Stalking, misura cautelare per un 48enne

Gli uomini della Squadra mobile della questura di Cosenza hanno eseguito un’ordinanza d’applicazione di misura cautelare del divieto di avvicinamento alla parte offesa e ai luoghi da lei frequentati, emessa dal gip presso il tribunale di Cosenza, su richiesta della locale procura della Repubblica, nei confronti di M.A., 48enne di Cosenza, ritenuto responsabile del reato di Stalking nei confronti dell’ex moglie.

In particolare, l’uomo, attualmente separato dalla vittima, già durante il rapporto coniugale, avrebbe tenuto un atteggiamento violento e offensivo, impedendole addirittura di uscire di casa per accudire i genitori malati.

Atteggiamenti morbosi e violenti che sarebbero continuati anche dopo la separazione e culminati in vere e proprie aggressioni fisiche, anche in locali pubblici, in tentativi di entrare nella casa della donna per rovistare nelle sue cose, in pedinamenti e in minacce di morte.

In un caso, l’uomo avrebbe, addirittura, cercato di speronare con l’auto l’ex moglie.

La donna, quindi, dopo aver subito l’ennesima aggressione, ha deciso di rivolgersi alla polizia di Stato per raccontare la lunga serie di atti persecutori subiti.

In seguito alla denuncia, sono scattate le indagini culminate nell’emissione della misura cautelare.

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Pistola e munizioni rinvenute in un sottotetto

Un pregiudicato, S.A., è stato denunciato dai poliziotti della questura di Cosenza, perché trovato in possesso di munizioni illegalmente detenute.

Inoltre, durante una perquisizione eseguita in collaborazione con le unità cinofile di Vibo Valentia, in un sottotetto condominiale, gli agenti hanno rinvenuto una pistola calibro 6,35 con matricola abrasa, circa 200 munizioni, due parrucche e 300 milioni di corone ceche, sulla cui provenienza sono in corso accertamenti.

Il materiale sequestrato sarà ora oggetto di ulteriori accertamenti effettuati dagli specialisti della polizia scientifica

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Giornate europee del patrimonio con le presentazioni della mostra "Sila: il respiro del mondo" e del volume "La luna di Fallistro"

Sabato prossimo (21 settembre), alle 17, nella Sala “Giacomantonio” della Biblioteca nazionale di Cosenza, in occasione delle Giornate europee del patrimonio (Gep), si terranno due importanti iniziative, ovvero le presentazioni della mostra bibliografica e documentaria "Sila: il respiro del mondo" e del volume di Rita Fiordalisi "La luna di Fallistro".

Interverranno all’iniziativa, coordinata dal Silvio Rubens Vivone, Salvatore Patamia, direttore segretariato regionale MiBAC per la Calabria; Maria Francesca Corigliano, assessore regionale alla Cultura; Pierfranco Bruni, scrittore e direttore MiBAC; Laura Carratelli, vice presidente regionale Fai; Luigi Gallo, giornalista; Francesco Perri, musicista e Rita Fiordalisi, direttore della Biblioteca nazionale di Cosenza e autrice del volume "La luna di Fallistro".

La mostra bibliografica e documentaria "Sila: il respiro del mondo" espone monografie, periodici, manoscritti, documenti e fotografie che testimoniano l’alto valore naturalistico dell’altopiano della Sila.

Il volume "La luna di Fallistro" racconta, invece, una storia fantastica ed attraverso le vicende dei protagonisti ripercorre il corso degli eventi dei famosi Giganti della Sila.

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Armi e droga in una mansarda, un arresto

I finanzieri del Comando provinciale di Cosenza hanno individuato un nascondiglio nel quale hanno rinvenuto 1,5 kg di cocaina pura, 3 pistole, di cui 2 con matricola abrasa ed oltre 60 cartucce di vario calibro.
 
Il tutto è stato trovato durante una perquisizione effettuata nella mansarda di un complesso residenziale, ubicato a Cosenza, in prossimità di via degli Stadi.
 
Nel corso dell'attività, grazie anche all'impiego di cani antidroga, le fiamme gialle hanno quindi trovato 1,5 Kg di cocaina pura e tre pistole, calibro 9, 28 e 45, con caricatori e relative munizioni.
 
In seguito al rinvenimento, i militari hanno arrestato in flagranza di reato un uomo che aveva la disponibilità della mansarda nella quale è stata fatta la scoperta.
 
Al termine delle formalità di rito, la persona in questione è stata tradotta nella casa circondariale di Cosenza, con le accuse di traffico di sostanze stupefacenti, illecita detenzione di armi e ricettazione.
 
 

Nascondeva 28 Kg di marijuana nel tir, camionista arrestato sull'A2 del Mediterraneo

Gli agenti della sottosezione della polizia stradale di Cosenza Nord, hanno arrestato A.V., 31 anni, originario della provincia di Lecce, perché sorpreso alla guida di un tir che trasportava 28,100 Kg di marijuana già essiccata e pronta per essere messa in vendita.

In particolare, nel corso dei servizi di vigilanza stradale sull’A2 del Mediterraneo, i poliziotti hanno sottoposto a controllo l’autoarticolato guidato dall’arrestato.

