Coltivavano cannabis in una serra nel seminterrato, arrestati

I carabinieri della Compagnia di Palmi (Rc) e dello Squadrone Cacciatori “Calabria”, hanno arrestato 2 persone sorprese a coltivare piante di cannabis indica.

In particolare, i militari hanno notato gli indagati intenti a trasportare materiale per la manutenzione delle serre, all’interno di un edificio apparentemente abbandonato. Insospettiti, hanno fatto irruzione nel seminterrato e individuato una piantagione al coperto di circa 60 piante di cannabis indica. Inoltre, nella stanza sono stati trovati materiali impiegati per la cura e la manutenzione delle piante e un allaccio abusivo alla corrente elettrica. Infine, durante la perquisizione ai locali e alle pertinenze dello stabile, tra cui l’abitazione in uso a uno degli arrestati, i carabinieri hanno rinvenuto due pistole con matricola abrasa e circa 50 munizioni.

Una volta sequestrato il locale interrato, le armi e lo stupefacente, i militari hanno proceduto all’arresto dei due uomini, i quali dovranno rispondere delle accuse di produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti. Su uno degli indagati pesa anche l’accusa di detenzione illecita di armi clandestine e munizioni.

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Spaccio di droga, due arresti

Nell’ambito di un’attività finalizzata al contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti, gli agenti del Commissariato di Gioia Tauro (Rc), unitamente alle unità cinofile della Questura di Reggio Calabria, hanno arrestato due persone colte in flagranza del reato di spaccio di sostanze stupefacenti.   

In particolare, al termine della perquisizione effettuata a casa degli arrestati, i poliziotti, grazie al fiuto del cane antidroga Casting, hanno rinvenuto 42 grammi marijuana, involucri di cellophane e un bilancino di precisione.

Inoltre, nel corso di ulteriori controlli, sono state rinvenute, occultate in borsoni da viaggio, numerose confezioni di sigarette di marca estera, tutte prive del sigillo del Monopolio di Stato.

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“Operazione Good”: produzione e spaccio di droga, 9 misure cautelari

Questa mattina, nel Reggino, i militari del Comando Provinciale di Reggio Calabria hanno dato esecuzione a un’ordinanza di applicazione di misura cautelare emessa dal gip presso il Tribunale di Palmi, su richiesta della locale Procura, nei confronti di 9 persone, ritenute responsabili, a vario titolo, di produzione, detenzione, cessione di sostanze stupefacenti e porto e detenzione abusiva di armi comuni da sparo.

L’operazione, denominata “Good”, giunge ad esito di una complessa attività d’indagine condotta dai carabinieri della Compagnia di Taurianova.

In particolare, le investigazioni sono state avviate nel gennaio del 2021, quando, nel corso di un controllo in strada, i militari della Stazione di Nicotera Marina hanno fermato due minorenni provenienti dalla piana di Gioia Tauro, trovandoli in possesso di alcuni grammi di marijuana. I successivi accertamenti hanno permesso di risalire all’identità di uno degli odierni indagati, ritenuto responsabile di aver ceduto lo stupefacente ai due sedicenni.

Il quadro indiziario ha permesso quindi di raccogliere un dettagliato scenario probatorio e di identificare i responsabili negli odierni destinatari della misura cautelare. Fra questi, un intero nucleo familiare, originario di Anoia, i cui componenti, sulla base delle valutazioni del gip, si sarebbero resi autori di almeno 30 episodi di cessione, acquisto o detenzione di sostanze stupefacenti di varia tipologia, in particolare marijuana e hashish.

In ordine all’ipotesi d’accusa formulata, gli stessi sono stati anche ritenuti responsabili di aver detenuto armi comuni da sparo, precisamente due fucili e una pistola, alcune delle quali portate lungo la pubblica via. Due degli indagati, inoltre, sulla scorta delle risultanze investigative, si erano anche vantati di avere fatto, nella notte di Capodanno del 2021, il tiro al bersaglio contro la segnaletica stradale in contrada Tubà, frazione di Anoia dove dimorano i catturati.

I numerosi fotogrammi raccolti nell’ambito dei vari servizi di osservazione svolti, hanno permesso al gip di ricavare il proprio convincimento circa il riconoscimento dei principali indagati, quali responsabili della realizzazione della piantagione di canapa indiana scoperta dai carabinieri a giugno 2021, in contrada Tubà .

Pertanto sulla scorta degli elementi raccolti il gip ha emesso l’ordinanza con la quale è stata disposta la custodia in carcere per due degli indagati, gli arresti domiciliari per altri cinque e l’obbligo di presentazione alla pg per i restanti due.

Armi e droga, un arresto e una denuncia

Durante una serie di controlli del territorio, i poliziotti della Questura di Cosenza  hanno  denunciato una persona trovata in possesso di 60 grammi di marijuana.

Inoltre, durante una perquisizione hanno arrestato un uomo nella cui abitazione hanno rinvenuto un fucile calibro 12, una pistola semiautomatica calibro 6.35 e le relative munizioni. Entrambe le armi avevano la matricola abrasa.

L’arrestato, al termine delle formalità di rito, è stato tradotto nella casa circondariale di Cosenza.

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Serra: maxi sequestro di marijuana, un arresto

Maxi sequestro di droga a Serra San Bruno, dove i poliziotti della Squadra mobile di Vibo Valentia e della Squadra di polizia giudiziaria del locale Commissariato hanno rinvenuto 570 chili di marijuana.

