Vibo, il presidente Solano scrive al Consiglio dei Ministri per chiedere un incontro

Riceviamo e publichiamo la lettera che il presidente della Provincia di Vibo Valentia, Salvatore Solano ha indirizzato al Consiglio dei Ministri che si riunirà domani in Calabria.

"Illustre Presidente del Consiglio dei Ministri, Onorevoli tutti,

l’attenzione dimostrata dal Governo, nello scegliere la Calabria come sede del Consiglio dei Ministri, ha suscitato in me, e credo nell’animo di ogni calabrese, sentimenti di speranza.

Chi vi scrive è Presidente della Provincia di Vibo Valentia, Ente che in gran parte delle graduatorie nazionali viene collocato all’ultimo posto.

Proprio partendo da questa consapevolezza ho deciso - sobbarcandomi ogni difficoltà - di candidarmi a Presidente, perché, come tutti i calabresi cocciuti, non potevo rassegnarmi a questo stato di cose.

L’ho fatto perché credo nelle potenzialità della mia terra. L’ho fatto perché credo che, al di là della mala politica e del malaffare, ci sia una nuova generazione che ha diritto di sognare una Calabria nuova.

Una generazione che non ha più voglia di piangersi addosso, ma è pronta a costruire un futuro diverso. Affinché ciò si realizzi è necessario, però, che questa attenzione nei confronti della Calabria da parte del Governo si trasformi in atti concreti, soprattutto nei riguardi della Provincia di Vibo Valentia.

La situazione di questa Amministrazione provinciale è assai delicata: allo stato di dissesto si aggiunge l’assenza di un bilancio stabilmente riequilibrato. Tutte problematiche che la mia amministrazione purtroppo ha ereditato. Oltre a tale rilevazione però, è bene segnalare che ad oggi la Provincia di Vibo Valentia segna un passo diverso rispetto al recente passato, al punto di trovarsi in una sorta di virtuosismo amministrativo, dove le entrate superano le uscite.

 In effetti, il disavanzo di amministrazione è passato dai 15 milioni di euro al 31/12/2014 ai 10,5 milioni di euro attuali. Ma questo purtroppo non basta per approvare un bilancio stabilmente riequilibrato, senza un intervento da parte di codesto autorevole Governo.

Le diverse interlocuzioni con i rappresentati di autorevoli dicasteri, ad oggi, purtroppo non hanno sortito alcuna soluzione. Non è nel mio costume citare precedenti dove il Governo nazionale è intervenuto per evitare il default di alcune amministrazioni comunali e provinciali, ma non posso nemmeno far finta che questo non sia avvenuto. 

Alla luce di tali elementi e della sensibilità dimostrata nel programmare la prossima riunione del Consiglio dei Ministri, in Calabria, per il varo di un “Decreto per la Calabria”, chiedo alle S.S.LL. di sostenere l’azione per il rilancio del territorio Vibonese  avviata da questa Amministrazione Provinciale.

In occasione della programmata riunione del CdM a Gioia Tauro, mi permetto, pertanto, di rappresentare l’utilità di voler accordare allo scrivente un incontro unitamente al rappresentante locale del Governo, S.E. il Prefetto, al fine di condividere soluzioni percorribili a salvaguardia dell’Ente e del territorio provinciale.

Sicuro che non vorrete negare un futuro a questa terra, che è uno scrigno nel quale sono nascosti i tesori di una millenaria cultura, nonché bellezze paesaggistiche e naturali tra le più belle al mondo, colgo l’occasione per porgere i miei più

Cordiali Saluti".

Il Presidente della Provincia di Vibo Valentia Salvatore Solano

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Avviati i lavori di manutenzione sulle strade che collegano Fabrizia, Mongiana e Nardodipace 

Malgrado lo stato di dissesto economico-finanziario in cui versa, la Provincia di Vibo Valentia ha reperito le risorse necessarie per l’avvio di una serie di interventi di ripristino e manutenzione delle arterie provinciali che collegano i comuni montani di Fabrizia, Mongiana e Nardodipace.

I fondi, circa 135 mila euro, consentiranno di intervenire lungo la strada provinciale n. 9, la Fabrizia-Mongiana; nel tratto stradale Mongiana-Bivio Ninfo e sulla Sp 94 (ex Ss 501) dove, a causa dei nubifragi invernali, è crollato un piccolo ponte.

Lavori di messa in sicurezza sono, inoltre, previsti lungo le corsie stradali che conducono a Nardodipace.

