Fabrizia, l’associazione “Crescere insieme” chiede lumi sul progetto “Io gioco legale”

“Indignata” con l’amministrazione comunale a  causa della “facilità con la quale muove le sue decisioni”. L’associazione “Crescere insieme” contesta “il decisionismo a oltranza, sovente privo di qualsiasi logica e fuori dai canoni della doverosa legalità” e scende nei particolare del caso “dell’incomprensibile variante del campo di calcetto” per il quale “non è stato spiegato alcun valido motivo per il trasferimento dell’opera dall’originario sito, per allocarlo in un terreno fangoso e insicuro, perché privo di opere di assestamento murario, e pertanto molto friabile e scivoloso, come quello dell’incrocio d’inizio Via Barco. Tra l’altro – spiegano i rappresentanti della compagine fabriziese - l’area pare che abbia avuto bisogno di aggiuntivi interventi di spianamento non previsti in precedenza. Per la cronaca occorre specificare che si sta obiettando sulla scelta, del tutto infelice, di perdere tempo in un improbabile trasferimento di un’opera pubblica finanziata con fondi ministeriali destinati alla legalità. ‘Io gioco legale’ – precisano - è il titolo del progetto, denominazione che dovrebbe pure rappresentare il paradigma dell’intervento. Soprattutto questo fa sì che non possa essere sottaciuta la decisione di una variante che già di primo acchito mostra decisi e oggettivi tratti di illegalità. Il campetto, progettato per essere allocato nell’area confinante con le case del secondo lotto degli alloggi realizzati per gli alluvionati, improvvidamente è stato spostato a ridosso dell’altro campetto di calcio a 5 già esistente, nei pressi della contestatissima antenna Telecom. Una valida spiegazione non è stata neppure accennata, eppure la motivazione delle scelte politiche è uno dei canoni di legalità amministrativa”. Per “Crescere insieme” non esiste “la ragionevolezza” perché “siamo di fronte a una scelta lontana anni luce dalla sicurezza, dall’efficienza e dalla altrettanto obbligatoria economicità. Ci troviamo, invece, ad assommare nuove spese gravanti sul Comune per disallocare un progetto già allocato e cantierato. Sono stati già spesi circa 6 mila euro di fondi comunali sottratti ai servizi dei cittadini che pagano le tasse, per spianare una nuova area nel tentativo di renderla idonea all’opera. Tentativo oltretutto non riuscito a causa della friabilità del terreno. Come si può notare benissimo, il fango scende giù copioso nella piazzetta Good Life, non appena compare un po’ di pioggia. Il risultato è che adesso l’opera non è più cantierabile, a meno che non si spendano altri soldi dei contribuenti per perseverare in una irrazionale conclusione”. L’associazione richiede dunque “una risposta trasparente e credibile che spieghi i benefici apportati dalle migliaia di euro spesi in più per degli scavi a spese del Comune ma anche conoscere quali sono stati gli interessi che hanno determinato la variazione del sito. Si spera – è la critica finale - che sia stato coltivato un pubblico interesse e non invece interessi particolari o elettorali da soddisfare”.

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