Mangialavori: "Confermata l'incoerenza di una maggioranza che non va oltre inevasi proclami"

“I vincoli di bilancio sono ben chiari a chi ricopre un ruolo di responsabilità amministrativa. Ma ciò non giustifica l’elusione di primarie istanze ambientali, culturali e sociali”. Lo dichiara il consigliere regionale Giuseppe Mangialavori che aggiunge “la reiezione dei tre miei emendamenti al bilancio è emblematica di un’amministrazione tutt’altro che dinamica. Il primo emendamento riguardava il finanziamento della legge 45/2011: ‘Interventi regionali di solidarietà a favore dei familiari di lavoratrici e lavoratori deceduti o gravemente invalidi a causa di incidenti sui luoghi di lavoro’. La precedente amministrazione aveva stanziato 500mila euro per il 2014 e 50mila per il 2015. L’emendamento cercava di ampliare e riportare tale base a 500mila euro. Rigetto incomprensibile, specie se si considera che la guida della Regione è targata centro-sinistra. Il secondo – prosegue l’esponente della Cdl - riguardava lo stanziamento di un importo di 75mila euro, per come previsto dall’articolo 3 della legge 19/1995, all’Istituto della Biblioteca Calabrese, con sede in Soriano Calabro. A tale proposito non passa inosservato il voto contrario del collega Mirabello. Nei giorni scorsi, quest’ultimo aveva solennemente annunciato il suo impegno a sostegno della Biblioteca; alla prova dei fatti, puntualmente smentito. E colpisce pure il voto contrario del collega Ciconte che è originario di Soriano. Infine, col terzo emendamento, avevo chiesto un finanziamento di 500mila euro, in favore del comune di Vibo, mediante il parziale investimento delle percepite accise, assicurate dalla struttura portuale di Vibo Marina. E ciò per garantire all’aera circostante il porto piena un’appropriata riqualificazione ambientale e nelle vie di comunicazione. Opzione regolarmente ignorata dall’amministrazione Oliviero. Le scelte della maggioranza – conclude Mangialavori - dimostrano, ancora una volta, ove ve ne fosse bisogno, l’incoerenza di un’amministrazione che non va oltre i rituali e inevasi proclami”.

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