Gli interventi, che si aggiungono ad altri già in essere sulla rete viaria della zona, sono stati sollecitati, in particolare, dai sindaci: Francesco Fazio (Fabrizia); Bruno Iorfida (Mongiana) e Antonio Demasi (Nardodipace).

«Tali lavori, che rientrano in un Piano operativo più complessivo che continuerà a vedere coinvolte le amministrazioni di Fabrizia, Mongiana e Nardodipace - ha affermato il presidente Solano - sono quelli ritenuti, per motivi di sicurezza, oggettivamente più urgenti. Altri interventi del genere, a potenziamento della viabilità provinciale, sono stati già pianificati e verranno attuati, in altre realtà territoriali della nostra provincia, non appena avremo a disposizione i fondi necessari. A tal proposito - ha evidenziato Solano - fondamentale sarà l’uscita dallo stato di default dell’Ente, attraverso l’approvazione del bilancio. Tale passaggio è di vitale importanza per le sorti del Vibonese. All’approvazione del Bilancio ci stiamo lavorando alacremente - ha aggiunto Solano -, avvalendoci anche dell’ausilio dell’Upi e interloquendo, ormai da più mesi, con vari esponenti del governo nazionale».

Vibo, Solano attacca la rappresentanza parlamentare di governo: “Basta con le passarelle elettorali in Provincia"

«Esprimo il mio sentito ringraziamento, per l’esemplare funzione esercitata in Consiglio, a Giuseppe Policaro, Pino Muratore, Maria Rosaria La Grotta, decaduti dalla loro funzione istituzionale (in seguito allo scioglimento del Consiglio comunale di Vibo Valentia ndr) e, nel contempo, do il mio benvenuto ai nuovi consiglieri provinciali, Antonella Grillo, Antonio Raffaele Corigliano, Daniele Vasinton, e Matteo Umbro, che oggi si insediano ufficialmente».

Questo l’incipit dell’intervento con il quale il presidente della Provincia di Vibo Valentia, Salvatore Solano, ha aperto, alle ore 10:30, il Consiglio provinciale.

Assise che, con l’ausilio tecnico-legislativo del segretario generale, Mario Ientile, ha provveduto quindi ad adempiere, in seduta ordinaria, ai punti all’ordine del giorno.

Primo fra tutti la ratifica della decadenza dei consiglieri Policaro, Muratore, La Grotta e Maria Fiorillo e la conseguente surroga e contestuale convalida dei primi non eletti delle rispettive liste elettorali: Antonella Grillo (consigliere comunale di Zambrone), Daniele Antonello Vasinton (consigliere comunale di Parghelia), Matteo Umbro (consigliere comunale di Polia), componenti della lista elettorale “Rinascita Vibonese” e Antonio Raffaele Corigliano (consigliere comunale di San Costantino Calabro), presentatosi con la lista “Civilmente impegnati”.

«Mi accingo a intraprendere questo importante percorso istituzionale con orgoglio - ha affermato, intervenendo in Consiglio, Antonella Grillo -. Un orgoglio che mi deriva dal fatto di rappresentare una realtà ricca di storia e di cultura. Un territorio che, oggi, vanta un presente turistico di primo piano nel panorama nazionale».

Il consigliere Grillo ha asserito, tra le altre cose, che «apprezza molto l’approccio propositivo che sta caratterizzando l’azione amministrativa del presidente Solano e che si attiverà per portare avanti il programma presentato dalla coalizione che ha espresso il presidente della Provincia, dando priorità a settori fondamentali quali la scuola, la viabilità stradale e il turismo». Subito dopo a prendere la parola è stato il neo consigliere Antonio Raffaele Corigliano, che ha messo in luce la sua volontà di offrire all’Assemblea provinciale «la massima collaborazione, al fine di risolvere i problemi del territorio sui quali sarà possibile intervenire, viste le note difficoltà finanziarie dell’Ente».

Corigliano ha, quindi, sottolineato che «è la prima volta che San Costantino Calabro esprime un consigliere provinciale» e che la cosa lo «inorgoglisce e lo responsabilizza ancor di più». I consiglieri Grillo e Corigliano hanno, quindi, espresso entrambi la loro «solidarietà ai dipendenti provinciali che, in questi ultimi anni, hanno vissuto sulla loro pelle le difficoltà e i disagi causati dallo stato di default amministrativo».

