Concessi i domiciliari ai quattro giovani arrestati a Cittanova mentre coltivavano una vasta piantagione di canapa indiana

Il giudice per le indagini preliminari presso il tribunale di Palmi, Dionisio Pantano, ha applicato la misura degli arresti domiciliari nei confronti di Giuseppe Startari, Paolo Monterosso, Carmelo Avati e Giuseppe Sicari, arrestati nei giorni scorsi a Cittanova dai Carabinieri della Compagnia di Taurianova mentre erano intenti a coltivare una piantagione composta da 3.200 piante di canapa indiana (Per leggere la notizia clicca qui).

La coltivazione, rinvenuta in località Querce di Cittanova, era alimentata con dei tubi di plastica collegati a delle cisterne ed aveva come originale dissuasore degli odori, delle carcasse di polli.

Il pubblico ministero Domenico Cappelleri aveva chiesto la convalida dell’arresto e l’applicazione della misura della custodia cautelare in carcere per il reato produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti aggravato dall’ingente quantità.

I difensori dei quattro giovani, l’avv. Antonino Napoli per Monterosso, Avati e Sicari, e gli avv.ti Michele Ceruso ed Annunziata Modafferi, per Startari, all’udienza di convalida tenuta presso il carcere di Reggio Calabria Arghillà, si sono opposti all’applicazione della massima misura cautelare, argomentando le loro ragioni, e richiedendo per i loro assistiti - in subordine - la misura degli arresti domiciliari.

Il gip accogliendo parzialmente le argomentazioni dei difensori ha disposto l’applicazione degli arresti domiciliari con l’installazione del braccialetto elettronico, disponendo che, in caso in cui il braccialetto non sia immediatamente reperibile, gli stessi venissero liberati e condotti presso i loro domicili ove attenderanno la disponibilità dello strumento elettronico.

Pertanto i quattro giovani nella giornata di ieri hanno lasciato il carcere di Arghillà alla volta delle loro abitazioni ove attenderanno la celebrazione del procedimento penale a loro carico.  

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