Vibo: una rosa rossa ed un messaggio anonimo per ringraziare i carabinieri

Per una volta, un fiore su un’auto dei carabinieri in Calabria non è un atto volto ad intimorire i militari, ma una manifestazione d'incoraggiamento e solidarietà.

Nella mattinata di oggi, ad un giorno di distanza dall'omicidio di un sottufficiale e dal ferimento di un graduato dell’Arma nel Foggiano, un appuntato in servizio alla Sezione Radiomobile della compagnia di Vibo Valentia in transito per la via che porta al Comando, ha notato, poggiate sul parabrezza di una gazzella, una rosa rossa con un nastro tricolore ed una busta contenente una lettera con su scritto: “Un grazie a voi carabinieri per lo spirito di abnegazione e attaccamento ai doveri, garanzia di tutela per il cittadino, onore a voi tutti".

Un gesto di solidarietà ed incoraggiamento che ha un valore doppio se si pensa al luogo dove si è verificato, ovvero Vibo Valentia, una provincia che nel 2018 era ai primi posti per numero di omicidi e che da un recente sondaggio è stata collocata all’ultimo posto per qualità della vita. 

Il magnifico gesto, che denota l'alto senso civico di un anonimo cittadino vibonese, non è sfuggito all’attenzione dei militari che hanno accolto con stupore misto ad entusiasmo il gentile pensiero.

L' Arma ricorda il vice brigadiere Iozia, l'appuntato Condello ed il carabiniere Caruso

Si svolgerà domani (lunedì 8 aprile), la commemorazione dell'appuntato Stefano Condello e del carabiniere Vincenzo Caruso (di cui ricorre il 42° anniversario dell'omicidio) e del vice brigadiere Rosario Iozia (di cui ricorre il 32° anniversario dell'omicidio).

La cerimonia inizierà alle 10:00, con la deposizione di una corona d'alloro in piazza “Condello-Caruso” di Taurianova.

Seguirà, alle 10:30, in contrada Razzà, luogo dell’omicidio dei carabinieri Medaglia d'oro al valor militare Condello e Caruso, la deposizione di un cuscino di fiori sul cippo eretto in loro memoria.

Alle 11.15, invece, è prevista la celebrazione di una messa presso la chiesa Matrice di Taurianova.

Al termine della funzione, alle 12:15 in contrada Petrara di Cittanova, verrà deposta una corona d'alloro sul cippo posto in memoria del vice brigadiere Medaglia d'argento al valor militare Rosario Iozia. Come ogni anno, alla cerimonia prenderanno parte i familiari dei militari assassinati.

La loro presenza, insieme a quella dei vertici dell’Arma reggina, con la sentita partecipazione di carabinieri in servizio ed in congedo, dei vertici della magistratura del distretto reggino, delle massime autorità civili, militari e religiose provinciali, testimonia in maniera inequivocabile la volontà e la determinazione nel proseguire in quell’azione di promozione della cultura della legalità, mantenendo vivo il ricordo di quanti, fino all’estremo sacrificio hanno dato la propria vita per la difesa delle istituzioni e dello Stato.

Alla cerimonia religiosa prenderà parte anche una rappresentanza di studenti.

L'omicidio dell'appuntato Condello e del carabiniere Caruso

Il 1° aprile 1977, alle 13.00 circa, l’appuntato Stefano Condello ed i carabinieri Vincenzo Caruso e Pasquale Giacoppo, iniziarono il loro turno quotidiano di lavoro. All’epoca i tre militari erano in servizio all’Aliquota radiomobile della Compagnia di Taurianova.

Una volta usciti dalla caserma, i tre militari percorrendo la Statale 101-bis in direzione di contrada Razzà di Taurianova notarono quattro autovetture ed una vespa parcheggiate sul lato della strada nei pressi della masseria di un pericoloso pregiudicato. Il carabiniere Caruso riconobbe l'auto di un noto pregiudicato della zona, il quale, alla luce di alcune notizie acquisite dall’appuntato Condello, era noto anche per aver favorito dei latitanti.