Il Consiglio ha poi provveduto ad approvare il secondo punto all’ordine del giorno: l’individuazione dei beni immobili da trasferire alla Regione Calabria, in attuazione alla Legge n. 56 del 7 aprile 2014, al DPCM del 26 settembre 2014 e alla Legge regionale n. 14 del 22 giugno 2015.

Il presidente Solano nelle sue comunicazione si è rivolto a muso duro alla rappresentanza parlamentare di Governo.

«Basta con le passarelle elettorali in Provincia. È giunta l’ora che si diano risposte risolutive al territorio. D’ora in poi, non intendo aprire le porte dell’Ente a chi latita a Roma. Mi aspetto che attraverso atti o fatti concreti ci si adoperi per dare risposte immediate alla nostra realtà provinciale. Mi riferisco in particolare ai rappresentanti parlamentari del Vibonese che fanno riferimento al Governo in carica. Mi auguro che esercitino responsabilmente e con onore la loro funzione istituzionale, al fine di permetterci - così come è nelle nostre prerogative costituzionali - di dare risposte immediate ai cittadini, soprattutto per quanto concerne la sicurezza di strade e scuole. Il Governo ha tirato fuori dal dissesto, stanziando centinaia di milioni di euro, realtà territoriali quali ad esempio Roma, Catania e Reggio Calabria, - ha quindi evidenziato il presidente Solano. Non è possibile, dunque, ed appare a questo punto incomprensibile, che non si intenda elargire l’esiguo finanziamento governativo di 10milioni di euro nei confronti di un Ente, come la Provincia di Vibo Valentia, ad oggi virtuoso, e che - ha messo in risalto Solano - è, ormai, uno dei pochi in Italia ad avere più entrate che uscite».

Da segnalare, infine, l’assenza giustificata “per motivi personali” del neo consigliere, Matteo Umbro, e la presenza in assise provinciale dei consiglieri: Domenico Anello, Maria Pascale, Antonio Carchedi, Gregorio Profiti, Carmine Mangiardi e Antonio Zinnà. 

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Trecentomila euro per la messa in sicurezza delle strade vibonesi, il presidente della Provincia e l’Assemblea dei sindaci contestano il Governo

Non ci stanno i sindaci del Vibonese e il neo presidente della Provincia di Vibo Valentia, Salvatore Solano, ad accettare il fatto che il governo, per la messa in sicurezza delle strade provinciali, abbia stanziato «la misera cifra di 300mila euro».

Pertanto, hanno deciso d'intraprendere, in maniera congiunta, una serie di iniziative istituzionali.

Prima fra tutte quella di redigere un documento di protesta da consegnare, immediatamente, al prefetto di Vibo Valentia, Giuseppe Gualtieri, «affinché interceda con l’esecutivo nazionale a tutela dei cittadini che percorrono le strade provinciali, giunte ormai a livelli minimi di sicurezza».

Questa la determinazione più significativa dell’Assemblea dei sindaci della provincia di Vibo Valentia, convocata dal presidente Solano per discutere delle criticità inerenti la viabilità provinciale.

Nel corso dell’assise, Solano - affiancato dal segretario generale, Mario Ientile e dal consigliere provinciale con delega alla Viabilità, Domenico Anello - ha affermato che «ritiene penalizzanti i criteri adottati a livello nazionale per la ripartizione dei fondi destinati alla manutenzione delle strade provinciali».

Nel contempo, ha messo in luce che la Provincia di Vibo Valentia, è stata capace di compiere «un vero e proprio virtuosismo amministrativo: in quanto, ormai, le entrate dell’Ente sono superiori alle uscite. Poche amministrazioni pubbliche italiane - ha sottolineato al riguardo - sono giunte a questo brillante risultato».

Il giovane amministratore dell’Ente intermedio vibonese, quindi, non si capacita ancora del fatto che «il Governo nazionale non abbia accolto l’emendamento parlamentare alla Manovra finanziaria che avrebbe consentito alla Provincia di Vibo di approvare il bilancio e di uscire dallo stato di default economico-finanziario. Un emendamento di carattere tecnico-amministrativo che - ha rimarcato Solano - non avrebbe gravato economicamente sulle casse dello Stato».

L’appuntamento di incontro e di confronto dei primi cittadini del Vibonese, dopo l’introduzione politica del presidente, è proseguito con l’intervento di natura tecnica, da parte del consigliere, Domenico Anello, il quale ha illustrato sinteticamente gli interventi in programma lungo le arterie provinciali.

