Ricercato per omicidio, arrestato a Reggio Calabria

Mercoledì scorso, la Squadra Mobile reggina ha rintracciato e tratto in arresto - dopo 2 mesi di latitanza - Antonino Perla, di 32 anni, condannato in via definitiva all’ergastolo per l’omicidio, avvenuto a Reggio Calabria il 3 agosto 2010, di Eduardo Bruciafreddo.

Le indagini condotte dalla polizia hanno acclararono che Perla si recò a casa della vittima, suonò al campanello e, dopo aver atteso che Briciafreddo scendesse, esplose nei suoi confronti 3 colpi di pistola calibro 7,65, colpendolo mortalmente al torace ed alla gola, per poi fuggire a bordo di un ciclomotore.

Il movente del delitto fu individuato in una lite, avvenuta giorni prima, all’interno di un locale tra la stesa vittima ed il suo omicida.

Perla, dopo la sentenza definitiva di condanna della Suprema Corte di Cassazione del 30 giugno scorso, si era sottratto all’esecuzione dell’ordine di carcerazione, emesso dalla Procura Generale di Reggio Calabria, ragion per cui gli investigatori della Squadra Mobile hanno intrapreso, un’intensa e particolareggiata attività investigativa che ha consentito di individuare, nella zona sud di Reggio Calabria, l’appartamento in cui aveva trovato rifugio il ricercato.

A quel punto, gli operatori della Squadra Mobile di Reggio Calabria hanno provveduto a circondare l’edificio ed una volta entrati al suo interno hanno immediatamente bloccato ed arrestato Perla.

Denunciata anche, in stato di libertà, per procurata inosservanza di pena la donna trovata nello stesso appartamento in cui è stato arrestato il latitante.

Colpi di pistola contro la segreteria del deputato di Forza Italia Francesco Cannizzaro

Tre colpi di pistola calibro 38 sono stati esplosi ieri sera a Reggio Calabria all'indirizzo della segreteria politica di Francesco Cannizzaro, deputato di Forza Italia ricandidato alle elezioni politiche del 25 settembre.

L'accaduto avrebbe potuto avere gravi conseguenze, dal momnento che nei locali era in corso una riunione politica, cui stavano partecipando  Cannizzaro e alcuni collaboratori. Nessuna delle persone presenti è rimasta ferita. Sull'accaduto indaga la poliizia.

Piantagione di marijuana su terreno confiscato, manette per un 60enne

I finanzieri del Comando provinciale di Reggio Calabria, in collaborazione con i colleghi del Reparto operativo aeronavale di Vibo Valentia, hanno scoperto una piantagione di cannabis, in contrada Caridi, a Reggio Calabria.

Occultata da alti rovi e irrigata da un impianto a goccia, la coltivazione era composta da 57 piante con infiorescenze in avanzato stato di maturazione, pronte per essere tagliate ed essiccate per la preparazione della marijuana.

Nei giorni scorsi, le fiamme gialle del Gruppo Reggio Calabria hanno avviato degli accertamenti volti ad individuare il responsabile e, all’esito di un'attività d'appostamento, hanno fermato, all’alba, un ultrasessantenne reggino, intento a chiudere il rubinetto dell’impianto d'irrigazione.

Alla fine delle operazioni, le piante di cannabis sono state sequestrate, estirpate e distrutte sul posto; l’uomo - proprietario sino a qualche anno fa del terreno, attualmente confiscato dall’autorità giudiziaria - è stato arrestato in flagranza di reato per la violazione della normativa in materia di sostanze stupefacenti.

Le piante, una volta essiccate e trinciate, avrebbero consentito di ottenere circa 10 chilogrammi di marijuana, che, qualora immessa sul mercato, avrebbe fruttato diverse decine di migliaia di euro.

L’arresto è stato successivamente convalidato dal Tribunale di Reggio Calabria, che ha disposto la liberazione dell’imputato e l’applicazione  dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

Controlli del Nas nel Reggino, sequestrati oltre 400 kg di prodotti alimentari

I carabinieri del Nas di Reggio Calabria, a conclusione di una vasta operazione finalizzata alla tutela della salute e della sicurezza alimentare nel periodo estivo, sviluppatasi tra il capoluogo reggino e le coste jonica e tirrenica, hanno sottoposto a sequestro oltre 400 kg di prodotti alimentari privi di tracciabilità e riscontrato in numerose attività gravi carenze igienico-sanitarie.

I militari, in un lido sul lungomare in località Pellaro di Reggio Calabria, durante l’ispezione delle cucine, hanno sequestrato 50 kg di prodotti ittici e uova privi di qualsiasi certificazione sull’origine; nella stessa località, a carico di una gelateria, sono stati sequestrati 50 kg di prodotti alimentari il cui titolare non sapeva giustificarne la provenienza. A Reggio Calabria, in altro stabilimento balneare, hanno sequestrato 15 kg di formaggi e salumi la cui origine è  risultata sconosciuta.

