Nomine sanità, Bruno Bossio (Pd): "I 5stelle dicono no a meritocrazia e sì ad amici superstipendiati"

"Altro che meritocrazia e trasparenza! Sulla nomina dei commissari straordinari nella sanità calabrese, il movimento 5stelle sta realizzando nel decreto Calabria un' operazione opaca e costosa, che sarà foriera solo di ulteriori problemi per la sanità calabrese".
 
Ad affermarlo è la deputata Pd, Enza Bruno Bossio, all'indomani della discussione sul decreto Calabria in commissione Affari sociali della Camera. Sotto accusa, per la parlamentare calabrese, le nuove disposizioni sulla scelta dei commissari straordinari della sanità calabrese. 
 
"La norma, a cui ci siamo opposti con tutte le forze ma invano - spiega infatti  la deputata - prevede che i commissari possano essere selezionati anche al di fuori dell'albo nazionale certificato e  assoluta garanzia di competenza e professionalità. Di fatto, per la prima volta nella storia viene codificato il principio di "simpatia": chi è più gradito al ministro Grillo vince. Altro che scelta dei più meritevoli, i parlamentari grillini calabresi vogliono solo nominare, senza alcun controllo e certificazione di competenza, gli amici degli amici e, per incentivarli a venire da fuori della Calabria, prevedono un aumento di almeno 70.000 euro di indennità. Continueremo a dare battaglia in tutte le sedi, la Calabria non sarà lo scalpo di questo Governo di buffoni".
 
Enza Bruno Bossio - Deputata Pd
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Sanità vibonese, Cgil Cisl e Uil: "Occorre lavorare per dare risposte concrete e tangibili ai cittadini"

Riceviamo e pubblichiamo

"Fronteggiare l’emergenza socio-sanitaria esistente e favorire anche nel territorio vibonese la garanzia di accesso in tempi certi ai servizi e prestazioni di qualità stabiliti nei Lea e favorire l’integrazione dell’attività ospedaliera con l’attività territoriale: è questo quanto abbiamo ribadito questa mattina nell’incontro che si è svolto prima con il Comitato di rappresentanza della Conferenza dei sindaci, presieduto dal sindaco di Serra San Bruno, Luigi Tassone, e subito dopo con il direttore generale dell’Asp, Angela Caligiuri. In entrambe le sedute, come Cgil, Cisl e Uil, unitamente alle categorie della sanità e dei pensionati, abbiamo avuto modo di verificare la disponibilità al dialogo ed al confronto sia da parte dei sindaci, sia da parte del dg dell’Asp Angela Caligiuri, ed abbiamo ribadito con forza e determinazione il nostro dichiarato impegno nel rimuovere tutte le criticità esistenti nella sanità vibonese, chiedendo altrettanto impegno nel rivendicare e lavorare uniti per il diritto alla sanità pubblica ed universale anche nel nostro territorio. La sfida che abbiamo lanciato, dunque, sta proprio in questo: ognuno secondo il proprio ruolo e le proprie responsabilità, deve agire per difendere i diritti non negoziabili dei cittadini. La situazione socio-sanitaria del Vibonese, del resto, come abbiamo già avuto modo di denunciare, non lascia spazi a immobilismo e inerzia, particolarmente ora che si paventa finanche un provvedimento di chiusura degli ospedali e la sospensione delle attività, con tutto ciò che di negativo ne deriverebbe per i cittadini, che verrebbero gettati in un nuovo baratro senza possibilità di risalita. Un aspetto, questo, che ci preoccupa moltissimo, insieme alle tante altre problematicità esistenti che ci sono state elencate nel corso dell’interlocuzione con il Dg Caligiuri, dalla quale, di contro, ci saremmo aspettati risposte più consistenti sul piano delle azioni messe in campo per superare tutte le difficoltà che oggi si segnalano come i servizi territoriali e l’integrazione socio-sanitaria, la prevenzione, la rete ospedaliera e la questione della mobilità passiva e degli organici insufficienti. Come Cgil, Cisl Uil, non siamo minimamente disposti a rimanere a guardare, difronte all’ennesima sventura pronta a colpire questa provincia. Consideriamo, dunque, partito da oggi un nuovo percorso, da cui prende corpo l’idea e la volontà - e dal quale non si potrà assolutamente tornare in dietro – di lavorare sulle proposte rilanciate unitariamente dai nostri sindacati, per superare in tempi brevi e certi la situazione drammatica che sta vivendo il sistema socio-sanitario. Per tanto, ci aspettiamo anche che il sindaco Luigi Tassone tenga fede alla sua promessa, e convochi ad horas la Conferenza dei sindaci, aperta alla partecipazione dei sindacati, per meglio definire la strategia comune di azione.  Dal canto nostro, provvederemo anche noi a convocare a stretto giro di posta un attivo unitario dei quadri e delegati, proprio a Vibo Valentia, per valutare anche le decisioni che assumerà il Consiglio dei Ministri in merito al famoso “decreto Calabria” e per renderci ancora più operativi sia nelle nostre azioni che nei nostri obiettivi: salvaguardare il territorio e dare risposte concrete e tangibili ai cittadini ed ai lavoratori".

