini svolte dal Comando provinciale - Reparto operativo del Nucleo investigativo dei carabinieri di Catania, per il reato di associazione dedita al narcotraffico, avevano fatto emergere il ruolo dell’indagato nel commercio degli stupefacenti.

Il latitante, che si era sottratto alla cattura lo scorso 20 settembre 2021, viaggiava a bordo di un’autovettura, probabilmente, diretta in Sicilia, condotta da un uomo del Vibonese, già noto alle forze dell’ordine.

L’atteggiamento nervoso ed insofferente al controllo effettuato dalla polizia stradale, che ha fermato il veicolo tra gli svincoli di Pizzo e S. Onofrio dell’autostrada A2 del Mediterraneo, ha indotto gli agenti ad approfondire i controlli sull’autovettura e sull’effettiva identità dei fermati.

Condotti in ufficio, il personale della Squadra mobile di Vibo Valentia, con l'ausilio della polizia scientifica, ha scoperto che il latitante viaggiava con una carta d’identità falsa e con altre certificazioni, tra cui quella relativa al green pass, contraffatte.

Gli approfondimenti investigativi, svolti in stretta sinergia con il Reparto operativo dei carabinieri di Catania, hanno infine permesso d’identificare l’indagato.

Il ricercato - che avrebbe trascorso parte della latitanza tra Grecia e Albania - dopo le formalità del caso, è stato associato alla locale casa circondariale.

Arresti domiciliairi, invece, con l’accusa di favoreggiamento, per il conducente dell’auto sulla quale viaggiava il latitante.

Ricercato da due anni in Italia, cittadino polacco catturato in Olanda

K. P. S., 37enne polacco, è stato arrestato nella provincia del Limburgo, nei Paesi Bassi, dalla polizia olandese. Ricercato in Italia per vari reati, decisive si sono mostrate le indagini della Stazione Carabinieri di Gioia Tauro (Rc), che hanno portato all’emissione di un Mandato d’arresto europeo nei confronti dell’uomo, resosi irreperibile dal mese di ottobre 2019.

Il catturando, rintracciato dai militari della Compagnia di Gioia Tauro a seguito di approfonditi accertamenti info-investigativi, conviveva con la nuova compagna nel piccolo centro olandese, e solo a seguito delle indicazioni dei militari dell’Arma e grazie al supporto del Servizio per la Cooperazione internazionale di Polizia della Direzione Centrale della Polizia Criminale - CriminalPol -, si è arrivati infine alla cattura del 37enne da parte della polizia olandese.

L'uomo si era reso irreperibile dal mese di ottobre 2019 a seguito dell’ordine di esecuzione per la carcerazione emesso dalla Procura generale della Repubblica di Reggio Calabria, unificando una serie di pene concorrenti per un totale di un 2 anni 3 mesi e 25 giorni di reclusione da espiare in carcere.

Diversi i reati di cui si era reso responsabile: resistenza a pubblico ufficiale, evasione, false dichiarazioni o attestazioni.

L’individuazione e la cattura sono giunte, ad esito di un’intensa attività informativa, condotta dai militari della Compagnia di Gioia Tauro, nel corso della quale è stato accertato che l’indagato, benché ricercato, avesse trovato rifugio nel piccolo centro olandese con la nuova compagna. Sulla base delle evidenze raccolte nel corso dell’attività di ricerca, è stata richiesta pertanto l’emissione di un Mandato d’arresto europeo in ottemperanza al quale la Polizia olandese, avvalendosi prioritariamente degli elementi forniti dai militari dell’Arma, è riuscita a catturarlo mentre si trovava nella cittadina della provincia del Limburgo.

K.P.S. è stato messo a disposizione dell’autorità giudiziaria olandese ed è in attesa di formale estradizione in Italia con richiesta già inoltrata al Ministero della Giustizia italiano.

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Calabria, catturato un latitante

Alle prime luci dell’alba, a conclusione di complesse e articolate indagini coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia della Procura della Repubblica di Reggio Calabria, in un'abitazione rurale di Rizziconi, gli uomini della Squadra mobile reggina hanno localizzato e catturato il latitante C.G., 56 anni del luogo.

L’uomo, il 16 gennaio scorso, si era sottotratto all’esecuzione dell’ordine di carcerazione emesso dalla Procura generale presso la Corte d’appello di Firenze, per una pena a 8 anni di reclusione, in seguito alla condanna riportata per una serie di reati commessi nel 2008, in concorso con altre persone, in provincia di Siena

Nel corso dell'operazione di cattura è stato arrestato in flagranza di reato anche un 56enne ritenuto responsabile di procurata inosservanza di pena nei confronti di C.G..

