Obbligo etichettatura per tutti i prodotti alimentari, Abate (M5s): "Un'altra vittoria del governo del cambiamento"

La senatrice Rosa Silvana Abate (M5s) La senatrice Rosa Silvana Abate (M5s)
«Con l’approvazione arrivata nella serata di ieri del decreto legge “Semplificazioni” – spiega la senatrice Rosa Silvana Abate (M5s) – è stato approvato anche l’emendamento che prevede l'obbligo di etichettatura di origine per tutti i prodotti alimentari. In questo modo non ci saranno più informazioni ingannevoli né falsi sulle tavole degli italiani. Lo avevamo promesso e ora portiamo a casa questo importante risultato».
 
«Già nelle scorse settimane – prosegue la senatrice Pentastellata – avevo rimarcato come ci fosse la necessità che si tutelassero le piccole produzioni di nicchia, in particolare quelle calabresi e del Sud Italia in genere, che hanno anche un valore, oltre che economico, culturale e religioso, poiché tali colture sono quelle che preservano la biodiversità e la tutela di parte del territorio. A seguito del lavoro in commissione Agricoltura e grazie al lavoro del sottosegretario M5s Alessandra Pesce avevamo avuto anche un incontro al Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo per parlare della filiera agrumicola. Un tavolo al quale parteciparono le piccole colture di nicchia della Calabria come il Cedro, le Clementine IGP di Calabria, i Limoni di Rocca Imperiale, i Pompelmi, oltre alle organizzazioni produttori (OP) regionali».
 
«L’approvazione del decreto legge e del collegato emendamento sull’obbligo di etichettatura per tutti i prodotti alimentari – chiude Abate – va in questa direzione. Così vince in Made in Italy, vincono i produttori onesti e i consumatori che ora potranno scegliere in totale trasparenza. Era una richiesta che durante le audizioni in commissione c’era stata chiesta dalle associazioni di categoria ma in generale ce lo avevano chiesto i cittadini e le nostre aziende che ogni giorno, con il loro lavoro e le eccellenze agroalimentari prodotte, portano in alto il nome del nostro Paese nel mondo. È un’altra vittoria del Governo del cambiamento contro quella vecchia politica che aveva favorito l’arrivo in Italia dell’olio tunisino e di altri prodotti esteri che hanno causato seri danni all’agricoltura del Paese».

 

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