Il Gal "Terre Vibonesi" lancia il progetto "Mangia Sano, mangia Mediterraneo"

Rafforzare la presenza e l’identificazione del modello “Dieta Mediterranea” nei contesti locali, mediante la valorizzazione degli aspetti nutrizionali, salutistici e culturali e la loro trasmissione alle future generazioni direttamente nelle scuole del territorio.

Questa l’idea del Gal “Terre Vibonesi”, che sta programmando per l’apertura del prossimo anno scolastico, un progetto finalizzato e finanziato ai Comuni, che intendano inserire nelle mense scolastiche requisiti “bio” e prodotti della piramide alimentare “mediterranea”, per favorire, oltre all’aspetto salutistico, la produzione locale dei prodotti consumati e la creazione di filiere corte di nuova economia per la fornitura delle mense.

Con “Mangia Sano, mangia Mediterraneo. A scuola di Dieta Mediterranea”, il Gal “Terre Vibonesi” intende coinvolgere, anche le istituzioni scolastiche, l’Asp e gli enti di promozione e studio come l’Accademia internazionale della dieta mediterranea italiana di di Nicotera.

“L’azione del Gal “Terre Vibonesi” – si legge in una nota - in attuazione del Piano di azione locale (Pal), mira con decisione a sostenere il nesso fondamentale tra agricoltura sostenibile e sicurezza alimentare, intende sperimentare nuove attività di valorizzazione,  promozione di prodotti e servizi inerenti al mondo rurale, legandoli sinergicamente alla ‘Dieta Mediterranea’ e alle sue interconnessioni con lo sviluppo dei territori rurali.

Un’idea progettuale che nasce in riferimento all’individuazione del territorio vibonese, con punto nevralgico Nicotera, come una delle principali mete di “sana” alimentazione, sin dalla prima pubblicazione, del 1975, del trattato scientifico divulgativo ‘Eat well and stay well, the Mediterranean way’ del fisiologo nutrizionista americano Ancel Keys”.  

A sottolineare le finalità del progetto è l’amministratore delegato dell’ente territoriale, Franco Barbalace, che seguirà l’iniziativa progettata per conto del Cda guidato dal presidente Vitaliano Papillo: “Il progetto fa parte di una programmazione più ampia sulla dieta mediterranea, che a breve presenteremo – sottolinea Barbalace – Intanto, secondo queste linea che si siamo prefissate, l’intento è quello di cambiare l’approccio con le mense scolastiche, che devono essere un’opportunità per il benessere dei bambini e dei ragazzi, ma anche per creare nuova economia sul territorio con vantaggi per tutta la comunità. Oggi le mense scolastiche costituiscono una “criticità” per il Comune e le famiglie. Per i primi il costo del servizio è sempre più difficile da sostenere senza ricorrere all’aumento della spesa, mentre le famiglie a fronte di una spesa centellinata, potrebbero avere dubbi sulla qualità e provenienza del cibo che viene dato ai loro figli. Le mense scolastiche, quindi, devono diventare il terminale di una produzione locale di cibi sani, di provenienza e qualità certa, facendo in modo che i soldi spesi dal Comune e dalle famiglie rimangano nel territorio, contribuendo così a sostenere l’agricoltura e la filiera alimentare locale”.

L’intento del Gal “Terre Vibonesi” è anche quello di certificare i fornitori di prodotti agricoli e alimentari a km/0 e biologici ad un prezzo sostenibile, mediante incentivi che renderanno questo tipo di contratto conveniente anche per i fornitori stessi.

“A partire da questa iniziativa – conclude Barbalace - con il progetto, si intende altresì, avviare nelle scuole percorsi didattici sui temi collegati all’”educazione alimentare”, con la presenza di esperti del settore, onde educare i ragazzi su come il cibo viene preparato e sulla sua provenienza. Altra idea potrebbe essere quella di prevedere l’inserimento periodico (una volta al mese), di un piatto della tradizione locale per favorire la conoscenza e la cultura della propria terra”.

In sintesi quindi, l’idea è quella di trasformare le mense scolastiche in un’aula didattica alimentare. La proposta sarà quella di prevedere nei bandi per la ristorazione scolastica un punteggio premiante per i Comuni che preparano menu secondo i dettati della “dieta mediterranea”, finanziando la differenza tra i menu attuali e quelli che potrebbero avere dei costi maggiori, però per un’alimentazione sana che certamente potrebbe essere un investimento anche contro l’obesità, il diabete e le molte malattie indotte dalla cattiva alimentazione.