«In seguito ai sopralluoghi effettuati, è emerso che le principali problematiche da affrontare, al fine di mettere in sicurezza le strade, risultano essere: il dissesto idrogeologico e lo straripamento dei fiumi. Problematiche che - ha evidenziato Anello - rientrano entrambe nelle competenze regionali». Pertanto, il consigliere provinciale ha auspicato «un’azione istituzionale comune di sensibilizzazione nei confronti della Regione».

I lavori dell’Assemblea sono stati caratterizzati da uno spirito costruttivo e da diversi contributi propositivi da parte dei numerosi rappresentanti istituzionali partecipanti. Ad intervenire sono stati nell’ordine: Giulia Russo (Ricadi), Francesco Fazio (Fabrizia), Giuseppe Condello (S. Nicola da Crissa), Roberto Micucci (Commissario prefettizio del Comune di Limbadi), Danilo Silvaggio (Maierato), Antonio Giacomo Lampasi (Monterosso), Sergio Raimondo (Commissario prefettizio del Comune di Mileto) e Vincenzo Massa (Vazzano).

«Assieme ai sindaci del Vibonese, intendiamo imprimere un cambio di passo rispetto alle strategie amministrative attuate in passato. Dalla discussione odierna è infatti emersa la volontà di avviare un’azione istituzionale, condivisa e sinergica, in settori nevralgici quali la viabilità, l’edilizia scolastica e l’ambiente, - ha asserito il presidente Solano. Lo faremo con un agire privo di fronzoli: concreto e responsabile. Spogliandoci delle nostre casacche partitiche di appartenenza. È questa la via maestra - ha chiosato il presidente della Provincia di Vibo - per far valere le istanze del territorio sui tavoli regionali e nazionali e per rilanciare una territorio le cui bellezze paesaggistiche e naturali sono tra le più apprezzate d’Italia». 

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Ripartizione fondi Province, per il sindaco di Serra “ la Calabria è stata cancellata dall'agenda di governo"

“Mai come ora la Calabria è stata così assente dall’agenda di governo, mai il Vibonese ha subito un’umiliazione di queste dimensioni, che testimonia intenzioni punitive ed una pianificazione dei processi di sviluppo che esclude le aree più disagiate del territorio nazionale”.

È quanto afferma in una nota, il sindaco di Serra San Bruno, Luigi Tassone, in merito alla ripartizione dei contributi, a favore delle Province a Statuto ordinario per gli anni dal 2019 al 2033, per il finanziamento di piani di sicurezza a valenza pluriennale per la manutenzione di strade e scuole.

“Evidentemente - sostiene il primo cittadino serrese – il Vibonese per il Governo pilotato da Lega e Movimento 5 Stelle rappresenta una zavorra da scaricare e non un’opportunità da valorizzare. Si tratta di un’impostazione inaccettabile che deve essere rigettata dalla popolazione che, purtroppo, è rappresentata nelle Aule parlamentari e nei Ministeri da chi, diversamente dalle enunciazioni della campagna elettorale, si disinteressa del territorio privilegiando la propria carriera, salvo poi gettare fumo negli occhi con provvedimenti populistici che, peraltro, alla prova dei fatti si dimostreranno inconcludenti, inconsistenti ed inefficaci. Serve dunque – conclude Tassone – uno scatto d’orgoglio della classe dirigente calabrese che deve impedire la concretizzazione di un disegno politico elaborato sulla base della consistenza dei bacini elettorali”.

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Manovra finanziaria, Muratore sottolinea l’assenza di provvedimenti per la Provincia di Vibo

 «Nell’ultima legge di bilancio, varata dal Governo nazionale, targato Movimento 5 stelle - Lega, non è stato inserito nessun provvedimento a sostegno delle Province in dissesto. L’unico atto concreto per tentare di risollevare le sorti della Provincia di Vibo Valentia è stato, dunque, l’emendamento all’atto del Senato 981, presentato dal senatore Giuseppe Mangialavori. Tale emendamento, qualora fosse stato accolto dall’esecutivo nazionale, avrebbe consentito a tutti gli Enti intermedi in stato di default economico di poter raggiungere l'equilibrio di bilancio entro dieci anni dalla data di deliberazione del dissesto (l’articolo 259 del Testo Unico sugli Enti Locali ne concede solo cinque). Pertanto, ritengo più che mai opportuno rendere operativa la mia proposta di un Consiglio provinciale straordinario, aperto ai sindaci, ai consiglieri regionali e, soprattutto, ai rappresentanti parlamentari del territorio. Al fine di affrontare congiuntamente - assumendosi in pieno le proprie responsabilità, davanti ai cittadini del Vibonese - le problematiche della massima istituzione presente nella nostra realtà territoriale».