La droga è stata trovata durante una perquisizione a casa di una persona del posto. In  particolare, nel corso dell’ispezione del sottotetto ancora in fase di costruzione, gli agenti hanno scoperto ben 242 buste in plastica con all’interno lo stupefacente.

Oltre alla droga, sono stati ritirati 2 fucili e 71 munizioni, legalmente detenuti, in quanto l’indagato non poteva più averne il possesso.

Al termine delle formalità di rito l’uomo è stato arrestato e posto ai domiciliari con l’accusa – aggravata dall’ingente quantità  - di detenzione ai fini di spaccio di droga.

La marijuana, se immessa sul mercato, avrebbe fruttato circa un milione di euro.

Serra San Bruno: in casa con mezzo quintale di marijuana, arrestato

Aveva in casa più di mezzo quintale di marijuana. Per questo motivo, un uomo è stato arrestato dalla polizia a Serra San Bruno.

Il particolare, durante una perquisizione, nel sottotetto e negli armadi dell'abitazione sono state trovate 70 buste con all’interno 51 chili di marijuana.

Oltre alla droga, sono stati sequestrati bilancini di precisione e bilance per la suddivisione in dosi dello stupefacente.

Una volta sequestrato quanto rinvenuto, gli agenti hanno proceduto all’arresto dell’uomo che dovrà rispondere del reato di detenzione ai fini di spaccio di droga.

Al termine della attività di rito, l’indagato è stato posto ai domiciliari.

Operazione “Rail Verde” contro la produzione di marijuana, 16 misure cautelari

I finanzieri del Comando provinciale di Reggio Calabria, con l’ausilio di unità cinofile e la collaborazione dei  colleghi di Livorno, Olbia, e della Sezione aerea di Lamezia Terme, su delega della Procura della Repubblica di Palmi, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di misure cautelari personali emessa dal gip del Tribunale di Palmi nei confronti di 16 persone accusate di detenzione e spaccio di marijuana.

In particolare, è stata disposta la custodia cautelare in carcere nei confronti di 12 indagati e il divieto di dimora per altri 4.

I destinatari dalla misura sono dieci italiani, residenti a Gioia Tauro, Rosarno e Palmi, un liberiano, un senegalese e quattro ghanesi, di cui uno risulta tuttora percettore di reddito di cittadinanza, che verrà immediatamente sospeso, così come previsto dalla normativa vigente.

Ai 16 indagati vengono provvisoriamente contestati, a vario titolo, i reati di produzione e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, di combustione illecita di rifiuti pericolosi, di resistenza a pubblico ufficiale, di evasione e furto.

L’operazione, denominata “Rail Verde”, ha permesso di scoprire che gli indagati avrebbero curato l'intera filiera - dalla coltivazione alla vendita - di marijuana.

L’indagine è scattata  nel giugno dell'anno scorso, quando un elicottero della guardia di finanza di Lamezia Terme ha individuato una vasta piantagione di marijuana, in un terreno demaniale del Comune di Gioia Tauro (Rc).

Una volta sul posto, i finanzieri hanno rinvenuto e sottoposto a sequestro 1.219 piante di cannabis e 14 chili d'infiorescenze, per un totale di quasi 8 quintali.

Le indagini hanno consentito di ricostruire come la piantagione fosse irrigata tramite un sistema “a goccia”, costantemente vigilata dagli indagati, uno dei quali, in particolare, si sarebbe recato giornalmente sul posto lasciando gli arresti domiciliari cui era sottoposto per altro reato.

Alcuni tra gli indagati, inconsapevoli di essere monitorati dagli investigatori, nell’imminenza dell’intervento che ha portato al sequestro, hanno tentato di dileguarsi tra i campi del “Bosco di Rosarno” mentre altri si sono dati ad una spericolata fuga fra le trazzere, a bordo di un mezzo inseguito dalle auto della guardia di finanza. Fuga terminata con un rovinoso incidente. Altri, invece, hanno provato a distruggere le piantine dando fuoco alla piantagione e costringendo i militari sul posto a mettere in sicurezza dall’incendio il terreno e le coltivazioni posti nelle adiacenze.

Le indagini hanno consentito, inoltre, di individuare il luogo di deposito, di lavorazione ed essiccazione dello stupefacente dal quale gli indagati scambiavano foto, anche selfie, via WhatsApp. Infine, sono state ricostruite decine di operazioni di spaccio tra Gioia Tauro e Livorno, effettuate anche in pieno giorno e perfino in zone frequentate da bambini.

Piantagione di marijuana scoperta in una serra, tre arresti

I poliziotti della Squadra mobile di Crotone hanno scoperto una maxi-piantagione di canapa indiana composta da circa 700 piante, in località San Fantino Agro, nelle campagne di Isola Capo Rizzuto.

La coltivazione, allestita in una serra di proprietà di un’azienda agricola, era custodita da una coppia di cittadini romeni che abitava stabilmente in una casa ubicata nella proprietà.

Nella serra, oltre ad un sistema d’irrigazione, sono stati trovati diversi utensili impiegati per la coltivazione e la lavorazione dello stupefacente.

Il proprietario dell’azienda è stato tratto in arresto in concorso con la coppia di stranieri e dovrà rispondere del reato di coltivazione e detenzione di sostanza stupefacente ai fini dello spaccio. Gli arrestati, dopo il rito per direttissima, sono stati posti ai domiciliari.

La droga, qualora avesse raggiunto le piazze di spaccio, avrebbe potuto fruttare circa 400 mila euro.

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