Il rapimento di Aldo Moro nei ricordi di un calabrese

La prima foto di Aldo Moro prigioniero delle Brigate rosse La prima foto di Aldo Moro prigioniero delle Brigate rosse

Ho un ricordo nitido del rapimento di Aldo Moro. Quel giorno mi trovavo all'Università a San Pietro in Vincoli (sede della facoltà d'ingegnerria dell'Unoversità di Roma La Sapienza).

Le notizie che arrivavano erano confuse e contraddittorie. Qualcuno parlava dell'uccisione di Moro e della sua scorta, qualche altro di rapimento, qualche altro ancora di colpo di stato.

In pochi minuti,tutti noi: studenti, professori, visitatori, neolaureandi, personale non docente, abbandonammo l'Università in preda al panico ed alla paura per far ritorno nelle rispettive case.

Le strade in un batter d'occhio erano deserte, le serrande dei negozi abbassate. I tram passavano con molto ritardo o per niente. I romani lasciarono Roma per rifugiarsi nelle seconde case ubicate nei paesi e nelle località vicine alla Capitale. Non ricordo Roma cosi deserta come in quel frangente, neanche quando in agosto si svuota per le ferie.

Anch'io per un attimo pensai di tornare in Calabria. Gli attivisti del Pci, a pomeriggio inoltrato, quando si ebbero notizie piu' precise, scesero per strada a fare volantinaggio e rassicurare la gente. E' la premessa della linea politica di netta intransigenza e di fermezza assunta dai vertici del Pci, cui si adeguerà anche la Dc e quasi tutte le forze politiche, escluso il Psi,  parte delle forze sociali ( i sindacati) ed,infine, anche il Papa.

Molti sono i lati oscuri di quella vicenda.La "geometrica potenza" dei brigatisti, da quanto si è saputo successivamente, era in realta' una " geometrica impotenza" fatta di improvvisazione ed incoscienza.Molti ritengono che vi fossero infiltrati che volevano la morte dI Moro. Lo statista con le sue "convergenze parallele" non era ben visto e ben capito  nell'Europa e nel mondo, soprattutto d'Oltreoceano.Ancora c'era la divisione tra i due blocchi e la cosiddetta guerra fredda.

Una cosa è certa, quella tragica vicenda, a distanza di tanti anni, presenta molti lati oscuri che in qualche modo coinvolgono la classe politica ed le istituzioni. Il sangue di Moro,come lui stesso affermò in una sua missiva dalla prigione, ricade ancora su di noi. La fragilita' politica e democratica dell'Italia sono dovute ai tanti misteri ed ai tanti intrighi mai risolti accaduti negli anni del dopo guerra. "L'affaire Moro", come affermò Leonardo Sciascia in un suo pamphlet, e' la metafora di una Italia in declino.

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