“Duisburg-Linea di sangue”: "il film andato in onda su Rai Uno è un’offesa alla Calabria"

Un’offesa alla Calabria. Questo e nient’altro, secondo il consigliere regionale Gianluca Gallo, è “Duisburg-Linea di sangue”, il film andato in onda su Rai1. 

«Sorvolo sui giudizi critici su attori e regia – premette il capogruppo della Cdl – ma non credo sia giusto né possibile cancellare la sensazione di profonda amarezza lasciata dall’assistere alla riproposizione, coi soldi del canone e dunque degli italiani, di una sequenza infinita di luoghi comuni». Prosegue Gallo: «Che in Calabria ci sia la ‘ndrangheta è noto. Che la Calabria sia tutta ‘ndrangheta, come racconta il film in parola, è cosa fuori dal mondo. La nostra è stata ed è, nonostante tutto, una terra di grandi civiltà, fini intellettuali, grandi talenti. Fissare le telecamere solo sulle zone d’ombra può anche essere legittimo, ma spingersi a lasciar intendere che null’altro vi sia oltre quelle è assurdo, scorretto, falso».

Un atteggiamento, sottolinea ancora l’esponente della Cdl, «negativo anche sotto il punto di vista del messaggio che passa sul piano della lotta alla ‘ndrangheta: sostenere che la Calabria sia tutta e solo coppole e lupara vuol dire fare un grande favore ai clan, dal momento che dove tutto è ‘ndrangheta nulla è ‘ndrangheta. Noi pensiamo che la Calabria sia altro, e che la lotta alle ‘ndrine, anche attraverso il cinema e la tv, siano altro. Per questo ci ribelliamo ad una rappresentazione buona soltanto a deridere un intero popolo per chissà quale interesse».

Conclude Gallo: «Trattandosi di produzioni in genere sostenute anche dalla Regione, sarebbe opportuno che la giunta regionale chiarisse la portata del sostegno garantito e la propria posizione di fronte ai frutti avvelenati del film: il silenzio del governatore di fronte all’ennesima mortificazione ingiustificata inflitta ai calabresi è davvero assordante. Presenterò un’interpellanza perché della questione si discuta in Consiglio regionale, valutando anche la possibilità di adire le vie giudiziarie per ottenere un risarcimento da destinare al finanziamento di progetti di educazione alla legalità nelle scuole».

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Raccolta differenziata: solo il 40% dei Comuni ha inviato le schede ad Arpacal

Sono complessivamente 162, pari al 40% su un totale di 404, i Comuni della Calabria che hanno sinora trasmesso al Catasto regionale rifiuti presso l’Arpacal (Agenzia regionale per la protezione dell’Ambiente della Calabria) le schede per la quantificazione dei rifiuti urbani e rifiuti differenziati per l’anno 2018. Il termine di scadenza per l’invio delle schede era stato fissato al 5 maggio.

Tali dati, come ogni anno, saranno elaborati per realizzare il Report regionale rifiuti, documento ufficiale che fotografa lo stato dell’arte nella diffusione, comune per comune, della raccolta differenziata in Calabria.

Per la provincia di Cosenza hanno trasmesso già la scheda 84 comuni su 150, per la provincia di Reggio Calabria 30 su 97, per Catanzaro 25 su 80, per Vibo Valentia 17 su 50 e per Crotone 6 su 27.  

I Comuni calabresi, oltre a inviare i dati suddivisi per categoria merceologica e quindi per codici EER (nuova denominazione dei vecchi codici CER), dovranno indicare le piattaforme presso le quali hanno effettivamente consegnato quella tipologia di rifiuto differenziato; ciò permetterà controlli incrociati più efficaci ed una speditezza maggiore nella verifica dei dati trasmessi dai Comuni. “In mancanza di questo dato – ha comunicato il Catasto Rifiuti in una lettera ai Comuni calabresi – il quantitativo di rifiuti indicato sarà escluso dal conteggio”.

Tornando alle schede, ecco l’elenco dei Comuni che hanno sinora inviato.

