Serra, Lagrotteria:"Maggioranza superficiale e impreparata"

«La maggioranza consiliare - che rappresenta il risultato di un accordo solo ed esclusivamente politico, concluso da due personaggi che saranno ricordati per aver fatto cadere nel baratro un’intera comunità - ha scritto un’altra pagina buia della storia politica e amministrativa di Serra San Bruno».

Non usa mezzi termini il consigliere comunale di opposizione Walter Lagrotteria nel commentare quanto avvenuto nel corso dell’ultima riunione del civico consesso, al termine della quale sono stati approvati tutti i punti all'ordine del giorno, compreso quello sul Rendiconto di gestione 2018. A giudizio di Lagrotteria, i componenti della maggioranza, ancora una volta, «hanno dimostrato una approssimata conoscenza circa il contenuto degli atti che andavano ad approvare».

Una «scarsa superficialità», insomma, che a suo parere è stata riscontrata anche sul punto relativo alla variazione d’urgenza al bilancio di previsione 2019/2021, con riguardo a un mutuo di 250mila euro per la “Casa del Pellegrino”. «Sono soldi buttati al vento - ha proseguito Lagrotteria - che potevano essere spesi per cercare di risolvere altre questioni ben più importanti e per le quali i cittadini chiedono risposte immediate, come ad esempio quelle relative all'acqua, alle strade dissestate del centro abitato e di quelle periferiche, allo stadio comunale, al campetto di calcetto in località Calvario, ad interventi di recupero sulle aree di Santa Maria e di Rosarella, ad un intervento di messa in sicurezza del viale Certosa. La “Casa del Pellegrino” rappresenta un’ascia che pende sulla testa dei cittadini serresi». Approvata un’altra variazione d’urgenza, si è passati all'ultimo punto, relativo al Rendiconto di gestione: «Anche su questo argomento - ha spiegato Lagrotteria - così come già avvenuto per i punti precedenti, abbiamo deciso di non partecipare alla votazione in quanto, come andiamo dicendo da diverso tempo, il numero legale è inesistente e, per questo motivo, la seduta non può considerarsi valida. Tuttavia, la maggioranza, dall'alto della propria arroganza, per l’ennesima volta ha proseguito ugualmente con i lavori, infischiandosi del corretto funzionamento del consiglio comunale, unica sede nella quale i consiglieri, attraverso un confronto libero, esprimono il loro giudizio sulle scelte per le sorti della comunità». Diversi, però, sono i punti affrontati da Lagrotteria: «Mi chiedo per quale motivo non viene approvato il Piano strutturale comunale, cosa che potrebbe dare una boccata d’ossigeno all'economia del territorio. C’è qualcosa (e se sì, cosa?) che ne ostacola l’approvazione? Ma non è tutto, perché un’altra grande incertezza riguarda la zona Pip, per la quale si potrebbero benissimo effettuare operazioni di vendita a prezzi più bassi, cosa che andiamo dicendo da mesi. Quando il sottoscritto si trovava in maggioranza, insieme ai consiglieri Albano e Giancotti abbiamo lavorato e seguito da vicino queste problematiche per dare una risposta. Per quanto concerne la zona PIP, abbiamo lavorato per far sì che fossero predisposti gli atti per procedere alla vendita dei lotti dell’area ad prezzo congruo rispetto alle trentatré euro indicati in precedenza, così da stimolare e consentire realmente a chi volesse di investire sull’area. Mentre per il Piano regolatore ho lavorato, anche recandomi diverse volte presso gli uffici preposti, in sinergia con gli uffici regionali e con i tecnici incaricati, per predisporre e adeguare alle nuove normative un PSC che potesse dare subito delle certezze e delle risposte ai cittadini che soffrono oggi dei disagi e vivono nell’incertezza. Un Piano che è strumento di rilancio economico e sociale per un territorio che soffre in un settore, come quello edilizio, oramai stagnante da anni. Gli atti necessari all’adozione del Piano predisposti da oltre un anno sono fermi lì. Se ne è rimandato sempre l’esame ed il prosieguo della procedura amministrativa che porta all’approvazione dello stesso. Ora mi chiedo ancora cosa ostacola la conclusione dell’iter di approvazione del Piano. Ci sono problemi specifici? E se si quali? Penso che quando si amministra nell’esclusivo interesse della comunità bisogna avere il coraggio di decidere e assumersi le responsabilità delle scelte che possono segnare positivamente il futuro di un territorio. Oggi invece stiamo assistendo ad una “nuova amministrazione” targata Censore- Salerno che, fino ad ora, ha partorito tanti comunicati stampa, ma di concretezza non c’è neanche l’ombra. A chiusura della seduta consiliare, al momento della votazione per l’approvazione del Bilancio consuntivo 2018, è arrivata la ciliegina sulla torta: il vicesindaco Jlenia Tucci, pur esprimendosi favorevolmente, ha spiegato testualmente di non volersi assumere «alcuna responsabilità, contabile, amministrativa e giuridica rispetto alla gestione dell’anno 2018».

In buona sostanza, ha approvato degli atti senza leggerli e disconoscendone il contenuto; atti che, in qualità di vicesindaco, approva e per i quali non si assume alcuna responsabilità. E allora che senso ha votare a favore? La realtà - conclude Lagrotteria - è un’altra: i serresi non possono più aspettare; non hanno alcuna intenzione di assistere a questa grottesca messinscena di un’amministrazione nata contro la volontà popolare e che ha probabilmente come unico scopo il soddisfacimento di interessi personali (dei singoli) e politico-elettorali (dei Capi). Al contrario, servono risposte concrete. Risposte che, se non sono in grado di dare, allora farebbero bene a dimettersi per manifesta incapacità».

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