Accoglienza, diritto all’umanità – Finanziamo la legge regionale 18/2009: Mimmo Lucano racconta la sua esperienza

“Accoglienza, diritto all’umanità – Finanziamo la legge regionale 18/2009”. È questo il titolo dell’incontro che si terrà domani, venerdì 23 novembre, alle ore 16.30 all’Ariha Hotel a Rende. A raccontare la sua esperienza il sindaco “sospeso” di Riace, Domenico Lucano, costretto a vivere lontano dal suo paese per il divieto di dimora imposto dal Tribunale del Riesame di Reggio Calabria. Interverranno il magistrato Emilio Sirianni, il promotore della legge regionale sull'Accoglienza Agazio Loiero, Diop Niang Serigne (Rappresentante Associazione Senegalesi Cosenza), Giuseppe Terranova (Dems Calabria).

«La Calabria è stata la prima regione in Italia – spiega il consigliere regionale Carlo Guccione - a dotarsi di una legge su “Accoglienza dei richiedenti asilo, dei rifugiati e sviluppo sociale, economico e culturale delle Comunità locali”. Questa norma nel 2009 venne votata all’unanimità e ottenne anche il plauso dell’Alto Commissariamento delle Nazioni Unite. Fu la Giunta regionale targata Loiero, sulla scia del fenomeno Riace, a decidere di disciplinare con una legge il sistema finalizzato all’integrazione. Oggi proprio questa legge potrebbe servire a sostenere il modello Riace e il sistema dell’accoglienza calabrese.  Proprio per questo ho presentato un ordine del giorno in Consiglio regionale per chiedere di reperire le risorse necessarie affinché questa legge venga finanziata».

Questo incontro aprirà la seconda edizione di Dems School. Dal 23 al 25 novembre si terranno una serie di dibattiti, approfondimenti, tavoli tematici insieme a personalità del mondo della politica, dell’università, del sindacato. Saranno presenti anche la vicepresidente del Senato, Anna Rossomando, il vice direttore nazionale Svimez, Giuseppe Provenzano e il componente della Commissione parlamentare Antimafia, Andrea Orlando.

Lamezia Terme incontra Lucano. Igor Colombo: "La Chiesa modernista continua ad andare contro la dottrina cristiana!"

Riceviamo e pubblichiamo le "Riflessioni di un cattolico tradizionalista", come le definisce Igor Colombo, autore della nota, riguardanti l'incontro avvenuto ieri a Lamezia Terme, nel salone della parrocchia di San Francesco di Paola, tra il Padre dell’ordine dei Minimi, Mimmo Lucano ed i cittadini lametini.

Credo che, in fase e sede di analisi storica della prima metà del XX Sec., sia ormai del tutto pleonastico ricordare come la Chiesa abbia condannato il comunismo con Pio XII nel 1949 attraverso tre documenti emanati dalla Congregazione del Sant’Uffizio che rendevano inconciliabili per natura Cristianesimo e comunismo, visto ormai che la Chiesa stessa, attraverso i papi che sono venuti dopo il Concilio Vaticano II, le Diocesi locali e tutti gli ordini religiosi, ormai non sembrano più tenerne conto. Tutto ciò lo si è visto nella  sua concretezza proprio ieri a Lamezia Terme, quando l’ex sindaco di Riace, quello del  pugno chiuso a mo' di saluto dalla finestra di casa sua  alle persone che erano andate a sostenerlo e  che racchiude quella ideologia comunista che la Chiesa ha condannato e scomunicato, ha trovato piena accoglienza nel salone della parrocchia di San Francesco di Paola, ricevendo addirittura gli onori ed i saluti di casa del  Padre dell’ordine stesso dei Minimi nel corso di un incontro organizzato dalle associazioni di stampo comunista a sostegno del signor Lucano.

La mia riflessione in questo intervento non vuole essere incentrata sull’aspetto politico e giudiziario della vicenda Lucano, visto che vi è un’indagine in corso e, da quanto è emerso ed ammesso anche dallo stesso ex primo cittadino di Riace, vi è stata una palese violazione della legge e se i suoi sostenitori vogliono leggerla in chiave esclusivamente machiavellica dove è il fine che giustifica i mezzi questi saranno affari loro e la questione non mi tange assolutamente.