Provincia di Cosenza: Acquaformosa, Acri, Altilia, Altomonte, Amantea, Belvedere Marittimo, Bianchi, Bisignano, Buonvicino, Calopezzati, Campana, Canna, Carolei, Castiglione Cosentino, Castrolibero, Celico, Cetraro, Civita, Colosimi, Corigliano Calabro-Rossano/Area Urbana Corigliano, Cropalati, Crosia, Dipignano, Francavilla Marittima, Frascineto, Fuscaldo, Grimaldi, Laino Borgo, Lappano, Longobucco, Luzzi, Malito, Marano Marchesato, Marano Principato, Marzi, Mendicino, Montalto Uffugo, Mormanno, Mottafollone, Oriolo, Orsomarso, Paludi, Panettieri, Paola, Parenti, Paterno Calabro, Pedivigliano, Pietrapaola, Praia a Mare, Rende, Roggiano Gravina, Rose, Rota Greca, Rovito, San Basile, San Cosmo Albanese, San Demetrio Corone, San Donato Di Ninea, San Fili, San Giovanni In Fiore, San Lorenzo Bellizzi, San Lorenzo Del Vallo, San Marco Argentano, San Nicola Arcella, San Pietro In Amantea, San Pietro In Guarano, Santa Caterina Albanese, Santa Domenica Di Talao, Santa Maria Del Cedro, Santa Sofia D'Epiro, Saracena, Scala Coeli, Scalea, Scigliano, Serra D'Aiello, Spezzano Albanese, Spezzano Della Sila, Terranova Da Sibari, Terravecchia, Torano Castello, Tortora, Trebisacce, Villapiana, Zumpano.

Provincia di Reggio Calabria: Africo, Ardore, Bivongi, Bruzzano Zeffiro, Campo Calabro, Canolo, Caraffa Del Bianco, Cittanova, Feroleto Della Chiesa, Fiumara, Gioia Tauro, Gioiosa Ionica, Laganadi, Locri, Mammola, Maropati, Melicuccà, Melicucco, Montebello Jonico, Polistena, Portigliola, Riace, Rizziconi, San Ferdinando, Sant'Eufemia D'Aspromonte, Scido, Serrata, Siderno, Terranova Sappo Minulio, Varapodio.

Provincia di Catanzaro: Amaroni, Andali, Caraffa Di Catanzaro, Centrache, Cerva, Conflenti, Cortale, Falerna, Feroleto Antico, Gimigliano, Jacurso, Magisano, Marcellinara, Martirano, Martirano Lombardo, Montauro, Montepaone, Petronà, San Pietro Apostolo, Sellia, Sorbo San Basile, Squillace, Stalettì, Tiriolo, Vallefiorita

Provincia di Vibo Valentia: Arena, Acquaro, Brognaturo, Dasà, Fabrizia, Filogaso, Francavilla Angitola, Joppolo, Mongiana, Nicotera, Pizzo, Pizzoni, Sant'Onofrio, Serra San Bruno, Soriano Calabro, Vibo Valentia, Zambrone

Provincia di Crotone: Cotronei, Mesoraca, Pallagorio, Santa Severina, Scandale, Strongoli

Operazione antibracconaggio in Calabria: sequestrate armi, munizioni e numerosi esemplari di fauna protetta

Sono considerevoli i risultati operativi dell’attività di repressione al fenomeno del bracconaggio che anche quest’anno il CUFAA (Comando Unità Forestali Ambientali e Agroalimentari) dell’Arma dei Carabinieri ha organizzato per la repressione del fenomeno del bracconaggio. Il servizio, denominato “Operazione Adorno 2019”, ha previsto l’invio, nel territorio di Reggio Calabria di un contingente di personale specializzato della Sezione Operativa Antibracconaggio Centrale (SOARDA) che opera congiuntamente nell’area dello Stretto di Messina, con puntate anche al di fuori di tale ambito territoriale.

A tre settimane dall’avvio, l’Operazione ha fatto registrare, in entrambe le regioni un totale di: un arresto e otto denunce a piede libero.

Sequestrati inoltre: 4 fucili da caccia modificati con relativo munizionamento, numerose reti, richiami elettroacustici ed attrezzature per la cattura dell’avifauna selvatica ed oltre 120 esemplari di varie specie di uccelli tutte particolarmente protette dalla legge, tra cui ben 3 esemplari vivi di Falco Pellegrino (Falco Peregrinus) destinati al mercato illegale della fauna selvatica.

Le pratiche illegali sono innumerevoli tra le quali, le più diffuse, sono l’uccisione di specie protette, in particolare rapaci, nonché l’utilizzo di richiami elettroacustici e la cattura illegale, tramite reti da uccellagione, di passeriformi per fini di commercio.

