Il festival sull’Europa ha fatto tappa nel Vibonese

Il patrimonio culturale come fonte condivisa di memoria, comprensione, identità, dialogo, coesione e creatività: l’Europa ha ritenuto strategico il ruolo delle eredità culturali, religiose, umanistiche nei processi di pace e dialogo tra i popoli, al punto da dedicargli un intero anno, il 2018.

Forgiata nel corso dei secoli dall’interazione tra le espressioni culturali delle diverse civiltà che hanno popolato l’Europa, la comune eredità culturale, pur nel pieno rispetto delle identità nazionali e regionali, rappresenta una risorsa comune, condivisa e preservata per le generazioni a venire, un catalizzatore della creatività che abbraccia un ampio spettro di risorse ereditate dal passato, in tutte le forme e gli aspetti – materiali, immateriali, digitali - inclusi i monumenti, i siti, i paesaggi, le competenze, le prassi, le conoscenze e le espressioni della creatività umana, nonché le collezioni conservate e gestite da organismi pubblici e privati quali i musei, le biblioteche, gli archivi, il patrimonio cinematografico.

L’importante occasione per creare momenti di incontro e confronto su un tema di tale spessore non è certamente sfuggita al Club per l’Unesco di Vibo Valentia resosi protagonista attivo, sul territorio vibonese, di un articolato festival sull’Europa che ha fatto tappa in cinque differenti località nell’ultima settimana.

Capofila del progetto patrocinato dal MIBAC è stato il Consiglio del Movimento europeo, presieduto e guidato da PierVirgilio Dastoli, ma l’appello per l’Europa è stata accolto e fatto proprio da una serie cospicua di enti e associazioni, a partire dalla provincia di Vibo Valentia, presieduta da Salvatore Solano, altresì sindaco di Stefanaconi, dal Comune di Capistrano con in testa Marco Martino, dal Comune di Filadelfia, con il suo primo cittadino Maurizio De Nisi, dal Comune di Monterosso guidato da Antonio Lampasi.

Immancabile, per l’ottima riuscita dell’evento, è stata la fattiva collaborazione della società civile che ha visto scendere in campo associazioni quali la Gam di Vibo Valentia, la Libertas di Tropea, il Servizio civile di Capistrano, la Pro loco, l’Associazione Familia De Rubro Monte, le Confraternite di Monterosso, il Polo museale Monterossino, il Movimento federalista europeo, la società di servizi EuroGlocal, la Web tv Kalabria tv, il Distretto turistico dell’Angitola, la Fondazione Filitalia, la società Europe direct, il Parco regionale delle Serre.

Se è innegabile che l’obiettivo precipuo della manifestazione è stato quello di contribuire a favorire una piena consapevolezza dell’importanza di proteggere e promuovere la diversità delle espressioni culturali, è altrettanto vero che la sensibilità di dirigenti scolastici quali Nicolantonio Cutuli, Raffaele Vitale, Maria Francesca Viscone, ha consentito di elaborare in occasione della Europe Fest, anche per gli studenti dell’Iis di Tropea, dell’Ioc di Filadelfia e dell’Ic di Sant’Onofrio, specifici programmi di educazione e sensibilizzazione capillare dell’importante ruolo che il patrimonio culturale svolge per la coesione delle collettività in un momento in cui le società europee sono interessate da una crescente quanto preoccupante ondata di separatismi e nazionalismi estremi.

In perfetta linea con quanto previsto dall’Agenda 2030 delle Nazioni unite per lo sviluppo sostenibile, punti nodali dei vari interventi susseguitisi nel corso del Festival sull’Europa (e curati da Francesca Nacci, Maria Loscrì, Pino Pellegrino, Andrea Mandaliti, Marco Martino, Domenico Capomolla, Giuseppe Crispino, Antonio Parisi, Simone Folino, Dario Godano, Giuseppe De Biase, Alessandra Tuzza, Loredana Panetta), sono stati la cittadinanza globale, la diversità culturale, il dialogo fra i popoli, proposti anche in una prospettiva di genere.

“Nell’ambito degli obiettivi specifici individuati per l’anno europeo del patrimonio culturale, noi abbiamo ritenuto che favorire una serie di incontri formativi/informativi sul valore del patrimonio culturale nella sua dimensione di comune denominatore tra popoli e comunità, incontri itineranti focalizzati su una zona quale è la valle dell’Angitola ma con lo sguardo allungato e proiettato verso il resto della provincia di Vibo Valentia, con un’attenzione specifica e particolarmente profonda verso i giovani in formazione e le comunità educanti in particolare, potesse essere un tassello importante nell’ambito di un lavoro che abbiamo cominciato, come Club Unesco, a “predicare” e diffondere sui nostri territori, compiendo quasi opera di evangelizzazione in un contesto che rimane, ancora troppo spesso, legato a retaggi atavici e miopi e che portano a programmazioni territoriali totalmente inefficaci ed inefficienti produttive, soltanto, di inesorabile impoverimento sociale, culturale, economico” è la riflessione di Maria Loscrì, ideatrice dell’evento per la provincia di Vibo Valentia.

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