Ecobonus: hanno effetti positivi, ma il processo per l’ecosostenibilità procede ancora a scatti

La strada per un’ecosostenibilità energetica è lastricata di stop forzati, modificando una famosa citazione per meglio comprendere la situazione attuale del mercato energetico in Italia. Il nostro paese è legato agli obiettivi stabiliti insieme ai partner della comunità europea in merito ad energia e clima, intrapresi attraverso la SEN (Strategia energetica nazionale) che scadrà nel 2020.
Dall’Analisi trimestrale del sistema energetico italiano curata da ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile) relativa al secondo trimestre del 2018, notiamo che il processo non è affatto in discesa. I consumi sono andati aumentando, +3,2% rispetto ai rilevamenti del 2017, un aumento arrivato soprattutto grazie al settore industriale e dei trasporti, nonostante un contestuale aumento dei prezzi del mercato: +32% per il greggio, +17% per il gas e impennata delle borsa elettrica che da trimestre a trimestre ha registrato un +5%, +20% rispetto all’anno precedente.
Proprio sui prezzi interviene il relatore e coordinatore dell’analisi Francesco Gracceva: “Nonostante questi forti incrementi, nei primi sei mesi del 2018, i consumi di energia sono cresciuti di oltre il 3% sulla spinta della produzione industriale e del PIL. Tuttavia, nella seconda metà dell’anno, il progressivo trasferimento dei rialzi dei prezzi all’ingrosso su quelli finali rischia di frenare i consumi e di ripercuotersi negativamente su un’economia che già presenta segni di rallentamento. Tutto ciò in un contesto che non lascia prevedere, almeno a breve, riduzioni dei prezzi delle commodity energetiche”.
Il petrolio torna ad aumentare e, per contro, l’indice ISPRED registra un nuovo calo. Di cosa si tratta? Parliamo di un indicatore studiato da ENEA che monitora le fasi di transizione energetica verso le energie rinnovabili e tiene conto di prezzi, decarbonizzazione e sicurezza energetica. Questo indicatore è in passivo per ben 10 volte consecutive (30mesi), l’ultima rilevazione marca un -9%, e questa è decisamente la notizia peggiore.
Questi dati contrastano con quelle che erano state le recenti rilevazioni sugli effetti sortiti dagli ecobonus, un incentivo introdotto dal 2007 che, in più di un decennio, ha dato l’opportunità al paese di migliorare e soprattutto modernizzare il suo approvvigionamento energetico con 3,3 milioni di interventi di cui poco meno della metà realizzati negli ultimi 3 anni. I bonus sono stati utilizzati per sostituire 2,6 milioni di serramenti (lavori per un totale di 6 miliardi di euro), per lavori su coperture, quasi 70 mila interventi e oltre due miliardi di indotto. Inoltre, non va dimenticato che la sostituzione degli infissi, il miglioramento dell’isolamento termico di solaio e pareti hanno portato al risparmio (nel solo 2017) di ben 1.300 Gwh (gigawattora).
Non solo, l’80% degli edifici coinvolti in questo tipo di lavori, sempre con il 2017 a riferimento, è stato costruito prima degli anni ‘80, quasi 3 miliardi di lavori che hanno portato nell’era moderna dell’efficientamento energetico una grande fetta del nostro patrimonio storico immobiliare. Passando invece all’idraulica, nello stesso anno di riferimento, gli italiani hanno acquistato più di 660 mila caldaie di nuova generazione, ovvero a condensazione, più 15% rispetto all’anno precedente. Un incremento tale da accorciare la vita al mercato delle vecchie caldaie, ormai solo il 12% del business totale. Da Roma ai piccoli centri, l’assistenza e la manutenzione su questi modelli pullula di professionisti e le grandi marche (es. Viessmann, Hermann, Ariston) puntano ormai quasi esclusivamente su questi prodotti ecofriendly. Insomma, in qualche modo questi incentivi hanno cambiato il mercato di riferimento.
Su questi risultati ebbe già modo di esprimere soddisfazione il presidente di ENEA Federico Testa: “Nuove misure, provvedimenti strutturali e semplificazioni consentiranno di ottenere risultati positivi in materia di efficienza energetica e sicurezza degli edifici superando ostacoli e criticità. In particolare strumenti come l’ecobonus, il sismabonus e la cessione del credito fiscale aprono la strada degli incentivi anche a quella fascia di popolazione economicamente vulnerabile, circa un cittadino su dieci, che spesso vive in condomini periferici delle grandi città tutt’altro che efficienti dal punto di vista energetico”. Eppur si muove, potremmo dire, nella speranza che il futuro del processo non preveda tutte queste botte d’arresto.

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