I militari sono coadiuvati da personale del Comando Regione Carabinieri Forestale “Calabria”, del Gruppo Carabinieri Forestale di Reggio Calabria e del Reparto Carabinieri “Parco Nazionale dell’Aspromonte”.

Fulcro delle operazioni è l’area dello “Stretto di Messina” che rappresenta uno degli ambiti territoriali con la maggiore ricchezza di avifauna migratoria e nella quale, anche a causa della vastità del territorio, il bracconaggio è più diffuso e causa i danni maggiori.

I Carabinieri Forestali hanno perlustrato il territorio delle province di Reggio Calabria e della provincia di Messina, ampliando il raggio di azione anche nelle provincie di Catania, Enna e Trapani.

In particolare, sulla sponda calabrese dello Stretto, sono stati denunciati due soggetti, E. V. di anni 27 e F.S. di anni 42, entrambi di Reggio Calabria, che detenevano, a scopo commerciale, diverse decine di esemplari tra cui: Lucherini, Fringuelli, Peppole, Frosoni e Cardellini, tutte specie particolarmente protette dalla legge, privi di anelli al tarso o con contrassegni contraffatti.

Sempre a Reggio Calabria, un terzo soggetto, F. D., classe 1938, è stato denunciato per ricettazione in quanto deteneva illegalmente oltre 30 cardellini privi di anelli identificativi.

A Bagnara Calabria, un anziano pensionato è stato deferito all’Autorità Giudiziaria poiché deteneva, per scopi amatoriali, 8 esemplari di uccelli tra cui Cardellini, Tortore dal Collare, Allodole, Tordi Bottaccio e Colombacci, tutti privi dei contrassegni identificativi previsti per legge, a riprova della severità delle regole poste a difesa della fauna selvatica.

Tutti gli animali sequestrati in grado di volare sono stati liberati in natura, mentre quelli risultati non più atti al volo sono stati consegnati alle cure del Centro Recupero Fauna Selvatica di Messina.

I Carabinieri Forestali stanno operando con il fattivo contributo sul campo dei ricercatori del Progetto LIFE CON.RA.SI (Conservazione Rapaci Siciliani), dei volontari del CABS (Committee Against Birds Slaughter), WWF, LIPU ed altre Associazioni Ambientaliste che quotidianamente, con la loro attenta azione di osservazione dei flussi migratori e di monitoraggio dei comprensori potenzialmente interessati al fenomeno del bracconaggio, apportano un contributo qualificato all’attività di repressione.

Le attività di controllo dei Carabinieri Forestali continueranno anche nelle prossime settimane, almeno fino al termine della migrazione pre-nuziale degli uccelli rapaci in transito nell’area dello stretto.

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Paradiso di creature sottomarine nei mari di Calabria

Antipathella subpinnata, Leptogorgia sarmentosa, Aplidium nodiferum, Alcyonium palmatum, Alcyonium coralloides, Savaglia savaglia, Pennatula phosphorea.

E poi ancora: Schyliorhinu Scanicula, Paramurcicea clavata, Phyllangia mouchezii,  Pinna nobilis, Astroides calicularis, Alicia mirabilis, Flabelina pedata.

Questo che gli addetti ai lavori hanno già riconosciuto, è solo uno stralcio dell’elenco di creature marine che la Calabria ospita nei fondali dei circa 800 km delle sue coste.

Creature splendide, dalle forme e dai colori che anche il più geniale dei pittori non riuscirebbe a realizzare, che popolano i fondali, a profondità non così proibitive al punto che tecnici della materia hanno raccolto un “book” fotografico dal valore scientifico e ambientale, a detta degli stessi esperti, di rilievo internazionale.

Tutto ciò dimostra come le coste calabresi siano un patrimonio ambientale e naturalistico talmente sorprendente, agli addetti ai lavori e non, che l’intera comunità scientifica internazionale è sempre più attenta alla Calabria.

E’ questo il giudizio unanime che è emerso a conclusione del  workshop scientifico di presentazione dei risultati intermedi del progetto “I Siti d'importanza comunitaria della Calabria 'Sic marini'", che si è tenuto mercoledì scorso nel Centro congressi dell’Unical ( Arcavacata di Rende – Cosenza ) ed al quale hanno partecipato i diversi soggetti partner del progetto finanziato dalla Regione Calabria con i fondi Por Fesr-Fse 2014-2020.