Condello e Caruso decisero, quindi, di lasciare Giacoppo a presidio del mezzo di servizio e si incamminarono sulla mulattiera in direzione della masseria. Una volta giunti sul posto, si resero conto che due noti pregiudicati tra tutti quelli presenti erano armati di pistole.

Ne nacque una colluttazione, durante la quale Condello e Caruso riuscirono a disarmare i malviventi, pur essendo investiti da una pioggia di colpi di lupara e pistola esplosi in loro direzione dagli altri pregiudicati presenti. Condello rispose al fuoco ma venne ferito alle spalle; Caruso lo raggiunse e riuscì a colpire gli aggressori del commilitone, ferendoli mortalmente.

Ma al sopraggiungere di altri malviventi, anche  Caruso finì per soccombere sotto i colpi d’arma da fuoco. Giacoppo, che nel frattempo aveva udito gli spari, si avvicinò ai colleghi, imbattendosi in tre individui armati di fucile con i quali ingaggiò un altro scontro a fuoco, mettendo in fuga i malviventi.

Giunto sul posto e trovando i due commilitoni stesi a terra esanimi, il militare tornò immediatamente all’autovettura di servizio per dare l’allarme, ma il collegamento radio non funzionò e fu costretto a far rientro in caserma per chiedere aiuto. Le indagini fecero piena luce sull’eroico comportamento di Condello e Caruso, i quali avevano sorpreso undici mafiosi, esponenti delle più potenti famiglie della Piana di Gioia Tauro, che si stavano confrontando per gestire i rispettivi spazi di potere e spartirsi appalti e tangenti.

Il 21 luglio 1981 la Corte d’assise del tribunale di Palmi condannò i responsabili degli omicidi a pesanti pene detentive, in particolare a trent’anni di reclusione per omicidio continuato ed aggravato in concorso Giuseppe Avignone, Girolamo Albanese, Vincenzo Zinnato, Domenico Lombardo, Francesco Furfaro, Domenico D'Agostino, Domenico e Damiano Cianci. In relazione al comportamento dei militari, è stata loro concessa la medaglia d’oro al valor militare alla memoria.

L'assassinio del vice brigadiere Iozia

Giunto alla Stazione di San Giorgio Morgeto il 3 giugno 1985, in virtù delle qualità professionali e di carattere dimostrate, il 27 agosto successivo, a soli 25 anni, il vice brigadiere Rosario Iozia era stato trasferito alla Squadriglia di Cittanova, quale Comandante.

Nonostante la giovane età, si distinse da subito per la serietà, l’equilibrio e la correttezza del suo operato, improntato all’imparzialità, alla rettitudine ed allo spirito di sacrificio. Già in seguito a complesse indagini e servizi a lui delegati, era stato infatti menzionato sull’ordine del giorno del Comando dell’allora Legione carabinieri di Catanzaro, per l’arresto di due malviventi ed il sequestro di quasi due chilogrammi di marijuana.

Anche per il sequestro di Angela Mittica di Oppido Mamertina, aveva fattivamente contribuito ad impedire la fuga dei malviventi, fino a determinare la liberazione della giovane sequestrata.

L'omicidio di Iozia fu consumato alle ore 19.00 del 10 aprile 1987, quando percorredo libero dal servizio la Strada provinciale diretta a Polistena, all’uscita di una curva, in località Petrara di Cittanova, notò alcuni individui armati di fucili a canne mozze intenti ad attraversare un uliveto. Fermata l'auto, il vice brigadiere impugnò la pistola d’ordinanza e si lanciò all’inseguimento dei malviventi, i quali, una volta scoperti, aprirono il fuoco ferendolo mortalmente.

Per la valorosa azione compiuta il vice brigadiere è stato insignito con la medaglia d’argento al valor militare alla memoria.

Controlli nel Reggino, due arresti e sei denunce

Due persone arrestate e sei denunciate. Questo il bilancio di una serie di controlli effettuati dai carabinieri a Gioia Tauro, Taurianova e Palmi.

Durante le operazioni, che hanno permesso di verificare 338 persone e 306 veicoli, i militari hanno arrestato in flagranza, con l’accusa di furto aggravato, A.R., 29 anni di Taurianova, accusato di aver realizzato un bypass al contatore elettrico del proprio esercizio commerciale.