R. Mammoliti Cgil - F. Mingrone Cisl- P. Barbalaco Uil

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In Calabria il prossimo Consiglio dei Ministri del 18 aprile

Secondo quanto appreso da fonti di Governo, il 18 aprile il Consiglio dei Ministri si riunirà in Calabria. La sede scelta dovrebbe essere Gioia Tauro, così come anticipato ad inizio mese dal Ministro Toninelli. Il nodo più spinoso da sciogliere sarà quello relativo al decreto urgente, annunciato dal Ministro della Salute Giulia Grillo, sulla sanità calabrese a seguito dello scioglimento, per infiltrazioni mafiose,  della direzione sanitaria di Reggio Calabria. Sulla sua pagina facebook il Ministro Grillo annuncia: “Il mio impegno si è concretizzato. Il 18 aprile approveremo il Decreto Calabria. Avanti tutta per cambiare la sanità e riportare il diritto alla salute ai calabresi. Non si torna indietro”. Le decisioni prese nel Consiglio dei Ministri serviranno a fronteggiare il dissesto di bilancio della sanità in Calabria, oltre ai tanti altri problemi di gestione che affliggono da troppo tempo un comparto così importante per la vita dei cittadini calabresi.

Sanità vibonese: le proposte unitarie di Cgil, Cisl e Uil

Riceviamo e pubblichiamo

" Con l’obiettivo dichiarato di rimuovere le criticità esistenti nella Sanità, in modo da garantire l’accesso in tempi certi ai servizi e prestazioni di qualità, stabiliti nei LEA favorendo lo sviluppo delle reti socio-sanitarie territoriali che dovrà prevedere un’effettiva integrazione dell’attività ospedaliera con l’attività territoriale, questo pomeriggio, le tre sigle sindacali confederali di Cgil, Cisl e Uil, unitamente alle tre categorie di competenza, si sono riunite per affrontare tale situazione e decidere il da farsi, e soprattutto elaborare una serie di proposte praticabili. La nostra espressa volontà è quella di riportare al centro dell’attenzione la situazione della sanità sostenendo che il diritto alla salute e alle cure deve essere garantito, su livelli adeguati, in ogni territorio. Siamo ben consci, come sindacati che i problemi sono tanti e soprattutto urgenti, e che riguardano particolarmente i tempi di attesa, i Pronto soccorso e la rete dell’emergenza-urgenza. Ma non solo: ci sono anche i servizi territoriali e l’integrazione socio-sanitaria e la prevenzione. E poi, ancora la rete ospedaliera e la questione della mobilità passiva e degli organici insufficienti. Servono dunque risposte adeguate. La situazione socio-sanitaria del Vibonese non lascia spazi a immobilismo e inerzia da parte di chi possiede le responsabilità di governo, ruoli istituzionali e competenze. Come Cgil, Cisl Uil, dunque, unitamente alle categorie della sanità e dei pensionati, metteremo in campo delle azioni mirate per evitare che la situazione precipiti ad un livello di non ritorno, con gravissime conseguenze sugli operatori e sui cittadini Vibonesi. Partendo dalla richiesta di un incontro al Commissario dell’Asp di Vibo e sollecitando l’immediata convocazione della Conferenza dei Sindaci. Il tutto sarà puntualmente monitorato in piena sintonia con i livelli regionali di categoria e Confederali, al fine di concentrare una forte azione rivendicativa unitaria, al fine di poter ottenere risultati concreti in termini di miglioramento della qualità dei servizi, di un piano straordinario di assunzioni e di una effettiva integrazione tra ospedali e medicina del territorio. Nel corso della riunione, poi, si è convenuto inoltre di attivare una verifica, con gli organi competenti, sullo stato di avanzamento dei lavori per favorire la costruzione del nuovo ospedale in tempi accettabili. E nel frattempo che ciò avvenga, trovare e utilizzare tutte le risorse disponibili, nonché avviare tutti gli interventi straordinari per rendere agibili strutture e presidi esistenti. Come sindacati, non esiteremo a mettere in campo tutte le azioni ed eventuali mobilitazioni necessarie per rilanciare quello che, a nostro avviso, deve costituire ed essere definito come un nuovo Patto per la Salute".

