La Pasqua senza resurrezione della Calabria

Mentre si approssima la S. Pasqua c'è da augurarsi che anche la nostra Regione risorga dai tanti "terremoti" e misfatti che in questa lunga Quaresima l'hanno colpita con o senza i riti abituali delle cosche apparenti o nascoste dal Pollino all' Aspromonte e atterrate si dice persino alla SACAL dell'aeroporto di S. Eufemia, da dove sinora pare fossero solo abituate a volare nel vecchio e nuovo Mondo.

Ma vien fatto di chiedersi se non sia curioso far tornare oggi sul palco le benevole Eumenidi di Eschilo per ricordare che "Parentele e amicizie", accomunate a "Clientele", e mischiate a "Garanzie giovani" sono il miraggio  delle "'ndrine" , lontane anni luce dal bene comune, dimenticando che per decenni sono state anch'esse il solido binario percorso dalla classe politica, che aspirava all'ascesa.

Nella cosiddetta "Prima Repubblica", chi non ricorda gli stuoli lunghissimi di clienti / elettori ed elettrici che si mettevano in fila per esser ricevuti da esponenti politici nelle loro sedi, in cerca di un lavoro dignitoso per vivere serenamente. 

C'erano (ed è bene ricordarlo) persino le famose quote "Cencelli" per partito destinate ai pubblici uffici  - come avvenne ad esempio per l'assunzione provvisoria del personale tecnico/amministrativo - quando si aprì l' Università della Calabria. 

Personale democristiano e socialista poi stabilizzato con apposita Legge nazionale, che non dimenticò mai il proprio lungimirante onorevole di turno, che - lo si sa - si portava dietro a Roma anche il portaborse, ovviamente retribuito dal pubblico erario.

Ora, si dice, siamo nella Seconda Repubblica, declamata dopo "Mani pulite". 

Una "vera" Repubblica: e che Repubblica! si dice in parte appestata di mafia, ma indubbiamente carente da veri ideali politici.

Parole...parole...parole che volano.

In questi giorni si lancia ( speriamo non solo urlando) "Calabria sicura ", un progetto che prevede 300 interventi per tutta la Regione destinati a case che crollano, strade che smottano come quelle delle Preserre e non solo , lavori che si spera non vengano poi rimandati sine die in attesa che Tar e Consiglio di Stato decidano eventuali ricorsi, ma anche un deciso rigore sullo sfruttamento degli stranieri soggetti ai caporali nella Piana. 

Ci si augura che  le Scuole chiuse a Locri, riaprano presto i battenti e seppur già infette di 'ndrangheta, siano davvero di pubblico esercizio,  per dar speranza a tanti giovani che certamente lo meritano, anche per non morire di solitudine per mancanza di amore, pur disponendo intorno di tanto così detto  "onore".

Ma chi non desidera anche che gli aerei possano continuare a decollare dagli scali calabresi per non lasciarci fuori dal mondo, in difetto altresì di altri mezzi di trasporto veloci ?

Buona Pasqua di resurrezione: un caro augurio a tutti i nostri lettori.

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