Palpeggia una 13enne, arrestato

Atti sessuali con minore. Questa l'accusa che, a Cosenza, ha portato al fermo di un cittadino della Guinea di 29 anni.

L'uomo, sprovvisto di documenti di riconoscimento e senza fissa dimora, è stato arrestato dai carabinieri in seguito alla denuncia presentata dai genitori di una tredicenne.

In particolare, l'immigrato, già noto alle forze dell'ordine, avrebbe avvicinato la ragazzina e dopo aver espresso apprezzamenti verbali, le si sarebbe avventato contro, palpeggiandola.

Scossa ed impaurita per l'accaduto, la ragazzina ha contattato telefonicamente il padre, il quale ha raggiunto la figlia, chiedendo l'intervento degli uomini dell'Arma.

Grazie alle testimonianze dei protagoni e di alcune persone presenti sul posto, i militari della Stazione di Cosenza Nord sono riusciti a rintracciare il presunto aggressore, il quale è stato sottoposto  a fermo e trasferito nella locale casa circondariale, in attesa dell’udienza di convalida.

Sesso con ragazzi minorenni, 30enne finisce in manette

I carabinieri della Compagnia di Taurianova, con il supporto dei colleghi di Pavia, hanno eseguito un’ordinanza di applicazione della custodia cautelare in carcere, emessa dal tribunale di Reggio Calabria, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di un trentenne originario della Locride, ma domiciliato in Lombardia, ritenuto responsabile del reato di prostituzione minorile, tentata violenza sessuale e atti sessuali con minorenni.

Il provvedimento cautelare trae origine da un'indagine condotta dai militari della Compagnia di Taurianova, a partire da giugno 2018, nel corso della quale sono stati raccolti gravi indizi di colpevolezza a carico dell’uomo per reati sessuali compiuti ai danni di quattro minori, di età compresa tra i 12 e 15 anni, commessi dal 2013 in poi, nelle provincie di Reggio e Brescia.

L’attività investigativa è stata avviata in seguito ad una grave aggressione subita dall’uomo a Taurianova, risalente alla primavera del 2017, di cui non si comprendeva il motivo e il contesto: dai primi accertamenti, cui si sono aggiunte le analisi dei dispositivi telefonici, le attività tecniche di intercettazione, le escussioni dei testimoni, il tutto integrato dalle dichiarazioni rese da alcuni minori in sede di audizione protetta, è emerso che la vittima dell’aggressione, nel corso del tempo, avrebbe frequentato continuamente ragazzi di giovanissima età, con i quali avrebbe compiuto abitualmente atti sessuali.

L’indagine avrebbe permesso di far luce su numerosi e ripetuti gravi episodi di atti sessuali compiuti con i minorenni, in cambio di corrispettivi in denaro, ma anche beni come scarpe, vestiti, cellulari, regalie, nonché altre utilità, come passaggi in auto, divertimenti serali, cibo e bevande, approfittando della loro fragilità dei giovanissimi per convincerli a sdebitarsi.

Gli investigatori avrebbero, inoltre, documentato un episodio di tentata violenza sessuale avvenuto a Polistena nel 2016, non denunciato, quando l’arrestato avrebbe tentato di costringere un quindicenne a compiere atti sessuali, senza riuscirci per la ferma resistenza della vittima.

Sono in corso ulteriori accertamenti da parte dei carabinieri, al fine di verificare se altri giovani siano rimasti vittime dell'uomo.

L’arrestato, al termine degli adempimenti di rito, è stato ristretto presso la casa circondariale di Pavia.

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Pedopornografia online. Arrestato un 43enne: è accusato di atti sessuali con un minore

La Polizia Postale e delle Comunicazioni, che avviato le indagini unitamente alla Squadra Mobile, ha arrestato un 43enne accusato di aver divulgato, distribuito e diffuso un notevole quantitativo di materiale pedopornografico e di aver abusato in passato di un minore di 14 anni. L’uomo è originario di Como e residente a Milano. Dopo mirate indagini condotte dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria, coordinate dal Procuratore Federico Cafiero de Raho e dal suo Aggiunto Gerardo Dominijanni, il Giudice delle indagini Preliminari presso il Tribunale di Reggio Calabria ha emesso l'ordinanza di custodia cautelare in carcere  che aveva avviato le indagini unitamente alla Squadra Mobile reggina. Per non essere individuato, ed impedire l’identificazione dei dati di accesso alle reti telematiche, utilizzava le postazioni di alcuni Internet Point. Uno stratagemma che, comunque, non gli ha consentito di sfuggire agli investigatori della Polizia Postale che, accortisi di questo intenso traffico sul web, hanno iniziato immediatamente ad intercettare i flussi telematici, attività che ha consentito di individuare le utenze da cui partivano le connessioni internet di accesso alle caselle di posta elettronica e i link di accesso ai cloud da cui venivano scaricate le immagini e i video a carattere pornografico coinvolgenti minori, oltre che informazioni sulla possibilità di dare appuntamento alle giovani  vittime. Gli elementi raccolti hanno condotto quindi la Polizia calabrese ad alcuni Internet Point della città di Bergamo dove ulteriori, mirate attività investigative svolte congiuntamente al Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni di Milano e alla dipendente Sezione Bergamo, con il supporto della Questura di Bergamo, hanno consentito di individuare l’ignoto utilizzatore delle postazioni internet in quella località, dove adesso è stato eseguito il provvedimento restrittivo emesso dall’Autorità Giudiziaria. Dagli accertamenti è inoltre emerso che il 43enne si sarebbe reso responsabile anche di abusi sessuali commessi in danno di un minore che, all’epoca dei fatti, aveva meno di quattordici anni. L’arrestato, con qualche precedente penale a carico, secondo quanto finora accertato, vive da solo e ha lavorato di recente in maniera precaria come autista di ambulanze e come vigilante sui treni della rete ferroviaria lombarda, dedicando buona parte del suo tempo libero alla navigazione in internet, per condividere con altri utenti del web questa vergognosa passione. 

 

 

 

 

 

 

 

 

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