Presso ristoranti, esercizi commerciali e lidi di Ardore, Siderno, Bagnara Calabra, Villa San Giovanni e Locri, sono stati sottoposti a sequestro circa 350 kg di pesce, carne, salumi e preparati vari, privi di indicazioni su origine ed ingredienti, nonché conservati in locali con carenze igienico strutturali, o perché privi completamente di tracciabilità o etichettatura. In pieno centro a Reggio Calabria, invece, i militari del Nas hanno trovato un mini market etnico abusivo; a carico del titolare, un cittadino nigeriano 39 anni, l’Asp reggina ha emanato immediatamente un’ordinanza di sospensione dell’attività.

Le attività hanno inoltre interessato ispezioni e controlli in studi medici, cliniche e case di riposo e famiglia. Due di queste ultime, a Reggio Calabria, sono state chiuse dalle autorità competenti, su segnalazione del Nas: una per maltrattamenti e l’altra per gravi irregolarità.

I titolari delle attività ispezionate, segnalati all’Asp reggina, sono stati diffidati a ripristinare in breve tempo le carenze igienico strutturali riscontrate. Sono state elevate complessivamente sanzioni per euro 25  mila, mentre gli alimenti sequestrati dovranno essere distrutti da aziende specializzate.

“La notte dei Bronzi di Riace” a 50 anni dal ritrovamento. Confronto tra esperti e concerto de “Le vibrazioni “

Martedì 16 agosto ricorre il 50mo anniversario dal ritrovamento dei due Bronzi di Riace, custoditi nel Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria e annoverati tra i capolavori scultorei più significativi della cultura magnogreca, nonché punta di diamante dell’offerta museale italiana.  

In occasione della ricorrenza, si terrà a Reggio Calabria l’evento “La Notte dei Bronzi di Riace”, promossa dal Consiglio regionale. Nello scenario dell’Arena dello Stretto “Ciccio Franco”, “La Notte dei Bronzi di Riace” si aprirà (alle 20) con un salotto culturale che coinvolgerà docenti universitari ed esperti a confronto sui due magnifici guerrieri.

La tavola rotonda, dopo i saluti istituzionali, sarà coordinata da Fabio Cuzzola, insegnante e scrittore. Parteciperanno al focus il prof. Franco Timpano, docente di politica economica, lo scrittore Vins Gallico, finalista del  Premio Strega, il prof. Francesco Pira, docente di sociologia e direttore del master di comunicazione digitale dell'Università di Messina, il prof. Daniele Castrizio, docente di numismatica all’Università di Messina e il prof. Filippo Arillotta, insegnante al liceo scientifico Leonardo da Vinci di Reggio Calabria.

“Il salotto culturale, grazie alla presenza di esperti e docenti, rappresenterà - ad avviso del presidente Mancuso e della vicepresidente Princi - un interessante momento di approfondimento e confronto sui Bronzi, sia strettamente culturale che nella prospettiva della Calabria in chiave euromediterranea, lo scenario geopolitico a cui dobbiamo saper guardare con spirito libero e idee innovative per le opportunità, anche economiche, che si intravedono”.

Dopo lo scambio di opinioni tra cultori della materia, “La Notte dei Bronzi di Riace” vedrà esibirsi sul palco dell’Arena dello Stretto la band “Le vibrazioni”, gruppo attivo sulla scena musicale italiana da più di 20 anni.

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'Ndrangheta, confiscato patrimonio del valore di 160 miloni di euro

Militari dei Comandi Provinciali della guardia di finanza e dei carabinieri di Reggio Calabria, unitamente a personale della Dia e dello Scico, con il coordinamento della locale Direzione distrettuale antimafia, hanno eseguito un provvedimento emesso dal Tribunale reggino che ha disposto la confisca di beni - per un valore complessivo stimato in oltre 160 milioni di euro - riconducibili ad un imprenditore reggino, operante nel settore edile.

Secondo quanto emerso dalle indagini, il destinatario del provvedimento, dalla metà degli anni ’80 al 2017, avrebbe avviato e consolidato nel territorio reggino il suo ruolo di imprenditore nel settore edile, facendo leva sul sostegno di storiche locali di ‘Ndrangheta, dapprima su quella dei Latella e dagli anni 2000 in avanti su quella dei De Stefano.

Tali evidenze erano emerse, tra le altre, nell’ambito delle operazioni “Monopoli” e “Martingala”.

La prima, eseguita dal Comando provinciale dei carabinieri di Reggio Calabria, ha fatto luce su un sistema di cointeressenze criminali coltivate da imprenditori reggini che, sfruttando l’appoggio di cosche cittadine, sarebbero riusciti ad accumulare, in modo del tutto illecito, enormi profitti prontamente riciclati in fiorenti e diversificate attività commerciali.

