Maxi evasione per 10 milioni di euro, due denunce

Al termine di una complessa attività di verifica fiscale condotta nei confronti di due società operanti nel settore della preparazione e concia del cuoio, i finanzieri del Gruppo Locri hanno denunciato presso la locale Procura della Repubblica, i due legali rappresentanti per frode fiscale, contestando una base imponibile sottratta a tassazione per oltre 10 milioni di euro, oltre alla corrispondente indebita sottrazione dell’Iva per quasi 1,5 milioni di euro.

 Durante le indagini è emerso che due società (di cui una in apparente liquidazione), dopo aver realizzato un cospicuo giro d'affari in una provincia campana, allo scopo di eludere il fisco, avrebbero trasferito – ma solo fittiziamente – le rispettive sedi legali nel territorio della Locride da circa un paio di anni.

Gli ulteriori approfondimenti investigativi hanno permesso alle fiamme gialle di scoprire, inoltre, che nell’imminenza del fittizio trasferimento delle sedi nella provincia reggina le quote sociali sarebbero state interamente cedute a dei nullatenenti –risultati poi irreperibili – cui sarebbe stato affidato anche l’incarico di amministratore unico.

Al termine degli accertamenti, i militari avrebbero riscontrato la sottrazione al fisco di ricavi non dichiarati e costi non in linea con i requisiti previsti dalla normativa fiscale vigente. 

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Azienda sottrae al fisco 7,5 milioni di euro, denunciate tre persone

Durante una verifica effettuata a carico di una società di Rossano (Cs) attiva nel settore edile, i finanzieri della locale Compagnia hanno contestato la sottrazione al fisco di circa 7,5 milioni di euro di tasse.

Per le fiamme gialle, gli amministratori della società succedutisi nel tempo, sarebbero stati dei meri prestanome, in quanto completamente all’oscuro della reale gestione dell'azienda, che in realtà avrebbe fatto capo ad un gruppo familiare che controlla altre ditte operanti nel settore edile e nella produzione e commercializzazione di calcestruzzo.

Attraverso l’analisi della documentazione contabile e bancaria acquisita nel corso dell’attività ispettiva, i militari avrebbero scoperto un collaudato sistema di frode messo in atto dagli amministratori di fatto.

I finanzieri hanno, pertanto, contestato l'emissione di fatture per operazioni inesistenti e la compensazione di debiti con l’amministrazione finanziaria con crediti ritenuti fittizi.

In particolare, tutte le operazioni commerciali, sarebbero state eseguite con ingegnosi artifizi contabili, finalizzati ad impedire l’effettiva tracciabilità dei pagamenti.

Complessivamente, tra il 2010 ed il 2018, sarebbe stata riscontrata l’emissione e l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, per 7 milioni di euro, Ires ed Iva evase per oltre 4 milioni di euro e crediti fittizi indebitamente compensati per circa 700 mila euro.

Il controllo è culminato, quindi, con la denuncia degli amministratori sia di fatto che di diritto.

Scoperta maxi evasione fiscale, eseguite due misure cautelari. Sequestrati beni per oltre 3,5 milioni di euro

I finanzieri della Compagnia di Paola (Cs) hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare personale e un decreto di sequestro preventivo di beni per un valore pari a 3,7 milioni di euro, emesso dal gip presso il Tribunale di Cosenza, su richiesta della locale Procura, nei confronti di 2 persone residenti nella Provincia di Cosenza, per occultamento o distruzione di documenti contabili ed evasione fiscale.

Il sequestro ha interessato: rapporti finanziari, quote societarie, beni immobili e mobili.

Durante l'attività, le fiamme gialle hanno eseguito, anche, diverse perquisizioni.

Per l'amministratore “di fatto” di una società che avrebbe “nascosto al fisco, dal 2011 ad oggi, ricavi per ben 11 milioni di euro”, sono scattati gli arresti domiciliari, mentre per un “prestanome”, è stato disposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, con divieto di esercizio di qualsiasi attività di impresa e di assunzione di cariche all’interno di persone giuridiche per la durata di un anno.

Le indagini penali sono scaturite da due verifiche fiscali, avviate dai finanzieri grazie all‘individuazione dei soggetti economici attraverso l’attività di controllo del territorio e l’utilizzo delle banche dati.

Le investigazioni – proseguite sotto la direzione della Procura di Cosenza e rese particolarmente complesse ed articolate anche a causa della mancata esibizione e consegna della documentazione contabile, occultata al fine di ostacolare la ricostruzione degli affari e del reddito, hanno avuto ad oggetto non solo la gestione delle due società interessate dal controllo, attive nel settore della “commercializzazione di macchine e attrezzi agricoli”, sia in Calabria che in altre regioni italiane, ma anche numerose altre imprese, tutte operanti nel medesimo settore e facenti parte di uno stesso “gruppo societario”, riconducibili ad un’unica famiglia ed in particolare ad un “dominus”, individuato nell’indagato finito agli arresti.

