Spaccio di droga: si è costituito l'indagato sottrattosi all'arresto

Nella serata di ieri, 7 ottobre, a seguito dell’incessante attività di ricerca condotta dai Carabinieri, l'unico indagato che si era sottratto all'esecuzione dell'ordinanza di custodia cautelare per il reato di spaccio di sostanze stupefacenti in concorso relativa all'operazione "Old Mill", si è costituito ai militari dell'Arma del Nucleo operativo della Compagnia di Corigliano Calabro, in provincia di Cosenza. A.N., 33enne marocchino, domiciliato Corigliano Calabro, è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Castrovillari a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. 

Operazione "Old Mill": diversi arresti per spaccio di droga

Nella mattinata odierna i Carabinieri, a seguito di un'attività di indagine diretta e coordinata dalla Procura della Repubblica, hanno dato esecuzione ad un ordinanza di custodia cautelare emessa dal giudice delle indagini preliminari del Tribunale, in accoglimento della richiesta della Procura della Repubblica di Castrovillari, nei confronti di P.L., 53enne di Trebisacce, G.G., 46enne di Corigliano Calabro, A.N., 33enne nato in Marocco e trasferitosi a Corigliano Calabro. I primi due sono finiti in carcere, il terzo è, allo stato, irreperibile. Sono stati, invece, ristretti ai domiciliari C.B., 44enne di Cassano allo Ionio, N.M., 32enne di origini marocchine che vive a Corigliano Calabro, C.S., 36enne di Corigliano Calabro. Altri tre soggetti, infine, sono stati sottoposti all'obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria: L.N., 44enne residente a Trebisacce; F.A, 34enne di Corigliano Calabro, S.A, 26enne di Corigliano Calabro. Tutti indagati per spaccio di sostanze stupefacenti continuato in concorso. L’indagine trae origine dalle denunce presentate nel settembre 2014 da due cittadini di Trebisacce, per i reati di lesione personale e tentata estorsione nei confronti dell’indagato P.L., ed ha permesso, secondo gli inquirenti, di individuare l’esistenza di una fitta rete di spaccio di cocaina in Trebisacce e nella Sibaritide. Gli elementi raccolti su P.L. ed altri soggetti hanno permesso l’inizio di attività tecniche. Nello specifico le operazioni hanno consentito di monitorare gli incontri tra i vari presunti correi di P.L., avvenuti principalmente nell’agriturismo "Il Vecchio Mulino", attività commerciale del principale indagato e dalla cui traduzione in inglese l’indagine prende il nome, risultata preziosa copertura rispetto alle sospette attività illecite che si sarebbero perpetrate all’interno. P.L. si sarebbe avvalso della fattiva collaborazione della convivente L.N.. Gli indagati, a parere degli inquirenti, erano quasi riusciti a monopolizzare l’attività spaccio nell’area ionica tra Trebisacce e Corigliano, anche attraverso i territori di Villapiana e Cassano all’Ionio. Durante l’attività, sostengono i titolari dell'indagine, è emerso il frequente ricorso ad un linguaggio criptico in cui gli stupefacenti venivano appellati "alberi", "camicette", "moto", "neve" ecc., sovente in riferimento all’occultamento, taglio, confezionamento, trasporto e cessione della sostanza.  Le telecamere installate in prossimità dell’agriturismo "Il Vecchio Mulino" hanno permesso di registrarne i movimenti interni, dove gli acquirenti facevano ingresso generalmente tramite un’entrata secondaria. Nell’agriturismo lo stupefacente veniva occultato in diversi luoghi, persino sotto tegole e tettoie, autovetture o cespugli. La droga commercializzata da P.L. proveniva anche dalla provincia di Reggio Calabria, così come appurato in corso d’indagine con l’arresto di due soggetti provenienti dalla Locride. Tra i principali ed attivi collaboratori di P.L. vi sono gli indagati G.G. e C.S., i quali, con frequenza settimanale, si sarebbero recati presso l'agriturismo per prelevare ingenti quantitativi di cocaina. Alla vendita ed al taglio dello stupefacente hanno provveduto anche due cittadini marocchini, A.N. e N. M, e C.S, i quali pure avrebbero prelevato lo stupefacente direttamente al "Vecchio Mulino". G.G., oggi ed all’epoca dei fatti sottoposto agli arresti domiciliari,avrebbe gestito la sua attività di spaccio attraverso la collaborazione di S.A. e F.A.. Entrambi, riferiscono gli investigatori, avevano l’incarico di prelevare lo stupefacente da P.L..O. Nel corso delle attività investigative sarebbe stato accertato che G.G. avrebbe acquistato dello stupefacente da P.L e, a riscontro di ciò, presso il condominio del primo, sarebbe stato rinvenuto un ingente quantitativo di cocaina (300 grammi) nonché la somma contante di 11.000 euro. Le indagini sono state concluse nel mese di maggio 2015. Complessivamente sono statti rinvenuti e sequestrati oltre 650 grammi di cocaina e la somma contante di circa 40,000 euro. Sono stati, inoltre, denunciati altri 10 soggetti non destinatari di provvedimenti cautelari per il coinvolgimento a vario titolo nei reati ascritti nell’ordinanza.

 

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