In casa con 400 grammi di canapa indiana, arrestato

I carabinieri della Compagnia di Taurianova (Rc), nel corso di un servizio di controllo del territorio, hanno arrestato un 48enne di Cinquefrondi in flagranza del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Nello specifico, i militari dell’Arma, durante una perquisizione domiciliare, hanno individuato 400 grammi di canapa indiana.

Lo stupefacente, occultato in un frigorifero spento, è stato in parte rinvenuto in una busta di carta avvolta in un cellophane all’interno di un contenitore vuoto di caffè.

Ulteriori infiorescenze sono state trovate in un sacchetto di plastica nascosto in un contenitore sigillato, mentre all’interno di un pensile della cucina è stato rinvenuto un bilancino di precisione, un vaso con una piantina di canapa e numerose buste in plastica necessarie per il confezionamento delle dosi.

Al termine della perquisizione i carabinieri hanno proceduto al sequestro dello stupefacente e all'arresto del 48enne, il quale, in seguito all’udienza di convalida, è stato posto ai domiciliari.

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Armi e droga, un arresto e una denuncia

Durante una serie di controlli del territorio, i poliziotti della Questura di Cosenza  hanno  denunciato una persona trovata in possesso di 60 grammi di marijuana.

Inoltre, durante una perquisizione hanno arrestato un uomo nella cui abitazione hanno rinvenuto un fucile calibro 12, una pistola semiautomatica calibro 6.35 e le relative munizioni. Entrambe le armi avevano la matricola abrasa.

L’arrestato, al termine delle formalità di rito, è stato tradotto nella casa circondariale di Cosenza.

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Armi e droga in un appartamento, manette per una 40enne

I poliziotti della Questura di Crotone, del Reparto prevenzione crimine e della Sezione cinofili di Vibo Valentia, durante un’attività straordinaria di controllo nel quartiere Acquabona, hanno eseguito otto perquisizioni domiciliari e identificato 20 persone, di cui 13 già note alla forze dell’ordine.

In particolare, nel corso di una perquisizione domiciliare, gli agenti, grazie al fiuto del cane antidroga Digos, hanno rinvenuto 35 grammi di marjuana, 53 grammi di cocaina, un bilancino elettronico di precisione, una pistola semiautomatica Bernardelli modello 60 calibro 22, risultata rubata, un fucile semiautomatico Breda calibro 12 ed un fucile a pompa Hatsan modello Escort calibro 12, con matricola abrasa.

Pertanto una 40enne, che aveva la disponibilità dell’abitazione, è stata tratta in arresto per detenzione illegale di armi clandestine e di armi comuni da sparo, ricettazione e detenzione di stupefacente ai fini di spaccio.

Infine, nel prosieguo dell'attività, sotto alcuni rifiuti abbandonati sul ciglio della strada è stato trovato un involucro in cellophane, con all’interno 59 grammi di marjiuana.

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Armi e droga trovati in un nascondiglio sotterraneo nelle Preserre

I poliziotti della Questura di Vibo Valentia, in seguito ad una segnalazione di resti di una vettura sono intervenuti in contrada Andre, nelle Preserre Vibonesi.

Giunti sul posto, durante le attività finalizzate ad accertare la provenienza del veicolo, hanno notato, al di sotto del mezzo, una porzione di terreno non omogena, pertanto hanno deciso fare luce sull'anomalia.

I sospetti si sono rivelati fondati, infatti, dal sottosuolo è emerso un contenitore in plastica, con all'interno armi, droga e munizioni.

In particolare, nel nascondiglio sono stati rinvenuti: una mitraglietta “Skorpion” con matricola abrasa e due caricatori; una pistola calibro 9x21 completa di 2 caricatori, uno dei quali rifornito di 15 colpi e l’altro “aumentato” per contenerne 20; una pistola Beretta calibro 6,35; un Passamontagna nero e 527 cartucce di vario calibro.

Come se non bastasse, nel contenitore sono stati trovati anche 300 grammi di cocaina pura.

Serra: maxi sequestro di marijuana, un arresto

Maxi sequestro di droga a Serra San Bruno, dove i poliziotti della Squadra mobile di Vibo Valentia e della Squadra di polizia giudiziaria del locale Commissariato hanno rinvenuto 570 chili di marijuana.

La droga è stata trovata durante una perquisizione a casa di una persona del posto. In  particolare, nel corso dell’ispezione del sottotetto ancora in fase di costruzione, gli agenti hanno scoperto ben 242 buste in plastica con all’interno lo stupefacente.

Oltre alla droga, sono stati ritirati 2 fucili e 71 munizioni, legalmente detenuti, in quanto l’indagato non poteva più averne il possesso.

Al termine delle formalità di rito l’uomo è stato arrestato e posto ai domiciliari con l’accusa – aggravata dall’ingente quantità  - di detenzione ai fini di spaccio di droga.

La marijuana, se immessa sul mercato, avrebbe fruttato circa un milione di euro.

Serra San Bruno: in casa con mezzo quintale di marijuana, arrestato

Aveva in casa più di mezzo quintale di marijuana. Per questo motivo, un uomo è stato arrestato dalla polizia a Serra San Bruno.

Il particolare, durante una perquisizione, nel sottotetto e negli armadi dell'abitazione sono state trovate 70 buste con all’interno 51 chili di marijuana.

Oltre alla droga, sono stati sequestrati bilancini di precisione e bilance per la suddivisione in dosi dello stupefacente.