Questo quanto affermato dal consigliere provinciale, Giuseppe Muratore, che ha proposto, dunque, di convocare un Consiglio provinciale straordinario, per discutere collegialmente della delicata situazione economica in cui versa la Provincia e il territorio Vibonese.

«Dobbiamo individuare, in tempi celeri, un percorso politico e amministrativo concreto e incisivo, per risollevare le sorti di questa realtà provinciale. Il confronto deve essere aperto e costruttivo. A un Ente come la Provincia di Vibo Valentia, che è passato da 400 a 120 dipendenti e le cui entrate sono, ormai, superiori alle spese, si può chiedere poco di più, - ha sottolineato il consigliere Muratore. Occorre, quindi, che il Governo gialloverde (Movimento 5 stelle-Lega) si assuma, ora, le proprie responsabilità e ponga rimedio - attraverso un provvedimento ad hoc per le Province in dissesto - ai danni causati, in particolar modo, dalla Legge 56 del 2014, la cosiddetta Delrio».

L’appello del consigliere Giuseppe Muratore (tra l’altro fatto proprio dal presidente della Provincia, Salvatore Solano, e da tutti i consiglieri, nel corso nell’ultimo Consiglio provinciale) è dunque quello di far incontrare e, quindi, confrontare, in un’apposita assise provinciale, gli amministratori della Provincia di Vibo Valentia, i 50 sindaci del territorio, i consiglieri regionali, gli onorevoli Dalila Nesci, Wanda Ferro, Riccardo Tucci e Antonio Viscomi e il senatore Giuseppe Mangialavori.

«Occorre spogliarsi delle proprie casacche partitiche di appartenenza - ha, infine, chiosato, Muratore - e lavorare insieme, in maniera leale e costruttiva, per risollevare le sorti di un Vibonese che ha le potenzialità per innescare un processo di crescita e di sviluppo e scrollarsi, finalmente, di dosso l’etichetta di ultima realtà territoriale d’Italia, in termini di qualità della vita». Vibo Valentia, martedì 8 gennaio 2019 L’Ufficio Stampa

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Vibo, emendamento per le Province in dissesto: Solano ha chiesto il sostegno della rappresentanza parlamentare Vibonese

La prossima Legge di bilancio potrebbe rivelarsi decisiva per la Provincia di Vibo Valentia. Nella manovra economico-finanziaria potrebbe, infatti, essere inserito un emendamento “ad hoc” per le Province italiane che si trovano in stato di dissesto.

«Qualora, infatti, nella Legge di Bilancio venisse approvato l’emendamento che consente alla Province in dissesto di poter raggiungere l'equilibrio di bilancio entro dieci anni dalla data in cui è stato deliberato il dissesto (attualmente l’articolo 259 del Testo unico sugli enti locali ne concede solo cinque), la Provincia di Vibo Valentia - ha affermato il presidente, Salvatore Solano - potrebbe, finalmente, rilanciare la propria attività amministrativa e uscire, dopo anni, dallo stato di default».    

Da qui l’appello che il neo presidente della Provincia ha rivolto, attraverso un’apposita missiva, alla rappresentanza parlamentare del Vibonese, composta dal senatore Giuseppe Mangialavori e dagli onorevoli Dalila Nesci, Wanda Ferro, Riccardo Tucci, Antonio Viscomi, al fine di «esaminare e, quindi, sostenere tutti gli emendamenti richiesti dall’Unione delle province d’Italia (Upi) a favore degli enti intermedi italiani».

In riferimento alla Legge di bilancio 2019 e del bilancio pluriennale per il triennio 2019-2020-2021, Solano, ha chiesto dunque ufficialmente di sostenere direttamente, o tramite i capigruppo o i colleghi senatori, l’emendamento che vede tra i firmatari il senatore Giuseppe Mangialavori, che prevede: “Per le Province che alla data dell’1 gennaio 2019 non hanno presentato o riproposto l'ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato, il termine di cui all'articolo 259, comma 1-ter del Decreto legislativo n. 267 del 18 agosto 2000, è esteso a dieci anni”.

Considerata la situazione di particolare criticità della finanza degli enti in situazione di dissesto si propone, senza intervenire significativamente sull’articolo 259 del Tuel, di estendere il termine di cinque anni, previsto dallo stesso articolo, sino a dieci.

