Controlli dei carabinieri, arrestate quattro persone

Durante un servizio di controllo del territorio, i carabinieri della Compagnia di Gioia Tauro, con la collaborazione dei colleghi del Cio di Vibo Valentia, hanno tratto in arresto quattro persone.

In particolare, a Rosarno un 69enne del posto, poi rimesso in libertà, è stato arrestato perchè sorpreso ad alimentare la sua abitazione con un allaccio abusivo alla rete elettrico. 

Sempre nella cittadina della Piana, lungo al Sp 46, sono finite in manette due persone, di 35 e 29 anni, originarie della Costa d’Avorio. I due erano a bordo di un'auto che non si è fermata all’alt intimato da una pattuglia dei carabinieri. Inseguiti e raggiunti, sono stati stati bloccati e arrestati per resistenza a pubblico ufficiale. Il giudice monocratico di Palmi ne ha convalidato l’arresto e li ha rimessi in libertà.

Infine, a Laureana di Borrello è stato eseguito un provvedimento di esecuzione di pene concorrenti, emesso dalla Procura di Milano, a carico di una donna 29enne di Palmi condannata ad un anno e quattro mesi per minacce aggravate e rapina, reati commessi tra Gioia Tauro e il capoluogo lombardo tra il 2010 e il 2011. La donna è stata associata alla Casa Circondariale Panzera di Reggio Calabria.

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Colpi di pistola contro un'abitazione, 23enne arrestato per tentato omicidio

Danneggiamento aggravato, tentato omicidio, porto e detenzione illegale di armi comuni da sparo.

Questa l'accusa formulata nei confronti di S.Z., 23enne pregiudicato di Laureana di Borrello che, nella giornata di ieri, è stato arrestato dai carabinieri della Compagnia di Gioia Tauro.

A dare origine all'arresto, una telefonata con la quale, domenica scorsa, una persona ha denunciato l'esplosione di alcuni colpi d’arma da fuoco contro la sua abitazione di Feroleto della Chiesa.

Sul posto sono intervenuti i militari della locale stazione che, insieme ai colleghi dei Comandi limitrofi e del Nucleo operativo e radiomobile di Gioia Tauro, hanno effettuato un sopralluogo con gli specialisti della Sezione rilievi tecnici del Nucleo investigativo di Reggio Calabria.

Al termine delle verifiche, gli uomini dell'Arma hanno constatato che i colpi che hanno danneggiato l'interno della casa e l'auto del proprietario, erano stati sparati, da distanza ravvicinata e ad altezza d'uomo, con una pistola calibro 9 ×21.

Raccolti tutti gli elementi ed acquisite le immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona, gli investigatori hanno avviato le ricerche dell'indiziato.

Per i carabinieri, a compiere il gesto sarebbe stato il 23enne che, una volta rintracciato, è stato tratto in arresto nei pressi della sua abitazione, a Laureana di Borrello.

Il giovane è stato portato nella casa circondariale di Palmi dove, ieri, è stato sottoposto all’interrogatorio di garanzia. Il magistrato ha convalidato l’arresto

 

Scoperta maxi piantagione con una tonnellata di canapa indiana

Una maxi coltivazione, composta da circa duemila piantine di canapa indiana del tipo olandese nana, è stata rinvenuta dai carabinieri di Gioia Tauro, insieme ai colleghi dello Squadrone Cacciatori di Calabria, in contrada Pescara, a Laureana di Borrello.

Le piante erano disposte su due terrazzamenti ognuno dei quali grande mediamente poco più di una sessantina di metri quadrati.

La piantagione era stata impiantata in un terreno demaniale, difficilmente accessibile via terra, tanto che si è reso necessario l’intervento dello Squadrone Eliportato per riuscire ad arrivare sul posto.

Lo stupefacente, il cui peso complessivo è stato stimato in circa una tonnellata, avrebbe potuto fruttare sul mercato della droga profitti superiori ai 500 mila euro.

