Rubano trattore e materiale agricolo, arrestati

Nei giorni scorsi, a Reggio Calabria e Gioia Tauro, su disposizione del gip del Tribunale reggino, i carabinieri hanno dato esecuzione a un’ordinanza d’applicazione di misura cautelare nei confronti di quattro persone, accusate di ricettazione in concorso, con l’aggravante della recidiva reiterata.

Il provvedimento giunge in seguito ad un’indagine scattata a marzo scorso, dopo che i carabinieri della Stazione di Reggio Calabria - Cannavò, hanno acquisito una denuncia contro ignoti per il furto di un trattore e di altro materiale agricolo.

Gli investigatori hanno quindi verificato alcuni dati in loro possesso, constatando che il 23 febbraio scorso, nel corso di un normale controllo del territorio, una pattuglia dell’Arma aveva fermato un furgone che trasportava un trattore le cui caratteristiche erano simili a quelle del mezzo rubato.

Nella circostanza, i militari avevano sottoposto a controllo anche un’autovettura con a bordo tre degli arrestati.

Pertanto, al termine dell’indagine è stato possibile identificare i presunti responsabili del furto.

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Droga, tre quintali di cocaina sequestrati dalle fiamme gialle di Reggio Calabria a Salonicco

I finanzieri del Comando provinciale di Reggio Calabria, con il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, in collaborazione con le autorità greche, hanno sequestrato a Salonicco, circa 300 chili di cocaina, suddivisa in 260 panetti.

Contestualmente sono stati arrestati quattro cittadini inglesi, di 38, 48, 45 e 52 anni, ritenuti membri di un'organizzazione criminale dedita al traffico di sostanze stupefacenti internazionale.

L'operazione è stata possibile grazie alla cooperazione internazionale svolta – anche per il tramite del II Reparto del Comando generale della guardia di finanza e della Direzione centrale per i Servizi antidroga – con gli agenti della Drug enforcement administration di Roma e Atene, della polizia del Dipartimento degli affari generali della Sottodirezione delle Operazioni speciali – Divisione narcotici di Salonicco, dell'ufficio Divisione narcotici di Atene, del Servizio di cooperazione internazionale di polizia presso l’Ambasciata d’Italia ad Atene, dell'ufficio doganale di Salonicco e la Sottodirezione per le operazioni speciali di Salonicco/T.M.K.E..

Il risultato conseguito fa seguito a complesse attività d’indagine ed articolate analisi e riscontri effettuati su oltre 2000 contenitori provenienti dal continente sudamericano svolte dai militari del Gruppo della guardia di finanza di Gioia Tauro e alle investigazioni parallelamente svolte dalla polizia ellenica.

Le indagini hanno consentito di rinvenire e sottoporre a sequestro in una lussuosa villa nel Comune di Thermi (Salonicco), oltre allo stupefacente, anche una pistola con 9 cartucce, una scatola contenente 41 cartucce, due radio portatili, due interferometri di segnale, due dispositivi di posizionamento elettronici, mille euro derivanti dal traffico di droga, guanti da lavoro, nastri isolanti, tagliacarte in metallo e 11 telefoni cellulari utilizzati per le attività illecite.

Si stima che lo stupefacente sequestrato avrebbe potuto fruttare alla criminalità un introito di circa 10 milioni di euro.

Omicidio Cuzzocrea, arrestato il cugino

I  carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria hanno eseguito un’ordinanza di misura cautelare in carcere, emessa dal gip del Tribunale di Reggio Calabria, nei confronti di un 53enne del posto.

L’uomo è ritenuto responsabile dell’omicidio di Francesco Cuzzocrea, detto Nicola, ucciso a colpi d’arma da fuoco la sera del 20 ottobre 2019, mentre irrigava un terreno nei pressi della sua abitazione, nella frazione Rosario Valanidi di Reggio Calabria.

Avviate le indagini, i militari del Nucleo investigativo reggino hanno raccolto una serie di elementi grazie ai quali è stato possibile ricostruire le fasi del delitto e quindi, di dare un volto al presunto responsabile.

Per gli investigatori, il movente del delitto sarebbe da ricercarsi “in una situazione di risalente e aspra contrapposizione, dovuta a ragioni personali, familiari ed economiche, tra l'indagato e la vittima che, seppur in una prospettiva di inconcepibile escalation, ha evidentemente portato l’odierno arrestato ad un gesto così estremo e definitivo come l’uccisione del cugino”.

