Annuncio della Marina Militare: "Lunedì 1085 migranti sbarcheranno in Calabria"

Con due diversi tweet pubblicati nel primo pomeriggio la Marina Militare ha annunciato l'arrivo in Calabria di 1085 profughi. Gli sbarchi sono previsti per la giornata di lunedì. Ai migranti era stato prestato aiuto in mare già sabato. "La nave Driade - si legge nel primo messaggio scritto su Twitter - arriverà domani a Corigliano Calabro e sbarcherà 475 migranti soccorsi ieri". Tra loro anche sette donne in stato di gravidanza. Poco dopo, l'account ufficiale della Marina Militare ha comuniato che "La nave Vega  arriverà domani a Crotone per sbarcare i 610 migranti soccorsi ieri. Molti di essi sono donne e bambini. 

Giunta in Calabria un'altra nave carica di migranti

Sono 203, compresi quaranta soggetti non ancora maggiorenni, i profughi che si trovano sulla "Godetia", imbarcazione appartentente all'esercito del Belgio, appena approdata al molo portuale di Crotone. I migranti hanno ricevuto soccorso durante l'attraversamento del Mediterraneo su un barcone trovatosi in difficoltà mentre era nello specchio di mare antistante la Libia. Originari di diversi Paesi, stanno bene dal punto di vista fisico. I rappresentanti delle Forze dell'Ordine sono attualmente impegnati nelle procedure approntate per l'accoglienza, sotto il coordinamento della Prefettura di Crotone che si sta avvalendo anche del prezioso supporto fornito dai miltari  della Capitaneria di porto, e dal personale volontario della Croce Rossa e della Misericordia.

Emergenza immigrazione, Falcomatà: "I reggini stanno diventando sempre più insofferenti"

Ascoltato dai membri della Commissione Affari costituzionali del Senato in relazione al dramma dell'immigrazione che interessa da vicino la citta di Reggio Calabria, il sindaco Giuseppe Falcomatà non ha nascosto i suoi turbamenti. "Per la nostra città - ha ammesso - l'emergenza è diventata del tutto insostenibile. L'anno scorso, in epoca commissariale  ha ospitato oltre 17mila migranti. Lo ha fatto con lo spirito dell'accoglienza nei confronti di persone che fuggono da fame, violenza e guerra, ma noi non abbiamo nessun tipo di risorsa per fare fronte all'emergenza sbarchi. Utilizziamo le palestre, ma Reggio Calabria purtroppo non è una città nella quale abbondano gli impianti sportivi". "Questo - ha avvertito il Primo Cittadino - ci rende difficile la gestione, perché la cittadinanza si vede sottrarre spazi. Nell'ultima ondata abbiamo avuto in città 700 persone, tra minori non accompagnati, donne e uomini maggiorenni. Abbiamo riaperto perciò i centri sportivi, proprio nel periodo in cui i campionati sono nelle fasi finali. Si tratta di una palestra in una zona sud della città ad alta densità di popolazione e di un centro sportivo in un'altra zona periferica. Siccome non bastava abbiamo chiesto aiuto all'associazione "Nuova solidarietà", che è riuscita ad accogliere oltre 300 migranti. Ma queste non sono strutture che rendono facile il controllo. Diversi migranti sono riusciti a scappare nelle campagne e molti si trovano ora in città a mendicare. La cittadinanza sta diventando sempre più insofferente. I dipendenti della Protezione Civile che si stanno occupando dell'emergenza sbarchi, poi, giustamente chiedono il pagamento dello straordinario". "E noi - ha ricordato Falcomatà - non abbiamo nessuna possibilità di riconoscere loro il dovuto nei tempi giusti. Dal Governo ci dicono che rimborseranno, ma quando, come e in che misura? Ad oggi, per tutto ciò che riguarda la spesa del 2014 non è stato risconosciuto ai Comuni nulla. La spesa per gli straordinari di Polizia municipale e personale di Protezione Civile, a oggi ammonta a qualche centinaia di migliaia di euro, emolumenti che non sono stati erogati per mancanza di fondi da parte del Comune".

Immigrazione, Oliverio: "Regione ed Enti locali, da soli, non ce la possono fare"

Il presidente della Regione Mario Oliverio, intervenendo al convegno sul tema: “Accoglienza, buone prassi, integrazione”, a Sant’Agata d’Esaro, ha fatto la seguente dichiarazione: “La Calabria, terra di emigrazione ma anche di approdo e di accoglienza per eccellenza, ha necessità, più di altre regioni, di accendere i riflettori su una problematica importante, che è quella dell’accoglienza e dell’integrazione di quanti, disperati e perseguitati, sono costretti a fuggire dai loro paesi per trovare una speranza, un rifugio ed un futuro altrove. Rispetto ad un fenomeno che coinvolge migliaia di uomini e donne, molti dei quali perdono la vita in mare nel tentativo di ricostruirsi un futuro - ha proseguito il governatore - non possiamo girare la testa e assumere atteggiamenti populisti, ma dobbiamo incalzare l’Europa a costruire un adeguato sistema di accoglienza e a stabilire relazioni sempre più intense con le aree di provenienza di questi disperati, la cui condizione è spesso frutto di miseria, sofferenza e squilibri. Bisogna concepire l’accoglienza, insomma, non come una offerta temporanea di ricovero, ma come un sistema di integrazione e di permanenza civile. Fare questo è possibile se c’è una corrispondenza da parte dell’Europa e del Paese. Gli enti locali e la Regione, da soli, non ce la possono fare. Nè si può pensare di continuare a costruire recinti dentro cui ammassare, come animali, migliaia di persone. Il sistema di accoglienza – ha aggiunto il presidente della Regione - deve essere adeguatamente sostenuto ed articolato sul territorio. In tal senso ci sono già alcune esperienze positive a cui guardare messe in piedi soprattutto dalla Chiesa, a cui va il nostro ringraziamento che, anche in questo campo, svolge una funzione di supplenza dello Stato. Bisogna smetterla di gridare strumentalmente ‘al lupo, al lupo’ ed utilizzare il bisogno drammatico di questi esseri umani, facendo finta di non capire che questo atteggiamento lascia spesso questi disperati nelle mani della criminalità organizzata che prima ne organizza gli sbarchi e poi ne utilizza i bisogni, sfruttandoli e trattandoli come bestie. L’operazione di accoglienza, quindi, non deve e non può essere solo di carattere umanitario e di imprescindibile rispetto dei diritti umani, ma è anche interesse di sicurezza sociale e di creazione di un clima di convivenza e di coesione civile. Auspico – ha concluso Oliverio - che la Commissione Parlamentare d’inchiesta sul sistema d’accoglienza e identificazione presieduta da Gennaro Migliore, possa al più presto rimuovere situazioni umanamente non più tollerabili e che, soprattutto in Europa, possa aprirsi una nuova stagione di attenzione, di civiltà e di rispetto umano e covile verso una problematica che, se non governata adeguatamente, rischia di esplodere e di ritorcersi contro il nostro Paese e la stessa Comunità Europea”. 

 

Calabria: aumenta il numero degli stranieri

E’ aumentato, anche, nel 2013, il numero degli stranieri presenti sul suolo calabrese. Rispetto al 2012 l’incremento è stato del 16,8%. In termini assoluti, le persone provenienti dall'estero che hanno deciso di stabilirsi in Calabria sono 94 mila, 12 mila in più rispetto al 2012. L’incidenza sul totale della popolazione e’ del 4,4%. E’ quanto emerge dal dossier statistico "Immigrazione" del Rapporto Unar curato dal Centro studi e ricerche “Idos”.

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