Le biblioteche calabresi a rischio chiusura

 Che ogni comune debba avere eccellenti luoghi di ritrovo per coltivare e implementare cultura, socialità e sportività è certamente un obiettivo che cittadine e cittadini devono sempre avere nella mente e nel cuore, e - diciamolo pure - gli amministratori particolarmente nella distribuzione delle finanze.

Credo, però, che bisogna evitare ammucchiate, soprattutto per quanto attiene alle biblioteche, le quali non devono e non possono abdicare alla sostanza etimologica che le connota.

Quante volte chi frequenta da diversi anni le biblioteche (specialmente universitarie) stenta a trovare un posto nelle vaste sale di consultazione perché molti studenti sono lì per studiare, navigare tranquillamente in internet, o incontrarsi per motivi diversi , danneggiando i veri fruitori del patrimonio librario, contrariamente a quanto accade p.es. alla Vaticana, all'Ambrosiana, alla Marziana, o alle biblioteche nazionali di Parigi, Londra e Berlino.

Il tempo corre e il mondo cambia e si evolve. Ciò impone, a chi istituisce oggi una Biblioteca, di chiedersi e domandare di quali e quanti fondi dotarla, quali autori classici, medioevali, moderni e contemporanei scegliere, in quali e quante lingue; che parte riservare alle opere connesse a una autentica conoscenza del territorio e degli scrittori calabresi per origine o "adozione". 

Ma senza un personale ben formato e stabile come si fa a offrire tale servizio? Vedi p.es. Biblioteca Capialbi di Vibo. E il personale va retribuito, ovviamente.

Sappiamo molto bene che ci sono in Calabria preziose biblioteche (basti pensare alla Civica di Cosenza) a rischio di chiusura: gli impiegati non vengono retribuiti e sono costretti a scioperare, e certamente non sono intenti a cambiar mestiere, o ad essere trasferiti - non dico  in ... ludici ambienti - e tantomeno alla poco nota biblioteca del Consiglio Regionale di Reggio Calabria, che dispone  però di un eccellente materiale librario  con molte copie di libri in giacenza, acquisito per sostenere le case editrici, e che potrebbero (anzi dovrebbero) essere distribuite alle biblioteche comunali richiedenti.

C'è da augurarsi che la nascitura biblioteca comunale di Chiaravalle sia tra queste e ben si aggreghi alla Biblioteca locale Francescana con precisi intenti, che non siano come spesso avviene solo  parole,  parole e parole, anche se belle, recitate dai soliti bravissimi attori.

 

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