Le scuole di Locri e l'odor di mafia

Stupisce che siano stati chiusi due importanti plessi scolastici a Locri, dopo diversi anni di operatività, lasciando sulla strada centinaia di studenti, perché solo ora viene a galla che tali edifici sarebbero abusivi, oltre che privi della certificazione di abitabilità.

E l'Amministrazione comunale e la Dirigenza Regionale scolastica come mai ne erano all'oscuro ?

Ma vien da chiedersi, in particolare, se le scuole chiuse sono agibili era indispensabile chiuderle, non si poteva magari sequestrarle de jure, senza impedire le lezioni, che di certo sono un pubblico servizio, con buona pace dell' art.340 del C.P.?

Al contrario - purtroppo - in Calabria ci sono molti edifici scolastici fatiscenti, come alcune aule universitarie, mai giuridicamente collaudate, che - Dio non voglia - se dovessero crollare farebbero vittime, non credo di mafia, ma di pubblica deficienza.

Non si poteva consentire a Locri che alunni e professori proseguissero il percorso formativo, ormai vicino al traguardo della fine dell'anno scolastico?

O forse quelle aule sono infette di "mafia"  e perciò  pericolo pubblico? 

E se così fosse, non sarebbe stato congruente dichiararlo esplicitamente sul portone di ingresso, prima che qualche "scemo del villaggio " (per dirla come l'impareggiabile Ulderico Nisticò) lo scriva sui muri della città e dintorni?  e ricoverare di conseguenza maestri ed alunni in qualche clinica di pedagogia della resistenza, con il solerte aiuto di don Ciotti e non solo, per salvarli dal contagio e guarirli? Si fa per dire.

Un altro caso , comunque, quello di Locri, che fa tornare alla mente quel affascinante " Che Dio ci aiuti! " con Buona Pasqua speriamo per tutti.

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