Il workshop è stato organizzato dall’Arpacal (Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente della Calabria), attraverso il suo Centro regionale strategia marina, diretto da Emilio Cellini, con la collaborazione della Regione Calabria, dell’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), dell'Istituto di geologia ambientale e geoingegneria del Consiglio nazionale delle ricerche, del Dipartimento di biologia ecologia e scienze della terra dell’Unical e del Dipartimento di ingegneria meccanica energetica e gestionale dell’Unical.  


Il Comitato organizzatore del workshop - che ha raccolto l’apprezzamento del pubblico presente, composto da tecnici, studiosi e appassionati della materia ma anche i delegati delle Capitanerie di Porto della Calabria, che collaborano a 360° con il Centro Strategia Marina dell’Arpacal – ha rilasciato oggi gli atti ufficiali delle relazioni illustrate nel convegno.
Tra le diverse relazioni presenti, che spaziano nelle altrettanto diverse sfaccettature di questo progetto, anche quella di Francesco Pacienza, un fotografo e giornalista subacqueo professionista tra i più talentuosi in Calabria, nonché docente all’Istituto europeo del design, che ha “donato” alla comunità scientifica e all’opinione pubblica trenta scatti fantastici di altrettante creature marine individuate in vari siti calabresi.

Lsu - Lpu Calabria: domani incontro al Ministero del Lavoro

"A seguito dell’annunciato sit-in dei lavoratori ex Lsu-Lpu promosso dalla Cgil e dalle categorie a Cosenza per il 22 maggio, in occasione della presenza del Ministro del Lavoro e dello sviluppo Luigi Di Maio, è stato convocato d’urgenza per lunedì 20 alle ore 15,30 presso il Ministero del Lavoro, un incontro teso alla ripresa del confronto sulla problematica inerente la definitiva stabilizzazione. 
Rimane, al momento, confermato il sit-in previsto a Cosenza per giorno 22 in attesa degli esiti dell’incontro".
 
E quanto si legge in una nota della Cgil Calabria.
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Sugli scaffali il nuovo vino Doc calabrese per vegani

Storia ed innovazione vanno di pari passo per le Cantine Statti, storica azienda di Lamezia Terme (Cz) che affonda le radici nel territorio fin dal XVII secolo. Dalla passione per il vino e l’attenzione per l’ambiente il Lamezia Doc Statti si tinge ora di “verde”.

Sin dalla nascita, le due linee del Lamezia Doc hanno rappresentato al meglio il territorio, con caratteristiche di forte autenticità della terra da cui provengono: Lamezia Terme. Dal vigneto alla cantina tutti i processi di produzione escludono l’utilizzo di qualsiasi sostanza di origine animale. Il livello qualitativo è sempre alto, ma l’intenzione e l’attenzione nella sua certificazione sono diverse: un vino sano, proveniente da viti sane e in equilibrio con l’ecosistema e la biodiversità che li circonda.

COSA CARATTERIZZA UN VINO VEGANO

Il vino vegano non contiene sostanze di origine animale al suo interno pur mantenendo assolutamente il gusto e l’aspetto organolettico del vino tradizionale. Come tutti gli altri vini prodotti in azienda, il vino vegano nasce in campagna, la differenza sta nel fatto che le concimazioni per le uve destinate alla Doc Lamezia, non vengono effettuate con letame, ma completamente green, interrando i residui vegetali della potatura ed utilizzando la tecnica del sovescio della biodiversità presente naturalmente nel vigneto.

In cantina, durante il processo di lavorazione, non vengono utilizzati coadiuvanti di origine animale quali: albumina d’uovo, colla di pesce, gelatina, caseinato, ma semplicemente bentonite, un minerale di origine argillosa con la caratteristica di assorbire le particelle in sospensione e farle depositare.

L’impegno delle Cantine Statti è quello di coltivare i vigneti nel modo più naturale possibile, in modo da ottenere vini genuini, tipici e legati al territorio. Il vino vegano è un vino per tutti, sia per la dieta onnivora che vegetariana, è buono come tutti gli altri e non esistono differenze organolettiche.  

Decreto Calabria, Bruno Bossio (Pd): "Ottenuto il via libera allo sblocco del turnover per nuove assunzioni nella Sanità"

"Alla Camera ci siamo battuti per la bocciatura del "decreto sanità" che il governo nazionale ha emanato per estendere i poteri straordinari e sostitutivi della gestione commissariale del servizio sanitario calabrese. Una cura che aggrava la malattia della sanità calabrese determinata da 10 anni di commissariamento."

