Fanno strage d'alberi d'ulivo per rubarne la legna, arrestati

I carabinieri della locale Compagnia hanno arrestato a Taurianova due persone accusate di furto aggravato di legna.

In particolare, i militari delle Stazioni di San Martino di Taurianova e Molochio, durante un controllo in un area rurale, hanno sorpreso Giovanni Sicari, 32 anni, di Taurianova e Salvatore Lamonica, 34 anni di Oppido Mamertina, mentre erano intenti a tagliare con delle motoseghe ben 23 alberi d'ulivo.

Alla vista dei militari, con ancora attive le motoseghe, i due uomini hanno tentato una precipitosa fuga, ma sono stati prontamente bloccati.

La legna, in parte già accatastata per essere asportata, per un peso complessivo di circa 600 quintali e un valore commerciale di circa 8 mila euro, è stata restituita al proprietario.

Oltre alle conseguenze penali, gli arrestati subiranno una sanzione di circa mille euro per ogni albero abbattuto, per taglio non autorizzato e danneggiamento.

 

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Contrasto al fenomeno delle "vacche sacre", abbattuti 3 bovini

Poseguono i servizi di contrasto al fenomeno delle “vacche sacre”, in base alle determinazioni assunte in sede di Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, presieduto dal prefetto Michele di Bari, e così come pianificato in sede ordinanza del questore della Provincia di Reggio Calabria Maurizio Vallone.

La “Task force” ha controllato alcune aree interessate dal fenomeno dei bovini vaganti, nel territorio del Comune di Molochio.

Dopo una riunione iniziale, la “Task force” composta da polizia di Stato, carabinieri, guardia di finanza e polizia metropolitana ha geo-localizzare i luoghi dove sono presenti gli animali.

Durante il servizio sono stati individuati ed abbattuti per motivi sanitari 3 bovini non muniti di auricolare.

Dal 1° gennaio 2018, nel territorio dei Comuni di Cittanova, Molochio, Taurianova e Terranova Sappo Minulio sono stati eseguiti 79 servizi interforze e sono stati abbattuti, previa ordinanza sindacale, per motivi sanitari 287 bovini. 

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Furto di energia elettrica, due arresti e due denunce

Due persone arrestate ed altrettante denunciate. Questo l'esito di un servizio straordinario di controllo del territorio effettuato dai carabinieri della Compagnia di Taurianova.

In particolare, i militari della Stazione di Molochio hanno arrestato un sessantaduenne del luogo, Giuseppe Taverniti, presso il cui esercizio commerciale, è stato individuato un collegamento abusivo alla rete elettrica pubblica.

Per lo stesso motivo, i carabinieri della Stazione di Giffone, nel corso di un controllo domiciliare, hanno tratto in arresto Pasquale Valente, di 56 anni. A casa dell'uomo, già sottoposto ai domiciliari, è stato trovato un bypass al contatore per la lettura dei consumi elettrici.

Pertanto, al termine del controllo, Valente è stato tratto in arresto in flagranza di reato.

Infine, altre due persone, A.A., di 20 anni e A.G., di 46 anni, sono state denunciate in stato di libertà per furto aggravato di energia dai militari della Stazione di Cinquefrondi, in quanto nel corso di verifiche presso le rispettive abitazioni è stata riscontrata la manomissione del contatore dell’Enel al fine di eludere i reali consumi di corrente.

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A caccia in area protetta, denunciato 54enne

Nell’ambito di un servizio di controllo straordinario del territorio, coordinato dal Reparto carabinieri Parco nazionale d’Aspromonte di Reggio Calabria e finalizzato alla repressione dei reati ambientali, i militari della Stazione di Oppido Mamertina hanno deferito in stato di libertà P.C., 54enne originario di Molochio e residente a Varapodio, poiché sorpreso, in località "Santissimo Salvatore" di Varapodio, nell’esercizio abusivo dell’attività venatoria.

In particolare, l’uomo è stato trovato nel territorio del Parco con un fucile calibro 12 ed il richiamo regolarmente funzionante posto ai piedi di un albero di ulivo.

Il materiale rinvenuto è stato sequestrato.

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Finge di essere un poliziotto per estorcere denaro a due donne, arrestato

Un trentacinquenne, Fabio Mandica, di Molochio (Rc), è stato tratto in arresto dai carabinieri della Compagnia di Taurianova, in esecuzione di un’ordinanza di applicazione della custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Palmi su richiesta della locale Procura.