A Polistena, invece, è finito in manette G.P, ventitreenne del luogo, sorpreso a violare le prescrizione derivanti dagli arresti domiciliari cui era sottoposto.

Due persone di 19 e 21 anni sono state denunciate a Palmi, per porto abusivo di armi o oggetti atti ad offendere, perché trovate in auto armate di coltelli.

A Cinquefrondi, gli uomini dell'Arma hanno denunciato in stato di libertà un imprenditore quarantottenne di Melicucco e un operaio di 35 anni di Polistena, accusati di smaltimento illecito di rifiuti, dopo essere stati sorpresi a scaricare da un autocarro un’ingente quantità di rifiuti solidi industriali in un terreno agricolo di Anoia.

Nel corso dei controlli stradali, infine, i militari hanno fermato un'auto guidata da un trentaduenne di Cinquefrondi che, in evidente stato di alterazione psicofisica, è risultato positivo agli accertamenti tossicologici.

Nella circostanza, l’uomo è stato trovato in possesso anche di 10 grammi di hashish e quindi segnalato al prefetto di Reggio Calabria per possesso di sostanza stupefacente per uso personale.

Un uomo di 64 anni di Oppido Mamertina è stato, infine, sorpreso in possesso di un coltello a serramanico di oltre 15 centimetri di lunghezza. 

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Controlli nelle Serre: due denunce e 22 contravvenzioni

Durante una serie di controlli del territorio, effettuati nei giorni scorsi, i carabinieri della Compagnia di Serra San Bruno hanno denunciato due persone:

L.G., 24enne di Soriano Calabro, per una violazione della misura di prevenzione della sorveglianza speciale, cui è sottoposto e M.A., 40enne di Treviso, per il porto di un coltellino in circostanze di tempo e di luogo che non ne giustificavano il possesso.

Nel corso delle attività, gli uomini dell'Arma hanno fermato, inoltre, un'auto con a bordo un ragazzo trovato in possesso di 2 grammi di marijuana.

Per il giovane è, quindi, scattata la segnalazione amministrativa alla Prefettura di Vibo Valentia.

Nel complesso, durante l'operazione, nel corso della quale sono state identificate oltre 110 persone e controllati 80 veicoli, 15 dei quali sono stati sottoposti a perquisizione, sono state elevate 22 contravvenzioni per violazioni al Codice della strada.

In un caso, sono stati decurtati anche 6 punti dalla patente, ad un automobilista sorpreso ad attraversare il tratto della Sp110 mentre il semaforo segnava il rosso.

 

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L'Arma ricorda l'eccidio degli appuntati Antonino Fava e Vincenzo Garofalo

Giovedì prossimo (17 gennaio) alle ore 10, alla presenza del Comandante generale dell’Arma dei carabinieri, generale di Corpo d’armata Giovanni Nistri, nei pressi dello svincolo di Scilla dell’A2, sarà commemorato il 25° anniversario dell’eccidio degli appuntati scelti Antonino Fava e Vincenzo Garofalo, Medaglie d’oro al valor militare, con la resa degli onori e la deposizione di una corona al monumento in memoria delle due vittime.

Seguirà, alle ore 11.00 presso il Duomo di Reggio Calabria, la funzione religiosa officiata da S.E. Mons. Giuseppe Fiorini Morosini, Arcivescovo della Diocesi di Reggio Calabria - Bova.

Infine, alle ore 12:30, presso l’auditorium “Col. Fazio” della Scuola allievi carabinieri di Reggio Calabria ci sarà un incontro sul tema “L’eccidio di Scilla e gli attuali sviluppi giudiziari”, in cui interverranno il Procuratore generale di Reggio Calabria, Bernardo Petralia e il Procuratore della Repubblica di Reggio Calabria, Giovanni Bombardieri.

Controlli dei carabinieri, tre arresti e nove denunce

Tre persone arrestate e nove denunciate. Questo il bilancio di un servizio di controllo del territorio condotto dalle Compagnie di Gioia Tauro, Taurianova e Palmi.

In particolare, durante un intervento finalizzato a sedare una rissa, i militari della Tenenza di Rosarno hanno arrestato in flagranza di reato, Benjamin Fosu, 36enne del Ghana.