Un percorso che porterebbe benefici, quindi, all’intero territorio sia dal punto di vista salutistico, che alla tutela e la valorizzazione dei prodotti del territorio, che prima di essere veicolati nei contesti internazionale, vanno rafforzati ulteriormente a livello di conoscenza e utilizzo in ambito locale, per dar loro un’”identità” e un legame ancora più forte col territorio.

 

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Dieta Mediterranea, a Nicotera un pannello ricorda i luoghi della ricerca

A Nicotera è stato recentemente affisso sulla parete esterna del piano terra della casa Iannello, in via Luigi Razza, un pannello rievocativo della ricerca condotta negli anni 1957/60 da A. Keys, White, Kimura, Puddu, Del Vecchio, Fidanza, Cotrone, Kagan, Karvonen, ecc., sulle abitudini alimentari della popolazione nicoterese.

Il pannello esterno, installato con la partecipazione dell’Associazione culturale Proposte di Nicotera, nei suoi contenuti testuali è stato curato dal prof. Pasquale Barbalace, mentre la parte iconografica, con foto d’epoca, è stata curata dal ricercatore Pino Leone.

I vari fotogrammi assemblati sul pannello, danno oggi una chiara cronologia del lavoro svolto, sia nell’ambulatorio che all’esterno, presso i tanti rioni del paese.

Ci guida il prof. Barbalace che racconta i contenuti dei diversi fotogrammi del pannello: “all’epoca Keys era il più illustre epidemiologo del secolo, White era tra l’altro un famoso cardiologo e medico personale del presidente degli Usa Eisenhower, il quale finanziò la spedizione in Italia ed in Grecia, composta da Kimura, cardiologo giapponese, da Flaminio Fidanza che condusse il rilevamento dei consumi con il metodo della doppia pesata, dal nicoterese Del Vecchio, che guidò lo staff, da Margheret Keys, Cotrone, Kagan che esaminano alcuni reperti”.

In un’altra foto scattata all’esterno “White visita a domicilio un cardiopatico” ed infine “l’annuncio dei risultati pubblicati da Keys nella sala del Jolly Hotel di Gioia Tauro”.

“L’indagine –racconta oggi Pasquale Barbalace - fu condotta su un campione di 607 soggetti con particolare riguardo alla cardiopatia ischemica, all’ipertensione, ai livelli di colesterolo, di glicemia ed all’obesità.

Venne raggiunta la copertura del 95% del campione e furono selezionate 35 persone risultate dal punto di vista cardiovascolare perfette.

La ricerca fu estesa anche alle loro relative famiglie.

A Nicotera, all’epoca, furono segnalati 4 casi di infarto del miocardio (non diagnosticati), mentre colesterolemia, glicemia, ipertensione ed obesità furono raramente riscontrati.

Il rilevamento scientificamente fu condotto con il metodo della doppia pesata per sette giorni e per tre diversi periodi dell’anno, per gli anni 57/60”.

Quella dieta praticata dalle famiglie nicoteresi che sembrava parca era la dieta della salute, teneva lontane le malattie cronico-degenerative.

Scientificamente la dieta presentava le caratteristiche: “di una dieta moderata in cui alcuni alimenti caratteristici dell’area mediterranea quali: olio d’oliva, legumi, cereali, ortaggi di stagione, pesce, limitatamente carne, uova, formaggi e un quartino di vino rosso, occupavano sapientemente un posto preminente nel rispetto dell’adeguatezza energetica, sia come apporto che come dispendio “.

La tabella riassuntiva resta ancora valida tant’è che la Dieta di Nicotera è considerata: “Dieta Mediterranea italiana di riferimento, ossia di misura e confronto con tutte le altre diete”.

"Nel borgo calabrese si formò lo studio delle coorti dei sette paesi (Seven Countries Stady) –conclude Barbalace - che ha registrato i seguenti dati: le coorti dei paesi europei (Finlandia, Slavonia, Velica Krsna, ex Jugoslavia, ecc…. al 25° anno presentavano un tasso elevato di mortalità (1947/10.000), mentre i paesi dell’area mediterranea (Italia, Grecia, Dalmazia ecc. presentavano un tasso dimezzato (978/10.000). Pertanto si dedusse che nelle aeree mediterranee erano consumati i prodotti già suddetti, mentre le nelle aree nordiche venivano consumati a dismisura carne, uova, grassi animali, bevande alcoliche e superalcoliche, assunte anche fuori pasto”. 

