Elezioni per il Senato accademico dell'Unical, le proposte di Maiolino (#Noi)

Antonio Maiolino Antonio Maiolino

«Creare un canale diretto tra università e mondo del lavoro per incentivare l’occupazione post laurea, introdurre laboratori interdisciplinari per garantire una formazione professionale a 360 gradi e otto appelli d’esame per tutti i corsi di studio».

Ha le idee chiare Antonio Maiolino, 23enne di Spezzano Albanese, studente di Giurisprudenza e candidato al Senato accademico dell’Università della Calabria con la lista #Noi.

«Un impegno preso al fine di dare la giusta continuità a un percorso iniziato già tre anni fa con l’associazione Sud, cofondatrice della lista #Noi, che ha oltre 400 iscritti. Insieme a un gruppo di studenti – spiega Maiolino in corsa alle elezioni universitarie del 14 e 15 maggio - abbiamo raggiunto nel corso di questi anni dei traguardi importanti per il nostro ateneo. Siamo già riusciti a fare degli enormi passi in avanti garantendo sette appelli e borse di studio a tutti gli studenti idonei. Una battaglia vinta, visto che la Giunta regionale, a seguito di una nostra richiesta, ha stanziato cinque milioni di euro per lo scorrimento delle graduatorie delle borse di studio, eliminando la figura dell’idoneo non beneficiario. In questo modo tantissimi studenti hanno avuto la possibilità di usufruire gratuitamente dei servizi dell’Unical. Servizi, però, ancora carenti e che non bastano a coprire le esigenze degli studenti. Bisogna rilanciare il progetto originario dell’idea di Campus, oggi un po’ abbandonato. Migliorare la viabilità, aumentare i collegamenti, le attività commerciali e di interesse sociale. I dati, purtroppo, parlano chiaro: in questi ultimi dieci anni – afferma il candidato al Senato accademico della lista #Noi - gli iscritti continuano a diminuire. Da 27.514 iscritti nel 2016, siamo passati a 25.307. Bisogna partire da questi numeri, puntare su sicurezza e riqualificazione, offerta formativa e diritto allo studio per invertire il trend di emigrazione post-laurea ed evitare che tantissimi studenti calabresi decidano di andare a studiare fuori regione».

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