CGIL-CISL-UIL R. Mammoliti-F. Mingrone-P. Barbalaco

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Sanità, il consigliere regionale Pedà ha incontrato il commissario Cotticelli

Un intervento molto articolato sulla situazione generale della Sanità in provincia di Reggio Calabria quello del consigliere regionale Pedà che, ieri mattina, ha avuto modo di confrontarsi con il Gen. Saverio Cotticelli, Commissario ad acta per l’attuazione del vigente piano di rientro dai disavanzi del servizio sanitario della Regione Calabria e il dott. Antonio Belcastro, Dirigente generale del Dipartimento Tutela Salute della Regione Calabria in Commissione speciale di Vigilanza che si è riunita in merito allo scioglimento dell’Azienda sanitaria provinciale di Reggio Calabria e all'affidamento della gestione ad una Commissione straordinaria, e alla programmazione sanitaria e situazione finanziaria delle Ao e delle Asp della Regione Calabria.

L’esponente politico ha ricordato in primis la questione delle guardie mediche soppresse in alcuni comuni che poi avevano vinto il ricorso al Tar, Pedà ha quindi sollecitato la richiesta che l’ex direttore generale Mesiti aveva inoltrato al Commissario Cotticelli sull’aumento del 5% degli stessi presidi di continuità assistenziale.

Altra importante criticità segnalata, lo stato di sofferenza delle farmacie rurali in quei piccoli comuni soggetti a spopolamento: “sarebbe quantomeno opportuno aumentare il loro indennizzo per permettergli di sopravvivere -ha evidenziato Pedà- sarebbe importante dare un segnale in questa direzione, anche perché io sono stato personalmente a visitare alcune di queste farmacie rurali e ho constatato che non solo sono dei veri e propri presidi a cui si rivolge tutta la comunità ma sono anche un fondamentale punto di riferimento, anche in termini di servizi, per gli anziani”.

Il consigliere regionale ha quindi ricordato che in Commissione si sta lavorando alla legge di accorpamento degli ospedali “spoke” agli ospedali “hub” in modo da lasciare sul territorio soltanto i presidi sanitari territoriali: “c’è una proposta della Giunta e dei 5stelle -ha rimarcato- le stiamo valutando”. Per poi aggiungere: “al contrario di alcuni interventi che ho letto, io ho salutato positivamente la venuta del ministro Grillo in Calabria”.

Pedà ha informato il Gen. Cotticelli sulle tante risorse ad oggi inutilizzate di alcunipresidi territoriali in provincia di Reggio, “primo su tutti Gioia Tauro -ha sottolineato- che ha dei reparti appena rifatti e completamente vuoti delle sale operatorie nuovissime che potrebbero servire a decongestionare il vicino “spoke” di Polistena. Si era concordato con la direzione Asp di attivare almeno un “day surgery” a Gioia che deve essere ancora attivato. Addirittura, ho dovuto fare una battaglia per non far trasferire l’ultimo anestesista rimasto a supporto del Pronto Soccorso e della Radiologia di Gioia, quando per fare alcuni esami diagnostici con mezzo di contrasto ci vuole per forza la presenza di una simile figura professionale”. Pedà ha quindi illustrato la questione della Casa della Salute di Scilla e, soprattutto, quella relativa alla costruzione dei nuovi ospedali: “la stiamo seguendo con l’edilizia sanitaria, sentiremo il delegato del presidente Oliverio per le politiche sanitarie, Franco Pacenza per vedere lo stato dell’arte; anche lì ci sono delle problematiche”.