Le fiamme gialle, attraverso una serie di verifiche e riscontri, sono riuscite a ricostruire la reale posizione fiscale della società “fantasma” ed il “ruolo dell’amministratore di fatto”.

Attraverso l’occultamento di migliaia di fatture e l’emissione di fatture per operazioni inesistenti, sarebbero stati sottratti al fisco oltre 3 milioni e 700 mila euro.

Al temine delle indagini, sono state denunciate 4 persone (2 delle quali destinatarie dei provvedimenti cautelari), per i reati di: occultamento o distruzione di documenti contabili; omessa dichiarazione; emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti; dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti..

L'operazione è culminata nel sequestro di beni per oltre 3,7 milioni di euro.

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Scoperto evasore totale, ha occultato al fisco oltre 236 mila euro

I finanzieri della Compagnia di Paola (Cs) hanno scoperto un evasore, che dal 2014 non ha presentato alcuna dichiarazione dei redditi pur avendo conseguito ricavi per oltre 236 mila euro.

I militari hanno smascherato la società “fantasma”, operante nella provincia di Cosenza e con un ufficio anche a Roma, attiva nel settore della “fabbricazione di acqua minerale e bevande analcoliche”, grazie all‘individuazione del soggetto economico, attraverso l’attività di controllo del territorio e l’utilizzo delle banche dati a loro disposizione.

I finanzieri hanno, quindi, ricostruito la reale posizione fiscale della società, le vendite effettuate e gli utili conseguiti.

Al termine del controllo è stata rilevata, quindi, la mancata dichiarazione di ricavi per oltre 236 mila euro e sono state calcolate imposte evase per oltre 123 mila euro.

L’amministratore e legale rappresentante della società è stato, pertanto, denunciato all’autorità giudiziaria, per il reato di occultamento o distruzione di documenti contabili ed ora rischia anche la reclusione fino a sei anni. 

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Non dichiara al fisco ricavi per 250 mila euro, denunciato

I finanzieri della Compagnia di Paola(Cs) hanno scoperto un evasore, che dal 2012 non ha presentato alcuna dichiarazione dei redditi pur avendo conseguito ricavi per oltre 250 mila euro.

In particolare, le fiamme gialle hanno smascherato una società “fantasma”, operante nella provincia di Cosenza ed attiva nel settore della “fabbricazione di porte e finestre in legno”.

Grazie, anche, ai riscontri effettuati con numerosi operatori commerciali del settore, i militari sono riusciti a ricostruire la reale posizione fiscale della società, le vendite effettuate e gli utili conseguiti.

Nel corso del controllo, inoltre, è emerso che la società aveva svolto anche l’attività commerciale di “vendita di prodotti per la casa, l’igiene intima, detersivi, etc.”, senza dichiararla al fisco.

Le fatture di vendita acquisite, hanno consentito ai finanzieri di calcolare anche i ricavi derivanti da quest’ultima attività “nascosta”.

Al termine del controllo fiscale è stata rilevata, quindi, la mancata dichiarazione di ricavi per 250 mila euro e sono state calcolate imposte evase per circa 67 mila euro.

Pertanto, l’amministratore e legale rappresentante della società, che è stato denunciato all’autorità giudiziaria con l'accusa d'occultamento o distruzione di documenti contabili, rischia ora la reclusione fino a sei anni. 

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Sequestrati oltre 400 prodotti contraffatti

Sequestri di beni contraffatti ed alterati e verbali per mancate emissioni di scontrini fiscali. Questo l'esito dei controlli effettuati nei mesi estivi dai finanzieri di Paola, nei settori del contrasto degli illeciti a tutela del consumatore e della lotta all’evasione fiscale.

Con l’obiettivo di rendere maggiormente proiettata sul territorio litoraneo paolano l’azione del Corpo, mirata alla prevenzione e al contrasto ai traffici illeciti, in particolare la commercializzazione di beni contraffatti e pericolosi per la salute, diverse pattuglie sono state impiegate in servizi di appostamento, perlustrazione, osservazione e attuazione di posti di controllo.

Un dispositivo di controllo orientato in via prioritaria alla prevenzione e repressione del commercio di beni contraffatti, nonché di prodotti in violazione alla normativa sulla sicurezza e tutela del consumatore e del diritto d’autore.