L'uomo, ancorché destinatario di un provvedimento d'espulsione dal territorio nazionale per resistenza, violenza e minaccia a pubblico ufficiale, durante la rissa avrebbe, dapprima, cercato di colpire con bottiglie di vetro i militari, salvo poi aggredirli con un coltello.

Una volta disarmato e bloccato Fosu è stato arrestato e posto ai domiciliari.

Non contento, pochi giorni dopo è stato arrestato nuovamente, per evasione, perché trovato in un bar di Rosarno.

A San Ferdinando, invece, i carabinieri della locale Stazione hanno arrestato in flagranza di reato per danneggiamento aggravato Daouda Sylla, 30enne del Mali, domiciliato presso la locale tendopoli, sorpreso a danneggiare con una tronchese i fili elettrici di alcune slot-machines.

I carabinieri della Stazione di Melicuccà hanno arrestato in flagranza di reato per tentato furto aggravato, Francesco Olivieri, 65enne di Seminara, trovato a tagliare legname in un terreno demaniale.

A Gioia Tauro, gli uomini dell'Arma della locale Stazione hanno deferito in stato di libertà, B.M., 20enne, bulgaro, poiché responsabile di uso di atto falso, in quanto fermato mentre era alla guida di un Fiat Ducato con contrassegno assicurativo di nazionalità bulgara palesemente falso.

Quattro persone (N.E., 32enne, N.F., 64enne, C.C., 62enne, N.V., 29enne, N.R., 27enne), invece, sono state denunciate a San Martino di Taurianova, perchè durante un controllo effettuato dai carabinieri della locale Stazione e da personale dell'Ufficio tecnico del Comune di Taurianova, sono state trovate intente a prelevare acqua per le rispettive abitazioni mediante allacci abusivi alla condotta pubblica comunale.

Infine, a Delianuova, i carabinieri della locale Stazione hanno deferito in stato di libertà P.G. 73enne, S.F. 77enne e B.F. 56enne, per attività di gestione di rifiuti non autorizzata, poiché ritenuti responsabili di aver smaltito rifiuti speciali ferrosi in un terreno di loro proprietà senza alcuna autorizzazione. 

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Il brigadiere capo Filippo Mancuso lascia il servizio

Dopo oltre 42 anni di permanenza nell’Arma dei carabinieri, oggi il brigadiere capo Filippo Mancuso lascia il servizio attivo.

Originario di Nicosia ed arruolatosi nell’ormai lontano 1976, viene destinato al 12° Battaglione Sicilia di Palermo dove rimane per soli due anni.

Giunto in Calabria, prende servizio alla Squadriglia di Bagaladi per un anno, alla Stazione di Gallina per sei, per essere infine destinato al Comando provinciale dove ha prestato servizio per oltre 34 anni.

Per oltre 16 anni ha curato, presso la segreteria del Comandante provinciale, la realizzazione di tutti gli eventi e le cerimonie che l’Arma reggina ha effettuato in tutta la provincia per i quali ha conseguito numerosi apprezzamenti, divenendo punto di riferimento nel settore a livello provinciale.

Nel 2009 è divenuto Cavaliere della Repubblica.

 

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Gli sequestrano il furgone dopo un incidente e aggredisce i carabinieri, arrestato

I carabinieri della Stazione di San Calogero hanno tratto in arresto un ambulante di nazionalità marocchina, Zahir Haj, di 56 anni, residente a Stefanaconi,  nel Vibonese.

In particolare, l'uomo è stato arrestato poichè durante i rilievi, effettuati in seguito ad un incidente stradale, ha aggredito, in stato di ebbrezza alcolica, i militari.

Dopo aver ripetutamente inveito si è scagliato contro gli uomini dell'Arma, cercando di colpirli con calci e pugni, in seguito al sequestro del suo furgone rimasto coinvolto nell’incidente.

Una volta portato in caserma, per il cittadino marocchino sono scattati gli arresti per resistenza e violenza a pubblico ufficiale e guida in stato di ebbrezza.

Dopo le formalità di rito, l'uomo è stato posto ai domiciliari, in attesa del rito direttissimo.

 

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