Rivolgendosi direttamente a Cotticelli, Pedà ha precisato: “quantomeno Lei ha la cortesia di ascoltarci e questo è già tanto per  noi, da politici eravamo stretti nella morsa della mortificazione perché poi la prima persona che la gente si ritrova davanti, il primo “frontman” è proprio il politico sul quale sfoga tutte le proprie frustrazioni rispetto a una situazione sanitaria drammatica. Infine, un elogio a tutti i medici e paramedici “che sono in prima linea nei nostri presidi sanitari perché -ha spiegato- sono degli eroi, sono stoici: ad esempio, ho scoperto che a Polistena il primario fa i turni di notte, quindi certe volte ci sono anche dei casi di aggressione; a loro va la mia massima solidarietà perché gli utenti esasperati poi trascendono in situazioni abominevoli che non dovrebbero verificarsi e che stigmatizzo con forza. Speriamo che, con il suo aiuto, questo sia l’ultimo commissariamento della Sanità in Calabria, che sia il traghettamento verso la fine di questo stato di commissariamento e che venga ridata la palla alla Calabria. Se poi non siamo in condizioni di governare certe dinamiche -ha concluso- chi è responsabile dei suoi mali pianga se stesso…”. 

Sanità, Mirabello(Pd):"Ora è possibile varare un nuovo assetto organizzativo"

“L’approvazione della legge sull'integrazione di Pugliese Ciuccio e Mater Domini, oltre a rappresentare un atto di riformismo qualificato che ha chiuso una vicenda che si trascinava da decenni, ha consentito di mettere in campo un metodo concertativo e di condivisione fra le forze politiche che, se meglio utilizzato, può consentire di chiudere la legislatura con ulteriori importanti passi in avanti”.


È quanto afferma il presidente della Commissione Sanità della Regione Calabria, Michele Mirabello che aggiunge: “Siamo dunque nelle condizioni di aprire una importante fase di riformismo bypartisan nel settore più delicato e forse nella stagione più difficile del regionalismo calabrese. Ritengo, in effetti - come ho già avuto modo di dire nel mio intervento in aula - che, utilizzando lo stesso tavolo e la stessa ferrea volontà unitaria di tutta la classe dirigente calabrese in materia di riassetto del sistema sanitario calabrese, si possa arrivare all’approvazione di una grande riforma, anche questa attesa dai calabresi e da tutte le forze politiche rappresentate nella massima assise regionale”.

Aggiunge Mirabello: “Oggi credo ci siano le condizioni perchè lo stesso gruppo di lavoro che si è misurato con successo sulla delicata materia dell’integrazione possa discutere, approfondire ed approvare un disegno di legge che, partendo da una solida base costituita dal testo licenziato dalla giunta regionale a fine anno, in abbinato con la proposta di iniziativa popolare sulla stessa materia, depositata dai cinque stelle, ed ancora riprendendo la proposta di legge della nona legislatura targata Salerno-Parente, possa arrivare ad una semplificazione e ad un efficientamento del sistema organizzativo delle aziende sanitarie ed ospedaliere calabresi.
In effetti, alla base di tutte le predette proposte vi è lo stesso principio, condiviso da tutti. La riorganizzazione del sistema deve passare da un principio secondo cui va separata la gestione della rete territoriale da quella della rete ospedaliera. Rilanciando in sintesi un principio cardine, secondo cui la gestione degli hub e degli spoke e dunque degli ospedali calabresi va ricondotta alle aziende ospedaliere, lasciando la gestione della medicina del territorio alle asp. Su questi elementi e presupposti – conclude Mirabello- credo possa vararsi un nuovo modello organizzativo idoneo a rispondere meglio alle esigenze dei calabresi in grado di eliminare sprechi ed inefficienze ed a governare processi virtuosi di riorganizzazione della sanità calabrese. Per queste ragioni, ho voluto riavviare il percorso in commissione inserendo la discussione della proposta di legge della giunta e quella di iniziativa popolare già per la seduta di lunedì prossimo. Rivolgo pertanto un appello ai colleghi che hanno già dato grande prova di maturità politica e di competenza per realizzare questo ulteriore grande obiettivo”.