L'uomo, già noto alle forze dell'ordine, è ritenuto responsabile dei reati di estorsione, millantato credito e violenza privata.

Il provvedimento cautelare scaturisce da una attività investigativa condotta dai militari delle Stazioni di Molochio e Cinquefrondi, in seguito alle denunce presentate da due donne.

Dalle indagini sarebbe emerso che Mandica, qualificandosi come appartenente alla polizia di Stato di Taurianova ed utilizzando un falso profilo su un social network, avrebbe intrattenuto conversazioni amichevoli con le vittime per poi indurle, con false promesse o minacce, a consegnargli denaro o preziosi.

In particolare, il trentacinquenne si sarebbe offerto di aiutare una delle due donne al fine di farle ottenere l'assunzione come insegnante di ruolo, chiedendole in cambio 600 euro.

La seconda donna sarebbe stata, invece, costretta a consegnare gioielli per un valore di 10 mila euro, con la minaccia di consegnare al marito alcune foto intime.

L’attività investigativa ha portato, inoltre, alla denuncia di due donne S.M. e L.C.di 33 e 68 anni, ritenute responsabili del reato di riciclaggio, in quanto avrebbero venduto alcuni gioielli estorti dall'uomo.

Al termine delle formalità di rito, Mandica è stato condotto nel carcere di Reggio Calabria.

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Fucili e munizioni sotto al materasso, arrestato 33enne

I carabinieri della Stazione di Molochio, hanno arrestato il 33enne Giuseppe Scarcella.

Il bracciante agricolo di Rosarno, già noto alle forze dell'ordine, è accusato di detenzione illegale di armi clandestine e ricettazione.

Nello specifico, i militari hanno dato esecuzione ad una ordinanza di misura cautelare emessa dal Tribunale di Palmi, in seguito agli accertamenti nel corso dei quali, nel gennaio scorso, a Terranova Sappo Minulio (RC), vennero rinvenuti un fucile calibro 12 con matricola abrasa e numerose cartucce, occultati sotto un materasso in un casolare di proprietà della famiglia dell’arrestato.

Al momento del rinvenimento, il 33enne ha negato la proprietà delle armi e la frequentazione del casolare, adibito a magazzino per attrezzi di lavoro, incolpando ignoti di averlo scelto come nascondiglio.

Nel verificare la versione fornita dall'uomo, i militari hanno svolto accertamenti, che hanno consentito di ricostruire un grave e concordante quadro indiziario a carico di Scarcella, in ordine alla disponibilità delle armi rinvenute.

L’arrestato è stato, quindi, condotto presso la propria abitazione, in regime di arresti domiciliari.

 

 

 

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Fucili e munizioni sotto al materasso, arrestato 33enne

I carabinieri della Stazione di Molochio, hanno arrestato il 33enne Giuseppe Scarcella.

Il bracciante agricolo di Rosarno, già noto alle forze dell'ordine, è accusato di detenzione illegale di armi clandestine e ricettazione.

Nello specifico, i militari hanno dato esecuzione ad una ordinanza di misura cautelare emessa dal Tribunale di Palmi, in seguito agli accertamenti nel corso dei quali, nel gennaio scorso, a Terranova Sappo Minulio (RC), vennero rinvenuti un fucile calibro 12 con matricola abrasa e numerose cartucce, occultati sotto un materasso in un casolare di proprietà della famiglia dell’arrestato.

Al momento del rinvenimento, il 33enne ha negato la proprietà delle armi e la frequentazione del casolare, adibito a magazzino per attrezzi di lavoro, incolpando ignoti di averlo scelto come nascondiglio.

Nel verificare la versione fornita dall'uomo, i militari hanno svolto accertamenti, che hanno consentito di ricostruire un grave e concordante quadro indiziario a carico di Scarcella, in ordine alla disponibilità delle armi rinvenute.

L’arrestato è stato, quindi, condotto presso la propria abitazione, in regime di arresti domiciliari.

 

 

 

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Favorì un latitante: 46enne agli arresti domiciliari

Un uomo di 46 anni è stato tratto in arresto dai  Carabinieri per il reato di favoreggiamento personale in concorso, in esecuzione all’ordine di carcerazione per espiazione pena detentiva in regime domiciliare, emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palmi. Carmine Luci, di Molochio, dovrà espiare la pena di un anno, 2 mesi  me 9 giorni di reclusione poiché ritenuto responsabile di aver favorito la latitanza di Natale Trimboli catturato nello stesso Comune il 20 gennaio 2015. 

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