Insospettiti dall’evidente nervosismo dimostrato dal conducente, gli uomini della Polstrada hanno deciso di perquisire sia l'uomo, che l'automezzo.

Durante il controllo, in un cassettone del semirimorchio, sono stati rinvenuti i 28,100 Kg di droga.

Per A.V. sono quindi scattate le manette.

 

Nascondeva un'arma da guerra, arrestato

Un 46enne, A.M.M., è stato arrestato dagli uomini della squadra mobile di Cosenza, con l’accusa di ricettazione, detenzione di arma da guerra e relativo munizionamento.

In particolare, durante una perquisizione effettuata in uno scantinato nella disponibilità dell’uomo, è stata rinvenuta, occultata tra alcuni indumenti, una pistola semiautomatica, in uso alle forze dell’ordine, Beretta modello 92Fs calibro 9x19 parabellum, con matricola abrasa, completa di un caricatore con 15 cartucce ed altre 23 munizioni dello stesso tipo.

Pertanto, l’uomo è stato arrestato in flagranza di reato per ricettazione, detenzione di arma da guerra e relativo munizionamento.

Al termine delle formalità di rito, il 46enne è stato associato alla locale casa circondariale.

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"Ricettopoli" in Calabria, medico e farmacisti coinvolti in un giro di smercio illegale di oppioidi

I carabinieri del Comando provinciale di Cosenza e del Nucleo antisofisticazione e sanità hanno dato esecuzione a 13 misure cautelari personali (di cui 6 agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico, 3 agli arresti domiciliari e 4 misure interdittive dall’esercizio della professione) e reali (sequestro preventivo delle somme di denaro per un totale di 175.947,96 euro), emesse dal gip presso il tribunale di Cosenza nei confronti di altrettante persone, ritenute responsabili, a vario titolo, dei reati di “prescrizioni abusive in concorso”, “detenzione e cessione di sostanze stupefacenti in concorso”, “truffa aggravata ai danni del Servizio Sanitario Nazionale” e “falsità  ideologica commessa dal pubblico ufficiale in concorso”.

Per gli investigatori, l’operazione ha permesso di scardinare un articolato sistema attraverso il quale alcuni tossicodipendenti, con la compiacenza di un medico di base, riuscivano a rifornirsi, presso alcune farmacie, di un medicinale contenente “ossicodone”, successivamente spacciato sul mercato illegale quale valido sostituto dell’eroina.

L’indagine - condotta dalla Sezione operativa della Compagnia di Cosenza di concerto con il locale Nas, ha preso il via in seguito ad una segnalazione fatta dalla locale Asp in ordine ad un esponenziale incremento delle prescrizioni di un farmaco oppioide a base di ossicodone, utilizzato per le cure palliative e del dolore.

Il medico, titolare dei ricettari utilizzati per le prescrizioni a favore dei coindagati, per giustificare la propria condotta dinanzi ai responsabili degli Uffici di medicina di base, avrebbe riferito di essere stato vittima del furto di 10 ricettari, precisando che avrebbe poi formalizzato la denuncia in ordine a quanto accaduto.

Tuttavia, i carabinieri  non avrebbero trovato alcun riscontro alle affermazioni del medico

Pittosto, nel corso delle attività investigative, gli uomini dell'Arma hanno rilevato che, in un arco temporale compreso tra il 2015 e il 2019, sarebbero state effettuate ben 2.360 prescrizioni illecite, per un totale di 4.720 confezioni del farmaco incriminato.

Le indagini hanno quindi evidenziato una truffa in concorso ai danni del Servizio sanitario nazionale per un ammontare di 175.947,96 euro. 

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Asp Cosenza, la denuncia di Guccione (Pd): " A rischio la salute dei cittadini"

"Forse qualcuno non si è reso conto che l’assenza di un responsabile alla direzione generale dell’Asp di Cosenza, abilitato a prendere decisioni e a firmare atti, rischia di causare problemi irreparabili alla salute dei cittadini.

Questa interruzione di pubblico servizio, infatti, blocca provvedimenti urgenti e indifferibili quali: l’acquisizione dei farmaci salvavita, oncologici, urgenti e indifferibili; i mandati di pagamento a favore dei pazienti per cure mediche urgenti fuori regione; l’emissione dei mandati di pagamento a favore dei medici di medicina generale e pediatri di libera scelta.

Non c’è tempo da perdere, non è il momento di scaricare le responsabilità ma di assumere, nelle prossime ore, provvedimenti urgenti a tutela della salute dei pazienti e di tutti cittadini. Le autorità preposte intervengano per porre fine a questa pericolosa e drammatica situazione di stallo e di non governo della più grande Azienda sanitaria provinciale della Calabria.

Se dovesse perdurare questa condizione di paralisi totale, che impedisce di fatto la prosecuzione delle cure a pazienti con gravi patologie, sarà necessario anche un immediato intervento dell’autorità giudiziaria, per impedire che la situazione possa produrre seri pericoli e mettere a rischio la vita dei cittadini".

E' quanto si legge in una nota del consigliere regionale Carlo Guccione (Pd)

 

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