Nicolò (FI): "Un piano per la riconversione turistica dei terreni dell’ex Liquichimica di Saline Joniche"

“Un piano per la riconversione turistica dei terreni dell’ex Liquichimica di Saline Joniche, per la fruibilità ed il rilancio del porto e per la valorizzazione di un’area d’indubbio pregio ambientale e faunistico dove insiste un’oasi naturale inserita tra i siti di interesse comunitario”.

E’ quanto chiede il presidente del gruppo di Forza Italia alla Regione Alessandro Nicolò.

“Definitivamente superata la fallimentare esperienza della destinazione industriale di un’area a forte vocazione turistica e finalmente archiviato il progetto di costruzione della Centrale a carbone, grazie anche alla ferma presa di posizione del Gruppo di Forza Italia, alle mozioni e agli atti di indirizzo votati all’unanimità dal Consiglio regionale, occorre ora volgere lo sguardo al futuro” - sottolinea il Capogruppo Fi.

Regione, Città Metropolitana, Comuni ed associazioni che perseguono finalità pubblicistiche di salvaguardia e promozione del territorio, sono chiamati a ragionare su un progetto comune di rilancio. La vendita dei terreni di proprietà della società Sipi - prosegue Alessandro Nicolò - impone di giungere in tempi celeri all’acquisizione delle aree interessate. E’ questo lo step cruciale, propedeutico ad un disegno di sviluppo condiviso del comprensorio di Saline Joniche”.

“Allo stato - evidenzia l’esponente politico - non vi è ancora traccia del progetto di bonifica e sviluppo dell’intera area grecanica, passaggio contenuto nella mozione bipartisan approvata nel 2014 dal Consiglio regionale che impegnava la Giunta in tal senso. Riteniamo che non sia ulteriormente procrastinabile il processo di riqualificazione complessiva del sito, anche attraverso investimenti comunitari, bonificando i resti ferrosi dell’impianto industriale e debellando situazioni d’impatto ambientale e di pericolosità per la salute pubblica”.

“E’ tempo di raccogliere la domanda delle comunità interessate e di un territorio che ambisce a caratterizzarsi in una prospettiva turistica e di sviluppo eco-sostenibile. Per questo, serve la rimodulazione del Piano Regolatore di tutta l’area industriale di Saline Ioniche ed occorre investire sul porto per renderlo nuovamente operativo e trasformarlo in approdo turistico. Occorrerà dunque - conclude Alessandro Nicolò - elaborare un piano complessivo per la tutela e la valorizzazione di un’area dalle significative potenzialità paesaggistiche e culturali, scegliendo un modello di sviluppo economico che si attagli alla vocazione e peculiarità del territorio, privilegiando il turismo”.

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