Intense, in queste settimane, le interlocuzioni che il neo presidente della Provincia di Vibo ha avuto, al riguardo, con rappresentanti del Parlamento e del Governo. «Attraverso il prezioso lavoro di intercessione politica del senatore Mangialavori, che ringrazio sentitamente, siamo riusciti a incontrare, a Roma, il sottosegretario all’Interno, Stefano Candiani - ha evidenziato il presidente Solano. L’incontro con l’autorevole esponente dell’esecutivo nazionale, tenutosi la scorsa settimana al Viminale, ritengo sia stato più che positivo, - ha aggiunto il presidente della Provincia. Al rappresentante del Governo, abbiamo sottolineato che accanto alle criticità di carattere finanziario, va valutato nello specifico che la riforma avviata dalla Legge numero 56 del 2014 (la cosiddetta Del Rio), volta a trovare una sua completa attuazione attraverso la riforma costituzionale, poi bocciata dal referendum, ha fatto sì che tutti gli adempimenti, anche riferiti ai processi di risanamento finanziario previsti dal Tuel, si siano di fatto arrestati proprio in virtù del processo di riordino istituzionale che ha attraversato gli ultimi quattro anni, facendo decorrere anche i relativi termini di legge. È per tale motivo - ha infine asserito Solano -  che abbiamo chiesto una specifica deroga per le Province».

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Vibo ultima provincia d'Italia, ma nessuno ne parla

La provincia di Vibo è l’ultima d’Italia per qualità della vita. Attenti, per qualità della vita, non solo per soldi: ovvero, se un abitante di un qualsiasi centro è ricco come Creso, però per andare a teatro o al cinema deve farsi molti chilometri, quello è uno ricco con pessima qualità della vita; senza scordare che i chilometri li percorrerà su strade da percorso di guerra.

Ma come è arrivata tanto in basso, la provincia di Vibo? Non doveva essere messa così male, se consideriamo il suo passato: Monteleone, dal 1928 Vibo, era una città dignitosa e colta, con antica tradizione di studi e studiosi; Porto Venere, poi Vibo Marina, era un’attiva zona industriale; Tropea e Nicotera erano state sedi vescovili; navi di Tropea commerciavano con la Francia; Pizzo esportava conserve almeno dal XVI secolo, ed era il porto della Calabria Centrale; il Poro era produttivo di allevamento e di agricoltura; Serra, dal 1863 Serra San Bruno, era un importante centro di artigianato del ferro, del granito e del legno; Mongiana aveva avuto una storia industriale. E non bisogna nemmeno riportare alla memoria quello che tutti sanno: la costa da Pizzo a Nicotera è una delle più rinomate del turismo balneare italiano ed europeo.

Diamo un’occhiata al patrimonio storico:
- Filadelfia: area archeologica di Castelmonardo;
- Francavilla A.: area archeologica di Rocca Nicefora;
- Limbadi: frazione medioevale di Motta Filòcastro;
- Mileto: area archeologica normanna; Museo diocesano;
- Mongiana: ferriere; Villa della Vittoria;
- Nicotera: palazzi; area archeologica di Medma;
- Pizzo: castello aragonese; chiese; quartiere marinaro e tonnara;
- Serra S. Bruno: Certosa; chiese;
- Soriano: convento dei Domenicani;
- Tropea: palazzi; quartiere del Tao; cattedrale; chiesa dell’Isola;
- Vibo: area archeologica di Hipponion; castello federiciano con Museo archeologico; S. Leoluca; palazzi di Monteleone…
- Zungri: civiltà rupestre.

Come fa, questo interessante territorio, ad essere in fondo alla classifica nazionale? Beh, torniamo alla metafora di sopra: se mi regalano un aereo e io non lo so pilotare, l’aereo c’è, ma io non volo.

A mio avviso, le cause del crollo della provincia di Vibo, e vale per tutta la Calabria, sono:
1. Pessima classe dirigente politica;
2. Pessima classe burocratica;
3. Pessimo, più che pessimo ceto intellettuale, del tutto incapace di analisi della realtà e proposte per il suo miglioramento.

La prova? Che, letta la notizia della collocazione di Vibo nei bassifondi, nessuno ha commentato manco per sbaglio: né politici né dotti né ecclesiastici né passanti… Nella provincia regna il silenzio delle notti senza luna in un cimitero abbandonato.

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