Piuttosto il mio pensiero è focalizzato su come la Chiesa si sia allontanata sempre più  in maniera pericolosa  dalla sua originaria dottrina cristiana, che non è certamente quella del provvedimento pastorale e pertanto non dogmatico dello stesso eretico Concilio Vaticano II  voluto da Giovanni XXIII poi avallato da Giovanni Paolo II che ad Assisi nel 1986  ha messo sullo stesso piano tutte le religioni del mondo (anche quelle protestanti e false) e che ancora prima, con Paolo VI nel 1975,  ha aperto anche al comunismo con l’Ostpolitik, per finire alle stesse parole di Papa Bergoglio sull’immigrazione e sull’accoglienza di quegli stessi popoli africani, la maggior parte sfruttati dalle ricche multinazionali e diventanti ghiotto business in occidente di gente senza scrupoli, e che sempre più spesso ascoltiamo nei suoi discorsi e nelle sue parole.

Però tutti questi discorsi e riflessioni dei papi della Chiesa conciliare vengono affermati  dal soglio pontificio come dottori privati e non come dottori della Chiesa, a differenza di altri successori di Pietro che nei loro documenti, encicliche e parole, parlavano come dottori della Chiesa, prendendo l’insegnamento dei Padri e filosofi  della stessa Chiesa Cattolica, come Sant’Agostino nella Patristica e San Tommaso nella Scolastica, quindi la loro parola era infallibile. 

Che a Lamezia Terme avvengano queste situazioni  di accoglienza e di sostegno verso chi professa una certa ideologia, e che quindi per suo dogma e dottrina dovrebbe essere ateo, (indipendentemente dal fatto  che i sostenitori del signor Lucano lo definiscano filantropico ma che è ancora tutto da dimostrare), non mi sorprendono più, visto che già nel dicembre del 2016 lo stesso Vescovo della Diocesi di Lamezia Terme, Monsignor Cantafora, non solo ha donato il salone vescovile all’espressione teoricamente opposta del comunismo, cioè il capitalismo finanziario rappresentato allora dall’ex ministro ministro Boschi, per la sua campagna  sul referendum Costituzionale, ma ha addirittura partecipato all’evento di una personalità che, indipendentemente da tutto, con la sua famiglia è emblema di  un certo potere economico e finanziario coinvolta, oltretutto, nelle ben note vicende della banca Etruria e di tanti risparmiatori frodati da un sistema bancario che è satanico e che rende schiavi numerosi popoli della Terra compresi quegli stessi immigrati che in massa si spostano da noi per fini e volontà sovranazionali che travalicano ogni pensiero cristiano espresso dallo stesso Bergoglio e  che anzi vanno contro ad esso, perché come  ha insegnato un grande Papa del passato, Leone XIII, nella sua enciclica Rerum Novarum, nel quale condannava capitalismo, marxismo ed ateismo, ci ha insegnato un deciso processo magistrale di forte valenza sociale per spingere noi cattolici alla restaurazione della società cristiana, che proprio oggi le idee moderniste, progressiste, di ritorno ad un certo luteranesimo ed idealismo soggettivista e relativista, sta unendo ciò che in passato è stato perfettamente diviso, cioè Chiesa e liberalismo, verso una pericolosa spirale di secolarizzazione della società cristiana che era già avvenuta nella massonica rivoluzione francese.

Per concludere vorrei dire al Padre dei frati Minimi della Chiesa di San Francesco di Paola, Padre Vincenzo Arzente, che ha quasi paragonato il Santo calabrese al signor Lucano, che sarebbe stata cosa gradita far sapere che lo stesso San Francesco è stato un uomo di Chiesa e di Dio che preannunciò l’attacco e l’invasione dei Turchi ad Otranto, di tutto quel  mondo islamista che nella storia ha sempre voluto  distruggere il Cristianesimo con la scimitarra per tante volte (Poiters, Lepanto, Vienna) e che di fondamento teologico non ha mai avuto nulla, come  oggi non ce l’hanno le organizzazioni ideologiche guerriere tipo l’Isis, che sono discendenti di quella gente armata e finanziata dagli stessi protagonisti che vogliono far entrare nella nostra Europa ed in Italia molti di quelli che lo stesso Lucano e tutto un mondo della sinistra vorrebbe far diventare italiani.

