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Minaccia con la pistola un'infermiera al Pronto Soccorso: denunciato

Brutta avventura per una infermiera, scioccata per l'accaduto, che lavora al Pronto Soccorso dell'ospedale"Annunziata" di Cosenza. All'improvviso, infatti, si è vista minacciare con una pistola da una guardia giurata 32enne. L'uomo, giunto presso la struttura sanitaria indossando la divisa d'ordinanza, accusava la donna di essere amante del padre. A calmare e prendere le generalità dell'aggressore, particolarmente agitato, è stato un agente che si trovava al Posto Fisso di Polizia. Sul posto è intervenuto personale della Squadra Volante che ha posto sotto sequestro la pistola e denunciato l'assalitore.   

Rabbia lsu-lpu: Calabria isolata per i blocchi stradali dei lavoratori

"Dopo la vergognosa notizia giunta ieri pomeriggio da Roma, con il Governo che ha cancellato l’emendamento per la stabilizzazione degli Lsu-Lpu della Calabria, che da oltre 15 anni stanno lavorando in nero per conto dello Stato, non si è fatta attendere la reazione dei lavoratori che, dopo le assemblee di ieri, hanno deciso di far giungere l’eco della propria rabbia  a Roma". E' durissimo l'incipit della nota trasmessa dalla Federazione regionale dell'Unione Sindacale di Base (USB) a commento delle iniziative messe in atto stamane dai lavoratori lsu-lpu che, per protestare contro gli accadimenti parlamentari verificatisi ieri, hanno nei fatti isolato la Calabria, bloccando l'A3 all'altezza dello svincolo Cosenza Nord e l'accesso agli imbarcaderi a villa San Giovanni. "Infatti, stamattina a Cosenza - conferma il documento inoltrato dall'organizzazione sindacale dove da ieri la USB è in campo con un presidio permanente, i lavoratori sono accorsi in massa per gridare il loro sdegno e protestare con forza, occupando la rete autostradale in entrambe le direzioni ed isolando così di fatto la nostra regione dal resto del Paese. Contemporaneamente, altri lavoratori, sempre con la presenza di USB al loro fianco, si è riunito anche a Villa San Giovanni dove sono stati bloccati i traghetti e le vie d’accesso per e dalla Sicilia. Come detto nei precedenti comunicati, la USB è da sempre a fianco di questi lavoratori ed in queste ore sta facendo le proprie pressioni politiche a livello centrale per un intervento in extremis che scongiuri l’esito di questo ennesimo affronto nei confronti della nostra regione. Riteniamo davvero sconcertante la politica del Governo Renzi che, dopo essere venuto in Calabria per rassicurare tutti riguardo l’occupazione, attua poi una radicale politica di tagli, chiudendo le Province, uffici statali e, nel nostro caso, mandando a casa oltre 5.000 lavoratori. Il Governo ha deciso di isolare la Calabria economicamente e politicamente, i lavoratori e la USB stanno ritenendo giusto isolare allora anche le vie di accesso alla nostra regione". "Le proteste - avverte l'USB - non si fermeranno, nella speranza che il governo si ravveda e individui una soluzione a questa vertenza, attendendo anche dei passi ben precisi da parte della politica calabrese".

 

Caso lsu-lpu, sale la tensione: lavoratori occupano l'A3

La bocciatura in Senato dell'emendamento che prevedeva lo stanziamento della cifra necessaria a stabilizzare gli LSU-LPU calabresi ha contribuito ad alzare la tensione fra i lavoratori. Stamane, infatti, un nutrito drappello di essi ha raggiunto lo svincolo di Cosenza Nord lungo l'autostrada A3 Salerno-Reggio occupandone le carreggiate. Una manifestazione plateale inscenata per protestare contro il provvedimento. Naturalmente si registrano parecchie difficoltà per gli automobilisti in transito. Il luogo è presidiato dai rappresentanti delle forze dell'ordine. Pochi minuti più tardi è arrivata la notizia che un gruppo, altrettanto folto di lsu-lpu ha interdetto alla circolazione la strada che conduce all'imbarco delle navi traghetto a Villa San Giovanni.

Vertenza ex lsu-lpu: iniziati presidi dei lavoratori

Sono iniziati i presidi dei lavoratori ex lsu-lpu, sia a Villa San Giovanni che a Cosenza, per come  preannunciato nei giorni scorsi dalla USB. "La situazione - fa sapere la Federazione regionale dell'Unione Sindacale di Base - al momento è fluida, visto che i lavoratori sono in attesa di notizie da Roma inerenti alla loro stabilizzazione. Ai due presidi si stanno alternando un centinaio di lavoratori, mentre tutti gli altri sono pronti ad intervenire se si renderà necessario". "I lavoratori, dopo oltre 15 anni di tribolazioni, sono molto delusi e - come riportato nella nota appena diffusa - pronti a tutto, a seguito della bocciatura nei giorni scorsi, dell’emendamento proposto dai parlamentari, D’Ascola e Lo Moro, ma c’è ancora la speranza che lo stesso venga riproposto oggi approvato dal Governo. A Cosenza ha fatto visita ai lavoratori il Presidente della Giunta regionale Oliverio, ma le sue rassicurazioni  circa un rientro nel bacino degli lsu-lpu, non tranquillizzano affatto i lavoratori, né tanto meno la USB, visto che oggi l’obiettivo è altro, e cioè la stabilizzazione definitiva dei 5.000 lavoratori". Ulteriori aggiornamenti - riferisce l'organizzazione sindacale - saranno forniti in caso di sviluppi.

