Scardinare i trasversalismi per rivoluzionare la Calabria

Palazzo Campanella, sede del Consiglio regionale della Calabria Palazzo Campanella, sede del Consiglio regionale della Calabria

 Quella tra Berlusconi e il Pd è una storia ormai consolidata. Benissimo, ognuno faccia quello che meglio crede. Così vale per la Lega, la quale ha tutte le buone ragioni, ora, per mandare al diavolo Forza Italia.

 Vedremo cosa accadrà a livello nazionale, e in diverse realtà locali. Io qui voglio riflettere sulla Calabria, che tra pochi mesi è in campagna elettorale, salvo incidenti.

 Salvo incidenti, perché la maggioranza di Oliverio è debolissima, e, con l’uscita di Guccione e quell’altro, è quasi venuta meno. Ma poniamo si salvi in qualche modo, Oliverio arriva alla primavera del 2019 e non oltre. Certo, lo voteranno gli intellettuali di Africo, ma non erano tantissimi; anzi, quattro gatti. “Portentosi”, secondo l’articolista, però quattro gatti.

 Quanto alla minoranza… stavo per scrivere opposizione ma mi è venuto da ridere; è palese che la minoranza fa parte della maggioranza, ne è la ruota di scorta. La minoranza di scorta è formata dal centro(destra), sia pure frantumato in gruppi, e da Fratelli d’Italia.

 Se questi hanno il fegato, rompano con Forza Italia. Come possono dimostrare di avere fegato? Facendo, almeno una volta nella vita, l’opposizione sul serio.

 Intanto, la Lega calabrese, che è consistente e in crescita, deve decidere cosa fare, cominciando con chiudere i rapporti con FI.

 Deve svolgere nelle piazze quel ruolo di opposizione che FI e annessi non svolgono in Consiglio. Deve rivolgersi ai Calabresi onesti e audaci, che ne abbiamo le tasche piene di una Regione ultima d’Europa, e che ha fatto e fa pena dal 1970 a oggi; con presidenti di sinistra e centrosinistra, e ancora di più e peggio con quelli di centro(destra), tali Pino Nisticò, Peppino Chiaravalloti e Pino Scopelliti.

 La Lega farebbe bene ad evitare contaminazioni con questo centro(destra), erede della Democrazia cristiana e niente altro. Sarebbe l’ideale, nel 2019, una lista che rispecchi l’attuale compagine governativa.

 Non è solo e nemmeno soprattutto questione di nomi e di liste; è che la Calabria dev’essere profondamente rivoluzionata nella mentalità e nella prassi. Non ci servono assessori accomodanti e complici dei burocrati; e allevati nelle stesse logge e cene e amicizie palesemente trasversali, e non solo trasversali di partito!!!

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