Una volta sequestrato quanto rinvenuto, gli agenti hanno proceduto all’arresto dell’uomo che dovrà rispondere del reato di detenzione ai fini di spaccio di droga.

Al termine della attività di rito, l’indagato è stato posto ai domiciliari.

Operazione “Rail Verde” contro la produzione di marijuana, 16 misure cautelari

I finanzieri del Comando provinciale di Reggio Calabria, con l’ausilio di unità cinofile e la collaborazione dei  colleghi di Livorno, Olbia, e della Sezione aerea di Lamezia Terme, su delega della Procura della Repubblica di Palmi, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di misure cautelari personali emessa dal gip del Tribunale di Palmi nei confronti di 16 persone accusate di detenzione e spaccio di marijuana.

In particolare, è stata disposta la custodia cautelare in carcere nei confronti di 12 indagati e il divieto di dimora per altri 4.

I destinatari dalla misura sono dieci italiani, residenti a Gioia Tauro, Rosarno e Palmi, un liberiano, un senegalese e quattro ghanesi, di cui uno risulta tuttora percettore di reddito di cittadinanza, che verrà immediatamente sospeso, così come previsto dalla normativa vigente.

Ai 16 indagati vengono provvisoriamente contestati, a vario titolo, i reati di produzione e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, di combustione illecita di rifiuti pericolosi, di resistenza a pubblico ufficiale, di evasione e furto.

L’operazione, denominata “Rail Verde”, ha permesso di scoprire che gli indagati avrebbero curato l'intera filiera - dalla coltivazione alla vendita - di marijuana.

L’indagine è scattata  nel giugno dell'anno scorso, quando un elicottero della guardia di finanza di Lamezia Terme ha individuato una vasta piantagione di marijuana, in un terreno demaniale del Comune di Gioia Tauro (Rc).

Una volta sul posto, i finanzieri hanno rinvenuto e sottoposto a sequestro 1.219 piante di cannabis e 14 chili d'infiorescenze, per un totale di quasi 8 quintali.

Le indagini hanno consentito di ricostruire come la piantagione fosse irrigata tramite un sistema “a goccia”, costantemente vigilata dagli indagati, uno dei quali, in particolare, si sarebbe recato giornalmente sul posto lasciando gli arresti domiciliari cui era sottoposto per altro reato.

Alcuni tra gli indagati, inconsapevoli di essere monitorati dagli investigatori, nell’imminenza dell’intervento che ha portato al sequestro, hanno tentato di dileguarsi tra i campi del “Bosco di Rosarno” mentre altri si sono dati ad una spericolata fuga fra le trazzere, a bordo di un mezzo inseguito dalle auto della guardia di finanza. Fuga terminata con un rovinoso incidente. Altri, invece, hanno provato a distruggere le piantine dando fuoco alla piantagione e costringendo i militari sul posto a mettere in sicurezza dall’incendio il terreno e le coltivazioni posti nelle adiacenze.

Le indagini hanno consentito, inoltre, di individuare il luogo di deposito, di lavorazione ed essiccazione dello stupefacente dal quale gli indagati scambiavano foto, anche selfie, via WhatsApp. Infine, sono state ricostruite decine di operazioni di spaccio tra Gioia Tauro e Livorno, effettuate anche in pieno giorno e perfino in zone frequentate da bambini.

Droga, tre quintali di cocaina sequestrati dalle fiamme gialle di Reggio Calabria a Salonicco

I finanzieri del Comando provinciale di Reggio Calabria, con il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, in collaborazione con le autorità greche, hanno sequestrato a Salonicco, circa 300 chili di cocaina, suddivisa in 260 panetti.

Contestualmente sono stati arrestati quattro cittadini inglesi, di 38, 48, 45 e 52 anni, ritenuti membri di un'organizzazione criminale dedita al traffico di sostanze stupefacenti internazionale.

L'operazione è stata possibile grazie alla cooperazione internazionale svolta – anche per il tramite del II Reparto del Comando generale della guardia di finanza e della Direzione centrale per i Servizi antidroga – con gli agenti della Drug enforcement administration di Roma e Atene, della polizia del Dipartimento degli affari generali della Sottodirezione delle Operazioni speciali – Divisione narcotici di Salonicco, dell'ufficio Divisione narcotici di Atene, del Servizio di cooperazione internazionale di polizia presso l’Ambasciata d’Italia ad Atene, dell'ufficio doganale di Salonicco e la Sottodirezione per le operazioni speciali di Salonicco/T.M.K.E..

Il risultato conseguito fa seguito a complesse attività d’indagine ed articolate analisi e riscontri effettuati su oltre 2000 contenitori provenienti dal continente sudamericano svolte dai militari del Gruppo della guardia di finanza di Gioia Tauro e alle investigazioni parallelamente svolte dalla polizia ellenica.

Le indagini hanno consentito di rinvenire e sottoporre a sequestro in una lussuosa villa nel Comune di Thermi (Salonicco), oltre allo stupefacente, anche una pistola con 9 cartucce, una scatola contenente 41 cartucce, due radio portatili, due interferometri di segnale, due dispositivi di posizionamento elettronici, mille euro derivanti dal traffico di droga, guanti da lavoro, nastri isolanti, tagliacarte in metallo e 11 telefoni cellulari utilizzati per le attività illecite.

Si stima che lo stupefacente sequestrato avrebbe potuto fruttare alla criminalità un introito di circa 10 milioni di euro.

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