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Formula 1, la Ferrari c’è ma ancora non si vede

Parlare di un inizio di stagione per quanto riguarda la monoposto della Ferrari, sarebbe poco rispettoso nei confronti della scuderia capitanata dal team principal Matti Binotto. Se però volgiamo lo sguardo ai risultati sinora ottenuti in due gran premi, vediamo come solo il giovane Leclerc sia andato a podio nel GP del Barhein ottenuto grazie ad un terzo posto, sebbene una prestazione ad altissimi livelli.

E’ evidente, invece, che bisogna recuperare l’altro pilota, vale a dire Sebastian Vettel. Un quarto ed un quinto posto per il tedesco sino a questo momento, troppo poco per un pilota così titolato e con il chiaro obiettivo di insidiare il rivale numero uno Hamilton per il successo mondiale.

L’opportunità del riscatto per i due piloti Ferrari arriverà già tra due settimane in Cina, ma prima ci sarà da riflettere all’interno della scuderia per verificare i guai di affidabilità evidenziati nell’ultima gara, penalizzando soprattutto il pilota francese che prime delle noie meccaniche aveva disputato un grande GP, da vero fenomeno.

Per insidiare la Mercedes per i mondiali F1 2019 serve sicuramente uno sforzo in più, a partire da Vettel sino ad arrivare ad ogni singolo meccanico. Per competere con certi rivali da adesso in poi è richiesta la massima perfezione, con un margine di errore ridotto al minimo.

Tuttora, tra l’altro, rimane il mistero sul guasto che ha rallentato il monegasco proprio mentre era lanciato da solo verso il trionfo. E in fondo è normale che sia così, fa parte delle strategie per confondere i rivali e non offrire informazioni che nel corso del campionato potrebbero rivelarsi preziose.

Secondo quanto ricostruito da La Gazzetta dello Sport, si è principalmente trattato di un problema legato al recupero di energia della power unit, come sembrava dai ‘team radio’ che abbiamo potuto ascoltare in diretta fra Leclerc e gli ingegneri Ferrari.

Anche se non è da escludere che la colpa possa essere attribuita tutta a un cilindro che funzionava male nella combustione, come ha spiegato Binotto. Oppure, le due cose possono essere successe insieme? Le risposte per ora sono confinate senza possibilità di fuga tra le pareti di Maranello, dove il motore è stato rispedito per essere controllato e con ogni probabilità riutilizzato il venerdì di Shanghai nelle libere.

Binotto, in ogni caso, si è era detto certo che questo inconveniente sarebbe rimasto un episodio isolato, imputabile a un componente della power unit, visto che in fondo Leclerc era riuscito - seppur con tutte le defezioni del caso e con una potenza del motore notevolmente ridotta - a concludere la gara senza rotture.

Eppure non c’è da stare tranquilli, dando uno sguardo l’inizio di stagione della rossa, che ha accusato problemi di tenuta fin dai test di febbraio al Montmelò e anche nella gara d’esordio in Australia.

 


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