Serra, il teatro ed i progetti sfumati

È dei giorni scorsi la notizia secondo la quale la “città” di Serra San Bruno avrà quanto prima un suo teatro. Già approvata la progettazione preliminare che prevede un costo pari ad un milione e mezzo di euro. Tale somma solo per il preliminare! Già individuata l’area su cui dovrebbe ( è sempre bene utilizzare il condizionale quando si ha a che fare con le istituzioni pubbliche) essere edificata la struttura teatrale e cioè in località “La prisa”, nel quartiere Spinetto.

Finalmente! E si perché, come giustamente osserva il sindaco Luigi Tassone, “Serra merita di avere un teatro”.

Bene, nulla da eccepire, semplicemente che il cittadino comune non ha più fiducia nei progetti annunciati e poi cestinati. Ripercorrendo a ritroso la storia della nostra cittadina, ti imbatti in tante occasioni, iniziative, attività che non sono state realizzate. Mancate, insomma. Perché?

Nel non lontano 1999 la Provincia di Vibo, allora non ancora in dissesto finanziario, aveva acquistato il piano terra di uno dei tanti palazzi più antichi di Serra: il palazzo Bifezzi, sito nel centro storico, a Terravecchia, che i più anziani ricordiamo come la vecchia caserma dei Carabinieri. L’obiettivo: incrementare lo sviluppo turistico e culturale del territorio delle Serre. L’assessore provinciale dell’epoca dichiarava che “Serra San Bruno merita l’attenzione della Provincia per le sue indiscusse potenzialità turistiche che non possono più essere sacrificate e ignorate senza penalizzare ulteriormente questo territorio…” Molti hanno accolto con soddisfazione l’iniziativa, soprattutto tra gli intellettuali e gli artisti. Già si pregustava la possibilità di utilizzare il palazzo Bifezzi come centro di studi bruniani con annesso un museo di storia certosina. Stiamo aspettando! Ma no, ormai la Provincia è annientata dai debiti, non ha più risorse!

Solo pochi anni orsono, ancora l’Amministrazione comunale aveva ideato l’iniziativa denominata “Rionando”. In pratica la cittadina veniva suddivisa in cinque rioni storici: San Gerolamo, Scorciatina, Palumbo, Pagliarola e Calvario. Obiettivo: stimolare “una sana competizione tra i diversi rioni prendendo spunto dalle festività, dalle realtà e tradizioni locali e promuovendo giochi, gare, confronti ed eventi formativi.” Non se ne fece niente. Insomma un “Palio di San Bruno” mancato!

Ed ancora. Sempre gli anziani, come chi scrive, ricordano i tanti bei momenti culturali e di intrattenimento vissuti nell’attraente edificio denominato Kursaal sorto, negli anni ’60, per volontà dell’allora Ente Provinciale per il Turismo di Catanzaro, nel bel centro della cittadina. Dopo tanti anni di lustro è caduto nell’oblio e nell’abbandono più assoluto. Orbene, udite, udite, nel 2010, l’Amministrazione comunale aveva chiesto alla Regione Calabria, proprietaria dello stabile, la cessione dell’immobile dove poter insediare un teatro comunale. Avete letto bene: un teatro! Anche questo nel dimenticatoio. Non è dato sapere cosa ne è avvenuto o meglio cosa non è avvenuto. E intanto il Kursaal sta lì a far bella mostra di sé con tutto il suo squallore, neanche il buon senso di demolirlo e ampliare l’esistente parche parcheggio chè di questo ce n’è davvero bisogno. Son passati appena otto anni dalla manifestazione d’interesse sull’edificazione di un teatro su un’esistente struttura decaduta ed in pieno centro e più nulla s’è detto.

Passando ai nostri giorni, è di fresca fattura, sul preesistente fabbricato del carcere mandamentale, decaduto anch’esso, di località San Rocco, un bell’edificio destinato a pinacoteca. Nulla, forse i quadri hanno cambiato strada.

Ora spunta fuori il teatro di “La Prisa”. Se son rose fioriranno! La necessità è impellente se si pensa, tra le tante altre cose, che spesso il Complesso bandistico cittadino è costretto ad esibirsi nelle chiese. E mi fermo qui!

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