Il club Unesco di Vibo Valentia porta la dieta mediterranea al consolato italiano di Nizza

“Il modo migliore per proteggere e conservare il patrimonio culturale è saperlo comunicare” e la comunicazione, nell’ambito dei beni culturali, è insieme racconto e narrazione della storia dei popoli e della loro cultura.

“Raccontare” un bene culturale è suscitare emozioni, istituire nessi, risvegliare curiosità, comunicare, quindi, equivale a fare cultura.

Quando un bene culturale, materiale o immateriale che sia, è riconosciuto dall’Unesco come meritevole di tutela per il suo “eccezionale valore universale”, come è accaduto per la dieta mediterranea, iscritta nella lista dell’Intangible heritage, il 16 novembre 2010, a maggior ragione la comunicazione dovrebbe tendere a renderne accessibili e fruibili i contenuti sostanziali ad un pubblico il più possibile vasto ed eterogeneo.

La manifestazione organizzata al consolato italiano di Nizza dal 19 al 21 novembre in occasione della terza edizione della Settimana della cucina italiana, dall’associazione di promozione sociale MedExperience, con il patrocinio del Club per l’Unesco di Vibo Valentia, ha inteso essere anche e soprattutto un racconto vivo, emozionante, pieno di suggestioni di un patrimonio culturale che, per le comunità vibonesi, calabresi e, in genere, del Sud Italia, conosce un volto superlativo nella Dieta mediterranea.

Partendo dall’aspetto imprescindibile, di fondamentale importanza, che riguarda il mangiar sano consentito anche dalla produzione di alimenti che molto spesso vengono da filiere corte, caratterizzati da una importante connotazione biologica e consumati secondo la stagionalità di produzione, la biologa nutrizionista Maria Concetta Tornese, nella sua relazione, ha evidenziato che "ben-essere" e "bene-stare" sono condizioni di vita che molto spesso dipendono da scelte del tutto personali e che, quindi, richiamano un forte senso di responsabilità nella prevenzione di malattie che hanno ormai assunto carattere epidemico, a livello mondiale, e rispetto alle quali una sana e bilanciata alimentazione mediterranea può incidere favorevolmente.

Rosario Chimirri, docente di Storia dell’architettura presso l’Unical, ha richiamato l’attenzione dei numerosi presenti, sul rapporto inscindibile che gli alimenti-base della dieta mediterranea, pane, olio e vino, hanno con gli abitati dei paesi del Mediterraneo.

Pasquale Lettieri, critico d’arte e poeta, ha catturato l’attenzione della platea incentrando la propria riflessione sull’importanza che ha nella valorizzazione e tutela dei patrimoni culturali, l’approccio scientifico della quantificazione del valore dei beni immateriali, un aspetto che non è sempre di immediata percezione e fruizione. L’indicametria, come scienza della globalità, è un metodo di ricerca interdisciplinare che integra sia indicatori oggettivi classici, sia indicatori soggettivi e che è ancora poco conosciuta anche dai più insigni studiosi di economia. L’approccio allo sviluppo capacitario delle comunità consentirebbe, senza alcun dubbio, di creare sviluppo sostenibile anche facendo tesoro di beni culturali che, fino ad oggi, non hanno ancora conosciuto la considerazione dovuta e meritata.

La serata è stata moderata dalla giornalista Rai Annarosa Macrì che ha regalato immagini di vibrante emozione.

Specialissima e straordinariamente apprezzata è stata la presenza delle giovani studentesse del liceo coreutico di Vibo Valentia, accompagnate dai maestri Daniela Ruggiero e Vincenzo Le Pera, a testimonianza della priorità che l’educazione e la formazione dei giovani deve assumere in progetti sostenibili e lungimiranti.

 

Dieta mediterranea, Grillo: "Mirabello pensi a tutelare il territorio"

Riceviamo e pubblichiamo

"Premetto che ho grande rispetto delle istituzioni, e, che, pertanto, ritengo legittimo e perfino ovvio che i rappresentanti della massima assise legislativa regionale si occupino di temi e argomenti che riguardano la Calabria, anzi sarebbe ora, ma questo è altro argomento!!

Ciò che mi spinge alla denuncia non è la ricerca del merito che, a prescindere da come si chiuderà la vicenda, e di come la pensi Mirabello, rimarrà integro.

Semmai il tentativo di alzare il livello di guardia su un territorio che continuamente  subisce traslochi di strutture regionali e trasferimenti di economie con la piena consapevolezza e l’approvazione di chi, come Mirabello, è stato eletto per tutelarlo.