San Francesco fu il Santo che ebbe proprio la visione di San Michele Arcangelo e che quando fondò l’ordine dei Minimi alzò il Crocifisso  affermando che la battaglia contro il demonio ed i nemici della Chiesa doveva vedere Cristo trionfatore e non a caso San Michele Arcangelo, nella sua apparizione al Santo paolano, gli mostrò un cappuccio ed uno stemma a forma di sole con la scritta Charitas, che nulla a che vedere ha con la carità pelosa che oggi si fa verso esseri umani sfruttati ed oggetto di mercato, ma di ben altro e profondo significato e che espressioni di laicità di estrema sinistra non possono ricondursi alla morale ed agli insegnamenti di Cristo che troviamo nel Vangelo, perché lo stesso Gesù ci dice che “chi crede in lui sarà salvato”.

Dio è misericordioso ma sa anche essere soprattutto Giusto e ci avvisa continuamente, come fece attraverso Santa Margherita Maria Alocque, la quale avvisò cento anni prima dello scoppio della rivoluzione francese, su invito di Gesù, e chiese al Re di Francia di mettere nella bandiera il Sacro Cuore, cosa che venne ignorata dalla corona francese. L’unico giudizio da temere per tutti noi è quello di Dio e nelle parole di Cristo che disse “Io sono la Via, la Verità e la Vita, nessuno viene al Padre se non per mezzo di me”.

Dove sta ormai negli insegnamenti degli uomini di Chiesa la parola conversione?

Che Padre Vincenzo Arzente, che purtroppo non ha ricordato le parole di conversione a Cristo ad un comunista, possa anche pregare per me e per tutte quelle persone che realmente soffrono, e credo ne abbia viste tante, ed io da umile peccatore pregherò anche per lui affinchè la prossima volta si ricordi di divulgare la parola di Cristo, quella vera, agli uomini che non credono in lui affinchè si convertano e si salvino perché la Chiesa come istituzione spirituale non può permettere l’errore e quindi la dannazione delle anime.

E rivolgendomi ad uno dei padri spirituali che dice di avere Lucano, Alex Zanotelli, per giunta comboniano e che pertanto, per la missione e congregazione da lui scelta (fondata da Daniele Comboni che predicava la rigenerazione e lo sviluppo dell’Africa sul proprio territorio e si batteva per convertire, battezzare ed educare i popoli africani), non dovrebbe accettare la definizione che l’ex sindaco di Riace ha dato a se stesso, cioè laico di estrema sinistra che per il cristianesimo è un grave errore e peccato così come è stato un grande errore teologico l’incontro tenutosi ieri in una Chiesa Cristiana, che ha artatamente ignorato l’insegnamento di Leone XIII nella enciclica Rerum Novarum: “per diritto divino ogni popolo deve avere una terra ed ogni terra un popolo”.

Mimmo Lucano e i lucanisti

 Io sono, come quasi tutti i lettori, un discreto conduttore di automobili; se però mi mettete sopra un autobus o Tir, sarei un disastro.

Anche Lucano sarebbe stato un discreto sindaco di un piccolissimo paese, uno dei tantissimi che, in Calabria, dovrebbero sparire in quanto enti comunali. Ma ha accolto… beh, è successo, con modesto o scarso successo, in altri casi.

Per restare in Calabria, ricordo: Curdi di Soverato, trasferiti a Lamezia dopo due settimane; Curdi di Badolato, che aprirono un ristorante, e tutta la sinistra d’Italia andò a cenare la prima sera, e, ovviamente, non ci tornò la seconda; Acquappesa, con sindaco amico di Oliverio. Non dimentichiamo Corbelli, che, sempre allegrone, vorrebbe accogliere i migranti, però solo se morti e in un apposito cimitero. Insomma, il caso Riace poteva passare sotto silenzio come tutti gli altri, e Lucano restare tranquillo e anonimo.

 E invece è finito nel peggiore tritacarne mediatico, e nel bel mezzo di un’orgia di immigrazionismo fanatico ante non solo Salvini, ante Minniti, quando il verbo era "Più ne arrivano e meglio è".

 Una rivista americana di cui il 99,9 degli Italiani ignorava (e ignora oggi) l’esistenza, Fortune, dichiara che Lucano è “uno dei 50 più potenti e influenti del mondo”, unico italiano nell’elenco, elenco in cui non c’era manco Draghi, presidente della Banca Europea. Non c’era la buonanima di Marchionne, non c’era nessun Agnelli… niente, c’era solo Lucano. Un Paese serio avrebbe preso a sberleffi questo foglio estero; l’Italia, sempre provincialotta, va in brodo di giuggiole, e tutti i giornali e tutte le tv si riempiono di Lucano. Il Santo Padre, che in quel periodo parlava solo di migranti, lo convoca e onora manco fosse un cardinale.