‘Ndrangheta, favorirono la latitanza di Domenico Romeo: cinque arresti

All’alba di ieri, i Carabinieri della Compagnia di Palmi (Rc) e dello Squadrone eliportato Cacciatori “Calabria”, hanno dato esecuzione all’ordinanza di applicazione di 5 misure cautelari, 2 in carcere e 3 ai domiciliari, emesse dal Tribunale di Reggio Calabria su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di Biagio Versaci di 47 anni, della moglie Maria Francesca Cammaroto (40), dei fratelli Antonio e Francesco Alvaro, di 23 e 24 anni e della cugina Domenica Alvaro (33).

I destinatari del provvedimento sono accusati di aver favorito la latitanza del 41enne Domenico Romeo, catturato il 2 febbraio dell’anno scorso dai Carabinieri della Compagnia di Palmi in seguito ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dalla Dda di Genova nell’ambito dell’operazione denominata “Buon vento genovese”, per traffico internazionale di stupefacenti aggravato dalle finalità mafiose.

Al termine delle formalità di rito, i fratelli Alvaro sono stati tradotti in carcere, mentre la loro cugina Domenica ed i coniugi Biagio Versaci e Maria Francesca Cammaroto sono stati posti ai domiciliari.

'Ndrangheta, catturato in Spagna il latitante Giuseppe Romeo

Intorno alle ore 19.30 di ieri, a Barcellona, l’Equipo operativo della Guardia civil spagnola ha localizzato e catturato il latitante di San Luca (Rc) Giuseppe Romeo, di 35 anni.

L'arresto è avvenuto nell’ambito di un’operazione di polizia resa possibile dalla cooperazione fornita dalla Squadra mobile della Questura di Reggio Calabria e dal Servizio centrale operativo della Direzione centrale anticrimine della polizia di Stato, sotto l’egida della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, in stretto raccordo con il Servizio per la cooperazione internazionale di polizia (Scip) della Direzione centrale della polizia criminale nell'ambito del progetto I-Can (Interpol cooperation against 'ndrangheta) promosso dall'Italia insieme al segretariato generale dell'Oipc-Interpol di Lione.

In particolare, gli investigatori della Squadra mobile di Reggio Calabria e dello Sco, hanno fornito ai colleghi spagnoli significativi elementi sulla presenza nella penisola iberica di Romeo, che era riuscito a sottrarsi all’esecuzione dell’operazione internazionale “European ‘ndrangheta connection”, eseguita il 5 dicembre 2018 da una squadra investigativa composta da diverse forze di polizia italiane ed europee, con il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, della Procura di Duisburg, dell’autorità giudiziaria olandese, di Eurojust e di Europol.

L’arresto di Romeo, inserito nell’elenco dei latitanti pericolosi stilato dal Ministero dell’Interno, rappresenta un successo di particolare rilievo nella generale attività di contrasto al narcotraffico internazionale gestito dalla ‘ndrangheta.

Colpito da due ordinanze di custodia cautelare in carcere e destinatario di un decreto di sequestro preventivo nell’ambito dell’inchiesta “European ‘ndrangheta connection”, il 13 novembre 2020 è stato condannato dal gup di Reggio Calabria a 20 anni di reclusione per partecipazione, con ruolo di rilievo, ad un’associazione per delinquere finalizzata al narcotraffico internazionale, detenzione di sostanze stupefacenti, trasferimento fraudolento di valori ed auto-riciclaggio.

Originario di San Luca, conosciuto con i soprannomi “u Pacciu”, “Maluferru” o “u Nanu”, Romeo è figlio di Antonio, 74 anni, alias “centocapelli”, ritenuto contiguo alla cosca Romeo, intesi “Stacchi” di San Luca, attualmente detenuto presso la casa circondariale di Parma.

Il suo ruolo all’interno di una delle tre consorterie di cui era composta la vasta associazione per delinquere disarticolata con l’operazione "European ‘ndrangheta connection", ovvero il gruppo “Pelle-Costadura-Romeo", sarebbe stato quello di promotore, organizzatore e finanziatore dei traffici di cocaina in Europa. Dopo aver stabilito il proprio domicilio in Germania, Romeo avrebbe iniziato a fare la spola fra Calabria, Lombardia ed Europa nord-occidentale, al fine di stringere accordi con i fornitori dello stupefacente e con alcuni intermediari attivi in Belgio, Olanda e Germania.

Il 35enne è stato condannato in primo grado anche per aver intestato fittiziamente le proprie quote del bar - gelateria “Cafè La Piazza” di Bruggen in Germania - sequestrato nel corso dell'operazione “European ‘ndrangheta connection” - ad altri soggetti imputati nella stessa inchiesta, nonché per auto-riciclaggio e reimpiego di proventi.

Il latitante è stato arrestato in esecuzione di un mandato d'arresto europeo emesso a novembre 2018 dal gip di Reggio Calabria, su richiesta della locale Dda. 

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