Tuttavia non posso fare a meno di evidenziare che lo sgarbo istituzionale consumato in tale circostanza, con tali modalità, non solo nei miei, ma anche nei confronti dei colleghi consiglieri di maggioranza e di opposizione della passata legislatura, che quella legge l’hanno approvata all’unanimità, è una novità fin troppo evidente.

Il lavoro altrui non può essere banalizzato per pura propaganda o per appagare gli istinti narcisisti di consiglieri regionali che non brillano per originalità, specialmente quando di mezzo c’è  l’interesse dei calabresi.

Si chieda Mirabello cosa accadrebbe se ad ogni nuova legislatura i consiglieri regionali si comportassero come lui, Oliverio e Greco.

Nel merito mi permetto di dissentire con Mirabello, che evidentemente non ha letto il testo, il quale ritiene che la nuova legge sia più completa della precedente,

La legge 45/2013 non era affatto superata, né a termine, come falsamente si tenta di dimostrare quasi per giustificarsi dell’errore.

Era stata approvata appena 4 anni fa, e, superato il vaglio del governo, aveva trovato la data di applicazione a partire dal 01.01.2015, quindi a farla abortire è stato Oliverio.

Se proprio era necessario intervenire con qualche modifica, o integrazione non c’era bisogno di cancellarla non si sarebbe perso tempo e avremmo avuto uno strumento già attivo, ma evidentemente il fine non era quello di normare...

Nel merito spiace constatare intanto che, eccetto qualcuno, non ci si è accorti che la nuova proposta approdata in consiglio è un copia incolla di un trattato medicina.

La Dieta Mediterranea è oramai conosciuta e riconosciuta nel mondo scientifico, gli studi, gli effetti, le analisi, i dati e i risultati, legati al tema della prevenzione di patologie anche gravi, sono da anni su tutte le riviste scientifiche, argomenti che mi permetto di sottolineare attengono esclusivamente al mondo scientifico e alla comunità medica, non già al consiglio regionale.

L’organo politico regionale è deputato ad avanzare proposte che individuino meccanismi e strumenti di crescita che aiutino l’economica e l’occupazione, non di leggi manifesto.

La Dieta Mediterranea può essere uno strumento incredibile per rinvigorire la proposta agroalimentare, per incentivare la produzione di prodotti biologici,  aiutare l’investimento e perfino la nascita di nuove imprese e aziende, senza trascurare la valorizzare il territorio e il turismo innovativo.

 Non la si può ridurre a semplice invito da suggerire su una ricetta medica.

 La LR 54, rispetto alla 45/2013, favorisce l’indirizzo scientifico, e non soddisfa le aspettative di quanti vorrebbero ricavare da un bene “immateriale” il maggior vantaggio possibile per il territorio regionale ed i suoi residenti.

Basta questo per affermare che, almeno in questa circostanza, la politica ha abdicato al suo ruolo.

 Un esempio su tutti, si cancella la Fondazione in house, istituto snello sganciato dall’oppressione della burocrazia, quindi libera da vincoli di bilancio, titolata ad attrarre fondi comunitari, in grado di programmare azioni e iniziative mirate, e si costituisce uno strumento - l’Adimir -  che non soltanto avrà funzioni consultive, tra l’altro prettamente scientifiche, ma come si può immaginare non si muoverà di un solo millimetro perché privo di autonomia decisionale essendo saldamente ancorato alle dinamiche dei dipartimenti regionali.

 Rammento che l’unica provincia in Calabria priva di fondazioni in House in grado di proporre progetti finanziabili con i fondi comunitari è Vibo Valentia.

 Infine, spiace dirlo ma ho l’impressione che non tutti i consiglieri regionali hanno letto il testo, sono piuttosto evidenti, infatti, trattandosi di materia concorrente, i dubbi e le violazione dei profili di potestà legislativa, che quasi certamente faranno impugnare dal governo la legge.

 Ci auguriamo ovviamente che ciò non accadi, sarebbe davvero troppo.

 In quel caso però il danno per la calabria, e le responsabilità sui ritardi accumulati , le occasioni perse e gli investimenti mancati, cadrebbero esclusivamente su Oliverio, Greco e Mirabello."