 Sì, è proprio come uno che lo mettono a guidare un Tir dopo una vita di utilitarie. A questo punto, Lucano diventa prigioniero della sua immagine, e deve mantenere per forza in vita il mitico modello Riace, prima che faccia la fine, ovvia, di Soverato e Badolato eccetera. Come trattenere i migranti, prima che se ne vadano in Olanda? In ogni modo, facendoli stare benino. Benino, a giocare agli artigiani dell’Ottocento.

 Ed ecco da dove spunta il deficit immane del Comune di Riace: per mantenere il mitico “modello” servono soldi; e i soldi da qualche parte devono uscire.

 Intanto, fin dal 2016, parte un’inchiesta della Prefettura, che manda le carte alla Procura: il resto è cronaca.

 Insomma, a Lucano non ha portato fortuna la rivista Fortune, ed era meglio un sano e tranquillo anonimato. Ma non è tutta colpa sua, è colpa di stampa, tv, Saviano, Oliverio, Pd, e chi non vedeva l’ora di candidare Lucano alla Regione.

 Prima dicevo di aspettare l’inchiesta; ora, aspettiamo il processo.

  • Pubblicato in Diorama

Arrestato il sindaco di Riace Mimmo Lucano

I finanzieri del Gruppo di Locri hanno eseguito, alle prime luci dell’alba, un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip del Tribunaledi Locri, che dispone gli arresti domiciliari nei confronti di Domenico Lucano, sindaco del comune di Riace ed il divieto di dimora per la sua compagna, Tesfahun Lemlem, nell’ambito dell’operazione denominata “Xenia”.

La misura cautelare rappresenta l’epilogo di approfondite indagini, coordinate e dirette dalla Procura della Repubblica di Locri, svolte in merito alla gestione dei finanziamenti erogati dal ministero dell’Interno e dalla Prefettura di Reggio Calabria al comune di Riace, per l’accoglienza dei rifugiati e dei richiedenti asilo politico.

Ulteriori particolari saranno resi noti nel corso della mattinata.

Riace: indagato il sindaco Lucano, il paladino dell'accoglienza

Abuso d'ufficio, concussione e truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche in relazione alla gestione del sistema di accoglienza. Queste le accuse mosse dalla Procura di Locri, al sindaco di Riace Domenico Lucano.

Insieme al primo cittadino diventato famoso per l'accoglienza ai migranti, è indagato, anche, Fernando Antonio Capone, presidente dell'associazione "Città Futura-don Pino Puglisi".

Nella gioranta di ieri, su ordine della Procura, la guardia di finanza ha perquisito gli uffici e le abitazioni di Lucano e Capone e le sedi di sei cooperative.

L’obiettivo delle fiamme gialle era tutta la documentazione «inerente - si legge nel decreto di perquisizione - i progetti di accoglienza degli stranieri a cui partecipano le associazioni in convenzione con il Comune di Riace con particolare riferimento alle rendicontazione e alle fatture giustificative delle spese sostenute dal 2014 a oggi, nonché le determinazioni emesse dal sindaco». Materiale adesso all’attenzione dei magistrati che conducono l’inchiesta.  

 Lucano, grazie alla sua attività in favore dell’accoglienza, è stato inserito dalla rivista Fortune al 40esimo posto tra le personalità più influenti nel mondo. Rai Fiction ha anche annunciato la realizzazione di una fiction su Lucano che sarà interpretato da Beppe Fiorello.

 

 

  • Pubblicato in Cronaca

"Fortune": sindaco calabrese unico italiano tra i 50 "Grandi" del mondo

C'è un solo italiano, ed è calabrese, nell'elenco che "Fortune" ha stilato, come ogni anno, delle personalità più rilevanti del panorama mondiale. Il lavoro compiuto nel corso degli anni con i migranti ha permesso a Domenico Lucano, sindaco di Riace, in provincia di Reggio Calabria, di essere inserito nella graduatoria dei 50 leader con maggior influenza sul pianeta. La prestigiosa classifica pubblicata dalla celebre rivista statunitense colloca il Primo Cittadino del borgo calabrese in quarantesima posizione. Durante il suo mandato, l'Amministrazione Comunale da lui presieduta, si è prodigata per ospitare più di seimila cittadini extracomunitari che, grazie al supporto istituzionale, sono riusciti ad avviare numerose iniziative di carattere artigianale ed imprenditoriale in grado di restituire nuova linfa al piccolo centro abitato 

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