 

Abusi sessuali di minorenni col consenso dei genitori: tre condanne

Al termine del processo celebrato con rito abbreviato, tre persone sono state condannate perché giudicate responsabili di vari reati connessi alla prostituzione minorile. Il verdetto emesso dal Tribunale di Catanzaro ha stabilito che un 75enne, tratto in arresto nell'ottobre dello scorso anno, ha abusato sessualmente di tre bambine, all'epoca dei fatti rispettivamente di 13, 12 ed 11 anni, con il consenso del padre, 51enne e della madre, 47enne, delle piccole. I genitori, entrambi di nazionalità rumena, si sono visti infliggere una pena ad 8 anni di reclusione. Sulla base della tesi accusatoria, accolta nella sentenza, le tre sorelline, fra esse anche una disabile, sono state costrette dai genitori ad avere rapporti di natura sessuale con l'anziano, cui è stata comminata una condanna a 9 anni e 10 mesi. Prestazioni che sono state pagate dall'uomo residente a Rende con soldi o regali.  Teatro dell'infernale vicenda il campo nomadi allestito nella contrada cosentina di Vaglio Lise. I reati di cui è stato riconosciuto colpevole il 75enne sono pedo-pornografia, sfruttamento della prostituzione minorile e violenza sessuale. La mamma delle giovanissime vittime si trova dietro le sbarre nel carcere di Castrovillari, mentre il padre è agli arresti domiciliari.

Rischio bomba, evacuate mille persone a Cosenza

Sono un migliaio le persone evacuate a Cosenza a scopo precauzionale per permettere agli artificieri dell'esercito di disinnescare e rimuovere un ordigno bellico risalente alla Seconda guerra mondiale. La bomba di 220 chilogrammi sganciata sulla citta' bruzia da un aereo alleato e'stato rinvenuta nel corso dell'esecuzione di alcuni lavori. A compiere le operazioni di bonifica saranno gli uomini dell'11°Reggimento genio guastatori di Foggia. L’ordigno, gia' stabilizzato e messo in sicurezza dagli artificieri con qualifica EOD della 2^ Compagnia stanziata nella Caserma "Manes" di Castrovillari, una volta rimosso sara' fatto brillare in un'area isolata

Picchiava e minacciava moglie e figliastro: arrestato dai Carabinieri

I Carabinieri hanno arrestato e ristretto ai domiciliari un cinquantaduenne accusato di lesioni ai danni della consorte e del figlio di lei, oltre che di maltrattamenti in famiglia. L'istanza formulata dal Procuratore della Repubblica di Cosenza, Dario Granieri e dal sostituto Antonio Bruno Tridico è stata accolta favorevolmente dal giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Cosenza, Salvatore Carpino, che ha emesso l'ordinanza di custodia cautelare. E' stata la moglie, di nazionalità, ucraina a denunciare l'uomo, dando così avvio all'indagine sfociata nel provvedimento restrittivo eseguito a carico del cinquantaduenne. Sulla scorta di quanto ricostruito dagli investigatori, la donna ed il figlio venivano intimiditi e picchiati da tre mesi. 

 

Bambino morto annegato in piscina: rinviate a giudizio 5 persone

Il giudice dell'udienza preliminare ha disposto il rinvio a giudizio dei cinque indagati in relazione al decesso per annegamento del bimbo di 4 anni nell'acqua della piscina comunale che si trova in contrada Campagnano, a Cosenza.  Il piccolo, Giancarlo Esposito, è deceduto il 2 luglio dello scorso anni. Gli avvisi di garanzia erano stati notificati cinque mesi fa dalla Procura della Repubblica del capoluogo bruzio. Sul banco degli imputati siederanno quattro educatrici: Ilaria Bove, Luana Coscarello, Martina Gallo e Franca Manna, insieme a Carmine Manna, rappresentante legale della società che gestisce la struttura. Secondo l'ipotesi accusatoria emersa nel corso dell'attività investigativa, condotta dai Carabinieri appartenenti alla Polizia Giudiziaria del Tribunale e diretta dal Procuratore della Repubblica Dario Graineri, il bambino sarebbe morto a causa del comportamento negligente ed imprudente delle persone sotto inchiesta.

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