La dinamica della vicenda, per come ricostruita dagli investigatori, dopo il primo vaglio da parte del gip, dovrà ora trovare ulteriore conferma nelle successive fasi processuali.

Rubano climatizzatori e speronano una volante, arrestati

Avevano appena commesso un furto in un negozio di climatizzatori a Reggio Calabria. Per questo motivo, tre persone sono state tratte in arresto dalla polizia.

Tutto ha avuto inizio in seguito ad una chiamata al 113, con la quale è stata segnalata la presenza di alcuni ladri intenti a sottrarre materiale da un negozio.

Giunti sul posto, gli agenti hanno individuato due uomini che si allontanavano, con la merce appena rubata, a bordo di un furgone seguito da un’auto con alla guida un complice.

La volante ha cercato di bloccare i fuggitivi, ma è stata speronata dal veicolo commerciale.

I poliziotti sono riusciti, comunque, a fermare i malviventi, tra cui il complice che ha tentato di allontanarsi a piedi, dopo essere finito con l’auto contro alcuni motocicli.

A bordo di entrambi i mezzi è stato trovato materiale trafugato poco prima, per un valore di circa 140 mila euro. Inoltre, dagli accertamenti è emerso che il  furgone e le relative targhe erano stati rubati.

Falso dentista sorpreso mentre stava per operare una paziente in uno studio abusivo, denunciato

I carabinieri del Nas di Reggio Calabria, durante un’attività ispettiva eseguita in un comune della fascia jonica, hanno denunciato in stato di libertà un odontotecnico, per esercizio abusivo della professione odontoiatra.

Luomo, già coinvolto in passato in vicende giudiziarie per lo stesso reato, sarebbe stato sorpreso dai militari mentre si apprestava ad operare una paziente.

Per giustificarsi avrebbe dichiarato di aver preparato gli strumenti, in attesa dell'arrivo di un vero dentista.

Le successive verifiche avrebbero confermato che il denunciato esercitava la professione senza titolo professionale. Come se non bastasse, lambulatorio medico in cui operava era privo di qualsiasi autorizzazione, pertanto è stato sottoposto a sequestro.

Frodi in agricoltura, sequestro di beni per mezzo milione di euro

I finanzieri del Comando provinciale di Reggio Calabria hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo di somme di denaro, beni mobili e immobili per un valore di circa 500 mila euro, emesso nell’ambito di una indagine delegata dalla Procura della Repubblica di Palmi, per reati in materia di frodi finalizzate al conseguimento di erogazioni pubbliche.

I provvedimenti scaturiscono da complesse investigazioni che avrebbero portato alla luce l’esistenza di condotte illecite connesse a fenomenologie fraudolente a danno del bilancio dell’Unione europea inerenti alla percezione, da parte di aziende agricole locali, di somme derivanti da interventi sovvenzionati da Fondi comunitari.

Tali condotte, che sarebbero consistite nella falsa attestazione della disponibilità di terreni agricoli finalizzata alla percezione di finanziamenti poi elargiti dall’Agenzia della Regione Calabria per le Erogazioni in Agricoltura, determinerebbero responsabilità di carattere penale a carico di due imprenditori agricoli, fatti salvi ulteriori approfondimenti che saranno eseguiti, anche in favore degli indagati, nel corso del procedimento che attualmente pende nella fase delle indagini preliminari, e la conferma delle ipotesi investigative sinora formulate negli eventuali successivi gradi di giudizio.

Operazione “Magnifica” per reati contro la pubblica amministrazione: otto misure interdittive all’università Mediterranea di Reggio Calabria

I finanzieri del Comando provinciale di Reggio Calabria hanno eseguito un’ordinanza di misura cautelare personale interdittiva, emessa dal gip del locale Tribunale, nei confronti di 6 professori ordinari e 2 dipendenti dell’area amministrativa dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria.

Tra le persone sottoposte alla misura cautelare del divieto temporaneo all’esercizio del pubblico ufficio ricoperto presso l’Università Mediterranea di Reggio Calabria figurano anche l’attuale rettore dell'Ateneo, sottoposto ad una misura interdittiva della durata di 10 mesi, nonché il suo predecessore, l’attuale prorettore vicario, sottoposto ad una misura interdittiva della durata di 12 mesi. Nei confronti di quesz,t’ultimo, il gip ha disposto anche l’esecuzione di un sequestro preventivo del valore di circa 4 mila euro.

Contestualmente, i finanzieri hanno dato esecuzione a decreti di perquisizione domiciliare e personale nei confronti di 23 persone e di sistemi informatici/telematici in uso all'università reggina , nonché di richiesta di consegna di documentazione ritenuta essenziale ai fini probatori.