Criticità nella sanità vibonese, il Nursing up a confronto con l'Asp

Da diverso tempo, ormai, denunciamo le molteplici criticità degli ospedali presenti nella realtà provinciale vibonese. A partire da quello della città capoluogo di provincia, lo “Iazzolino” di Vibo. Ospedale che presenta carenze strutturali significative, ai limiti dell’agibilità, alle quali si associano: ascensori insufficienti, spogliatoi del tutto inadeguati alle esigenze del personale medico e infermieristico, bagni in condizioni igienico-sanitarie degradate”.  

Queste alcune delle criticità che, nel corso di un incontro con la Direzione generale dell'Asp di Vibo, sono state sollevate dal Coordinatore provinciale del Nursing Up, Giuseppe Gliozzi e dalla Dirigente provinciale dello stesso sindacato, Nivia Federico. 

Durante il confronto tra le parti, i due dirigenti sindacali hanno, inoltre, denunciato «L'incapacità del management a dare risposte concrete alle legittime aspettative dei lavoratori», soffermandosi, in particolare, su alcune problematiche, quali: le relazioni sindacali, la carenza di personale, l'attribuzione di incarichi, l'utilizzo improprio dello straordinario, l'assistenza domiciliare, il servizio cucina ed il ritardo nei pagamenti delle produttività.

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Rubens Curia presenta la sua "Riforma sulla sanità calabrese" a Catanzaro

Una considerevole fascia di opinione pubblica calabrese ha accolto con evidente interesse ed attenzione l’idea di Rubens Curia di discutere, su tutto il territorio regionale, della proposta contenuta nel suo libro “ Manuale per una riforma della sanità in Calabria" ed il tour, avviato nella sala del Consiglio regionale a Reggio Calabria, prosegue nel suo itinerario prestabilito.

Venerdì 1 marzo, alle ore 16,45 a Catanzaro, infatti, nella sala del Consiglio provinciale, a Piazza Rossi, Rubens Curia presenterà, moderatore il giornalista Filippo Veltri, l’opera che ha la pretesa di rispondere ad alcuni scottanti interrogativi che i cittadini calabresi continuano a porsi in merito alle molte disfunzioni accusate dal Servizio Sanitario Regionale, nonostante la Calabria sia dal dicembre 2009 in "Piano di rientro" e dal 2010 commissariata. Interverranno all’evento il docente universitario Maurizio Iocco e Caterina Laria, della Federazione italiana medici di famiglia.

Rubens Curia, ex dirigente al Dipartimento della salute della Regione Calabria, ascoltati molti punti privilegiati dell’attività sanitaria in Calabria, conferma ancor oggi la sua idea secondo cui “ poco o nulla è migliorato nella sanità: il blocco delle assunzioni, l'IRAP e l'IRPEF elevate che i calabresi pagano annualmente non hanno fermato la mobilità passiva (leggi viaggi della speranza) che ha superato i 300 milioni di euro. In questo libro – avverte - dopo una approfondita analisi delle cause che hanno prodotto il disavanzo finanziario del Fondo Sanitario Regionale e, ancor più grave, la mancata attuazione dei LEA, si fanno delle concrete proposte rivolte a quella che amo definire "Comunità competente"(Operatori del settore, Amministratori, Forze sociali, Volontariato ecc.) che in una rete virtuosa devono dare concretezza a una profonda Riforma strutturale e organizzativa che tuteli la salute in quanto "bene comune".

Curia, inoltre, sottolinea “che bisogna far presto perchè è necessario dare risposte a vecchi e nuovi bisogni di salute prodotti dall'invecchiamento della popolazione italiana, dalle nuove tecnologie che già vedono la Calabria attardata, dai nuovi farmaci che consentono la cronicizzazione di patologie fino a poco tempo fa mortali. Ecco perché in questa ottica mi sento di proporre una ricca riflessione su quanto può riguardare una inderogabile e profonda riforma della Rete Ospedaliera che valorizzi gli operatori sanitari ospedalieri e dell'organizzazione della Medicina Territoriale che ponga al centro il medico di medicina generale affinchè possa dare risposte immediate alle legittime attese dei cittadini calabresi”. 

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