Complessivamente sono stati 426 i beni contraffatti ed alterati sequestrati costituiti da: scarpe, borse, occhiali ed altri capi d’abbigliamento, anche sportivi, recanti illegittimamente marchi e/o segni distintivi registrati e griffe di note case produttrici. 

Due le persone denunciate per i reati di “detenzione per la vendita di prodotti con marchi o altri segni distintivi contraffatti o alterati” e “ricettazione”, che ora rischiano fino a otto anni di reclusione e la multa fino a 10.329 euro.

Diversi altre persone si sono date alla fuga alla vista dei militari.

L’azione di contrasto all’evasione fiscale, inoltre, ha permesso ai finanzieri di verbalizzazione di 80 cessione di beni effettuate senza l’emissione dello scontrino fiscale.

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Sequestrati oltre 400 prodotti contraffatti

Sequestri di beni contraffatti ed alterati e verbali per mancate emissioni di scontrini fiscali. Questo l'esito dei controlli effettuati nei mesi estivi dai finanzieri di Paola, nei settori del contrasto degli illeciti a tutela del consumatore e della lotta all’evasione fiscale.

Con l’obiettivo di rendere maggiormente proiettata sul territorio litoraneo paolano l’azione del Corpo, mirata alla prevenzione e al contrasto ai traffici illeciti, in particolare la commercializzazione di beni contraffatti e pericolosi per la salute, diverse pattuglie sono state impiegate in servizi di appostamento, perlustrazione, osservazione e attuazione di posti di controllo.

Un dispositivo di controllo orientato in via prioritaria alla prevenzione e repressione del commercio di beni contraffatti, nonché di prodotti in violazione alla normativa sulla sicurezza e tutela del consumatore e del diritto d’autore.

Complessivamente sono stati 426 i beni contraffatti ed alterati sequestrati costituiti da: scarpe, borse, occhiali ed altri capi d’abbigliamento, anche sportivi, recanti illegittimamente marchi e/o segni distintivi registrati e griffe di note case produttrici. 

Due le persone denunciate per i reati di “detenzione per la vendita di prodotti con marchi o altri segni distintivi contraffatti o alterati” e “ricettazione”, che ora rischiano fino a otto anni di reclusione e la multa fino a 10.329 euro.

Diversi altre persone si sono date alla fuga alla vista dei militari.

L’azione di contrasto all’evasione fiscale, inoltre, ha permesso ai finanzieri di verbalizzazione di 80 cessione di beni effettuate senza l’emissione dello scontrino fiscale.

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Contrabbando di carburante ed evasione fiscale, ditta occulta al fisco 11 milioni di euro

I finanzieri della Compagnia di Castrovillari (Cosenza) hanno scoperto una ditta individuale sconosciuta al fisco, attiva nel settore del commercio all’ingrosso di carburanti per autotrazione che dal 2015 operava senza dichiarare all'erario i propri redditi, risultando quindi evasore totale.

Le fiamme gialle hanno individuato un vero e proprio sistema di frode che prendeva le mosse con l’acquisto di carburante agricolo da parte del titolare della ditta, mediante l’utilizzo e l’esibizione di false autorizzazioni rilasciate da Agenzie delle dogane e dei monopoli.

Il carburante veniva, quindi, solo documentalmente, inviato a distributori che, di fatto, non ricevevano il prodotto.

In realtà, il titolare della ditta ritirava il gasolio agricolo per poi rivenderlo, ad un prezzo maggiore rispetto a quello di mercato, a terzi che nulla avevano a che vedere con l’attività agricola e che lo utilizzavano per autotrazione, in evasione dell’imposta di fabbricazione e consumo.

Al termine delle indagini, il titolare della ditta è stato pertanto denunciato per contrabbando di prodotti petroliferi ed ora rischia la pena della reclusione da uno a cinque anni.

Concluse le indagini di polizia giudiziaria, i finanzieri hanno avviato una verifica fiscale nei confronti della ditta individuale scoprendo che nel corso degli anni il titolare non aveva mai presentato dichiarazioni fiscali, né tantomeno pagato imposte.

È stato così ricostruito l’intero volume d’affari, attraverso “controlli incrociati” effettuati presso le ditte fornitrici ed accertamenti bancari.

A conclusione delle attività è stata rilevata la mancata dichiarazione di ricavi per circa 11 milioni di euro, evasione delle imposte sui redditi per circa 5 milioni di euro e di accisa per altri 5 milioni di euro ed Iva per ulteriori 2 milioni di euro.

Al termine dell’attività ispettiva, il titolare della ditta, originario del comune di Altomonte, è stato ulteriormente deferito all’Autorità giudiziaria per: occultamento o distruzione di documenti contabili, omessa dichiarazione annuale ai fini dell’Iva, e falsità materiale.

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