L’operazione costituisce l’esito di un’articolata indagine condotta dal Nucleo di polizia economico finanziaria di Reggio Calabria che ha consentito di ipotizzare condotte illecite, commesse dal 2014 al 2020, integranti l’esistenza di un’associazione dedita alla commissione di delitti contro la pubblica amministrazione e contro la fede pubblica nella direzione e gestione dell’Università degli studi Mediterranea di Reggio Calabria e delle sue articolazioni compartimentali.

Le indagini traggono origine da un esposto, presentato alla locale Procura della Repubblica, da una candidata non risultata vincitrice, nel quale venivano segnalate condotte irregolari perpetrate in occasione dell’espletamento della procedura di valutazione comparativa per un posto di ricercatore universitario. L’esponente, per tutelare la propria posizione, aveva promosso appositi giudizi presso i competenti organi di giustizia amministrativa, in tale contesto, come emerso agli atti delle indagini, veniva suggerito al predetto di rinunciare all’azione giudiziaria intrapresa ed “aspettare il proprio turno” per avere accesso a future opportunità professionali all’interno del Dipartimento.

Sulla base di quanto emerso dalle indagini, la perpetrazione di molteplici e reiterati atti contrari ai doveri d’ufficio di imparzialità, lealtà, correttezza e fedeltà si sarebbero manifestati, soprattutto, in occasione delle varie procedure concorsuali e comparative, nella selezione delle commissioni esaminatrici attraverso la scelta di componenti ritenuti “affidabili” e pertanto idonei a garantire un trattamento favorevole ai singoli candidati scelti “direttamente” o a seguito di “segnalazione”.

Le procedure comparative e concorsuali riguardavano indistintamente le posizioni di ricercatori, di professori ordinari e associati, di assegnisti di ricerca nonché le selezioni per l’accesso ai dottorati di ricerca e ai corsi di specializzazione.

Inoltre, sulla scorta delle indagini sarebbero state riscontrate ulteriori irregolarità nella gestione delle risorse universitarie: le autovetture di servizio, infatti, sarebbero state sistematicamente sottratte alle loro finalità istituzionali per essere utilizzate ai fini privati, nonché taluni appalti dei lavori edili di manutenzione dei locali universitari sarebbero stati assegnati in assenza di apposite procedure di gara e sulla base di false prospettazioni della realtà fattuale. Peraltro, l’indebito utilizzo delle risorse dell’ente non avrebbe riguardato solo le autovetture di servizio, le contestazioni di peculato concernono, infatti, anche le carte di credito intestate all’Università, reiteratamente utilizzate per pagare spese di natura prettamente personale.

Le condotte contestate agli indagati consistono – ad oggi e fatte salve le valutazioni dei successivi organi di giudizio - nella associazione a delinquere, nella concussione, nella corruzione, nell’abuso d’ufficio, nella falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, nella turbata libertà del procedimento di scelta del contraente e nel peculato. 

 

Pedopornografia, 42enne arrestato in Calabria

Il compartimento Polizia postale e delle comunicazioni di Reggio Calabria, nell’ambito dell’azione di contrasto al fenomeno della pedopornografia online, ha eseguito una perquisizione locale, personale ed informatica a carico di un 42enne residente nella provincia di Reggio Calabria, resosi responsabile del reato di detenzione e divulgazione di materiale pedopornografico mediante social network.

La perquisizione e l’immediata attività di analisi forense effettuata da personale specializzato della polizia di Stato ha consentito di rinvenire oltre mille, tra immagini e video con bambini in tenera età abusati da soggetti adulti, il che ha determinato l’arresto in flagranza di reato.

Le successive indagini tecniche svolte sul materiale informatico sequestrato hanno consentito di accertare, allo stato degli atti e fatte salve le successive verifiche giudiziarie, il possesso di un ingente quantitativo di file multimediali di natura pedopornografica, ritraenti minori anche di tenera età, archiviato sia sui propri dispositivi fissi e mobili, sia direttamente sul web, in cloud.

Come in precedenti occasioni, anche in questa vicenda è stato fondamentale il ruolo d’impulso assunto da una segnalazione pervenuta attraverso il circuito internazionale di cooperazione in materia di contrasto allo sfruttamento dei minori online, con enti esteri e associazioni non governative, i cui sviluppi sono coordinati sul territorio nazionale dal Centro nazionale per contrasto alla pedopornografia online, incardinato a Roma presso il servizio Polizia postale e delle comunicazioni.

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