In tale ambito, l'imprenditore - allo stato e fatte salve successive valutazioni in merito all’effettivo e definitivo accertamento della responsabilità - è stato condannato in primo grado alla pena di anni 12 di reclusione e alla misura di sicurezza della libertà vigilata per 3 anni, in ordine al reato di concorso esterno in associazione mafiosa.

La seconda è stata, invece, condotta dal locale Centro operativo della Dia e dal Gico del Nucleo di polizia economico finanziaria di Reggio Calabria nei confronti di un sodalizio criminale dedito alla commissione di gravi delitti tra cui, a vario titolo, quelli di associazione mafiosa, riciclaggio, autoriciclaggio e associazione a delinquere finalizzata all’emissione di false fatturazioni, con l'aggravante, per alcuni di essi, del metodo mafioso.

In tale ambito, in relazione all'imprenditore oggetto del provvedimento di confisca, sarebbero emersi indizi in ordine alla commissione di reati tributari posti in essere mediante un indebito risparmio d’imposta che avrebbe consentito di produrre illeciti profitti da reinvestire anche nelle proprie attività aziendali.

Alla luce di tli evidenze, la locale Direzione distrettuale antimafia ha delegato il Gruppo investigazione criminalità organizzata della guardia di finanza, il Nucleo investigativo dei carabinieri ed il locale Centro operativo Dia a svolgere apposita indagine a carattere economico/patrimoniale finalizzata all’applicazione, nei confronti del citato imprenditore, di misure di prevenzione personali e patrimoniali.

L’attività, anche valorizzando le risultanze delle pregresse indagini, ha consentito di ricostruire le acquisizioni patrimoniali effettuate dall’anno 1985 all’anno 2017 e di rilevare, attraverso una complessa e articolata attività di riscontro, anche documentale, il patrimonio direttamente e indirettamente nella disponibilità dell’imprenditore, il cui valore sarebbe risultato sproporzionato rispetto alla capacità reddituale manifestata.

Nel mese di ottobre 2019 la Sezione misure di prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria, ha disposto, di conseguenza, il sequestro del patrimonio riconducibile all'imprenditore e, successivamente, riconoscendo la validità dell’impianto indiziario, con il provvedimento in esecuzione ha decretato la confisca dell’intero compendio aziendale di 7 tra imprese e società commerciali attive nel settore edile/immobiliare - comprensivo, altresì, di 99 immobili e 16 veicoli - quote di partecipazione al capitale di 2 società attive nei settori edile e turistico, 234 tra terreni e fabbricati, beni mobili, nonché disponibilità finanziarie per un valore complessivamente stimato in oltre 160 milioni di euro.

Con il medesimo provvedimento, il locale Tribunale ha sottoposto l’imprenditore alla misura personale della sorveglianza speciale di Pubblica Sicurezza per la durata di 3 anni, con obbligo di soggiorno nel comune di residenza o di dimora abituale.

Picchia la compagna davanti al figlio minore, arrestato

Nei giorni scorsi, gli agenti delle Volanti di Reggio Calabria hanno arrestato un 38enne georgiano, sorpreso in flagranza del reato di maltrattamenti ai danni della compagna, in presenza del figlio minore.

Ricevuta la richiesta d’aiuto tramite il 113, i poliziotti hanno raggiunto l’abitazione della donna, trovandovi il presunto aggressore.

 La vittima, sulla quale sono stati riscontrati segni evidenti delle percosse subite poco prima, è stata sottoposta alle cure del caso, per poi essere messa al sicuro insieme al figlio.

Alla luce di quanto emerso, anche grazie alle dichiarazioni di alcuni testimoni, il 38enne, tra l’altro gravato da decreto di espulsione, è stato arrestato e condotto nella casa circondariale di Reggio Calabria Arghillà.

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Ferrari senza assicurazione fermata e sequestrata mentre percorre area pedonale

Gli agenti delle volanti di Reggio Calabria, in servizio di controllo del territorio, unitamente al personale della locale sezione di polizia stradale, hanno fermato una Ferrari California, mentre percorreva l’area pedonale del lungomare Falcomatà.

Durante le fasi di controllo, i poliziotti hanno sorpreso il conducente, titolare di una concessionaria di automobili, ad utilizzare il telefono cellulare durante la guida. Come se non bastasse, il conducente e i due passeggeri non indossavano la cintura di sicurezza.   

Infine, nel corso degli accertamenti è emerso che l’auto non era neppure immatricolazione e pertanto priva di carta di circolazione e copertura assicurativa.

Al termine del controllo, gli occupanti del veicolo sono stati sanzionati, mentre l'auto è stata sottoposta a sequestro.

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