La droga è stata distrutta sul posto, mentre i campioni sequestrati saranno trasmessi al Ris di Messina per essere sottoposi ad analisi tossicologiche.

 

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'Ndrangheta, sequestrati beni per un valore superiore ai due milioni di euro

Su disposizione della Procura della Repubblica - Direzione distrettuale antimafia - di Reggio Calabria, i carabinieri del Ros e della Compagnia di Gioia Tauro hanno eseguito un provvedimento di sequestro di beni, per un valore di circa due milioni di euro, nei confronti di Gregorio Cacciola.

Il provvedimento, che ha interessato principalmente i comuni di Rosarno e Laureana di Borrello (RC), ha riguardato 1 azienda agricola attiva nel settore della agrumicoltura, 15 immobili (tra cui 1 lussuosa villa di 11 vani), 1 autoveicolo e diversi rapporti bancari.

L’indagine patrimoniale svolta dal Ros ha permesso di ricondurre a Cacciola la disponibilità dell’ azienda sequestrata nonché dell’intero patrimonio aziendale formalmente di proprietà dalla moglie. In particolare, attraverso lo sviluppo di approfondite analisi bancarie e reddituali, è stato possibile accertare la derivazione illecita dei capitali impiegati per l’avvio dell’impresa, da cui è stata desunta inoltre l’illiceità di tutti gli investimenti successivi, immobiliari e mobiliari, effettuati dal nucleo familiare.

Già indagato per associazione mafiosa nel 2009, Cacciola era stato tratto in arresto nel 2014 con altri esponenti di spicco delle cosche operanti nella provincia reggina, nell’ambito dell’operazione “Mauser-scacco matto” per associazione finalizzata al narcotraffico, sequestro di persona e riduzione in schiavitù nei confronti della testimone di giustizia Giuseppina Multari. La donna, tra il 2005 e il 2006, sarebbe stata sottoposta da Cacciola a maltrattamenti e minacce di morte, poiché ritenuta responsabile del suicidio di Antonio Cacciola (fratello dell’interessato e marito della Multari) e per la sua dichiarata volontà di collaborare con la giustizia.

Le indagini, in definitiva, hanno accertato l’illecito accumulo di ricchezze ed i tentativi di occultare le disponibilità economiche, per eludere la normativa antimafia in materia di misure di prevenzione patrimoniali.

Calabria, 'ndrangheta: sciolti tre Consigli comunali

"Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell’interno Marco Minniti, ha deliberato lo scioglimento dei Consigli comunali di San Felice a Cancello (Caserta), Laureana di Borrello (Reggio Calabria), Bova Marina (Reggio Calabria) e Gioia Tauro (Reggio Calabria), per accertati condizionamenti dell’attività amministrativa da parte della criminalità organizzata.

La gestione degli enti, già sciolti per motivi amministrativi, viene pertanto affidata ad apposite Commissioni, a norma dell’articolo 143 del Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali"

È quanto si legge in un comunicato stampa della  presidenza del Consiglio dei ministri

 

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Truffa, i carabinieri arrestano una donna nel reggino

I carabinieri della Stazione di Laureana di Borrello, in provincia di Reggio Calabria, hanno tratto in arresto a Candidoni (Rc), la 40enne Manuela La Paglia.

La donna, già nota alle forze dell'ordine, è stata ristretta in ottemperanza di un ordine di esecuzione per espiazione pena in regime di detenzione domiciliare, emessa dalla Procura della Repubblica presso il tribunale di Verbania.

Riconosciuta colpevole di una truffa commessa, nel 2013, a Gravellona Toce (VB), la 40enne dovrà scontare sei mesi di reclusione.

Al termine delle formalità di rito, La Paglia è stata tradotta presso la  propria abitazione in regime di detenzione domiciliare su disposizione dell’Autorità giudiziaria.

