Vibo dà l'addio a Franco Inzillo

Franco Inzillo. Franco Inzillo.

Il mondo della cultura, dell’avvocatura e del giornalismo hanno perso una delle figure più prestigiose della Calabria di ieri, l’avvocato e giornalista Franco Inzillo.

I funerali, per sua volontà, sono stati celebrati, questa mattina, da mons. Giuseppe Fiorillo, in forma privata, nella chiesa dei Cappuccini, presenti parenti e pochi amici intimi. La sua figura è stata illustrata dall’avv. Benito Panariti e dal dott. Carlo Dell’Agli.

Colpito da male incurabile si è spento all’età di 92 anni, nella sua abitazione di Viale delle Accademie Vibonesi, assistito dalla moglie Angelita Rotino e dalle figlie Caterina e Paola con i mariti Francesco Candela e Paolo Panariti. E’ stato autore di una delle più illuminate ed affermate pagine di storia della Calabria.

Vibo Valentia, in particolare, ha perso una delle personalità più eccellenti e apprezzate, il punto di riferimento più avanzato del modello Calabria che iniziava a guardare all’Unione Europea.
Con la sua intelligenza e fantasia, il suo formidabile tatto diplomatico e la sua straordinaria vocazione per la cultura dello sviluppo dell’aggregazione e dell’accoglienza, ha dato un forte impulso alla ambiziosa Calabria degli anni ’60, ‘70 e ’80, proponendo il territorio vibonese a diventare competitivo sin dalla stagione che ha propiziato le condizioni ideali per la realizzazione del più agognato sogno di questo territorio: “Vibo giardino sul mare”, una realtà diventata presto momento d’orgoglio.

Nella sua ricca personalità anche l’umiltà, la disponibilità immediata verso chi soffriva, il rapporto con i giovani, ma in particolare i suoi studi ed il suo modo di rapportarsi con il mondo della cultura lo hanno portato ad incontrare Pier Paolo Pasolini per condividere alcune iniziative che hanno reso importante la collaborazione sia pure a distanza con la città. Nel 1950 gli è stato assegnato, assieme ad Andrea Camilleri, a Genova il primo premio alle Olimpiadi della cultura.

Supporto indispensabile per dar vita a quella che è stata la stagione dei successi della Vibo di ieri è stato Palazzo Stagno d’Alcontres, sede del Cine Club che Franco Inzillo ha creato con tantissimi vibonesi valorosi come il fratello Totò Inzillo, Mario e Pino Orefice, Franco Pugliese, Enzo Crupi, Enzo Trungadi, Andrea Frezza, Raniero Pacetti, Gennaro Donato, Colombo Achille, Arturo Daco e tanti altri e che ha annoverato anche come socio d’onore uno dei più grandi interpreti del mondo della celluloide negli anni ’60, il regista e scrittore napoletano Vincenzo Maria Siniscalchi. Ma Vibo era forte anche per la spinta di Franco Inzillo nelle iniziative allo Sporting Club e alla Casina dei Fiori.

Era il personaggio del momento e per il suo impegno e le riconosciute capacità veniva proposto spesso a responsabilità istituzionali pubbliche e private tanto era riconosciuto il suo talento e la sua capacità manageriale. Si deve al suo estro l’invenzione e l’autonomia dell’Istituto Professionale Alberghiero di Stato a Palazzo Gagliardi, un tempo sede coordinata di Soverato.

Poi la chiamata alla guida dell’Azienda Autonoma Soggiorno e Turismo, con Agostino Giordano direttore organizzativo dell’Ente, ereditando la positiva gestione di un altro vibonese eccellente, Tony Murmura, con il quale esisteva una forte sintonia di idee, Campanile Sera il successivo varo dell’Agosto Vibonese che era il cartello estivo più accreditato in Calabria perchè ricco di eventi invidiabili e di grande caratura come la Rassegna regionale dell’Artigianato, le Giornate Mediche Internazionali, “Vibo chiama vacanze”, ideato dal Gruppo Mancini- Piombi, sono stati gli appuntamenti mondani che hanno reso celebre la città.

Amministratore a Palazzo “Luigi Razza”, socialista della prima ora, è stato tra i più immediati e capaci consiglieri del Segretario nazionale e più volte Ministro del Psi, il cosentino Giacomo Mancini. Con Arturo Daco e Pino Orefice ha elevato la dignità del giornalismo vibonese.

E’ stato l’uomo faro del miglior periodo politico amministrativo della Vibo di ieri rendendo magico il ruolo e la funzione della città nel panorama della politica attiva e del servizio.

 

 

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