Alfonso Grillo - Coordinatore provinciale Nuovo centrodestra

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Dieta mediterranea, Grillo: "Oliverio, Mirabello e Greco, complici dello scippo"

“La Legge sulla dieta Mediterranea in Calabria c’era già: era la n. 45/2013 proposta dal sottoscritto e approvata dal governo di centrodestra. Oliverio, Greco e Mirabello, poco originali, dovrebbero semmai fare il mea culpa per aver rilegato la Calabria e Nicotera, dopo tre anni d’ inefficienza sul tema, a semplici spettatori dei successi di altre regioni, ad esempio la Campania che, nel frattempo, hanno occupato spazi mediatici, investito e ottenuto riconoscimenti”.

E’ quanto scrive in una nota l’ex consigliere regionale, Alfonso Grillo.

“Si accorgono ora- prosegue il comunicato - dopo che il treno dell’Expo è passato a gran velocità, dell’importanza straordinaria che tale argomento riveste nello scenario mondiale e delle grandi opportunità che la Calabria può offrire ad un Paese vocato alla cultura del cibo e al turismo enogastronomico.

D’altra parte – aggiunge Grillo - non puoi aspettarti grandi risultati da chi garantisce partecipazione a protocolli d’intesa (Carta Mediterranea per l’infanzia - Milano 2015) per esaltare i prodotti della Campania, rimediando figuracce in tutta Italia, Expo compreso.

Ora attendiamo tutti che ai toni trionfalistici dei tre, che accompagnano la legge fotocopia, facciano seguito risultati e azioni e si recuperi il tempo perso, ammesso che vengano superati i profili di potestà legislativa, fin troppo evidenti in alcuni articoli, che rischiano di fare impugnare la legge dal Governo.

Nel merito devo purtroppo evidenziare, ancora una volta, che Oliverio ha una visione ristretta della Calabria, perché anche se è cosa buona e giusta prevedere accordi con l’università di Cosenza, se è vero che dei capisaldi faranno parte anche i cosiddetti insediamenti minori, tra l’altro già tutelati da altre leggi regionali, guarda caso anch’esse cosentine, e se è vero che la proposta porta la firma di due consiglieri regionali, Morrone e Greco, anch’essi cosentini, credo sia legittimo pensar male poiché è noto, tre indizi fanno una prova.

La prova  che ciò che sospettavo è vero:  cancellare la legge 45/2013 – conclude Grillo - ha il solo scopo di spostare il baricentro in Calabria da Vibo Valentia a Cosenza.

E Nicotera? Ci ha  pensato Oliverio, ‘Panem et circensi’ accontentata con il festival del benessere”. 

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A San Nicola da Crissa incontro sul tema dello spopolamento delle aree interne

“Il rischio dello spopolamento nelle aree interne: idee e proposte a confronto”.

 Questo il tema della tavola rotonda che si svolgerà, a partire dalle ore 18 di venerdì prossimo ( 5 maggio), nel Palazzo Mannacio di San Nicola da Crissa. L’incontro, promosso dal Club Unesco di Vibo Valentia, da Kalabriatv.it e dal Touring Club Italia di Lamezia Terme – Vibo Valentia, è patrocinato dal Comune di San Nicola da Crissa. La serata, moderata dal direttore di Kalabriatv.it Nicola Pirone, prenderà l’abbrivio con i saluti del sindaco del borgo delle Preserre Giuseppe Condollo. A seguire interverranno: il consigliere provinciale Pasquale Fera, il presidente del Club Unesco di Vibo Valentia Maria Loscrì, il presidente del Touring Club Lamezia – Vibo Valentia Giovanni Bianco, l’antropologo Pino Cinquegrana, l’ex consigliere al Comune di Roma Nicola Galloro ed il consigliere regionale Orlandino Greco.

 Nel corso dell’iniziativa, durante la quale sarà allestita una mostra con stampe dei costumi teatrali nei secoli curata da Domenico Pileggi, verrà proiettato il video “La storia del vibonese incontra la dieta mediterranea”.  

Dieta mediterranea, Grillo (Ncd): "Greco e Sergi pensano solo ad accampare meriti"

“Una legge a regolamentazione di una materia già normata non avrebbe motivo di esistere, al massimo si potevano prevedere integrazioni e miglioramenti ma solo sostanziali.

Invece sì è lavorato per tre anni al solo scopo di cancellare una legge esistente e creare un caos procedurale che ha impedito di fatto alla Calabria e alla cittadina di Nicotera, riconosciuta nella legge 45/2003, quale sede dell'ente in house della Regione Calabria, di riappropriarsi di un primato che la storia gli riconosce”.

E’ quanto scrive in una nota il coordinatore del Ncd per la provincia di Vibo Valentia Alfonsino Grillo.