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Controlli e perquisizioni, 3 arresti nel reggino

Continuano i servizi di controllo straordinario del territorio disposti dal Comando Compagnia Carabinieri di Gioia Tauro (Rc) diretta da Tenente Gabriele LOMBARDO, finalizzati alla repressione dei reati in genere con particolare attenzione a quelli di natura predatoria.

Nella giornata di giovedi 23 febbraio 2017, infatti, sono stati effettuati controlli e perquisizioni personali e domiciliari a tappeto in diverse aree della giurisdizione che si sono conclusi complessivamente con 1 arresto su ordine di esecuzione e 2 arresti per furto di acqua.

In particolare a San Ferdinando, i Carabinieri della locale Stazione, agli ordini del Mar. Ca. Francesco VADALÀ, in ottemperanza all’ordine di esecuzione di pena detentiva in regime di detenzione domiciliare, hanno tratto in arresto P. A., sessantatreenne del luogo, poiché riconosciuto responsabile del reato di abbandono di rifiuti commesso in San Ferdinando nell’anno 2013. L’arrestato dovrà scontare la pena residua di mesi 4 di reclusione.

Nel Comune di Candidoni (RC), invece, i Carabinieri della Stazione di Laureana di Borrello, unitamente a quelli della Stazione di Serrata, agli ordini dei rispettivi Comandanti, Mar. Ord. Savio PERROTTA e Mar. Ord. Giovanni L. SARDINA, nel corso di un’operazione congiunta, hanno tratto in arresto due soggetti del posto, B. B. F. e P. F., tutti di 43 anni, poiché resisi responsabili del reato di cui all’art. 624 e 625 c.p. (furto aggravato). In particolare i militari hanno accertato che entrambi, mediante allaccio abusivo alla rete pubblica realizzato con violenza sulle cose, rifornivano acqua alla proprie abitazioni e  relative pertinenze.

 

Quest’ultimi, al termine delle formalità di rito, sono stati tutti tradotti presso le proprie abitazioni, in regime di arresti domiciliari in attesa della celebrazione del rito direttissimo a disposizione dell’Autorità Giudiziaria di Palmi.

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Maltrattamenti in famiglia, 41enne allontanato da casa

In esecuzione di un ordinanza di applicazione di misura cautelare personale emessa dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario di Palmi (Rc), i carabinieri della Stazione di Laureana di Borrello hanno disposto l’allontanamento dalla casa familiare ed il divieto di avvicinarsi ai luoghi abitualmente frequentati dalla persona offesa, nei confronti di R.C., quarantunenne del luogo.

L’uomo è ritenuto responsabile di aver sottoposto la propria convivente a ripetuti maltrattamenti.

Il provvedimento cautelare è giunto al termine dell’ attività istruttoria svolta dai militari di Laureana di Borrello in stretta sinergia investigativa con il Comando compagnia carabinieri di Gioia Tauro diretto dal Tenente Gabriele Lombardo.

L’indagine ha preso l’abbrivio in seguito alla denuncia presentata, nel 2016, dalla donna, esausta per i numerosi atti vessatori subiti.

I carabinieri hanno, quindi, raccolto una serie di elementi indizianti a carico dell’uomo in ordine al reato di maltrattamenti in famiglia. Il quarantunenne è stato, quindi, immediatamente deferito all’Autorità Giudiziaria. In poco tempo, su richiesta della locale Procura della Repubblica, il G.I.P. presso il Tribunale di Palmi, valutati sussistenti i gravi indizi di colpevolezza, ha disposto  l’allontanamento di R.C. dalla casa familiare con il divieto di avvicinarsi ai luoghi abitualmente frequentati dalla persona offesa.

Al termine delle formalità di rito, l’uomo è stato riposto in libertà col divieto di avvicinarsi a meno di 500 metri dalla ex convivente e di comunicare con la stessa mediante qualsivoglia mezzo, così come disposto dall’Autorità Giudiziaria.

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