Fabrizia, Gruppo ramoscello d'ulivo:"Chiusura Bper avallata dalla maggioranza"

Il municipio di Fabrizia Il municipio di Fabrizia

Riceviamo e pubblichiamo

"Se qualcuno si è dimenticato dei risparmiatori, dei consumatori e dei cittadini di Fabrizia, noi del “Ramoscello d’ulivo per Fabrizia”, no. Dietro la miopia politica di una scelta nefanda, che priva i cittadini di Fabrizia di un servizio base essenziale, si nasconde un imbarazzante silenzio da parte del sindaco sulla definitiva chiusura della filiale Bper. Adesso basta. La comunità fabriziese vuole conoscere tutta la verità su una vicenda che ha dell’incredibile e che ha portato alla soppressione della storica filiale complice una maggioranza remissiva con i vertici dell’istituto di credito. Come gruppo di opposizione “Ramoscello d’ulivo per Fabrizia” stavamo attendendo l’esito della riunione tenutasi in prefettura per assumere iniziative su un avvenimento grave giocato sulla pelle della collettività. Tanto che, la maggioranza anziché difendere il mantenimento della filiale si è apertamente schierata a favore di Bper avvallandone il disegno scellerato di chiusura. Non si spiegherebbe, altrimenti, come mai al tavolo convocato in prefettura erano presenti solo: il rappresentante della Bper, il presidente provinciale di Udicon e il sindaco, quest’ultimo, in palese conflitto di interessi per la gestione di un patronato Udicon nel Comune. Si può sostenere parafrasando un vecchio detto locale: “suli si la cantaru e suli si la sonaru”. A quel tavolo, però, non sono stati invitati gli altri portatori di interessi e cioè: i rappresentanti del Comitato civico spontaneo che hanno raccolto 1200 firme contro la chiusura e il gruppo di opposizione “Ramoscello d’ulivo per Fabrizia” che ne avevano fatto richiesta per espressa sollecitazione, del vice sindaco e presidente del consiglio, alla riunione dagli stessi convocati la sera del 21 febbraio 2019. Ci interroghiamo, peraltro, come mai in Calabria su 4 filiali da chiudere nessuna interessa la provincia di Cosenza, dove c’è ne sono ben 14, o laddove nel giro di qualche chilometro c’è né più di una aperta. Simili scelte aziendali risultano incomprensibili agli occhi di qualunque cittadino attento e gradiremmo che Bper e sindaco ne dessero spiegazione ufficiale. Ormai è chiaro che la scelta operata è divenuta, pressoché, irreversibile e, qualunque altra proposta alternativa, vedi area self, è il contentino per appagare l’accondiscendenza dell’istituzione locale che invece di difendere gli interessi della comunità li ha svenduti al colonialismo della finanza emiliana romagnola che drena risparmi e risorse verso il Nord, ricco e opulento, a tutto svantaggio di zone interne sempre più deboli e marginali. Il gruppo “Ramoscello d’ulivo per Fabrizia” non si rassegna all’ineluttabilità di una scelta che, seppur in extremis, può essere ancora messa in discussione. Anche alla luce dell’ordine del giorno di recente approvato dal Senato della Repubblica, su proposta del Sen. Mangialavori, che prevede vantaggi fiscali per quegli istituti di credito che mantengono o aprono sportelli bancari nelle zone interne e svantaggiate del territorio italiano. Pertanto, chiederemo, quanto prima, la convocazione del Consiglio comunale affinché il sindaco si presenti in aula a riferire ufficialmente sullo stato delle cose e promuoveremo, al contempo, tutte quelle iniziative ritenute utili e necessarie per scongiurare, in extremis, la svendita di un patrimonio storico presente a Fabrizia da oltre 100 anni".

Gruppo Ramoscello d'ulivo per Fabrizia

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