 “Quando Greco e Sergi – continua Grillo - parlano di cattiva gestione della politica nostrana non fanno altro che parlare di se stessi e dei rappresentanti regionali del territorio vibonese.

Quest'ultimi troppo occupati a fare i contest  per cambiare nomi ai comuni piuttosto che a produrre leggi ed iniziative a difesa e tutela del patrimonio che rappresentano.

 La proposta di legge recentemente approvata in commissione Sanità, che ricordo è presieduta proprio da un Vibonese, palesa la totale ignoranza dei proponenti rispetto ad un tema che andrebbe affrontato con maggiore responsabilità e conoscenza.

 Degli studi di Ancel Keys – prosegue la nota - anche se citati in una premessa che sembra un trattato di medicina, i redigenti consiglieri, non mi pare abbiano colto l'essenza, considerato che pasticciano con identità  diverse tirando fuori un minestrone.

 Come si può pensare di trovare spazi sui mercati internazionali, e quindi valorizzare i prodotti tipici locali, presentando una proposta confusa che di fatto contrasta con i requisiti identitari.

È bene ricordare che il riconoscimento quale bene immateriale dell'umanità da parte dell'Unesco si regge su un requisito essenziale, ovvero che il patrimonio di cui si parla sia trasmesso di generazione in generazione in stretta collaborazione con l'ambiente circostanze.

 Gli insediamenti minori, tra l'altro giustamente tutelati da leggi regionali specifiche, che Greco e Sergi vogliono a tutti i costi eleggere a capisaldi della Dieta Mediterranea per caratteristiche climatiche, culturali e tradizioni gastronomiche, non c'entrano nulla con il regime alimentare imposto dallo studio del Seven Country Study.

 I temi di carattere scientifico – conclude Grillo -possono avere sì importanti risvolti economici, ma senza snaturarne i dettami di anni e anni di ricerca”.   

Dieta mediterranea, Alfonso Grillo bacchetta i consiglieri regionali: “Pensino alla tutela del territorio”

“La protesta che giunge dal consiglio comunale di Nicotera è legittima è giusta, e  non può rimanere inascoltata. Bene fanno sindaco e amministrazione ad essere preoccupati e ad alzare il tono della protesta a tutela di un tema, quello sulla Dieta mediterranea, che la storia ha accomunato alla cittadina tirrenica e che certa politica tenta di sottrarre”. Lo afferma il coordinatore provinciale di Ncd di Vibo Valentia Alfonso Grillo che approfondisce un argomento che lo ha visto protagonista nella passata legislatura. “Non si comprende – sostiene - la superficialità con la quale i rappresentanti regionali del nostro territorio hanno affrontato l'argomento. Inspiegabili e preoccupanti, infatti, sono le parole di soddisfazione, per la verità timide, quasi timorose, che hanno accompagnato il passaggio in III commissione della proposta di legge 54. Le polemiche che sta suscitando tale proposta – sottolinea il già consigliere regionale - che, a parte qualche riepilogo storiografico e scientifico, non presenta alcun elemento di novità, dovrebbe far riflettere quanti ostinatamente vogliono abrogare la legge 45/2013 che  era e resta quella accolta dal mondo scientifico, dalle forze politiche e dalle associazioni con entusiasmo. La storia ci insegna che quando una legge non è amata prima o poi viene superata. Dunque, se proprio non se ne può fare a meno si integri la 45/2013 e si dia attuazione senza perdere ulteriore tempo prezioso. La Calabria – aggiunge - pur detenendo il primato sul tema è indietro rispetto ad altre regioni come Puglia e Campania che da tempo sono dotati di strumenti legislativi efficienti che hanno consentito a queste regioni di primeggiare all'esposizione mondiale sull'alimentazione. In Calabria invece nulla si muove senza prima essere condito di campanilismo bruzio. Ciò che preoccupa è che tutto avviene sotto lo sguardo dei rappresentanti regionali del territorio, i quali, addirittura, hanno avuto parole di soddisfazione, per la verità timide, quasi timorose, nei confronti di una proposta che di fatto priva Nicotera e la provincia di Vibo Valentia della centralità sul tema Dieta mediterranea. Mi domando com'è possibile mettere da parte la tutela del territorio per questuare le simpatie politiche. Si sforzino di essere più originali – sentenzia infine Grillo - e si impegnino a valorizzare ciò che, con sacrificio e duro lavoro, si è ottenuto dopo 50 anni di assoluto silenzio, ancora si è in tempo”.

 

 

 

 

 

 

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