Con la Brexit potrebbe sparire la Gran Bretagna

La secesseione della secessione. Stiano sereni (!) i lettori del PD: non voglio parlare di loro, ma delle Isole Britanniche in fibrillazione. Iniziamo con un velocissimo riassunto delle puntate precedenti:

-          Nel 1603, morta Elisabetta I, il re di Scozia Giacomo VI Stuart divenne anche re d’Inghilterra come Giacomo I. Seguirono la dittatura di Cromwell, sotto il quale venne estesa l’occupazione inglese dell’Irlanda con oppressione dei cattolici; e il ritorno degli Stuart.

-          Con un processo che iniziò nel 1707, Inghilterra e Scozia si unirono nel Regno di Gran Bretagna; nel 1714 regnò Giorgio I Hannover.

-          Nel 1803 la denominazione dello Stato divenne Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda; ma le condizioni dell’isola, e quelle dei cattolici, rimasero di oppressione.

-          Dopo lunghe e anche sanguinose lotte dell’IRA (Irish Republican Army, ma l’acronimo è da leggere in latino), culminate con massacri inglesi del 1916, l’Irlanda cattolica ottenne l’autonomia come dominion; repubblica dal 1937, rimase ostentatamente neutrale durante la Seconda guerra mondiale. L’Ulster (Irlanda del Nord) protestante rimase alla Gran Bretagna.

-          Neanche questo placò gli animi, e seguirono attentati e repressioni, fino all’accordo del Venerdì Santo 1998.

 Secoli di guerra interna nel cuore dell’Europa. Ma ecco che nel frattempo arriva la Brexit dall’Europa, che, senza tanto menare il can per l’aia, sta arrivando all’applicazione: e, stando così le cose, l’intero Regno dovrebbe portare a termine la secessione. Addio al Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord.

 Eh, una parola! Intanto in Scozia è fortissimo il movimento per la separazione, cioè per il ritorno alla situazione di prima del 1707-14; e questo riprende forza sostenendo una Scozia nell’Unione Europea.

 Freschissima notizia, ieri 24 febbraio 2017, è che l’Irlanda propone all’Ulster un’altra secessione: staccarsi dalla Gran Bretagna – o magari, per quanto sopra, dall’Inghilterra – e unirsi al resto dell’isola; e perciò restare in Europa. 

 Non è fantastoria: sono innumerevoli, per restare solo agli ultimi secoli, gli Stati europei nati e morti e a volte risorti, e dai confini variati; per non dire degli assetti istituzionali e politici. Chi, ancora nel 1980, avrebbe mai detto che sarebbe sparita niente meno che l’Unione Sovietica? Può svanire anche il Regno Unito, che un dì nemmeno tanto lontano fu la prima Potenza mondiale.

 Staremo a vedere. Ah, un paradosso: se mai Scozia e Ulster dovessero distaccarsi dall’Inghilterra, lo dovrebbero fare in lingua inglese; le antiche e poetiche lingue celtiche non vanno bene per il XXI secolo.

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