Così la deputata dem Enza Bruno Bossio: "un decreto che la Camera avrebbe dovuto dichiarare incostituzionale. Per quanto ci riguarda, nonostante le forze della maggioranza di governo hanno inteso andare avanti con la consapevolezza di operare una pesante forzatura istituzionale, non abbiamo scelto la via dell'aventino ma abbiamo presentato una molteplicità di emendamenti per tentare di orientare quanto più possibile la finalità del provvedimento verso il rispetto e la garanzia del diritto alla cura della salute del cittadino e sottrarla alla bramosia di potere del movimento 5stelle".

Bruno Bossio prosegue "in coerenza con quanto richiesto dal presidente Mario Oliverio, in sede di audizione in commissione parlamentare, ci siamo battuti fortemente innanzitutto per sopprimere il comma che prevedeva il blocco del turn over generalizzato. È di notevole importanza il fatto che almeno su questo punto come forze di opposizione parlamentare abbiamo ottenuto il via libera dello sblocco del turnover per le regioni in piano di rientro al fine di garantire gli standards di sicurezza delle prestazioni sanitarie e la erogazione dei livelli essenziali di assistenza"

"Naturalmente il risultato positivo-conclude-su questa problematica non ci fa cambiare idea su questo decreto monstre. Continueremo, pertanto, a svolgere la nostra opposizione in ogni sede istituzionale preposta."

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Wanda Ferro (FdI) chiede treni ad alta velocità per la Calabria

“Anche in Calabria è possibile utilizzare i Frecciarossa. Il governo si impegni a realizzare un collegamento ferroviario ad alta velocità diretto tra Reggio Calabria Centrale e Milano/Torino”. 

È quanto chiede il deputato di Fratelli d’Italia Wanda Ferro in un'interrogazione al presidente del Consiglio, al ministro delle Infrastrutture e dei trasporti e a quello del turismo.

Premettendo che la Calabria è sempre più isolata dal resto del Paese per il carente sistema dei trasporti, soprattutto nei periodi festivi e durante la stagione estiva, Ferro ha ricordato come durante il recente periodo pasquale un treno Frecciarossa Etr500 ha compiuto, per la prima volta, un collegamento in Calabria dopo che il Frecciargento 8343 Roma Termini - Reggio Calabria Centrale si è bloccato nella stazione di Napoli Afragola.

Il Frecciarossa Etr500, sostitutivo del Frecciargento 8343, ha effettuato il percorso fino a Reggio Calabria, fermando nelle stazioni di Paola, Lamezia Terme Centrale, Rosarno, Villa San Giovanni e terminando la propria corsa a Reggio Calabria Centrale.

“Le due coppie di treni Frecciargento – spiega Wanda Ferro - che effettuano attualmente il servizio tra Reggio Calabria Centrale e Roma Termini, nonostante i disservizi più volte segnalati, hanno confermato l’esistenza di una costante domanda di mobilità da parte dei cittadini calabresi. La Calabria, però, è l’unica regione d’Italia, servita da una direttrice di traffico fondamentale, facente peraltro parte del Corridoio 1 Berlino – Palermo, senza alcun collegamento ad Alta Velocità diretto verso le principali città italiane del centro e nord Italia”. “L’istituzione di un collegamento ad Alta Velocità diretto tra Reggio Calabria Centrale e Milano/Torino -  prosegue il deputato di Fratelli d’Italia - consentirebbe di ridurre i tempi di percorrenza tra i due estremi d’Italia e aiuterebbe non poco i calabresi nei propri spostamenti, e il recente episodio del Frecciarossa Etr500 giunto sino a Reggio Calabria ha dimostrato l’insussistenza di ostacoli tecnici e la possibilità di avvalersi, peraltro, delle linee ad Alta Velocità già esistenti”.

Per questo l’on. Ferro ha chiesto ai rappresentanti del governo “quali iniziative urgenti intendano adottare per sostenere la legittima aspettativa dei cittadini calabresi di avere un collegamento ad Alta Velocità diretto tra Reggio Calabria Centrale e Milano/Torino, per incentivare i flussi turistici intenzionati a trascorrere i propri periodi di vacanza in Calabria avvalendosi del trasporto ferroviario, e per migliorare l’attuale servizio di trasporto ferroviario offerto ai calabresi

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